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Torna all'elenco argomenti | Lunedi 20 Novembre 2017

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Da: giulio 
(roma)
  il diapason?
[10-12-2008]  
Per una chitarra battente più piccola (88cm) quanti centimetri deve essere la lunghezza del diapason???
Va bene 53 cm??

Ti ringrzio in anticipo
Giulio

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Pagina 1

[1]   
Da: alfonso 
( )
  Re: il dipason?
[12-12-2008]  
ma perchè, c'è un regola ??

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[2]   
Da: alfonso 
( )
  Re: il dipason?
[12-12-2008]  
circa più o meno potremmo dire che un diapason di misura "normale" potrebbe essere 65 cm, quindi credo che da 64 in giù va tutto bene..

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[3]   
Da: giulio 
(roma)
  Re: il dipason? G R A Z I E
[16-12-2008]  
GRAZIE DAVVERO
FARO' COME TU DICI MAESTRO!
SO' CHE SAI IL FATTO TUO E DI TE MI FIDO CECAMENTE.
ALFONSO SEI SEMPRE IL MIGLIORE!
Ora vado a sistemare...sto diapason
GRAZIE DI CUORE
Giulio

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[4]   
Da: alfonso 
( )
  Re: il dipason?
[16-12-2008]  
a giù, sono compiaciuto e lusingato di tanta fiducia ma io c'andrei con i piedi di piombo, che ne sappiamo che non ci sia una frazione ideale del diapason ? solo un liutaio può darci la risposta giusta..

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[5]   
Da: cappa2 
(Benevento)
  Re: il dipason?
[10-01-2013]  
Ok...ma se la chitarra battente calabra ha normalmente il diapason di 640-650, il chitarrino battente solitamente che diapason ha?
Grazie

Francesco

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[6]   
Da: alfonso 
( )
  Re: il dipason?
[10-01-2013]  
ciao Francesco,
allo stato attuale non esiste nessuno studio, nessun documento e nessuno straccio di rilevamento che ci consenta di affermare che la battente calabra ha un diapason di 640-650, o per meglio dire io non ne sono a conoscenza,

se poi vogliamo dire che spesso ci capita qualche battente della famiglia De Bonis con quel diapason posso affermare che a volte capita anche a me, come mi capitano anche esemplari De Bonis con diapason maggiore,

in ogni caso identificare la "battente calabra" con le battenti De Bonis sarebbe riduttivo in quanto, pur se è universalmente noto ed accettato che a questa famiglia appartengono alcuni dei più noti e bravissimi liutai calabri, che con la loro preziosa opera hanno dato lustro e notorietà a questo strumento, è pure vero che i De Bonis rappresentano una modesta percentuale dei liutai calabri e operanti in calabria,

in parole povere mi sento di dire che non abbiamo nessun elemento che ci suggerisca l'esistenza di un modello di "chitarra battente calabra" ,

questo non vuol dire che non ci siano aree della calabria in cui sia diffuso un tipo di chitarra con caratteristiche peculiari che la rende unica e diversa da ogni altra battente, tanto da poterne attribuire l’origine senza equivoco ad un determinato luogo, come accade per la “chitarra battente con scordino” delle Serre, questa si che avrebbe titolo, visti i caratteri inequivocabilmente diversi, ad essere rappresentata come “chitarra battente calabra”.

D’altra parte la chitarra battente si differisce dalla chitarra classica anche per questa sua mancanza di “classicità”, ossia di una codifica che la renda universale ed uguale in tutto il mondo.

Approfitto per far notare che la mancanza di un “modello univoco” ossia di un “modello classico” della chitarra battente, lo ritengo un fatto positivo e di pregio perchè se verosimilmente l’eventuale omologazione dello strumento potrebbe portare ad un miglioramento delle prestazioni, è sicuro pure che contemporaneamente ne conseguirebbe l’omologazione dei repertori, con un conseguente irreparabile e gravissimo danno culturale.

Caro Francesco, se diamo per buono quanto sopra come si fa a rispondere alla tua domanda senza cadere nel pressapochismo e nella superficialità ?
Esempio: tempo fa ho costruito il chitarrino battente che vedi nella foto qui sotto per farne dono al figlio di un amico, il diapason se non ricordo male era 280. Ancor prima mi costruii per le mie esigenze un chitarrino con diapason 33 che puoi ascoltare in questo video http://www.youtube.com/watch?v=268t5cYGpWE

Con quale criterio li escludiamo o li includiamo nel calcolo della media per determinare la dimensione “solita” dei chitarrini ? vogliamo escluderli con il criterio che fanno fede solo le misure della liuteria ufficiale o di quella più diffusa? e le centinaia di costruttori-liutai-falegnami-hobbyti non fanno forse testo ?

Alla fin fine direi che le dimensioni come il diapason di uno strumento, sono un problema che si pongono i liutai, chi vuole costruirsi una chitarra “un pò più piccola” secondo me potrebbe fare a meno di arrovellarsi e quindi decidere autonomamente

Concludo, caro Francesco, ringraziandoti per avermi dato l’occasione di fare quattro chiacchiere e ti invito a raccontarci come e perché ti sei posto questa domanda







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[7]   
Da: cappa2 
(Benevento)
  Re: il diapason?
[10-01-2013]  
Innanzitutto grazie per la risposta e complimenti per il chitarrino in foto.
Ho posto la domanda per un motivo semplice: seguo il sito da tanto ed anche grazie al sito anni fa contattai un liutaio calabrese (Scordamaglia) ed acquistai la mia prima ed unica chitarra battente ... o meglio me la volle regalare mia moglie come regalo prima del matrimonio (era il 2006), conoscendo la mia passione per la cultura del sud e della musica del sud in particolare ed il mio diletto di strimbellatore maldestro di chitarre.
La mia era pura passione e non coadiuvata da chissa' quali studi filologici. Tale passione non è diminutita anzi è aumentata quando ci siamo trasferiti ad Udine.
Poi mi è capitato circa un anno fa di autocostruirmi un pò per scherzo una chitarra elettrica della quale sono contentissimo (quella che si vede in foto).
Ora penso sia giunto il momento di far convergere i due hobbies e di costruirmi una battente e quindi sto raccogliendo le idee ... sono ancora indeciso se cominciare con una elettrica od una convenzionale.
Fatto sta che ho pensato a questo sito quale posto ideale per raccogliere info.
L'idea che ci fosse una tipicità risiede nel fatto che oltre alle notizie sulle De Bonis anche la mia battente ha un diapason di 650.
Certo è che entrambe provengono da una stessa zona ed a pensarci bene già le battenti della Calabria a sud di Catanzaro sono molto differenti dalle più note De Bonis.
Il fatto di non avere vincoli è comunque più stimolante per la realizzazione di un prodotto tutto proprio.

Ti ringrazio per la risposta eche è senz'altro un grosso stimolo a sperimentare e, se tutto andrà per il verso giusto, condividere con voi il risultato della mia prossima creatura.
Come si può vedere dalla foto, anche la mia chitarra elettrica non è del tutto convenzionale, dato l'utilizzo del noce, dei fori di risonanza atipici ecc., ma inizialmente ho avuto bisogno di punti fermi per trovare il coraggio di iniziare ... questi punti fermi li ho trovati nel più classico dei modelli di chitarra elettrica, la tele, ma poi ho sperimentato soluzioni "mie".

Grazie e a presto.
Francesco

















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[8]   
Da: Pietro 
(Pescara)
  Re: il diapason?
[12-05-2014]  
Sono nuovo nell'approccio a questo forum e sono stato stimolato dalla Vostra conversazione sul diapason della battente per il fatto che non mi ero mai posto il problema. Appartengo alla stessa famiglia di chitarristi appassionati come voi e quando ho iniziato ad apprezzare la musica popolare di tradizione orale mi è venuta la voglia di fondare una compagnia (che per ora ha interrotto la sua attività per mancanza di tempo visto che per professione tutti facciamo altro... sigh!). Gli strumenti della tradizione popolare sono affascinanti (Alfonso, correggimi se sbaglio!) proprio per il loro carattere non convenzionale: è la loro bellezza, il loro mistero, la loro storia. Credo che lo sforzo che bisognerà profondere in futuro, relativamente ad essi, sia esattamente quello di conservare il più possibile il loro carattere di spontaneità. Così come non troveremo mai due launeddas, o due tamburelli identici (che capita solo a livello industriale...brrr), mi auguro che le chitarre battenti continueranno ad essere solo somiglianti tra loro, affinché ogni musicista appassionato possa personalizzare la propria attraverso il modo di suonarla, interpretando a modo suo il repertorio della tradizione.
Svolgo la professione architetto e mi occupo di centri storici: per me l'identità culturale è un principio irrinunciabile. Lo stesso principio che amo applicare nel suonare gli strumenti popolari.
Grazie per questa opportunità e buone cantate a tutti!

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[9]   
Da: Alfonso 
  Re: il diapason?
[24-05-2014]  
caro Pietro hai centrato il problema, conservare la spontaneità e preservare la diversità è essenziale per contrastare l'appiattimento e l'omologazioneche porta solo all'impoverimento culturale, è proprio per far capire l'importanza di quanto sopra che aprii questo topic..

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[10]   
Da: Pietro 
(Pescara)
  Re: il diapason?
[08-07-2014]  
...e ti sono grato per il fatto che tu lo mantenga aperto. Il sano confronto fa crescere le persone e consente loro di migliorare ridimensionandosi. Come dire, correndo da soli si vince sempre, no? ;-))

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