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Venerdì 14 Maggio alle ore 11 presso la Sala degli Angeli
dell’Università Suor Orsola Benincasa a
Napoli
si svolgerà la presentazione del volume di Pasquale Scialò “Storie di
Musiche”, a cura di Carla Conti, con l’introduzione di Ugo Gregoretti
(Guida Editori, collana Identità Sonore).
Il volume di Pasquale Scialò sarà l’occasione per aprire una più ampia
discussione sulle “Culture dello spettacolo a Napoli nel Novecento”.
Ne discuteranno con l’autore il preside della Facoltà di Scienze della
Formazione dell’Università Suor Orsola Benincasa Lucio d'Alessandro, il
direttore del Napoli Teatro Festival Italia Renato Quaglia,
l’antropologo Marino Niola, presidente del Teatro Stabile di Napoli.
Interverrà l’attrice Isa Danieli.
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BRANI ANTICHI DELLA BASSA E ALTA VALLE D'AGRI
dalla
incessante opera di ricerca di Graziano Accinni nasce questo lavoro:
un Cd di quei brani che tanto hanno
fatto sorridere e ballare le nostre Genti, sono tutti pezzi
originali suonati dai Musicanti: Arpisti, Chitarristi, Mandolinisti,
Zampognari e Voci di Anziani ed Anziane che non sono più tra Noi che
con la loro vocalità e la loro Musica ci regalano per Noi e per i
Posteri grandi suggestioni ricche di Cultura e Devozione.
La tradizione lucana sale su un palcoscenico e diventa il primo
progetto di musica etnica di Basilicata. E’ questo l’intento
dell’Associazione Musicale Multietnica Europea che da oltre un anno
ha dato vita al gruppo Ethnos.
L’idea
è quella di raccogliere i canti popolari antichi che hanno
accompagnato il nostro passato ed oggi rappresentano radici e
identità del popolo lucano e rimodularli su forme musicali moderne.
Sono dunque
la
ricerca e
l’amore verso la propria terra che spingono gli Ethnos,
oltre alla capacità di trasformare nenie, canti alla Madonna,
tarantelle e ballate popolari in brani dalle caratteristiche
tecniche nuove, dalla musicalità incentrata sul virtuosismo dei
musicisti che compongono il gruppo. Artisti di primo livello alla
cui guida c’è il chitarrista Graziano Accinni, conosciuto per essere
da molti anni al fianco del cantautore lucano Mango. Proprio la
maturità artistica acquisita in anni di esperienze ad altissimo
livello è la prima chiave di lettura del progetto, poiché ha
permesso ad Accinni di fare un passo coraggioso, facendo incontrare
a metà strada due culture, due forme musicali e trovando un
“armonioso” punto di fusione fatto di contaminazioni di grande
impatto live che, a giudicare dal consenso del pubblico, coinvolge
garantendo successo.
Per Graziano Accinni, inoltre, si tratta di un ripercorrere le tappe
della sua infanzia in quanto, in una famiglia di musicisti che lo ha
avviato su una strada già battuta, il suono della tradizione ha
rappresentato un importante punto di partenza che oggi ritorna nella
sua produzione artistica. A ciò si aggiungono i trascorsi con il
gruppo folk del suo paese, a cui è rimasto comunque legato.
Al centro degli Etnhos, dunque, è la chitarra, o meglio: le
chitarre. Affiancano il leader, infatti, Silvio De Filippo e Marco
Tirone, a cui si aggiungono il basso di Sal Genovese e la
mediterraneità delle percussioni di Gennaro De Filippis e della voce
di Franco Accinni.
Dunque una “partitura per diciotto corde e voce”, in cui i
protagonisti sentono che "attraverso il dialogo tra tre chitarre ed
una voce narrante scorre la vita di una civiltà, la civiltà
contadina del popolo lucano con il suo fascino antico e misterioso.
In
un immaginario viaggio, si tenta con una commistione di linguaggi di
raccontare la ricchezza di un popolo fatta di gesti semplici e
quotidiani, appartenenti ad un mondo che non esiste più, ma che è in
ciascuno di noi. Un popolo umile ma dignitoso, che con il volto
chino va ancora incontro alla Madonna nera. Un’umanità che non crede
in monachicchi, streghe e filtri magici, ma ne conserva la
ritualità, i gesti, ma anche i suoni, i sapori, i colori. Il dialogo
tra le chitarre e le voci saranno alternati a momenti coreografici
atti a sottolineare i momenti della vita che scorrono tra realtà e
magia con i loro tempi: dal lento e ritmato lavoro dei campi , al
dolore, alla morte, alla redenzione. È attraverso la dolcezza del
suono delle corde e la forza evocativa della voce che si tenta di
dare un volto ad un popolo ricco di storia e contenuti. Il popolo
Lucano".
E', questo, il manifesto del progetto Ethnos in cui si intrecciano
le sonorità antiche con le forme tecnologiche e artistiche che
raggiungono pubblici diversi.
Sul palco, dal vivo, si esibiscono altre espressioni di musica
tradizionale lucana, con sconfinamenti in Campania e Calabria:
ospiti provenienti da lontano ma non in senso geografico, bensì del
tempo, spesso andati a ripescare nell’oblìo, dove molti dimoravano
dimenticati dai giovani. Ospiti la cui arte era relegata ai margini
della musica ed ai margini della memoria. Il messaggio è chiaro: una
cornamusa celtica è facilmente diventata per il grande pubblico una
forte espressione di musica etnica; perché non dovrebbero diventare
simboli anche i nostri organetti, le nostre zampogne, il canto delle
prefiche e gli inni religiosi?
In questo modo la musica antica di Basilicata può diventare anche
moderna, seguendo fedelmente l’evoluzione di un popolo che mantiene
radicata la forza e la tradizione delle sue origini ma è
caratterizzato anche dall’apertura verso nuovi orizzonti e nuovi
traguardi.
E poi tutto si gioca sulle contaminazioni. Quelle artistiche e
musicali dei singoli protagonisti, che riescono a “tradurre” in
linguaggio universale la storia di un popolo. Ma c’è un’altra
contaminazione, forse più importante perché non coinvolge solo chi
suona ma anche chi ascolta; una contaminazione che vede integrate la
tecnica della razionalità della mente con la passione dettata dal
cuore.
Così gli Ethnos mettono in musica l’identità lucana.
English Version
Lucanian
tradition is on the stage and becomes the first project of ethnic
music in Basilicata. This is the aim of Associazione Musicale
Multietnica Europea, that founded Ethnos one year ago.
The idea is to collect ancient popular chants representing the roots
and identity of Lucanian peopleand remodulating them in modern
musical styles.
Research and love for their country spur Ethnos, who are able to
ch’ange dirges, chants to Madonna, tarantellasand popular ballads
into pieces with new technical features, with musicalità centred on
the virtuosity of the musicians of the group. They are high-level
artists guided by guitar player Graziano Accinni, known to have been
for many years beside Lucanian singer-songwriter Mango. The
artistic maturity achieved after years of experience is the main
result of this project, because Accinni was able to combine two
cultures, two music styles in a “harmonious” contamination, which
has a great influence and success on the audience.
Graziano Accinni belonged to a family of musicians, therefore the
sound of tradition was an important starting-point already in his
childhood that returns in his actual artistic production. Besides he
is still very tied to the folk band of his town.
Guitar, or rather, guitars are the main elements of Ethnos. The
leader is supported by Silvio De Filippo and Marco Tirone, then the
bass of Sal Genovese, the drums of Gennaro De Filippis and the voice
of Franco Accinni.
Then a “score for eighteen strings and voice”, in which the
musicians feel that “through the dialogue among three guitars and a
voice” the life of a civilization flows, the mysterious and
fascinating peasant civilization of Lucanian people is performed.
With a mixture of languages they try to describe the simple and
daily gestures of humble people who meet the black Madonna keeping
their head bowed. People who don’t believe in monachicchi, witches
and potions, but they have retained rites, sounds tastes and
colours. The dialogue among guitars and voice will alternate with
dances able to stress the different moments of life: work in the
fields, sorrow, death and redemption. Through the softness of string
sound and the suggestive strength of voice Ethnos tries to connote
people rich in history and contents.
The
Lucanian people.”
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Un libro
di Antonio Campoli e Giuseppe Di Prospero.
“Ripicchiozzo”
non è una delle tante, non ben comprese, parolacce
volgari in circolo ma il suggestivo nome del gruppo
vocale e strumentale popolare sezzese diretto dal
maestro
Giuseppe (Pino)
Di Prospero.
“Ripicchiozzo”
è diventato anche il titolo dell’ultimo libro di
Antonio Campoli.
In realtà il versatile e prolifico autore
vernacolare questa volta ha lavorato a quattro mani
con Di Prospero,
musicista e direttore della
Corale San Carlo da
Sezze, che ha curato l’ampia sezione
musicale. Si tratta, infatti, di una raccolta di
ballate, stornelli, serenate, canti alla poeta,
canti a dispetto, in
dialetto
sezzese. Una raccolta di trascrizioni su
pentagramma, frutto di una ricerca mai tentata
prima, cui hanno collaborato per le ricerche dei
testi e delle musiche
Luisa Fanella,
Rita Arcese,
Alberto
Filigenzi oltre lo stesso
Di Prospero.
A corredo un prezioso
CD che
contiene tra gli altri i seguenti brani:“Se mi u
fa gl’iamoro”, “Tocca, tocca”, “Ricordo
di Peppo”, “Venite a Sezze”, “Stornelli
setini” (I serie), “Stornelli setini”
(II serie), “Etturallalla”, “Zirolo,
zirolo là”, “Peppalacchio”, “O
Sezze bello”, “Milogranato”, “Ara,
Rosello mio”.
Sezze Romano
è un antico paese, del IV secolo a. C., in bella
posizione su una balaustra a 300 m. dei Lepini,
affacciato sopra l’agro pontino, i grattacieli di
Latina e il Mar Tirreno. Nei giorni migliori, quando
il cielo è più terso per la tramontana, la vista che
normalmente si posa sul Circeo si spinge fino ad
abbracciare le Isole Ponziane. In questa isola
autoglotta che è Sezze, del tutto tipica, dove
domina il proverbio curioso e un po’ autoironico di
“Sezze, Suso (sua frazione) e Siena,
madre della lingua italiena” (e oggi forse
anche… rumena) alcuni cultori locali, tra
cui il colto avvocato
Renato Sauzzi
(Sezze
e il suo dialetto, Comune di Sezze,
1987) si sono spesi e si spendono tuttora per
mantenere viva la fiammella della cultura popolare.
E se per la musica non possiamo dimenticare la
grande cantante
Graziella Di Prospero,
per la poesia il mentore è senz’altro
Antonio Campoli,
noto avvocato, già vicepretore, ma più ancora
pronunciatamente poeta (più che nella)
della sua lingua madre cui, scrive
Tullio De Mauro
(in Lingua e dialetti), “è opportuno guardare…
senza ostilità ma con curiosità e rispetto”. Le
sue opere precedenti (La
fontana di Pio IX (1981),
Tibbo Tabbo
(1986, sonetti sezzesi di cui uno dedicato anche a
me* (“Foglie Morte” a pag. 24) all’epoca direttore
del I Circolo didattico di Sezze),
La Calandrella
(1999) danno la caratura di questo singolare
personaggio. Ora rimaneva, però, ancora qualcosa da
salvare prima che, per la caduta del tempo, il
patrimonio si disperdesse definitivamente giù per le
Coste di Sezze. C’era da salvare un patrimonio di
musica popolare fatta di sentimenti genuini per ogni
più importante occasione della vita, emozioni
rivestite di note elementari, di arie alcune
sicuramente originali altre meno perché acquisite
per successiva contaminazione da altre realtà
musicali d’Italia. A favorire l’acquisizione di
altre musiche c’era stata la coscrizione militare
obbligatoria e la chiamata al nord dei giovani
soldati setini per la Grande Guerra (1914-18) e poi
la mussoliniana Bonifica integrale delle Paludi
pontine (1931-’34) che aveva attratto, non senza
qualche invidia, moltissimi coloni dal Veneto, dal
Ferrarese e da altre province d’Italia. Le
frequentazioni e poi i matrimoni misti, dopo il
guardingo e un po’ diffidente iato di una
generazione, avevano contaminato per il resto
shakerando e fondendo canti e tradizioni. Ma
prima ancora tra il 1875-’80 c’era stata l’approdo
migratorio dei Ciociari, taglialegna e lestraioli
provenienti dalla Campagna dei paesi del Verolano e
del Sorano, spinti verso la Marittima dal bisogno di
lavoro come testimonia una lapide sul frontale della
Chiesa Nuova a Suso. La popolazione di Sezze, ancora
cent’anni fa, era costituita da nobili pochi e
sparuti (Pacifici De Magistris, ecc…), alcuni
borghesi, molti popolani, artigiani e contadini
anche, in stragrande maggioranza, della più bassa
condizione dove soltanto possedere una “cesa”,
un asino e un caretto poteva diventare un partito
davvero “matrimoniabile”.
“… Ma se pe’ l’Aggiariccia, la Cesa nu la tì,
se ‘n tì i caretto e gl’asino, a casema ‘n ci
venì”.
Nella canzone di Cintruta e Pappino questi tre
elementi (la cesa, il carretto e il mulo) potevano
così suggellare, in una società ancora
prevalentemente contadina, l’ottimale sposalizio di
due giovani sezzesi.
Ora
con questa raccolta di canti popolari si scopre un
grande valore culturale, morale e pratico. “Culturale”
perché rappresenta antropologicamente bene il modo
di essere, di apparire e di esistere del paesano
delle passate generazioni; “morale” perché
recupera in una tradizione artistica in via di
estinzione gli argomenti poetici della giovinezza e
dell’innamoramento, gli aspetti più genuini e più
diversi dell’anima popolare; “pratico”
perché propone e vuole addestrare al coro partendo
dal genere melodico più semplice, spontaneo, puro,
come quello che sboccia dal cuore dell’anonima
folla. Di contro alle “barbare intrusioni e
deviazioni musicali” del rock anche nostrano
così tanto in voga ci viene qui riproposta l’unità
tonale e il senso ritmico, vera natura e anima
musicale, di un popolo mediterraneo della collina
lepina.
di Sergio Andreatta ( da
www.andreatta.it
)
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L' Associazione culturale "Hyrpus Doctus"
in collaborazione con il museo civico
etnomusicale "Celestino Coscia e Antonio Bocchino" presenta:
"Montemarano" un documentario di Luigi D'Agnese.
Le video-riprese sono state effettuate dal 2000 al 2009 e illustra la
tradizione etnomusicale
del paese, un viaggio attraverso i canti polivocali religiosi-
processione di San Giovanni e Madonna di Montevergine- interpretazioni
di tarantelle con gli strumenti musicali del luogo, varianti di ballo
della "Montemaranese" eseguite da "anziane maestre" del paese,
carnevale e ancora interviste e tanto altro.
Per informazioni
rivolgersi: A Luigi D'Agnese- 0827 63402 cell. 329- 8508577 oppure:
hyrpusdoctus@tiscali.

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Venerdì 4 dicembre - ore 17 a
Roma
Casa della Memoria e della Storia
Il Circolo Gianni Bosio presenta il libro
"LE CIMINIERE NON FANNO PIÙ FUMO. CANTI DEGLI OPERAI PIEMONTESI"
di EMILIO JONA, SERGIO LIBEROVICI, FRANCO CASTELLI e ALBERTO LOVATTO (Ed.
Donzelli)
Intervengono Franco Castelli, Emilio Jona, Alessandro Portelli,
Giovanna Marini
Intervento musicale a cura del Circolo Gianni Bosio
Torino fra la fine '800 e l'inizio '900 rappresenta un vero e proprio
laboratorio politico e culturale, nonché un microcosmo particolarmente
significativo della storia e della cultura del mondo popolare e
proletario in Italia. Attraverso sessanta testimoni e oltre trecento
canti, gli autori documentano l'oralità di quegli anni, grazie anche a
una ricchissima iconografia fatta di manoscritti, canzonieri, spartiti e
partiture, opuscoli, giornali e stampe. L'intento è documentare la
nascita di un canto popolare che attraversa i quartieri e i circoli
proletari, un canto essenzialmente parodico, che intreccia l'ideologia
anarchica e socialista e la rappresentazione degli spazi fisici e
mentali operai, che è dominato dalla contaminazione e dalla mimesi dei
generi più disparati dell'espressività colta e di consumo del tempo, e
che trova nella creazione di una sorta di «cantata operaia» la sua
manifestazione più originale e specifica. Un grandioso affresco del
mondo operaio delle origini, che è il nostro passato e porta con sé, pur
nella sua irripetibilità, un nucleo vitale di valori in cui è possibile
riconoscersi e di cui ci si può ancora nutrire. Il libro stesso è il
risultato di una ricerca a suo modo storica che, fra l'attività di
Cantacronache e le origini del Nuovo Canzoniere Italiano e dell'Istituto
Ernesto de Martino, ha costituito il fondamento di gran parte dei
repertori del canto sociale su cui sono cresciute esperienze e movimenti
come anche quello del Circolo Gianni Bosio. |
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SABATO 21 novembre - Ore 21.00 a
Roma
CIRCOLO GIANNI BOSIO
Via di Sant'Ambrogio 4 - II piano
RASSEGNA PARALLELE
Pino Pontuali
presenta il suo Cd
"Quanno che me se chiama ce vengo volentieri"
canti da osteria
Con il GRUPPO LA PIAZZA:
SARA MODIGLIANI, voce e flauti
SIMONE COLAVECCHI, chitarra percussioni e voce
GABRIELE MODIGLIANI, chitarra e voce
PINO PONTUALI, organetti e voce
e la partecipazione di CHIARA DE BIAGI, voce
Un Cd che intende valorizzare, una piccola parte di un repertorio
tradizionale, spesso sotterraneo avviato ad un inarrestabile destino di
estinzione: i canti da osteria .
La tradizione cantata nelle osterie, pur con le caratteristiche di un
mondo prettamente maschilista (quello appunto dell’osteria), sintetizza
tutte le aspirazioni, le delusioni, la trasmissione di notizie,
l’insofferenza del vivere quotidiano, le ribellioni verso il potere
costituito, ecc. della società in cui si è sviluppata, e rappresenta una
grande espressione di libertà di pensiero. Tutto questo ben si affianca
alla tradizione popolare più comunemente intesa integrandone i valori e
esplicandone più compiutamente il significato.
Contributo 10 euro
Info 0668135642
info@circologiannibosio.it
www.circologiannibosio.it
Uf f. Stampa: susannacerboni@libero.it
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Aspettando…”Pifferi, muse e zampogne”
Musicanti del
Piccolo Borgo in concerto
presentazione del
nuovo CD “Ecchite maje” (RadiciMusic Records)
SABATO 7 novembre
2009 h. 21,45
Circolo Culturale
AURORA
Piazza Sant’Agostino
22 AREZZO
ingresso libero
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Giovedi 5 novembre alle ore 18
presentazione del libro
U Ballettu - Memorie e riflessioni sul ballo tradizionale
agropastorale
in Sicilia (Cavallotto editore, Catania 2009), di
Margherita Badalà e Fabio
Tricomi. Relatore Angelo Scandurra
Sara' proiettato un documentario realizzato da Marcello Trovato e da
Margherita Badalà e ci sara' una dimostrazione del repertorio
di ballu supra ‘a
ciaramedda, con la partecipazione di Salvatore Vinci e
Felice Currò, suonatori
tradizionali dei Peloritani.
Seguira' OPENING Festa d’apertura, aperitivo e concerto
inaugurale.
L'evento si svolgera' al Castello Ursino, P.za Federico II di
Svevia in
occasione della 3° edizione del
MARRANZANO WORLD FESTIVAL
che si terra' a catania dal 31 ottobre all' 8 novembre
http:// www.marranzanoworldfestival |
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Mercoledì 28 ottobre
2009 ore 21.00
Roma, Auditorium Parco della Musica, Sala Teatro Studio
presentazione del libro
Il ritorno
della taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina
di Vincenzo Santoro.
Partecipano insieme all'autore
Giovanna Bandini, scrittrice
Sandro Portelli, presidente del Circolo Gianni Bosio
Edoardo Winspeare, regista cinematografico
Curzio Maltese,
giornalista di Repubblica
A seguire serata speciale di musica salentina con
Malicanti,
Anna Cinzia Villani,
Enza Pagliara e Maria Mazzotta
Ingresso gratuito
_______________________
Vincenzo Santoro,
Il ritorno della taranta. Storia della
rinascita della musica popolare salentina, con Cd audio, p.
248, Edizioni Squilibri 2009, € 18
Dalle pionieristiche esperienze degli anni Settanta fino all’esplosione
degli ultimi anni, la ricostruzione del lungo processo di recupero e
riuso dei materiali tradizionali giunto nel Salento a una sorprendente
esposizione mediatica le cui ricadute vanno bene oltre i confini
regionali. Una storia iniziata poco meno di quarant’anni fa ad opera di
una variegata congerie di personaggi locali, spesso singolari e in
qualche caso anche stravaganti che, coadiuvati a volte da personalità
più blasonate provenienti dall’esterno, sono riusciti a produrre uno dei
fenomeni musicali più sorprendenti e clamorosi degli ultimi anni: il
“rinascimento della pizzica”.
In un avvincente racconto corale, una vicenda senza riscontri sul piano
nazionale è ripercorsa dalla “viva voce” dei suoi protagonisti, da
Rina Durante a Giovanna Marini, dal
Canzoniere Grecanico Salentino ad Officina Zoè,
da Eugenio Barba a Edoardo Winspeare,
dal Canzoniere di Terra d’Otranto agli Aramirè,
da Eugenio Bennato a Georges Lapassade
fino all’attuale dilagare di tarante a tutte le latitudini e nelle più
svariate combinazioni.
Nel
cd allegato al volume una significativa selezione di brani musicali che,
con numerosi inediti, offre un’efficace rappresentazione sonora del
movimento che, prima ancora dell’intervento delle istituzioni, ha reso
possibile il “miracoloso”, anche se non privo di contraddizioni,
recupero di una tradizione ormai prossima a scomparire |
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il Canzoniere di Roma (Sara Modigliani voce, Sonia Maurer
chitarra, Marco Onorati voce, Luca Mereu mandola e
Felice Zaccheo mandolino) presenta il cd "Ner duemila" di
recentissima pubblicazione, in due occasioni:
Giovedì 24 settembre, ore 21.30 a
Roma
Piazza Mastai
Festa di Liberazione
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Martedì 29 settembre, ore 21.00
Piazza S. Maria Liberatrice (Testaccio)
Manifestazione EMPORIUM URBIS. “Tra Monti e Cocci”. Quarta
edizione della Manifestazione dedicata alla rievocazione della
tradizione dell'ottobrata romana, questo anno incentrata sulla storia
dei mercati romani e dell'Emporio situato anticamente nel rione
Testaccio, con spettacoli musicali e teatrali, proiezioni di film e
cabaret.
Per info e prenotazioni 06.51602082
info@mitinitaly.org
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salvatore lembo
cilento

"..Lembo ci porta in
Cilento.
Per noi legge, racconta, taglia il paese intero
e lo ricompone nell'astrazione di un bianconero profumato.
Il suo lavoro rivela la trama
antica della tradizione
locale sospesa in un
limbo di attese
secolari.."
Cristina Paglionico, consigliera
nazionale FIAF

per ordinazioni:
salvatorelembo@live.it
info@alfonsotoscano.it
fotografie: salvatore lembo
stampa: donato navone
grafica: gaetano paraggio
scansioni: spazio tif
stampa: arti grafiche sud
prezzo: 15 € |
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FESTIVAL DE BOUCHE À OREILLE 2009
XAINTRAY - EGLISE 28
LUGLIO
Ore 22,30 Concerto con la “Paranza d'ò Lione”
PARTHENAY – PALAIS DES CONGRES
31 LUGLIO
Ore 20.00 proiezione del film “Voci del Popolo Contadino, voci di
tamburo” in versione francese.
Ore 22,30 Concerto con la “Paranza d'ò Lione”
BRUXELLES LES BAINS
BRUXELLES 2 AGOSTO
Ore 20.00 proiezione del film “Voci del Popolo Contadino, voci di
tamburo” in versione francese.
Ore 21,00 Concerto con la “Paranza d'ò Lione”
La
serata del 22 settembre 2007 al Maschio Angioino, credo, che abbia
“seminato” considerevoli elementi per far conoscere la nostra cultura
popolare a livello internazionale.
Infatti, la serata del 22 settembre 2007 si esibirono dal vivo e per la
prima volta sullo stesso palco i “custodi” di questo antico filone
musicale conosciuto col nome di “tammurriata”. Il progetto, composto dal
film “Voci del Popolo Contadino, voci di tamburo” ed il concerto live
con alcuni protagonisti del film solo grazie alla tenacia degli autori e
di coloro che realmente hanno creduto nell’idea, ha varcato “le mura
napoletane”.
Voglio
dire, che si è dato luce a qualcosa di sano portando un progetto in giro
per il mondo, legato ad una tradizione ancor presente e viva in
Campania, di quell’Italia contadina che ha lavorato umilmente e seminato
la Cultura del “Bel Paese”, in un momento storico dove i dubbi, ed i
cattivi pensieri, aleggiano più delle certezze e delle buone energie.
Questa
è fortuna. Trovare persone che con il loro impegno ed il loro
perseverare, autofinanziandosi, dimostrano, che i frutti unici e
prelibati di quella Campania Felix, che fu, sono ancor vivi, pur se
nascosti e fragili, e poterli divulgare e renderli fruibili, accessibili
ad un pubblico colto e vario come quello di Berlino,
Amsterdam, Bruxelles,
Stoccolma, Il Cairo.
Ora, il progetto
“Voci
del Popolo Contadino” è entrato a far
parte dei prestigiosi festival che ogni anno vengono organizzati a
livello internazionale. I prossimi appuntamenti sono al festival
internazionale francese "De Bouche à Oreille" e a Bruxelles "Les Bains"
dove si possono apprendere le basi della tammurriata, con un maestro
d’eccezione, Antonio Matrone “O’Lione” e godere la visione del film
“Voci del Popolo Contadino, voci di tamburo” per scoprirne i retroscena
con l'autore del progetto e regista Salvatore Raiola presente in sala e
disponibile al confronto con il pubblico.
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dal 25 maggio 2009 al 20 giugno 2009 a
ROMA
Presso il Circolo Gianni Bosio - Sede di via sant' Ambrogio 2°piano.
"Devozione popolare a
Catanzaro"
Fino alla fine di giugno è esposta la
mostra sulla devozione popolare a Catanzaro di Andrea Bressi.
Interessanti fotografie di soggetti e di aspetti sacri, riprodotte su
supporti lignei, quasi per dare spessore ai significati che egli intende
porgere. Si tratta di splendide figure di Santi e di Madonne, quali si
espongono nelle nostre belle chiese; ma che non tutti conosciamo a
sufficienza, in quanto avvezzi a non guardare al di là delle cose, ma a
soffermarci sulle loro apparenze, sulle esteriorità estetiche ed
artistiche, non curanti, invece, di quello che le icone sacre stanno a
rappresentare. E non tutti davvero disponiamo di una cultura
agiografica, per capire cosa possano esprimerci nei pur significativi
atteggiamenti, nei particolari, ad esempio, di un volto sofferente fino
all'estremo di una Madonna senza più lacrime da versare, o di un Santo
con sul petto un medaglione con sopra incisa la parola "Charitas", od
anche Altro con in mano un bastone fiorito di candidi gigli. Nella
mostra di Bressi si ammirano anche scorci di processioni, quali sogliono
procedere per le vie principali delle località catanzaresi, con grande
concorso di popolo in festa o, a secondo delle ricorrenze, di devoti e
di penitenti in pii atteggiamenti e con volti contriti. Questi pure sono
da ritenersi icone viventi: immagini rappresentative di fede e di
devozione edificanti. Sfilano, inoltre, sotto i nostri occhi,
"processioni a mare", Santi portati a ritmo di danza e magari
accompagnati da suonatori di zampogne; e poi, verginelle con le ali,
donne devote che camminano scalze per tutta la durata della processione,
volti edificanti, penitenti con il dorso nudo che si flagellano a
sangue, e altri che si gravano la testa di una corona di spine dette
santare, per rinnovellare sul proprio corpo il dolore di Gesù legato
alla Colonna dei nostri peccati. Qualcuno fa mostra dell'Ecce homo, che
si è fatto tatuare sul muscolo deltoide, e non certo per dileggio, bensì
per l'orgoglio di sentirsi materialmente più vicino a Cristo. Sono
aspetti che i puritani deridono, intransigenti di qualsiasi forma
espressiva della gente del popolo, che in vero parla e prega a suo modo,
ma con nel cuore i profondi e gl'indicibili sentimenti che diversamente
non saprebbe esternare.
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“Tra
la menta e il cielo”
è appena uscito il CD
del mio gruppo
SerenatEnsemble,
dal titolo
“Tra la menta e il
cielo”
(musica d’amore tra la
tradizione e l’ espressione personale),
in autoproduzione.
Roberta Bartoletti
e-mail:
rbartoletti13@gmail.com
tel. 06 7845713 - cell. 320 0562305
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15 maggio,
Isernia, ore
17.30, presso l'Archivio di Stato, settimana della cultura,
presentazione del Dvd di Mauro Gioielli "Venerdì Santo, le
processioni di Campobasso e Isernia",
edizioni Palladino Cb |
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Memorie e musiche Comuni
Premio per ricerche sulla “storia
orale” e sulla tradizione musicale popolare
Sesta
edizione
Bando
L’Associazione Nazionale dei Comuni
Italiani, per valorizzare gli studi sulla cultura locale, bandisce
l’edizione 2009 del premio rivolto alle ricerche che riguardano la
memoria storica, individuale e comunitaria, e la tradizione
etno-musicale.
Il premio si articola in tre
sezioni generali:
·
la sezione memoria
storica, che contempla le ricerche condotte utilizzando metodologie
di storia orale;
·
la sezione
tradizione etno-musicale, che riguarda le indagini sulle espressioni
musicali del mondo popolare, che permangono al nostro tempo o di cui è
possibile rintracciare tracce documentali;
·
la sezione
minoranze linguistiche, che comprende le pubblicazioni aventi come
oggetto le lingue e le culture delle minoranze linguistiche storiche
presenti nel nostro Paese;
·
e in una sezione
speciale, dedicata alle ricerche condotte nelle scuole.
Le pubblicazioni (di varia
tipologia: libri, cd, dvd, video, etc.), edite nell’anno 2008,
dovranno pervenire in triplice copia a: Segreteria Premio, presso
l’Ufficio Cultura, Sport e Politiche Giovanili - Associazione Nazionale
dei Comuni Italiani, via dei Prefetti 46, 00186 Roma (tel.
06.68009242, email santoro@anci.it), entro e non oltre il primo
giugno 2009.
Le opere debbono essere accompagnate
da una domanda di partecipazione al concorso, sottoscritta dal
concorrente.
Il premio verrà attribuito da una
Commissione Giudicatrice di esperti, nominati dall’Anci, che esprimerà
insindacabile giudizio entro e non oltre il 15 ottobre 2009. I risultati
verranno pubblicati sul sito www.anci.it.
Per ognuna delle sezioni, all’autore
del miglior lavoro sarà conferito un premio di 1.500 euro. Per la
sezione speciale dedicata alle scuole, il premio consisterà in un buono
libri di 500 euro.
È facoltà della Commissione
giudicatrice di ripartire il premio in caso di candidati classificati ex
aequo (non più di due). È altresì facoltà della Commissione di non
conferire il premio, ove non fossero presentati lavori da ritenersi
meritevoli.
Il Presidente dell’Anci
Leonardo Domenici
Roma, 23 marzo 2009 |
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segnaliamo la recente uscita di CD indubbiamente interessante:
Lirum Li Tronc
"Sordellina, Colascione,
Buttafuoco in Renaissance Naples"
Goffredo Degli Esposti:
sordellina, buttafuoco col siscariello
Mauro Squillante: colascione,
mezzo colascione, colascione piccolo.
Simone Sorini: canto, gnacchere.
tamburello, tamburo
Marcello Vitale: chitarra alla
spagnola, chitarra battente.
Ed.: Stradivarius.
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O BANNU,
il nuovo lavoro di Graziano Accinni e il gruppo ETHNOS
Ethnos
nasce da un progetto di Graziano Accinni, collaboratore e chitarrista di
Mango dal 1981 al 2005, compositore e performer molto apprezzato
collabora tra gli altri con Mina e Jan Anderson. La passione manifestata
dall’eclettico chitarrista lucano nella riscoperta musicale della
storia della Basilicata, muove dalla
convinzione che il vissuto di ogni comunità possa coincidere con nuove
letture interpretative e forme espressive contemporanee: se ogni
comunità sarà capace di ripensare in maniera creativa e critica il suo
passato, la coscienza di esso permetterà sia di individuare la distanza
che lo separa dal presente che di essere rievocato e valorizzato. Nei
16 brani dell’album “O BANNU”
(dalla figura del banditore ormai scomparsa, che lancia un ultimo grido
di una profezia inascoltata), scorre la vita della civiltà contadina
del popolo lucano, un’umanità che non crede in monachicchi, streghe e
filtri magici, ma ne conserva la ritualità, i gesti, ma anche i suoni, i
sapori e i colori.
Questo repertorio
appartiene a quei musicanti provenienti dalla Valle dell'Agri in
provincia di Potenza, che con i loro strumenti: arpa popolare,
violino , mandolino, flauto e chitarra, giravano il mondo,
dall'Australia alla Francia, dall’Inghilterra alle Americhe proponendo
i loro repertori antichissimi. Ethnos trasforma nenie, canti
alla Madonna, tarantelle e ballate popolari in brani dalle
caratteristiche tecniche nuove. L'incrocio delle voci interpretate con
le chitarre danno luogo a una varietà di echi che rimandano alla cultura
greca e marocchina, altre voci ci riportano inconsapevolmente alla
cultura andalusa e al Fado portoghese: un’antica tarantella è suonata
al triplo della velocità originale, una polca apre ad un sound country
americano e dopo un solo di banjo ritorna nei saloni da matrimoni del
Sud Italia. Una sperimentazione di grande impatto live.
Gli Ethnos si muovono
quindi tra due sponde, quella della comprensione delle radici antiche e
quella della trasformazione evitando la rigidità di una ricerca
puramente scientifica, ma usando le melodie popolari come scambio tra
modelli e possibilità diverse, al fine di rivitalizzare un patrimonio
immateriale che rischia di estinguersi. L’album è composto da brani di
grande virtuosismo: Musa m editerranea, Polcabasilisca,
Antidotum, Polca a matrimonio, Lucanae, Tarantella all’aviglianese,
O Bannu e brani che restituiscono armonie e melodie
provenienti da canti devozionali: Madonna del sacro monte, Rusariu,
Crevu, Devozionale, e ancora brani descrittivi o racconti:
Sciucam, Fiore ri lu fiori,
Vola e mena, Cirasieddu, Sona si
vuoi sunà.
“O Bannu” è prodotto da
Scaramuccia Music in collaborazione con il cantautore Ennio Rega.
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CIRCOLO GIANNI BOSIO a
Roma
Casa della Memoria e della Storia
Via San Francesco di Sales, 5
Lunedì 23 febbraio 2009 e martedì 24 febbraio 2009
Due giornate e due libri sulla cultura popolare, la musica e la storia
in Umbria:
Lunedì 23 febbraio - ore 17,00
"L'UMBRIA CANTATA"
Presentazione del Libro con Cd a cura di Valentino Paparelli - ed.
Squilibri 2008
Con l'autore intervengono Piero Arcangeli e Alessandro Portelli.
Partecipazione musicale di Giovanna Marini e Lucilla Galeazzi.
Consegna del fondo completo delle registrazioni di Paparelli
all'Archivio Sonoro "Franco Coggiola" del Circolo Gianni Bosio.
Martedì 24 febbraio - ore 17,30
"ACCIAI SPECIALI: CULTURA E FABBRICA IN UNA CITTÀ INDUSTRIALE"
Presentazione del libro "Acciai Speciali. Terni, la Thyssen Krupp, la
globalizzazione"
di Alessandro Portelli - Ed.Donzelli, 2008
Intervengono con l'autore Loris Campetti,giornalista de "Il Manifesto",
e
operai della Thyssen Krupp di Terni.
Proiezione di video sullo sciopero generale del 2004 a cura di Greca
Campus
Intervento musicale del gruppo Ossi di Seppia di Terni.
Ingresso libero
Info: 06 68135642
segreteria@circologiannibosio.it
www.circologiannibosio.it
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Martedì 27 gennaio 2009 al Caffè
letterario "La coté" - Borgo S. Frediano -
Firenze
h. 18: presentazione del libro "Le
tradizioni musicali in Lucania"
Intervengono: prof. Pietro Clemente e l'autore Giuseppe Gala. Introduce
Anonio Fanelli.
Intratenimento musicale di Mario De Carlo all'organetto
h. 21, 30: Spettacolo di musica popolare lucana a cura del gruppo
musicale "Stanca Chiazza" |
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il 5 dicembre 2008 a
Macchiagodena,
presentazione del "Progetto San Nicola" che
prevede una ricerca sul culto del santo in Molise.
Interverranno il sindaco
di Macchiagodena, Angelo Iapaolo, e l'assessore regionale alla cultura,
Sandro Arco.
A seguire, conferenza di
Mauro Gioielli su "San Nicola voce e
parola. Il vescovo di Myra tra religiosità e folklore". |
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il 6 dicembre 2008 a
Sulmona, Agenzia per
la Promozione Culturale.
Presentazione del
libro "Leggende del Lago di Scanno",
interverranno Luigi Lombardi
Satriani e
Franco Cercone.
Ospiti musicali: I DisCanto e
Mauro Gioielli & IL TRATTURO |
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Seminario di canto popolare sul repertorio
di ITALIA RANALDI tenuto da Sara Modigliani
presso il Circolo Gianni Bosio
Via di S. Ambrogio 4, II piano,
Roma
Sabato 15 novembre ore 14.30-17.30
Domenica 16 novembre ore 10.00-13.00
Il seminario è aperto a chiunque abbia voglia di passare qualche ora a
cantare insieme, senza requisiti particolari, senza nessun tipo di
preparazione, imparando alcuni canti (d’amore, di lavoro, satirici,
politici) della più importante rappresentante del canto popolare della
Sabina.
Costo 40 euro a persona
Iscrizioni e informazioni presso la segreteria del Circolo Gianni Bosio
in Via Sant'Ambrogio 4 - II piano martedì, mercoledì e venerdì ore 17-20
giovedì ore 17-19
telefono 06 68135642 e-mail
segreteria@circologiannibosio.it
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CIRCOLO GIANNI BOSIO Via di Sant'Ambrogio
4 - II piano a
Roma
Sabato 15 Novembre - ore 18.00
"PIOVONO LIBRI - I TESTI E LE VOCI"
Presentazione del libro
"IL SALENTO LEVANTINO: MEMORIA E
RACCONTO DEL TABACCO A TRICASE E IN TERRA D'OTRANTO"
di
Vincenzo Santoro e
Sergio Torsello
Saranno presenti gli autori.
A seguire performance teatrale tratta
dal libro
voci narranti Vincenzo Santoro e Anna
Cinzia Villani e con
Daniele Girasoli: voce, tamburello,
cucchiai, armonica a bocca.
Maria Mazzotta: voce, tamburello,
cupacupa.
Enrico Noviello: voce, tamburello,
chitarra battente.
Anna Cinzia Villani: voce, organetto
diatonico, armonica a bocca, tamburello.
INGRESSO LIBERO
Info:0668135642
info@circologiannibosio.it
www.circologiannibosio.it
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Venerdì 14 Novembre alle ore 20:00 presso
la nostra libreria Anna Cinzia Villani
presentaNinnamorella
per maggiori informazioni visitate:
www.animamundiroma.com
Vi ricordiamo inoltre che i nostri corsi stanno iniziando e per chi
volesse iscriversi o ricevere ulteriori informazioni puo scriverci su
info@animamundiroma.com.
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lunedì 10 novembre 2008 a
Roma alle ore ore
18,30 presentazione del libro
Le Voci dell’Anio -
Musiche Tradizionali della Valle dell’Aniene
di Ettore De Carolis
Roma Auditorium Parco della Musica - MUSA – Museo degli Strumenti
Musicali
Viale de Coubertin, 30
Introduzione di Silvio Grazioli (Sindaco di Trevi nel Lazio)
Interventi di Maurizio Agamennone e Gioacchino Giammaria
CONCERTO
Alessandro Mazziotti - zampogne zoppe e a chiave, flauto di corteccia
Bianca Giovannini - Voce
Interverranno dei suonatori tradizionali della Valle dell’Aniene
Al volume “ Le Voci dell’Anio” edizioni Squilibri, sono allegati due Cd
audio con registrazioni sul campo effettuate da Ettore De Carolis dal
1972 al 2004. Si tratta della più imponente raccolta di documenti sonori
sulla Valle dell’Aniene mai pubblicata prima. La parte musicale e la
selezione delle tracce audio è stata interamente curata da Alessandro
Mazziotti. Il libro contiene oltre agli scritti di Ettore De Carolis e
molte foto, degli interventi di Domenico Ferraro, Maurizio Agamennone,
Alessandro Mazziotti, Gioacchino Giammaria.
X INFO :
www.suonidellaterra.com
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Vacanze
Romane Presenta
Sabato 25 Ottobre Ore 11-13 -
ingresso libero
Università "La
Sapienza" di Roma
Facoltà di Scienze
della Comunicazione,
Aula B1, via
Salaria 113 (P.za Fiume)
Presentazione del CD "Pascolo
abusivo"
e Incontro musicale
con i
Totarella,
suoni dal Pollino
Presenta
Prof. Antonello Ricci
Antropologo Università 'La
Sapienza'
°°°°
sabato 25 ottobre
Ore 16-19 - previa
iscrizione
c/o CIP, via delle ciliegie 42 (P.
Togliatti)
Stage
Pastorale e Tarantella del Pollino
Proiezioni e approfondimenti
a cura di
Margherita Napoli e i Totarella
°°°°
Ore 22 -
ingresso a sottoscrizione
c/o CIP,
via delle ciliegie 42 (P. Togliatti)
Concerto
Totarella
- suoni dal Pollino
******
In contemporanea
LABORATORIO DI ORGANETTO
Tarantella Calabrese
(stile aspromontano)
Sabato 25 e Domenica 26 ottobre
ore 11-13 15-18
a cura di
Piero Crucitti
°°°
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il 4 novembre 2008 presso la libreria ESQUILIBRI di VIA GIOLITTI a Roma
(zona esquilino) alle ore 18,00 presentazione di "libero",
il romanzo di Adamo
Laureti : "..la fuga di due adolescenti che fuggono dalla
monotonia del loro paese della Calabria per ritrovarsi a fare i
suonatori di strada a Roma, ma la realtà non si presenta come nei loro
sogni.."
Autore: Adamo
Laureti, Casa Editrice "il Filo"
- collana "strade - nuove voci"
- euro 13
Il racconto sara' disponibile presso la libreria Esquilibri dal 4
NOVEMBRE e su ordinazione in tutte le librerie nei giorni a seguire.
Per contatti: adamo.laureti@virgilio.it
:il racconto si puo' acquistare gia' dal 16
ottobre consultando il sito
WWW.ILFILOONLINE.IT |
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giovedì 16 ottobre, alle ore 21, nello splendido scenario della chiesa
museo di San Francesco a
Montefalco
(PG), sarà rappresentato lo spettacolo:
Memorie della terra. Canti e racconti di lavoro e di lotta del Salento
15 maggio 1935. A Tricase,
cittadina dell'estremo lembo meridionale del Salento, le operaie
tabacchine scendono in piazza per protestare contro la volontà degli
esponenti locali del Regime fascista di trasferire in un altro luogo il
"Consorzio", lo stabilimento dove si lavorava il tabacco, eliminando
così di colpo centinaia di posti di lavoro. La manifestazione presto
degenera in un vero e proprio assalto al Municipio, che la forza
pubblica respinge sparando sulla folla. Alla fine degli scontri, il
bilancio di questa tragica vicenda sarà di cinque morti e diverse decine
di feriti, e in seguito - anche per la dura repressione condotta dal
Regime - una cappa di silenzio calerà su quella che Giuseppe Di Vittorio
definirà "la rivolta di Tricase".
Di questa e di altre storie
tratta lo spettacolo Memorie della terra,
in cui musica e racconto orale si intrecciano in un viaggio nella
memoria del lavoro agricolo nel Salento della prima metà del novecento,
il periodo storico che vide i lavoratori della terra reagire alle
condizioni di odioso sfruttamento con una grande stagione di lotte
politiche e sociali, culminate negli scioperi delle operaie tabacchine e
nell’occupazione delle terre del feudo d’Arneo.
Nel corso dello spettacolo, la
lettura di alcuni racconti - tratti da una ricerca condotta a partire
dalle testimonianze orali dei protagonisti - viene affiancata
dall’esecuzione di canti tradizionali di argomento “politico e sociale”,
che in molti casi contengono espliciti riferimenti alle vicende narrate
(tra gi altri: Lu
sule calau calau,
Fimmene fimmene,
La tabbaccara,
Madonna mia ce sta
succede, Le
tabbacchine di Aradeo,
Maledettu lu
Cinquanta,
Scusati amici cari,
Il canto dell'Arneo).
Altri canti accompagnano lo svolgimento dello spettacolo:
La cupa cupa vene de
Pasticcia e
La masseria Stranese sono
la "colonna sonora" dei lavori stagionali in Lucania,
il
lamento
funebre ricorda i morti di Tricase,
Canaja canaja
e La Ceserina
sono canti del carcere.
Testi di
Vincenzo Santoro;
voci narranti:
Vincenzo Santoro
e Anna Cinzia
Villani; canti eseguiti da:
Daniele
Girasoli (voce, tamburello,
cucchiai, armonica a bocca),
Maria
Mazzotta (voce, tamburello, cupa
cupa), Enrico
Noviello (voce, tamburello,
chitarra battente),
Anna Cinzia Villani
(voce, organetto diatonico, armonica a bocca, tamburello)
Maggiori informazioni,
foto e video sullo spettacolo all'indirizzo
www.vincenzosantoro.it/dblog/articolo.asp?articolo=347
Ingresso gratuito
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Sara'
presentato ufficialmente il 18 ottobre prossimo alle ore 19:00 presso la
Sala Consiliare del Comune di
Spezzano Albanese (Cosenza) il Cd "Keshtu Kendonjen
Spixana".
La musicologa Bosco, presente all'evento, ci
spiega che: "I brani presenti nel Cd sono documentazione storica di una
societa', di un popolo, di una tradizione tramandata oralmente di padre
in figlio, di bocca in bocca, che sta rischiando di scomparire a causa
del cambiamento musicale, culturale e sociale. Le fonti di questo studio
sono state per lo piu' "contatto umano", ricerche sul campo,
testimonianze dirette di tradizioni e costumi. E' stato come fare un
tuffo nel passato, rivivere, attraverso i racconti, i momenti in cui si
cantavano "ajre", si componevano "vijershe", ripercorrendo l'intensa
"vita" delle "gjitonie"".
Il presidente della MeEduSA, Armentano,
aggiunge che: "Tale progetto si propone di lasciare un contributo alle
nuove generazioni, nella speranza che queste "tracce" non vadano mai
perse.
Sono previsti interventi di Francesco Fusca,
esperto di minoranze linguistiche; Piro Pano, esperto di musica
popolare; Costantino Bellusci, scrittore; Mario Brunetti, console
onorario d'Albania.
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Teramo, venerdì 17
ottobre, sala Caraciotti-Ventilli, via di Torre
Bruciata, ore 18
presentazione del libro:
Vincenzo
Santoro, Sergio Torsello
Il
Salento levantino. Memoria e racconto del tabacco a
Tricase e in terra d'Otranto
a seguire,
Core
Vita e morte dai versi e dai canti della terra chiamata
Salento
Un suggestivo dialogo a
tre voci femminili, che incrocia la lettura di testi
poetici e letterari di argomento “salentino” curata da
Francesca Russo,
con canti della tradizione popolare, eseguiti da
Anna Cinzia Villani,
Carla Maniglio e
Maria Mazzotta.
I turchi di Otranto, le
case di calce, i contadini nei campi di tabacco, tra
ulivi e fichi d’india sparsi i muretti a secco, i
tramonti di sangue in un cielo solido, senza fine, le
donne sedute sulla strada tra vasi di basilico, Lecce
irriverente e triste nei suoi carnevali di pietra, i
rèputi delle prefiche, lo scirocco che fiacca l’anima e
scioglie i contorni delle cose…
I testi presentati:
Maria Corti,
L’ora di tutti,
introduzione; Rina
Durante, Luna
otrantina;
Antonio Verri, Il
pane sotto la neve;
Vittorio Bodini,
Foglie di Tabacco;
Carmelo Bene,
Sono apparso alla
Madonna; Vittorio
Bodini, La luna
dei Borboni;
Vittorio Bodini,
Dopo la luna;
Carmelo Bene, L
mal de’fiori poema;
Brizio Montinaro
(a cura di), Canti di
pianto e d’amore dell’antico Salento;
Claudia Ruggieri,
Inferno minore;
Salvatore Toma,
Canzoniere della morte;
Vittore Fiore,
Io non avevo la tua
fresca guancia
Il Salento
levantino. Memoria e racconto del tabacco a Tricase e in
Terra d'Otranto
a cura di Vincenzo Santoro e Sergio Torsello, Edizioni
Aramirè, Lecce 2005, Libro+cd audio
Introduzione di
Alessandro Portelli
Per quasi un secolo i tabacchi levantini hanno
rappresentato uno degli elementi centrali dell'economia
salentina. L'epopea di questa coltivazione, soprattutto
nella sua fase iniziale, è fatta di grandi, complesse, a
volte spericolate avventure imprenditoriali. Ma intorno
all'economia del tabacco si è anche sviluppato un
endemico conflitto di classe tra i ricchi possidenti
concessionari e i lavoratori della terra e le operaie
tabacchine, sottoposti ad uno sfruttamento ai limiti
della dignità umana, di cui i tragici fatti di Tricase
del 15 maggio 1935 dove una manifestazione di
tabacchine viene repressa nel sangue, lasciando sul
terreno cinque morti,costituisce uno degli episodi più
drammatici. Il Salento levantino ricostruisce queste
vicende dal basso, a partire dai vibranti racconti dei
protagonisti.
Il tumultuoso sviluppo e il lento declino
dell'economia del tabacco a Tricase e nel Salento; le
tabacchine, i consorzi, i magazzini, i tabacchifici, le
mescie; le emigrazioni stagionali e definitive; i
racconti, le storie, i canti. La rivolta di Tricase:
cinque morti la cui memoria è stata rimossa per decenni.
All'interno del volume il CD audio contenente 9 racconti
e 2 canti.
Erri De Luca: "La
letteratura italiana non si è intereressata del proprio
popolo, non si è incuriosita di quello che succedeva, è
sempre stata scritta da coloro che facevano parte di
un'altra classe, oppure se veniva scritta da qualcuno
che apparteneva a una classe inferiore, quello lì per
farsi accettare scriveva sempre storie delle classi
superiori. Dentro la nostra letteratura manca l'epica
del popolo.
Questo libro fa le veci della narrativa, e lo fa bene,
perché è un libro di racconti, che lascia parlare le
persone. Sono grato specialmente perché questa raccolta
di voci è stata mantenuta nella lingua originale, nel
dialetto. È bellissimo il dialetto perché fa sentire le
voci delle persone. Ne viene fuori un'Italia magnifica,
impensabile e anche indimenticabile."
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venerdì 10 ottobre 2008
ANIMAMUNDI
Via Dei Rutoli 15 ROMA
www.suonidalmondo.com
animamundiroma@suonidalmondo.com
Siamo emozionati nell annunciavi
che questo venerdi alle
ore 21 nella nostra sede Di
Roma verrà presentato il libro di Salvatore Villani
su Antonio Piccininno che sarà presente
e che ci regalerà forti emozioni con la sua voce e la sua poesia.
Interverranno:
Salvatore Villani autore
Antonio Piccininno cantore di Carpino
Antonello Ricci antropologo ed etnomusicologo dell'università La
Sapienza di Roma
A seguire intervento acustico a cura del gruppo LI ARIARULE
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Suoni di terra
Libri e concerti sulle musiche di
tradizione
Roma, Auditorium Parco della Musica 15
ottobre-12 novembre, ore 18,30
Come un racconto a più voci sulla
straordinaria ricchezza di espressioni musicali che contraddistinguono
le culture italiane, una successione di incontri incentrati su libri
emblematici, e particolarmente rappresentativi di un determinato
fenomeno musicale, con a seguire una rappresentazione in presa diretta
delle stesse musiche affidata alla viva voce (e strumenti) dei
protagonisti. Promossa dall’editore Squilibri e dall’Accademia Nazionale
di Santa Cecilia, come naturale prosieguo della collaborazione avviata
con la collana AEM per la quale sono già uscite alcune delle
registrazioni sonore conservate presso gli Archivi di Etnomusicologia,
l’iniziativa ricade all’interno della campagna nazionale Ottobre
piovono libri, promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività
Culturali, e si inquadra all’interno della rinnovata sensibilità per le
musiche popolari, accentuatisi dopo la recente ratifica da parte del
Parlamento italiano della Convenzione Unisco a tutela dei patrimoni
immateriali.
Promosso da Squilibri d’intesa con
l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia all’interno della terza edizione
di “Ottobre piovono libri” promossa dal Ministero dei Beni e delle
Attività Culturali, l’Istituto per il Libro, la Conferenza delle
Regioni, l’U.P.I. e l’A.N.C.I.
Ingresso gratuito
info@squilibri.it;
www.squilibri.it; 06-44340148
Suoni di
terra
Libri e concerti sulle
musiche di tradizione
Roma, Auditorium Parco della Musica,
Sala Museo Strumenti Musicali
12 novembre, ore 18,30
Alessandro Portelli presenta il
volume con cd e dvd allegati
Patrimoni sonori della Lombardia. Le ricerche dell’Archivio di
Etnografia e Storia Sociale
a cura di Renata Meazza e
Nicola Scaldaferri
A seguire concerto della
Compagnia di Ponte Caffaro
Iniziative a ingresso gratuito
info: www.vincenzosantoro.it;
www.squilibri.it |
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Suoni di
terra
Libri e concerti sulle
musiche di tradizione
Roma, Auditorium Parco della Musica,
Sala Museo Strumenti Musicali
10 novembre, ore 18,30
Maurizio Agamennone e
Gioacchino Giammaria
presentano il volume con due cd allegati
Le voci dell’Anio. Musiche tradizionali della Valle dell’Aniene
(1972-2004)
introduce Silvio Grazioli,
sindaco di Trevi nel Lazio
A seguire concerto di
Alessandro
Mazziotti e Bianca Giovannini con suonatori tradizionali della valle
dell’Aniene
Iniziative a ingresso
gratuito
info: www.vincenzosantoro.it;
www.squilibri.it |
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Suoni di
terra
Libri e concerti sulle
musiche di tradizione
Roma, Auditorium Parco della Musica,
Sala Museo Strumenti Musicali
7 novembre, ore 18,30
Francesco Faeta presenta il
volume con dvd allegato
L’isola timida. Forme di vita nella Sicilia che cambia (1970-2005)
di Antonino Pennisi
A seguire concerto dei
Fratelli Mancuso
Iniziative a ingresso
gratuito
info: www.vincenzosantoro.it;
www.squilibri.it |
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Suoni di
terra
Libri e concerti sulle
musiche di tradizione
Roma, Auditorium Parco della Musica,
Sala Museo Strumenti Musicali
20 ottobre, ore 18,30
Marino Niola e
Vincenzo Santoro presentano il
volume con due cd allegati
Musiche tradizionali del Salento. Le registrazioni di Diego Carpitella
ed Ernesto De Martino (1959,1960)
a cura di Maurizio
Agamennone
A seguire concerto di
Anna Cinzia Villani e i Suoni Rurali
Iniziative a ingresso
gratuito
info: www.vincenzosantoro.it;
www.squilibri.it |
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Suoni di
terra
Libri e concerti sulle
musiche di tradizione
Roma, Auditorium Parco della Musica,
Sala Museo Strumenti Musicali
Distribuiti lungo l’anno, come un racconto a più voci della
straordinaria ricchezza di espressioni musicali che contraddistinguono
le culture italiane, gli incontri sono il naturale prosieguo di una
collaborazione avviata, tra l’Accademia
Nazionale di Santa Cecilia e l’editore
Squilibri, con la collana
Aem, concernente i materiali
sonori degli Archivi di Etnomusicologia,
depositari della più importante raccolta di musiche di tradizione orale
rappresentativa delle diverse aree del nostro paese. [//]
15 ottobre, ore 18,30
Giancarlo Governi e
Leoncarlo Settimelli presentano
il volume con due cd allegati
Otello Profazio
di Massimo De Pascale
A seguire Otello Profazio
in concerto
Iniziative a ingresso
gratuito
info: www.vincenzosantoro.it;
www.squilibri.it
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CIRCOLO GIANNI BOSIO
Lunedì 6 Ottobre - ore 17,30
CASA DELLA MEMORIA E DELLA STORIA
Via San Francesco di Sales 5,
Roma
"PIOVONO LIBRI"
PRIMO INCONTRO DELLA RASSEGNA
"I TESTI E LE VOCI"
Presentazione del libro
"Miseria dello sviluppo"
di Piero Bevilacqua
Laterza - 2008
Saranno presenti, oltre all'autore, Alessandro Portelli, Mariella
Eboli, Enzo Scandurra e Giovanna Ricoveri.
Interverranno i poeti improvvisatori in ottava rima Giampiero
Giamogante e Donato De Acutiis.
In questo saggio l'Autore, ordinario di Storia Contemporanea
all'Università La Sapienza di Roma, conduce un'analisi storica sulle
profonde trasformazioni strutturali alle quali è andato incontro il
mondo moderno, come conseguenza dell'applicazione di modelli economici,
culturali e politici che hanno spazzato via le radici più autentiche
della solidarietà tra gli uomini. Attualmente la sua riflessione è
indirizzata ai temi del danno ambientale, delle nuove forme di povertà,
delle disuguaglianze sociali, ma è anche il frutto degli studi da lungo
tempo condotti sul mondo contadino e sui cicli vitali della terra.
Nell’ultima parte del libro l’autore formula idee per un nuovo mondo
possibile, per “uno stato sociale di beni comuni”, in cui la società
solidale eroda e conquisti gli spazi del mercato, attraverso un agire
collettivo guidato dalla cooperazione e non dalla competizione, in un
quadro di scambio e di interrelazione culturale. |
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Giovedì 2 ottobre -
ore 16,30 - Biblioteca Vallicelliana (Piazza della Chiesa Nuova)
Roma
La Biblioteca Vallicelliana, con la collaborazione del Circolo Gianni
Bosio, presenta il libro
"Storie orali. Racconto, immaginazione, dialogo" (Roma, Donzelli)
di Alessandro Portelli
intervengono:
Vincenzo Padiglione (Università di Roma "La Sapienza")
Cristina Mattiello (Circolo Gianni Bosio)
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E’
passato esattamente un anno da quando
Voci del Popolo Contadino,
di Salvatore Raiola,
fu presentato ufficialmente a
Napoli al Maschio Angioino. Infatti, la serata del 22 settembre 2007 si
esibirono dal vivo e per la prima volta sullo stesso palco i “custodi”
di questo antico filone musicale conosciuto col nome di “tammurriata”.
Il
progetto, composto dal film “Voci del Popolo Contadino, voci di tamburo”
ed il concerto live con alcuni protagonisti del film, senza avere “santi
in paradiso” e “produttori-protettori” ma solo grazie alla tenacia
degli autori e di coloro che realmente hanno creduto nell’idea, ha
varcato “le mura napoletane”. “Nemo propheta in patria” è l’espressione
esatta per indicare le mille difficoltà ed ostacoli che si presentano
per far conoscere in Campania una cultura che appartiene a tutti.
Dopo la critica
espressa positivamente, dal pubblico e dalla stampa, al
Werkstatt der
Kulturen
di Berlino, alla Libreria Piola di Bruxelles, al
Volkskrantgebouw di Amsterdam, al XXII° Festival Midis-Minimes
di Bruxelles, al VII° Festival Zomer van Sint-Pieter di Louvain e
al I° Festival Maca-Minimes di Wavre il progetto Voci del Popolo
Contadino sbarca a Stoccolma e al Cairo.
Infatti,
il 24 ottobre 2008 prossimo a
Stoccolma e l’ 8 novembre
2008 al Cairo il progetto è ospitato dall’Istituto Italiano di
Cultura in occasione della
Settimana della Lingua
Italiana nel mondo.
e 'a paranza r'O Lione in concerto |
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ARTICOLO GIORNALISTICO
7 agosto 2008
DOCUMENTARIO RUTINO: PAESE DEGLI ANGELI
Prodotto dalla Parrocchia di San Michele Arcangelo e dalla Pro Loco “E.
Corazzo” di
Rutino (SA), il 07 Agosto 2008 sarà presentato il
documentario “Rutino: Paese degli Angeli”, per la regia di Gianni
Petrizzo, con testi del prof. Alfonso Rizzo, voce di Guido Cairone, e
organizzato da Don Ilario Dichiara.
Nella prima parte, il documentario descrive attentamente il paese, con i
monumenti storici di rilievo: la chiesa, le cappelle, il museo, la
fontana di San Matteo, i palazzi gentilizi. Viene, inoltre, sottolineata
l’importanza di personaggi rutinesi che si sono distinti nella storia,
come Padre Michelangelo che fu chiamato a Vienna dall’imperatore
Leopoldo, Pasquale Magnoni con le sue opere letterarie, Michele Magnoni
sottotenente garibaldino e altri ancora…
La
seconda parte del documentario, invece, va ad approfondire, con
accuratezza filmica, quella che è la sacra rappresentazione: la lotta
tra l’Angelo e il diavolo, che avviene ogni anno, la seconda domenica di
Maggio. Per la ricorrenza, annualmente, tutti i rutinesi si ritrovano
uniti intorno alla statua di San Michele, patrono del paese. Questa
festa evidenzia non solo i valori religiosi ma anche un’impronta
chiaramente popolareggiante per l’attrazione che la sacra
rappresentazione esercita su tutto il paese. A differenza delle altre
feste che hanno come parte centrale la messa e l’omelia, in cui si
esortano i fedeli al bene e al giusto, questa celebrazione, invece,
culmina in un dramma dal messaggio prettamente evangelico.
La
descrizione della sacra rappresentazione mostra un primo atto, che
avviene, da tradizione, di buon mattino nella chiesa madre, e che
consiste nel ricoprire la statua di San Michele con oggetti d’oro di
ogni genere, donati negli anni, dai fedeli. Poi si passa alla vestizione
dell’angelo (interpretato da Alberigo Dolce) che è considerato dai
rutinesi la vera star in quanto rappresenta l’incarnazione dell’Angelo
salvatore.
Dopo la santa messa ha inizio la rappresentazione scenica in cui
l’Angelo attraversa in volo la piazza di Rutino per raggiungerne il
centro ed affrontare il diavolo (interpretato da Nello Rizzo). Dopo un
acceso dialogo si dichiarano guerra . Riparte la processione, che
attraversa l’altra parte del paese, per poi ritornare in piazza ed
assistere al combattimento finale: l’Angelo con in pugno la spada
sconfigge il diavolo (interpretato da Carlo Volpe) e viene applaudito da
una folla in delirio.
Il
messaggio lanciato evidenzia la vittoria del Bene sul Male, vuole essere
un invito di pace e di amore; è un incitamento a credere nel Divino, a
scacciare l’orgoglio e la superbia, a rafforzare la fede.
Più
in generale, con questa rappresentazione si vuole rievocare la cacciata
di Satana e dei suoi seguaci dal Paradiso. Gli spiriti superbi, che,
però, non si sono rassegnati, vogliono ritornarvi a tutti i costi. A
nulla serve l’assalto e la ribellione perché l’Arcangelo Michele, il
“Chi è come Dio?”, li condanna per sempre “fra pianti eterni,
tormentatori imbelli”.
Il messaggero di Dio riporta
una netta vittoria celestiale mentre Asmodeo può solo esclamare: “salve
cupo mondo d’orror a te m’affido e mi nascondo in seno della tua notte”.
E difatti, dal mondo delle tenebre, incita al male, si annida là dove è
possibile, fa uccidere gli innocenti, fa rinnegare persino le persone
care, la mamma abbandona o uccide il frutto dell’amore, il ragazzo
affoga nella droga le delusioni della vita.
Armiamoci perciò di buona
volontà, di rispetto verso noi stessi e verso gli altri, di comprensione
e scacciamo dal cuore il seme della violenza, dell’egoismo e della
vendetta.
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Venerdì 4 luglio ore 22.00 -
Masseria Santa Lucia, Alessano (Le)
Festa
per l'uscita del nuovo disco
Ninnamorella
di
Anna Cinzia Villani
Oltre alla presentazione di alcuni
brani tratti dal cd, che è stato registrato proprio nella Masseria
Santa Lucia, e a cui hanno partecipato
Giovanni Avantaggiato, le
sorelle Margherita,
Luce e
Giuseppina Musio,
Alfredo Barone,
Valerio Daniele,
Redi Hasa,
Antonio Esperti,
Vito De Lorenzi,
Gianni Amati,
Annamaria Bagorda,
Maria Mazzotta, ci sarà
spazio per suoni, canti e balli spontanei.
Introduce:
Vincenzo Santoro - esperto di
musica popolare
Iniziativa in collaborazione con
AnimaMundi, AFQ Produzioni.
Cena dalle ore 20.30 – prenotazione
consigliata
Uno dei dischi più importanti del
movimento musicale salentino degli ultimi anni
Vincenzo Santoro
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