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Torna all'elenco argomenti | Mercoledi 19 Giugno 2019

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Da: Luca 
  Vincenzo De Bonis indirizzo cercasi
[05-12-2007]  
qualcuno potrebbe aiutarmi?
mi servirebbe l'indirizzo e il numero di telefono di Vincenzo De Bonis o qualsiasi altro contatto. grazie

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[31]   
Da: giancarlo 
  Re: Vincenzo De Bonis indirizzo cercasi
[18-12-2007]  
Caro Gianfranco, non venderò nessuno strumento!
Chiaramente la mia era solo una provocazione, magari anche stupida, ma per dire una cosa: gli strumenti popolari DEVONO essere accesibili a tutti! Diversamente non sono POPOLARI!
Saranno sicuramente splendidi a vedersi, perfetti a sentersi, madreperlati da far impazzire chi li fa e che li compra... ma non sono popolari!
Chi mi conosce sa che i miei flauti, quasi sempre li regalo! Per farne uno impiego almeno due giorni.
Per farne 100, ne impiegherei almeno 200 giorni effettivi di lavoro, cioè circa un anno.
Regalandoli quanto fa? ...zero. Vendendoli, farebbe poco di più eppure ...mangio!
Mangio facendo un altro lavoro, il mio, quello con cui vivo, e faccio il resto... per passione!
Mi rendo conto che non tutti dobbiamo ragionare alla stessa materia, ma in tanti anni mi sono accorto che molti strumenti costano TROPPO!
Sono ottimi, ma costano sicuramente troppo!
Saluti, Giancarlo.

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[32]   
Da: giancarlo 
  Re: Vincenzo De Bonis indirizzo cercasi
[18-12-2007]  
Ps. Le chitarre di Alfonso valgono sicuramente di più del prezzo a cui lui le regala!

Secondo me lui è un'altro che della vita non ha capito molto, ma sicuramente sbaglio e quindi lui è un'altro che della vita ha capito quali sono le cose migliori!!!!

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[33]   
Da: Gianfranco p. 
  Re: Vincenzo De Bonis indirizzo cercasi
[18-12-2007]  
Caro Giancarlo, sono più che certo che non venderesti i tuoi strumenti.
figurati se poi non so che il prezzo di certi strumenti è elevato, ho sentito questo problema direttamente sulla mia pelle.
Mi mettevo dalla parte del liutaio che alla stregua del contadino fa solo un mestiere/arte
la questione che proponevo è: se una persona fa solo quel mestiere e non ha altre risorse, poi, come campa?
Se invece teniamo conto che c'è anche la figura di liutaio che fondamentalmente ha altre risorse per cui non ci deve campare con quel mestiere allora è tutto possibile. anche fare una chitarra molto elaborata
e farla pagare poco. una settimana in più o due e hai il tempo di intarsiare parecchio, non è il tempo il parametro fondamentale ma penso il piacere che la persona ha nel fare quell'oggetto.
allora la definizione ultima diventerebbe che il liutaio che fa strumenti popolari è unicamente la persona che ha un'altra attività, penso che sia più che possibile.
per la prima categoria invece ci sono grossi, grossi problemi.
parlo di quelli che lavorano gli strumenti a pizzico come rifacimento di strumenti antichi tipo liuti, arciliuti, tiorbe, chitarre ecc. e vivono solo di quello.
la crisi è enorme, la richiesta di strumenti non solo di pregio ma anche fatti con un certo criterio è praticamente inesistente.
le botteghe dei liutai italiani in tempi neanche lontanissimi, solitamente avevano due produzioni. strumenti intarsiati ecc. più costosi, poi strumenti più 'spartani' molto più accessibili economicamente ma sempre costruiti ad arte ( fatti per intenderci come comunque deve essere fatto il vino buono).
bene, cioè male, l'industrializzazione, l'avvento degli strumenti di fabbrica ha dirottato gli acquirenti su altri siti. A questo si aggiunge un fatto basilare che è quello delle scelte culturali di molti addetti ai lavori (fatto molto, molto problematico). ultima considerazione penso sia la mutazione del contesto e le relazioni in cui si è sempre mossa la musica popolare. il contesto è radicalmente cambiato e alterando alcuni delicatissimi equilibri molte sono le distruzioni che si sono verificate.
tornando infine al liutaio quello carestoso, parlo mediamente ci sono poi le eccezioni, se la passa semplicemente male, anzi peggio. Viene contattato raramente. Se invece la domanda fosse più consistente penso che i prezzi scenderebbero.
Gianfranco P.


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[34]   
Da: Alfonso 
  Re: Vincenzo De Bonis indirizzo cercasi
[18-12-2007]  
io sono un pò lento di comprendonio e ci metto tempo a rendermi conto delle cose (anche perchè non ho fretta..),

ed è solo da un pò che mi sono reso conto che il problema del costo poco "popolare" di questi strumenti si può affrontare, forse in maniera più efficace, anzichè affannarsi a costruirli in versione economica, trasmettendo ai ragazzi (di qualunque età..) lo spirito dell'autocostruzione.

e spero anche in questo modo di non fare nessun danno ai liutai, anzi di favorirli, perchè molti cercano uno strumento economico valido per imparare, ed una volta che hanno imparato a suonare lo strumento e ne sono ancora attratti se vogliono continuare si rivolgono al liutaio per uno strumento più "professionale"

e se qualcuno pensa che su uno strumento economico si impari "male" è in errore, il mio bisnonno suonava l'organo a mantici in chiesa durante le funzioni religiose, quando si doveva esercitare nessuno era disposto ad azionae i mantici (se non durante la funzione stessa) e così si esercitava a casa con una tavoletta di legno su cui aveva disegnato i tasti..

(ho postato questa risposta sia su questo topico che su "Nuova scuola di Liuteria nel Lazio" perchè il tema è comune..)


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[35]   
Da:  
  Re: Vincenzo De Bonis indirizzo cercasi
[18-12-2007]  
Be , Alfonso, il tuo bisnonno sta in buona compagnia, anche mozart studiava su una tastiera muta.
anche io non credo che suonare su uno strumento economico vuol dire studiare male, affatto.
il suggerimento che dai sul partire da uno strumento per poi arrivare ad un'altro, è in pratica quello che ho fatto anche io.
sull'autocostruzione sai come la penso.
lo strumento alla fine non è che uno strumento (un pezzo di legno) penso che sia fondamentale invece quanto una persona, un suonatore, riesca a cogliere i 'suggerimenti' che un mondo silente e incredibile gli offre (Marooonna). Ancora e circolarmente, noi non siamo solo spettatori della realtà ma ne siamo creatori.
anche io appiccico sull'altro topic

Gianfranco P

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[36]   
Da: Alfonso 
  Re: Vincenzo De Bonis indirizzo cercasi
[19-12-2007]  
"...tornando infine al liutaio quello carestoso, parlo mediamente ci sono poi le eccezioni, se la passa semplicemente male, anzi peggio. Viene contattato raramente. Se invece la domanda fosse più consistente penso che i prezzi scenderebbero..."

Gp,
ma non è il contrario ? se le leggi del mercato sono applicabili anche ai mercati di nicchia com'è questo (non lo so) i liutai sarebbero carestosi perchè hanno troppe richieste alle quali non riescono a fare fronte, se è così vuol dire che ci vogliono più liutai..

comunque stando così le cose è proprio vero che ai liutai non conviene fare strumenti economici, paradossalmente dovrebbero lavorare il doppio per avere le medesime entrate, e chi glielo fa fare ? non solo, ma chi glielo fa fare studiare anni e anni per diventare liutaio per poi mettersi a fare strumenti economici ?

e non so quanto possa essere vero che il costruttore di strumenti popolari (e qui "popolari" è riferito al prezzo) lo può fare solo chi ha una seconda attività che gli assicuri il reddito, perchè c'è "il caso" dei costruttori di zampogne..

ho fatto una piccola analisi del mercato in base alle mie conocenze:

- per quanto riguarda lire calabre, tamburelli, castagnette, flauti, ciaramelle, flauti e organetti, si trovano facilmente tre versioni:

1) la versione "souvenir"
2) la versione "econonica" (che corrisponde allo strumento popolare)
3) la versione "da arredamento" ( il termine è volutamente provocatorio..)

ed ogni costruttore si dedica alla realizzazione di una sola versione;

- per quanto riguarda scetavajasse e triccheballacche si trova facilmente:

1) la versione "sounvenir"
2) la versione "economica"

spesso realizzate dai medesimi costruttori;

- il discorso è sottilmente diverso per quanto riguarda la zampogna, e qui troviamo:

1) la versione "souvenir"
2) la versione "da zampognaro"
3) la versione "da zampognaro evoluto" (in cui il costo più alto è giustificato da accorgimenti o dimensioni particolari)

ed anche qui ogni costruttore si dedica esclusivamente ad una sola versione;

- per quanto riguarda la chitarra battente abbiamo:

1) la versione "economica" (rarissima)
2) la versione "da arredamento" (che rappresenta il 98 % del mercato)

ed anche qui ogni costruttore si dedica esclusivamente ad una sola versione;

come vediamo è una situazione peculiare per questo strumento, dovuta secondo me al fatto che se ne sono impossessati i liutai, cioè una categoria diversa dai costruttori di tutti gli altri strumenti menzionati

il poblema si risolve solo restituendo la battente alla "giusta" (o vogliamo dire "tradizionale" ?) categoria di costruttori..

nes pa ?

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[37]   
Da: Luca/ 
(Caserta)
  Re: Vincenzo De Bonis indirizzo cercasi
[19-12-2007]  
Alfò a proposito mica fai pure i putipù...?

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[38]   
Da: Alfonso 
  Re: Vincenzo De Bonis indirizzo cercasi
[19-12-2007]  
solo quando mi capita un contenitore da riciclare

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[39]   
Da:  
  Re: Vincenzo De Bonis indirizzo cercasi
[28-08-2010]  
Il problema è che il centro delle vostre discussioni sono i soldi. Gli strumenti di liuteria, soprattutto se frutto di una storia secolare quale quella della famiglia del liutaio da voi citato, non sono un diritto di tutti, semplicemente perchè non tutti sanno davvero apprezzare, artisticamente ed umanamente, le opere dei fratelli liutai di Bisignano. I loro strumenti rappresentano, bensì, un privilegio per chi ha la fortuna di possederli e una grande responabilità è la loro custodia. Mi rattrista molto vedere che alcune persone pensano di mettere in vendita strumenti del genere come merce qualsiasi. Se ne fate una questione di soldi, sia che siate disposti a spenderne pochi sia che siate disposti a spendere milioni, non credo sia una buona idea cercare di contattare il Maestro.


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