| Forum: clicca qui per aprire un nuovo argomento |
|
|
distribuzione geografica della battente
[11-01-2009]
chiedo la collaborazione di tutti voi che leggerete queste righe per riuscire a creare una mappa attendibile della distribuzione geografica della chitarra battente sul territorio nazionale dall'800 ad oggi,
quindi vi invito tutti a comunicarmi i luoghi (indicandomi anche le provincie) di vostra conoscenza dove tale strumento è stato in uso oppure lo è tuttora, o qualunque altra informazione mi possa tornare utile allo scopo
anche un solo "avvistamento" può essere prezioso..
grazie 
|
Risposta Condividi
|
|
[65] |
|
|
Re: distribuzione geografica della batte
[18-02-2010]
La chitarra a destra della foto è la copia della chitarra italiana in mio possesso.
Il basso a tre corde, a sinistra, è stato costruito alla metà degli anni ottanta dal liutaio Claudio Orsi, che si vede nella foto con un contrabbasso costruito sempre da lui. I bassi costruiti oggi montano tutti le meccaniche.
I bassi della Val Caffaro, venendo suonati all’esterno, hanno una cassa grande per avere un volume forte di suono.
La cassa dei bassi storici ha le dimensioni tra il violoncello e il contrabbasso, il diapason però è più corto.
Il termine bassetto, basonsèl in dialetto, era utilizzato per i bassi piccoli, che avevano comunque, come minimo, le dimensioni del violoncello da 4/4.
Per quanto riguarda la forma degli strumenti non è stato ancora fatto uno studio sui pochi strumenti storici rimasti; negli anni il paese è stato depredato dai vari rigattieri, raccoglitori e antiquari. Lo stesso è accaduto alle chitarre italiane, presenti in tante famiglie di suonatori e oggi scomparse.
Lorenzo
|
|
Risposta Condividi
|
|
[67] |
|
|
Re: distribuzione geografica della batte
[18-02-2010]
Pier Filippo
La chitarra terzina è già nella galleria fotografica di questo sito, è l'undicesima.
I vecchi, qui da noi, chiamavano chitàra taliana questo tipo di chitarra per distinguerla dalla francese, che di fatto l'ha sostituita.
C'erano chitarre a sei, otto , nove, dieci e quindici corde. C'era anche quella con la corda fissa che voi chiamate lo scordino. Queste chitarre sono state usate fino alla seconda guerra mondiale (notizia non ancora appurata alla stesura della scheda sotto pubblicata) poi alcune sono state vendute e di alcune abbiamo perso le tracce. Ne sono rimaste due: la mia e quella esposta nel museo degli strumenti musicali di Brescia.
A Bagolino, oltre alla liuteria rustica, c'erano liutai che costruivano strumenti di alta fattura come i liuti soprani (mandolini a quattro corde) esposti nei musei di Copenaghen e Norimberga.
Posso anche farvi sentire il suono di questa chitarra; potrei registrarvi qualcosa, senza pretese, in mp3 se Alfonso ve lo vuole far sentire.
Lorenzo
Ecco la scheda dello strumento
Chitarra Battente «terzina» (sec. XVIII?)
Collezione: Lorenzo Pelizzari. Ponte Caffaro - Bagolino (Brescia)
di Bernardo Falconi e Maurizio Viola
Questa piccola Chitarra Battente a sei corde, di rustica fattura, ma di grande interesse storico e organologico, e lo strumento conservato presso il "Museo Chitarristico Bresciano" (opera di Giovanni Pietro Mora, in Bagolino, 1777), esposto nella precedente edizione di questa rassegna, sono gli unici esemplari a noi noti che testimoniano l’uso della Chitarra Battente nella bresciana Val Caffaro. Denominata "Chitarra Italiana", essa costituiva, fino alla fine del secolo scorso, assieme a due violini ed al bassetto a tre corde, il tradizionale organico strumentale locale, indissolubilmente legato allo straordinario repertorio musicale e coreutico dell’antico rituale del Carnevale, tuttora perpetuato dalle Compagnie di Bagolino e della sua frazione Ponte Caffaro.
Lo strumento, privo di cartigli o iscrizioni, risale probabilmente al sec. XVIII. Esso appartenne fino ai primi anni ‘60 alla famiglia di suonatori Zanetti "Tògn" di Bagolino, ed è ora conservato nella collezione di Lorenzo Pelizzari, ballerino e violinista della Compagnia di Carnevale di Ponte Caffaro.
La Tavola armonica è ricavata in un unico pezzo di abete rosso, di venatura piuttosto larga; essa, nella parte inferiore, presenta la caratteristica spezzatura, ottenuta mediante giunta.
II Fonda piatto è in ciliegio, in un solo pezzo, di spessore molto accentuato. Sia la Tavola armonica che il Fondo sono privi di filetti, presentano un profilo irregolare, e sporgono leggermente dal contorno delle fasce. L’adesione di tavola e fondo agli zocchetti è rinforzata da spine in legno.
La Buca, priva di rosetta, di diametro piuttosto piccolo, presenta una circonferenza irregolare.
Le Fasce sono ricavate dalla piegatura di un unico pezzo di abete rosso privo di giunte; in corrispondenza dell'ansa esse presentano i caratteristici due piccoli fori.
Manico e Paletta (piuttosto inclinata, dal profilo elegante e di fattura decisamente più accurata rispetto al resto dello strumento) sono ricavati in un unico pezzo di acero nostrano fissato alla cassa con due chiodi, uno dei quali è sicuramente originale. Nella Paletta, in alto a sinistra, si apre un piccolo foro per l’attacco della cinghia.
I Piroli, originali ad eccezione del primo (Mi cantino) sono in faggio tinto.
La Tastiera è ottenuta mediante l’incastro, direttamente nel legno del manico, di 5 tasti: 3 in ottone, 2 in ferro; sono presenti diverse tracce di spostamenti.
II Bottone per la cinghia e le piccole spine per l’attacco delle corde allo zocchetto inferiore, in legno di bosso, sono stati costruiti dall’attuale proprietario, mancando gli originali.
II Ponticello, non fissato alla cassa, e il Capotasto, entrambi in faggio, sono originali. Lo strumento è privo di catene e controfasce.
Alcuni piccoli tasselli sono stati aggiunti, in occasione di un restauro conservativo (effettuato dal Maestro Liutaio Ezio Scarpini di Soncino nel 1983) per favorire la coesione di tavola e fondo alle fasce.
Scheda pubblicata in occasione di:
1990 Maggio culturale
2a Rassegna nazionale di strumenti a pizzico
nel 450° anniversario della nascita di Gasparo da Salò
Brescia 5-13 maggio 1990
|
|
Risposta Condividi
|
|
[70] |
|
|
Re: distribuzione geografica della batte
[19-02-2010]
Ecco le misure della chitarra:
Lunghezza totale mm 780
Larghezza cassa: mm 205 lobo superiore, mm 260 lobo inferiore
Diapason mm 527
Altezza fasce mm 71 circa
Questa mattina ho registrato con la chitarra battente una sonata di carnevale del mio paese, Bosolù; ho aggiunto alla mia voce anche il suono del bassetto che ho appena restaurato, suonando piano per non coprire gli altri suoni.
Guardate che la chitarra è antica e poche persone hanno potuto sentire il suo suono, perdonerete, naturalmente, le carenze esecutive.
Per quanto riguarda l’accordatura e il diametro delle corde, vi chiedo prima di ascoltare il suono, sicuramente capirete. Tanti, tra i frequentatori della chiazza, sono suonatori o conoscitori delle battenti, mi piacerebbe sentire pareri e commenti su questo strumento.
Vi dirò dopo come ho accordato e che corde ho usato.
Lorenzo
http://www.alfonsotoscano.it/LorenzoPellizzari-Bosolù.mp3
(per scaricare il file clicca con il tasto destro sul link e scegli "salva oggetto con nome..")
|
|
Risposta Condividi
|
|
|