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Torna all'elenco argomenti | Martedi 23 Ottobre 2018

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Da: alfonso 
  distribuzione geografica della battente
[11-01-2009]  
chiedo la collaborazione di tutti voi che leggerete queste righe per riuscire a creare una mappa attendibile della distribuzione geografica della chitarra battente sul territorio nazionale dall'800 ad oggi,

quindi vi invito tutti a comunicarmi i luoghi (indicandomi anche le provincie) di vostra conoscenza dove tale strumento Ŕ stato in uso oppure lo Ŕ tuttora, o qualunque altra informazione mi possa tornare utile allo scopo

anche un solo "avvistamento" pu˛ essere prezioso..

grazie



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[61]   
Da: alfonso 
  Re: distribuzione geografica della battente
[20-01-2010]  
grazie Peppìììì, sei un tesoro !!

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[62]   
Da: Betsabea 
  Re: distribuzione geografica della battente
[30-01-2010]  
Newwws: ecco la chitarra di Bruno Marzano!! (Bovalino, RC)








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[63]   
Da: Alfonso 
  Re: distribuzione geografica della battente
[17-02-2010]  
dal nostro Peppino di Rosa una ulteriore testimonianza dell'uso radicato della chitarra battente nella Val di Caffaro, e il primo a sinistra non è un bassetto a tre corde ?






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[64]   
Da: Pier Filippo Melchiorre 
(Ascoli Piceno)
  Re: distribuzione geografica della battente
[17-02-2010]  
E' senza'altro uno strumento che nasce
come strumento a tre corde e a differenza
del contrabasso mi sembra che monti dei
bischeri al posto delle meccaniche in metallo.
E' però di dimensioni generose rispetto al bassetto
"rebbeco" che è molto più piccolo.
Credo che sia una ulteriore sperimentazione
derivante dalla trasformazione della viola da gamba
che nella zona di Bagolino ha avuto questa connotazione.
Bisognerebbe sentire il parere di Lorenzo Pellizzari in merito

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[65]   
Da: L Pelizzari 
  Re: distribuzione geografica della batte
[18-02-2010]  
La chitarra a destra della foto è la copia della chitarra italiana in mio possesso.
Il basso a tre corde, a sinistra, è stato costruito alla metà degli anni ottanta dal liutaio Claudio Orsi, che si vede nella foto con un contrabbasso costruito sempre da lui. I bassi costruiti oggi montano tutti le meccaniche.
I bassi della Val Caffaro, venendo suonati all’esterno, hanno una cassa grande per avere un volume forte di suono.
La cassa dei bassi storici ha le dimensioni tra il violoncello e il contrabbasso, il diapason però è più corto.
Il termine bassetto, basonsèl in dialetto, era utilizzato per i bassi piccoli, che avevano comunque, come minimo, le dimensioni del violoncello da 4/4.
Per quanto riguarda la forma degli strumenti non è stato ancora fatto uno studio sui pochi strumenti storici rimasti; negli anni il paese è stato depredato dai vari rigattieri, raccoglitori e antiquari. Lo stesso è accaduto alle chitarre italiane, presenti in tante famiglie di suonatori e oggi scomparse.
Lorenzo

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[66]   
Da: Pier Filippo 
(Ascoli Piceno)
  Re: distribuzione geografica della battente
[18-02-2010]  
caro Lorenzo cosa intendi per chitarra italiana?...nel senso che a livello popolare
la battente è considerata la "chitarra italiana" tant'è vero che quella "classica"
per intenderci è chiamata la chitarra francese.
Perchè non posti una bella foto di quella che hai in tuo possesso magari con qualche notizia dal punto di vista storico e organologico.
saluti
Pier Filippo

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[67]   
Da: L Pelizzari 
  Re: distribuzione geografica della batte
[18-02-2010]  
Pier Filippo
La chitarra terzina è già nella galleria fotografica di questo sito, è l'undicesima.
I vecchi, qui da noi, chiamavano chitàra taliana questo tipo di chitarra per distinguerla dalla francese, che di fatto l'ha sostituita.
C'erano chitarre a sei, otto , nove, dieci e quindici corde. C'era anche quella con la corda fissa che voi chiamate lo scordino. Queste chitarre sono state usate fino alla seconda guerra mondiale (notizia non ancora appurata alla stesura della scheda sotto pubblicata) poi alcune sono state vendute e di alcune abbiamo perso le tracce. Ne sono rimaste due: la mia e quella esposta nel museo degli strumenti musicali di Brescia.
A Bagolino, oltre alla liuteria rustica, c'erano liutai che costruivano strumenti di alta fattura come i liuti soprani (mandolini a quattro corde) esposti nei musei di Copenaghen e Norimberga.
Posso anche farvi sentire il suono di questa chitarra; potrei registrarvi qualcosa, senza pretese, in mp3 se Alfonso ve lo vuole far sentire.
Lorenzo

Ecco la scheda dello strumento

Chitarra Battente «terzina» (sec. XVIII?)
Collezione: Lorenzo Pelizzari. Ponte Caffaro - Bagolino (Brescia)

di Bernardo Falconi e Maurizio Viola

Questa piccola Chitarra Battente a sei corde, di rustica fattura, ma di grande interesse storico e organologico, e lo strumento conservato presso il "Museo Chitarristico Bresciano" (opera di Giovanni Pietro Mora, in Bagolino, 1777), esposto nella precedente edizione di questa rassegna, sono gli unici esemplari a noi noti che testimoniano l’uso della Chitarra Battente nella bresciana Val Caffaro. Denominata "Chitarra Italiana", essa costituiva, fino alla fine del secolo scorso, assieme a due violini ed al bassetto a tre corde, il tradizionale organico strumentale locale, indissolubilmente legato allo straordinario repertorio musicale e coreutico dell’antico rituale del Carnevale, tuttora perpetuato dalle Compagnie di Bagolino e della sua frazione Ponte Caffaro.
Lo strumento, privo di cartigli o iscrizioni, risale probabilmente al sec. XVIII. Esso appartenne fino ai primi anni ‘60 alla famiglia di suonatori Zanetti "Tògn" di Bagolino, ed è ora conservato nella collezione di Lorenzo Pelizzari, ballerino e violinista della Compagnia di Carnevale di Ponte Caffaro.

La Tavola armonica è ricavata in un unico pezzo di abete rosso, di venatura piuttosto larga; essa, nella parte inferiore, presenta la caratteristica spezzatura, ottenuta mediante giunta.

II Fonda piatto è in ciliegio, in un solo pezzo, di spessore molto accentuato. Sia la Tavola armonica che il Fondo sono privi di filetti, presentano un profilo irregolare, e sporgono leggermente dal contorno delle fasce. L’adesione di tavola e fondo agli zocchetti è rinforzata da spine in legno.

La Buca, priva di rosetta, di diametro piuttosto piccolo, presenta una circonferenza irregolare.
Le Fasce sono ricavate dalla piegatura di un unico pezzo di abete rosso privo di giunte; in corrispondenza dell'ansa esse presentano i caratteristici due piccoli fori.

Manico e Paletta (piuttosto inclinata, dal profilo elegante e di fattura decisamente più accurata rispetto al resto dello strumento) sono ricavati in un unico pezzo di acero nostrano fissato alla cassa con due chiodi, uno dei quali è sicuramente originale. Nella Paletta, in alto a sinistra, si apre un piccolo foro per l’attacco della cinghia.

I Piroli, originali ad eccezione del primo (Mi cantino) sono in faggio tinto.

La Tastiera è ottenuta mediante l’incastro, direttamente nel legno del manico, di 5 tasti: 3 in ottone, 2 in ferro; sono presenti diverse tracce di spostamenti.

II Bottone per la cinghia e le piccole spine per l’attacco delle corde allo zocchetto inferiore, in legno di bosso, sono stati costruiti dall’attuale proprietario, mancando gli originali.

II Ponticello, non fissato alla cassa, e il Capotasto, entrambi in faggio, sono originali. Lo strumento è privo di catene e controfasce.

Alcuni piccoli tasselli sono stati aggiunti, in occasione di un restauro conservativo (effettuato dal Maestro Liutaio Ezio Scarpini di Soncino nel 1983) per favorire la coesione di tavola e fondo alle fasce.

Scheda pubblicata in occasione di:
1990 Maggio culturale
2a Rassegna nazionale di strumenti a pizzico
nel 450° anniversario della nascita di Gasparo da Salò
Brescia 5-13 maggio 1990



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[68]   
Da: Pier Filippo Melchiorre 
(Ascoli Piceno)
  Re: distribuzione geografica della battente
[18-02-2010]  
ti ringrazio Lorenzo, anche a nome di chi è interessato
a questo argomento.
Avrei qualche altra domanda da farti:
1) avendo sei corde è accordata come una normale chitarra francese?
2) se puoi darci qualche misura (lunghezza, larghezza, manico, cassa, ecc.)
3) se puoi indicarci il diapason e gli spessori delle corde
grazie

ps.......mò alfonso dirà che voglio avere queste informazioni per ricostruirla........

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[69]   
Da: Alfonso 
  Re: distribuzione geografica della battente
[18-02-2010]  
noooooooooooo, che malignitÓ..


caro Lorenzo se mi mandi l'mp3 lo pubblico volentieri

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[70]   
Da: L Pelizzari 
  Re: distribuzione geografica della batte
[19-02-2010]  
Ecco le misure della chitarra:
Lunghezza totale mm 780
Larghezza cassa: mm 205 lobo superiore, mm 260 lobo inferiore
Diapason mm 527
Altezza fasce mm 71 circa

Questa mattina ho registrato con la chitarra battente una sonata di carnevale del mio paese, Bosol¨; ho aggiunto alla mia voce anche il suono del bassetto che ho appena restaurato, suonando piano per non coprire gli altri suoni.
Guardate che la chitarra Ŕ antica e poche persone hanno potuto sentire il suo suono, perdonerete, naturalmente, le carenze esecutive.

Per quanto riguarda lĺaccordatura e il diametro delle corde, vi chiedo prima di ascoltare il suono, sicuramente capirete. Tanti, tra i frequentatori della chiazza, sono suonatori o conoscitori delle battenti, mi piacerebbe sentire pareri e commenti su questo strumento.
Vi dir˛ dopo come ho accordato e che corde ho usato.
Lorenzo

http://www.alfonsotoscano.it/LorenzoPellizzari-Bosol¨.mp3
(per scaricare il file clicca con il tasto destro sul link e scegli "salva oggetto con nome..")

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[71]   
Da: Alfonso 
  Re: distribuzione geografica della battente
[19-02-2010]  
Lorenzo, il giudizio sulla battente lo lascio agli altri, di te dico che sei semplicemente STREPITOSO !!!

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[72]   
Da: Damiano Nicolella 
  Re: distribuzione geografica della battente
[03-09-2010]  
Cari amici,

al seguente indirizzo web:

http://www.pugliafedefolklore.it/mus/battente2.html

ho inserito qualche spigolatura sulla chitarra battente in Puglia, che vi riserverà qualche sorpresa.

Damy


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[73]   
Da: Tiziano 
(Ostia)
  Re: distribuzione geografica della battente
[03-09-2010]  
perche nel Salento non vi è traccia della battente?

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[74]   
Da: Quirino 
(Roma - Portuense)
  Re: distribuzione geografica della battente
[03-09-2010]  
Tiziano la Terra d'Otranto è Salento.

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[75]   
Da: Tiziano 
(Ostia)
  Re: distribuzione geografica della battente
[04-09-2010]  
lo so' sono tornato da li da due giorni

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