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Da: Valerio Filippi 
(roma)
  ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[07-03-2010]  
Direttore artistico Mimmo Epifani direttore generale Valerio Filippi presentano: Il primo festival a Roma di musica etnica.
con l'amore nei confronti del Comune di Caulonia,roccaforte della tarantella.

PER INFO,SPONSOR,GRUPPI.
335/7423999
romatarantellafestival@gmail.com

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[46]   
Da: TIZIANO 
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[25-03-2010]  
MORTADELLA E VINO ROSSO IO DIVENTO FORTE E GROSSO

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[47]   
Da: Peppino di Rosa 
(Vivaro Romano (Rm))
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[25-03-2010]  
Preferisco a più non posso
anzichè la mortadella
le bistecche prive d'osso
per ballar la tarantella.
Poi mi tuffo dentro un fosso
dove ho messo la cupella.
Più che il bianco bevo il rosso
quello di Valpolicella
al dettaglio ed all'ingrosso
insieme all'anima gemella.
Alla quale salto addosso
....e la butto in canzonella.

PdR
(chiedo scusa per l'OT, ma scriverla altrove, per me, non aveva senso).



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[48]   
Da: Alfonso 
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[25-03-2010]  
Tizià ma che stai affà Radio Londra ?? che vòrdì sto messaggio in codice ???

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[49]   
Da: peppe crucitti 
(Cataforio)
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[14-05-2010]  
sicuramente posso essere classificato "un rompiscatole" ma sento il dovere nei confronti di un territorio
ancora fortunatamente "vivo", di fare delle precisazioni.
Spacciare Caulonia come "roccaforte" secondo il mio punto di vista puo' essere un eufemismo dettato
solo da ignoranza geografica , propabilmente si conosce poco il territorio Reggino e la Valle del Sant'
Agata in particolare dove ad onor del vero ,il ballo, il canto le sonate a ballu ecc. sono parte integrante del territorio stesso.
Per verita' storica sarebbe doveroso dire che Caulonia per quanto concerne l'argomento specifico
e' nata da una scissione diventando un clone ( con visioni e sfaccettature diverse ad onore del vero)

Peppe Crucitti ( Conservatorio Grecanico )

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[50]   
Da: alfonso 
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[14-05-2010]  
caro Peppe,
capisco perfettamente il tuo punto di vista e per quanto mi riguarda la necessità di fare delle doverose precisazioni hai tutta la mia solidarietà

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[51]   
Da: peppe crucitti 
(Cataforio)
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[17-05-2010]  
caro Alfonso ,rispondo solo per dirti grazie

Peppe Crucitti

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[52]   
Da: CiCarda 
(Un paesino calabrese)
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[08-06-2010]  
Non vedo l'ora che arrivi questo bell'evento di musica e condivisione delle radici...di un'appartenenza che che è come il miele appiccicoso e dolce.....che nonostante le distanze geografiche e temporali ti risuaona dentro....si ti si appiccica nell'anima e non puoi farne più a meno...senti il ritmo salire nello stomaco...lo senti nelle gambe e nella testa.... e non riesci a non ballare......è la mia terra..la nostra terra....quello sfaciume pendulo fra i due mari che ti fa perdere l'anima ela tesa.....che è come una calamita...come le sirene di quell'eroe lontano.......una mamma che partorisce i suoi figli e li dona al mondo....Calabr4ia mia....è tanto che nopn torno....ma il tuo sapore dolce e piccante...amaro come il fiele, avolte...non mi abbandona mai il palato....e iricordi...e gli occhi si riempiono di orizzonti nitidi......di te........... dalla provincia di Catanzaro....a Roma.....solo andata....... e con un ritorno continuo dal cuore a Te...Calabria mia!!!

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[53]   
Da: Betsabea 
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[09-06-2010]  
Caro Peppe e cari tutti.. io ho provato a spiegare a Valerio di quanto ridicola appaia la scritta "roccaforte della tarantella" riferita a Caulonia a chi di musica tradizionale-popolare (come vi pare) ne capisce anche solo un pochetto e a chi conosce il territorio e la cultura calabrese, non per forza studiosi ma gente comune che semplicemente ama e conosce la nostra vera e autentica musica tradizionale, quella che "rispecchia un popolo" per il semplice fatto che è autoctona e si è tramandata da nonno a nipote. In molti posti della calabria la musica e la danza si sono persi per sempre e questo revival modaiolo di ritorno, da palco e amplificazione, non rappresenta nemmeno l'ombra della propria cultura musicale ma rappresenta un fenomeno moderno totalmente diverso..

Io la vedo così. Rappresenta una cosa nuova, nessuno dice che sia un male o che non debba esistere o che sia sbagliato. Il Festival di Valerio ha a che vedere con qualcosa di diverso, nonostante la qualità degli artisti e tutto il resto. Una cosa che ha a che vedere con l'immagine e il turismo etc.
Per me alla Calabria serve questo e quello.
E' ovvio che il significato e il valore di aggregazione che la musica tradizionale aveva per una piccola comunità di locali non ha niente a che vedere con l'assemblea di 10.000 turisti che per tre giorni affollano una piazza (quindi si affittano più appartamenti e si vendono più gassose... ma finiti i 3 giorni?) quindi sinceramente da calabrese preferisco aderire, e incoraggiare, tutte le iniziative fatte sul territorio, per la gente del posto, e che hanno una continuità durante tutto l'anno..

Per me "mantenere le tradizioni" "salvaguardare" non vuol dire restare nel vecchio e nella stantio o fare quella nota anzichè quell'altra suonando.. Il problema è quando si scivola nella confusione (le istituzioni hanno molte responsabilità ma anche i singoli che stanno in questo campo devono avere una presa di coscienza). Quando si fa un calderone e non si da alla gente la possibilità di capire, ecco così si rischia veramente di soffocare, far morire la ricchezza e varietà delle nostre tradizioni e tra 20-40-50 anni la nostra musica tradizionale sarà Cioparella, altre 4 canzonette e stop.



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[54]   
Da: TIZIANO 
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[10-06-2010]  
Secondo me invece la gente sa perfettamente dove sta l'uno e dove sta l'altro, non sottovalutiamo la gente, che conosce a menadito le realta', io non mi sento di condannare cio' che resta vicino alla tradizione pur non essendo una riproduzione fedele e chi ti parla e' uno chiamato, in senso musicale, "il talebano" , per le mie visioni ancorate agli schemi tradizionali. Aspettiamo di vedere questo Roma Tarantella Festival e poi diamo le nostre opinioni, mi sembra prematuro condannare o assolvere qualcosa senza prima aver capito di che si tratta... buona musica a tutti

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[55]   
Da: TIZIANO 
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[10-06-2010]  
Condivido con te a pieno, Betsabea, quando mi dici che rappresenta una cosa diversa... un'altra cosa insomma, con degli schemi e contenuti piu' o meno vicini al genere ma sicuramente diversa, che si sia fatto anche di questo un affare commerciale sono d'accordo, anche la Calabria come il Salento ed altre regioni hanno capito che da questo ne poteva derivare un introito per le casse dei comuni, ben venga, ben venga cio' che porta i giovani a muoversi a socializzare (tenendo fuori da cio' lo sballo a tutti i costi, sia esso con alcool o con droghe) e perche' no anche a conoscere che esiste questo tesoro inestimabile e credo che spinti dalla curiosita' questi stessi giovani prima o poi si mettano al computer digitando tarantella o pizzica su google andando alla ricerca di quelle informazioni piu' accademiche che voi esperti scrivete sulla rete, appagando cosi' anche l'aspetto culturale di quello che era stato un momento di evasione.

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[56]   
Da: Valerio Filippi 
(roma)
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[22-06-2010]  
Perdonatemi se solo ora posso rispondere.

Betsabea non e' per vanita' o per chissa cosa, io non ho certo da imparare da chi ha tenuto chiusa la tradizione rischiando di soffocarla.
Ti ricordo se non lo avessi ancora capito in tutti questi anni, che il tradizionale ha bisogno dell'evoluzione per sopravvivere, e l'evoluzione necessita' della tradizione per rimanere fortemente radicato alla stessa.
Un'altra cosa voglio dire....... quello che viene definito erroneamente il mio festival, non e' di mia proprieta', ovvero e' mio sulla carta ma nasce per tutti ,specialmente per il popolo Calabrese, per tanto e' di tutti coloro che ne verranno a contatto.
La gente intesa come massa, altra cosa errata, come dice Tiziano non e' stupida e' sa' capire benissimo, il messaggio che io portero' a Roma non sara' quello di spiegare le diverse suonate , le diverse terzine o i passi, ma sara' quello di una regione d'Italia che ha ancora tanto da dire, e che non e' solo un revolver, solo debiti, o mafia. Questo e' il messaggio che bisogna portare, questo e' cio' che io faro', e sono pronto a ad andare contro tutto e tutti, facendolo in silenzio.
I commenti su cio' che e' e che sara' lasciamoli fare a dei professionisti, quegli stessi che mi seguiranno in questa avventura.
Spero che anche voi tutti presenti sul sito del maestro Toscano siate di questo parere, e pronti a consigliare non a criticare.
Grazie a tutti/e.

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[57]   
Da: Quirino 
(Roma - Portuense)
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[23-06-2010]  
Perdonami Valerio Filippi, so che tu auspichi il consiglio e non la critica nella piena libertà delle tue opinioni e delle tue leggittime speranze per la cosa a cui tieni ma io spero sempre che ci sia qualcuno che eserciti il suo diritto di critica su tutto ciò che accade, tramite coloro che criticano io ho imparato tante cose, sia quando condividevo le critiche e sia quando non le condividevo; vedere le cose da più angolature aiuta ad essere più profondi e perspicaci, a non accontentarsi e anche ad essere ancor più convinti delle propie posizioni, perchè rielaborate in una maggiore consapevolezza.

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[58]   
Da: Nicola 
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[23-06-2010]  
Se fossimo su facebook metterei MI PIACE su quest'ultimo intervento.

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[59]   
Da: valerio 
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[23-06-2010]  
Salve Quirino apprezzo molto il tuo intervento, e ne faro' saggezza.
Questo e' cio' che a me fa' piacere critichi costruttive non idiozzie superficiali.
Grazie ancora e buon lavoro.

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[60]   
Da:  
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[23-06-2010]  
...innanzitutto "idiozie" con una z.
scusate ma l'argomento mi sta particolarmente a cuore.
personalmente ritengo che il discorso dell'evoluzione della tradizione
sia delicatissimo e pieno di insidie.
con l'alibi dell'evoluzione si commettono purtroppo gravi crimini nei
confronti della tradizione. Per poter manipolare la tradizione bisogna
conoscerla molto profondamente, in caso contrario si rischia di snaturarla.
(paco de lucia può essere a pieno titolo un innovatore del flamenco,
non potrebbe esserlo altrettanto del tango).
ad esempiuo, chi fa il flamenco con la chitarra battente per quanto mi riguarda è artefice
di una piccola truffa, perchè questo tipo di operazione non solo genera malintesi, ma mortifica
sia la chitarra battente (costringendola ad un ruolo che non le compete) sia il flamenco
(che per sua costituzione si adatta alla battente peggio che alla chitarra flamenca appunto).
purtroppo i festival di musica etnica sono nelle mani di congreghe che lasciano passare
solo ciò che più gli aggrada, che tira di più in quel momento o semplicemente
si va per amicizia o per simpatia, alla fine chi ne fa le spese e sempre e soltanto la vera musica
di tradizione e la vera musica di innovazione.

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