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Torna all'elenco argomenti | Domenica 16 Dicembre 2018

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Da: Gioia 
(dal mare)
  Vecchie nenie
[15-01-2008]  
L'altro giorno mi veniva in mente una vecchia nenia che mia madre mi cantava. Faceva cosi':" maccheroni, maccheroni quanto mai sarete boni. C'era un medico napoletano ch'era tanto rinomato.....ecc.". Qualcuno la ricorda? Come continua?

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[46]   
Da: Gioia 
(dal mare)
  Re: Vecchie nenie
[23-01-2008]  
Che peccato che e' a Bologna!!!!! Chi puo' andare poi ci racconta?

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[47]   
Da: Tiziano 
(Roma)
  Re: Vecchie nenie
[23-01-2008]  
Imbottitevi di caffè! O altri eccitanti!

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[48]   
Da: Giuseppe Chiapponi 
(Vivaro Romano)
  Re: Vecchie nenie
[31-01-2008]  

Riporto una nenia che, da bambino, sentivo recitare al mio paese in occasione di alcuni avvenimenti
riguardanti il contenuto della nenia stessa. La recitazione era preceduta, però, da alcuni gesti scaramantici.

Sarvame dall'acqua cattìa, da gliu ventu
e dagli frati fore de gliu conventu.
Sarvame dall'ombra delle nuci
e dagl'ommini che fau du uci.
Dalle femmene che fau miè miè
libberame Domminé.

Peppino di Rosa (PdR)



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[49]   
Da: RonnaPaulina 
  Re: Vecchie nenie
[31-01-2008]  
Interessante, Peppino! ciao!

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[50]   
Da: Peppino di Rosa 
(Vivaro Romano)
  Re: Vecchie nenie
[14-02-2008]  
Ieri mi trovavo al mio paese per un funerale di un mio parente. Dopo la cerimonia funebre, all'ora di pranzo, ci siamo ritrovati, con tutti i parenti presenti, a mangiare da mia sorella (secondo l'antica usanza che può essere riassunta nell'espressione "iemo a cunsulà") Tale usanza,ormai quasi del tutto scomparsa, penso che fosse praticata un pò dovunque nel centro sud. In questa occasione le conversazioni che vengono intavolate ruotano tutte intorno alla persona defunta. Così è stato anche nel nostro caso.
Ora voi vi domanderete cosa c'entra un funerale con le vecchie nenie? Vengo subito a spiegarlo.
Una mia zia, cugina del defunto, ha raccontato, mentre si mangiava, tra l'altro, quando, durante i numerosi bombardamenti, nella seconda guerra mondiale, era costretta a riparare nei rifugi antiaerei.
Lei si trovava, nella zona dei Castelli Romani (Albano Laziale) in un istituto per orfanelle e le suore oltre a fargli recitare le solite preghiere gli avevano insegnato questa particolare versione dell'Ave Maria:
Ave Maria grazia plena
fa che non suoni più la sirena,
fa che non vengano più gli aeroplani,
facci dormire fino a domani.
Io ho trovato la cosa molto interessante e quindi ho pensato di proporla all'attenzione vostra.

Ciaooooo
Peppino di Rosa

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[51]   
Da: Gioia 
(dal mare)
  Re: Vecchie nenie
[14-02-2008]  
Grazie Peppino! E' bellissima....

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[52]   
Da: kukurni 
(mondo)
  Re: Vecchie nenie
[15-02-2008]  
Peppino molto interessante e per questo non resisto! altra esperienza del tempo di guerra!

mamma viveva in Cina e durante la guerra studiava dalle suore Canosiane, siccome era una delle grandi, durante i bombardamenti le affidavano delle piccole da portare nel rifugio antiaereo

aveva una bella voce e parlava solo inglese, mia nonna invece pur vivendo in Cina da ben 25 anni continuava ad essere napoletana, a parlare solo napoletano e ad ascoltare l'opera sul suo grammofono a manovella

allora le suore dicevano a mamma "dai lina canta l'opera per le piccole"!

e lei, che non parlava italiano: "spaghetti! pizza! o munaciello! friarielli! casatiello!"

e altre parole o frasi messe insieme come stesse leggendo un elenco! ripetute sul motivo di qualche opera scelta a seconda dell'umore

risultato: le bimbe rimanevano incantate da questi suoni e parole che non capivano e senza senso!

ma tutto questo mi fa pensare alla parola "nenia" che è in realtà onomatopeica e che forse proprio indica il fatto della ripetitività di parole e suoni che escono dal loro significato per assumere invece una funzione quasi ipnotica?

e così si arriva al mantra!

i tibetani che recitano "om mani padme hum"?
e ancora le voci delle donne che recitano il rosario?
ed il canto gregoriano?

per me tutti suoni più che parole!
mi sa che sono OT!?

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[53]   
Da: Peppino di Rosa 
(Vivaro Romano)
  Re: Vecchie nenie
[15-02-2008]  

Sono d'accordo con Kukurni che la parola Nenia ha una forma onomatopeica. Oltre non vado in quanto
l'argomento, benchè moloto interessante, mi trova impreparato.
Vorrei però riportare un'altra nenia che sentivo raccontare all'osteria (i miei genitori gestivano un'osteria) dagli avventori più o meno occasionali. Visto che con il mio precedente intervento avevo accennato ad una particolare preghiera recitata come Ave Maria, questa volta riporto una particolare
"versione" del Padre Nostro:

Padre nostru tinche tinche
de vagline ce ne tengo cinque
ce ne tengo un cintinaru
Padre nostru qutidianu.
Padre nostru qutidianu,
co la mazza se vatte lo ranu,
co gliu spidu se 'nfila gliu rospu
è finito gliu Padre nostru.

Non chiedetemi il significato in quanto nessuno ha mai saputo darmi una ragionevole spiegazione.
L'unica cosa che ho saputo è che la "mazza" era un particolare attrezzo usato nelle aie per battere le spighe dopo la mietitura. Prima dell'arrivo della tecnologia (trebbiatrici, mietitrebbie ecc.) per estrarre il grano dalle spighe, nelle aie, chi poteva faceva la "trita" con i cavalli, chi invece non poteva permettersi di pagare la trita usava degli attrezzi particolari denominati appunto mazze per battere le spighe e farne uscire il grano.

Ciaooooo
Peppino di Rosa

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[54]   
Da: L'Irpino 
  Re: Vecchie nenie
[15-02-2008]  
OT: la mazza per battere il grano (per sfibrare i fusti di lino o canapa,...), è detta "scogna" in alcune zone d'Irpinia, la "sercia" in Emilia, è un bastone fatto da due mazzarielli uniti tra loro da un pezzo di cuoio, l'ho visto utilizzato ritmicamente anche... per accompagnare alcuni canti popolari, tra cui questo dei Pratola Folk:
"... e tutta pelosa me la promettiesti
e pò pè dispietto te la carosasti..."
(tipica canzone a dispetto, che accomuna l'ingratitudine di una donna traditrice all'avara esosità del padrone: la prima rifiuta la sua "botticella" di vino, il secondo una brocca d'acqua a chi lavora alla trebbiatura (detta appunto "scogna")

Kukurni, molto interessante il parallelo col mantra...

Ciao!

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[55]   
Da: Sabine Cretella 
(Maiori)
  Re: Vecchie nenie
[14-03-2008]  
Ciao ragazzi :-)

avrei una domanda: c'è un progetto che cerca di raccogliere ninne nanne, filastrocche, storie per bambini nelle lingue con poche risorse (tra le quali è anche il napoletano), proprio per mantenere la cultura e lingua viva nel tempo. Si chiama Open Nursery: http://eng.i-iter.org/content/open-nursery . Mi chiedevo se qui dal forum vorreste partecipare registrando le filastrocche e ninne nanne di qui con il computer e poi mettendoli online in vari posti. Servirebbe una licenza libera come la Creative Commons CC-BY-SA (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.5/it/) per poterli mettere sia su http://commons.wikimedia.org (così li possiamo collegare alla wikipedia in napoletano) e su http://nap.i-iter.org . Verrebbero anche menzionate durante una conferenza per lingue con poche risorse, proprio nell'ambito di quel progetto (cioè Open Nursery).

Che ne dite, riusciamo a formare un gruppetto di lavoro attorno a quel progetto? Se volete scrivere e poi raccontare anche delle storie e favole: sono benvenuti. Se non siete sicuri sul come scrivere, non fa nulla, abbiamo che può correggere. Anch'io quando scrivo in napoletano devo farmi correggere tutto, per lo più che per me il napoletano è una lingua straniera (sì, è una lingua e non un dialetto come spesso si dice).

Chi sta dietro a Open Nursery è la fondazione Vox Humanitatis: http://voxhumanitatis.org ... che altro ... be' fate pure domande. Potete anche contattarmi tramite e-mai: s.cretella (at) voxhumanitatis.org

Spero davvero che riusciremo ad avere anche le registrazioni :-) (potete anche chiedere gli anziani, nonni ecc.)

Ciao, Sabine

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[56]   
Da: Ronna Paulina 
  Re: Vecchie nenie
[27-03-2008]  
Fa la nanna, citolo mio,
ch'è venuto lo tata teo ;
t'à portato gliù cappellitto,
fa la nanna, sî beneditto.

(Campagna Romana)


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[57]   
Da: Peppino di Rosa 
(Vivaro Romano)
  Re: Vecchie nenie
[28-03-2008]  
Riporto una nenia di origine siciliana, che ho avuto modo di imparare
dal mio insegnante di tamburello (il maestro Umberto Papadia) col quale
la cantiamo alla fine delle nostre, ormai rare, esibizioni col gruppo da lui
costituito "I Tamburi a sonagli".
Chiedo scusa, in anticipo, per il mio non preciso dialetto siculo:

Avia nu cappidduzzu
ch'i beddu e sapuritu,
e io mi l'haio a mittiri
quannu mi fazzu zitu.
Acchiuanu pi lu "Cassaru"
scinnu ra li "Bannere",
e tutti ca mi diciunu
bangiorno Cavalere.
Nanna oooooh Nanna ooooh.


Peppino di Rosa

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[58]   
Da: RonnaPaulina 
  Re: Vecchie nenie
[07-04-2008]  
Sul sito che linko quaggiù, cara Gioia e tutti voi, ci arrivano, dall'Umbria, ninne nanne e "badarelle" come queste:
Tururu ninna nà ,Fate la nanna coscine di pollo ,Tirintoppete Menca mia , Cavallino arrò arrò ,Staccia monaccia ,Staccia moneta Gianni, che batte le castagni ...
...e poi canti a vatocco, stornelli in ottava rima, per la raccolta delle castagne, per la mietitura, Pasquelle, canzoni narrative, Maggi, canti di bifolchi, musiche a ballo, ...e tanto altro materiale, catalogato da Tullio Seppilli e Giancarlo Palombini e dalla Regione dell’Umbria/ CEDRAV; è una banca dati interessantissima!!!
http://parchi.provincia.perugia.it/cedrav/presenta/fonoteca.htm



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[59]   
Da: Gioia 
(dal mare)
  Re: Vecchie nenie
[28-04-2008]  
Credevo di aver chiuso con questo argomento ma ho incontrato Sara Modigliani che cantava proprio la mia nenia dei maccheroni!!!!!!! Mi ha gentilmente trascritto la nenia che ricordava lei.

"C'era un medico napoletano che era tanto rinomato, che per un piatto di maccheroni, si vendeva anche i calzoni.
Maccheroni.......

Era nato poveretto, senza casa e senza tetto
ha venduto i suoi calzoni per un piatto di maccheroni
Maccheroni....

Un bel piatto d'insalata, quattro uova e una frittata
e sessantasei vagoni tutti pieni di maccheroni
Maccheroni.....

Se vuoi vincere la guerra, sia per mare sia per terra
fa' in maniera che i cannoni siano pieni di maccheroni.
Maccheroni......"

Grazie Sara!!!!!!!!



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[60]   
Da: Ronna Paulina 
(Emilia/Campania)
  Re: Vecchie nenie
[11-05-2008]  
Evviva, Gioia, hai ritrovato la tua canzone dei maccheroni! Lo sai, adesso che l'hai postata, ho ritrovato anch'io...una vecchia canzone! Quand'ero giovane, ho conosciuto a Rimini delle educatrici romane che avevano portato lì al mare dei bambini, in colonia e alla sera una restava coi bambini e con le altre libere io ci uscivo assieme. Andavamo in spiaggia e suonavamo la chitarra. Una di loro cantò e suonò una sera "Ma che razza de città", una canzone molto triste e delicata; non ho più sentito quella canzone.
Quando tu hai postato questa notizia, sono andata su Google a digitare "Sara Modigliani" (per saperne di più) ed ho scoperto che è lei ad aver composto (o forse cantato) "Ma che razza de città" e ne ho trovate anche le parole!
Poi penso che Sara Modigliani e Pino Pontuali "militino" ambedue ne "La Piazza", così li saluto tutti e due!
Ciao, Gioia!

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