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Da: Avvocatista 
  Il costo degli strumenti popolari
[30-10-2007]  
In un recente incontro al Circolo Gianni Bosio, uno dei presenti alla domanda: "Lei cosa fa?".

Ha risposto (più o meno):

"Io costruisco chitarre battenti per i giovani, ossia, strumenti popolari accessibili a tutti, secondo lo spirito che animava i "vecchi" costruttori". "Potrei anche fare chitarre impreziosite da avori, madreperla, ecc... ma non ne comprendo l'utilità e la coerenza con lo spirito della musica di tradizione"

Sullo stesso piano filosofico si pone l'amico molisano Gianfranco, che addirittura regala i suoi flauti di canna ed anche un altro "liutaio", Giuseppe Salamone, che produce e vende zampogne, totarelle, tamburelli, ecc... a prezzi decisamente "popolari".

Ritengo questo modo di rapportarsi alla tradizione estremamente corretto e coerente, soprattutto nell'ottica di quello che è uno dei principi sui quali si basa la tradizione orale: il suo perpetuarsi.

D'altra parte rilevo, sempre più spesso, la presenza di "costruttori" che propongono i loro articoli a prezzi assolutamente esorbitanti: tamburelli "normali" a 120/180 Euro; ance di plastica a 30/40 €; ecc...

Il mestiere che faccio mi porta a dire che se c'è gente che acquista a quei prezzi è bene che ci sia gente che offre strumenti a quei prezzi.

Ma quegli strumenti, mi chiedo, a cosa servono veramente?



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[46]   
Da: Pier Filippo Melchiorre 
(Ascoli Piceno)
  Re: Il costo degli strumenti popolari
[06-03-2009]  
X Alfonso
sono d'accordo con te
X Quirino
ho scritto quello che penso su questi
tamburelli sul topic "tamburelli dipinti"
saluti
Pier Filippo

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[47]   
Da: Pier Filippo Melchiorre 
(Ascoli Piceno)
  Re: Il costo degli strumenti popolari
[06-03-2009]  
Vorrei aggiungere una cosa.
Nelle ricerche effettuate tanti anni fa, ho appurato che il tamburello del Piceno
che da noi era chiamato "cembera" (cembalo)
in origine era privo di pelle e di uso quasi esclusivamente femminile.
Successivamente, a seguito delle contaminazioni del vicino Abruzzo,
ha montato la pelle.
Il tutto improntato a caratteristiche di massima sobrietà.
Fra l'altro ho scoperto che la mamma della mamma di mia madre,
cioè la mia bisnonna Letizia, (che è morta quando agvevo 5 anni e che ricordo ancora)
suonava il cembalo insieme a un parente
che suonava il violino (tenuto appoggiato al fianco).
La portatrice della notizia: mia madre (ancora vivente) che
da piccola ballava il saltarello al suono del violino di Luiggiò e del
tamburello di nonna Letizia.
Giusto per parlare di portatori della tradizione.
Forse dovrei abbandonare la battente per il tamburello?
Giammai.
Per il tamburello ci sta pensandomio
figlio pertanto la continuità della tradizione famigliare
è assicurata.
ciao
Pier Filipp

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[48]   
Da: Alfonso 
  Re: Il costo degli strumenti popolari
[06-03-2009]  
Pierfi, mi costringi a interventi kilometrici e poi mi dici che sei d'accordo !?!? e non c'è gusto..!!

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[49]   
Da: Pier Filippo Melchiorre 
(Ascoli Piceno)
  Re: Il costo degli strumenti popolari
[06-03-2009]  
E' perchè ultimamente sei un po' laconico
e allora debbo stimolarti.

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[50]   
Da: Alfonso 
  Re: Il costo degli strumenti popolari
[06-03-2009]  
ma hai visto la battente usata da Zammarelli nel filmato ?

volevo farti notare una cosa, osserva il filmato,

http://www.youtube.com/watch?v=BhaP7c_6IoY

dopo pochi secondi che Gianluca inizia a cantare all'ingresso fa capoccetta un tizio, rapito dal canto dopo pochi secondi non resiste, entra impallandomi e si va a sedere fuori campo affianco a Gianluca, è Ciro Caliendo, ordinario di antropologia culturale all'università di Salerno, che non credeva alle sue orecchie..

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[51]   
Da: Pier Filippo Melchiorre 
(Ascoli Piceno)
  Re: Il costo degli strumenti popolari
[06-03-2009]  
Zammarelli è bravo, è del Cilento, mantienei ocntatti con la
sua terra, è un ricercatore, è un musicista ed esegue un canto all cilentana: bada bene
la battente qui è utilizzata come accompagnamento alla voce.
Caliendo (il libro già l'ho letto alcune volte perchè non mi sono chiare
alcune cose, che poi tratterò sul forum) da bravo studioso entra e sente
un maturo giovane che sta eseguendo un canto alla cilentana che lui tratta,
anche abbastanza ampiamente, nel suo libro. Anch'io avrei fatto la stessa cosa.
Ma il punto sul quale vorrei soffermarmi, che forse davo per scontato
ma mi sembra che non lo sia è che strumenti "poveri" (nel senso buono del termine)
sono nati per un certo tipo di repertorio.
Io credo, nell'ambito di una ricerca-evoluzione della tradizione ci sia bisogno di
uno strumento più "affidabile" (e quindi forse anche più costoso) per eseguire
musica che si distacchi un pò dai due accordi di accompagnamento al canto e al ballo.
Insomma, se per esempio si volesse esplorare l'uso solistico della battente, non credo
che uno strumento del genere possa essere idoneo.
Non a caso musicisti che operano in questa direzione mi sembra che usino strumenti
abbastanza costosi e "griffati".
Lo stesso Zammarelli usa a Cariati o Bisignano una battente "raffinata" mentre al Boso
ne usa una con lo scordino anche scordata (tanto per due accordi va bene lo stesso).
Io ho comprato una Rosalba De Bonis (che adesso funziona pefettamente) e l'ho pagata meno di 1000
euro che non mi sembra una cifra enorme: mi consente di eseguire un repertorio tradizionale e di esplorare nuovi settori.
Secondo me è questione di scelta di repertorio e, ritornando ai giovani, la scelta dello strumento
è riferita a quello che si vuole suonare e quindi è una scelta di tipo culturale, rimanendo sempre all'interno della tradizine popolare.
Pier Filippo


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[52]   
Da: Pasquale Scala 
(Praiano)
  Re: Il costo degli strumenti popolari
[06-03-2009]  
X ALFONSO,
VEDI CHE CIRO CALIENDO E UN MUSICOLOGO.......
NON ANTROPOLOGO


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[53]   
Da: Alfonso 
  Re: Il costo degli strumenti popolari
[06-03-2009]  
Pierfi, Zammarelli non è un musicista che canta alla cilentana, ha imparato dagli anziani del suo paese,

in lui abbiamo una "documento vivente" della tradizione, e ci ha dimostrato (come ho sempre sostentuo) che la battente è solo un "pretesto" per cantare..

"...Io credo, nell'ambito di una ricerca-evoluzione della tradizione ci sia bisogno di
uno strumento più "affidabile"...."

Pierfi, getta la maschera ! quello che tu vuoi fare non è in alcun modo legato alla tradizione,

e difatti dici bene quando dici "...la battente De Bonis...mi consente di eseguire un repertorio tradizionale e di esplorare nuovi settori.."

tu esplori nuovi settori, con tutta la mia approvazione, ma lasciamo stare la tradizione..



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[54]   
Da: Pier Filippo Melchiorre 
(Ascoli Piceno)
  Re: Il costo degli strumenti popolari
[06-03-2009]  
Quale maschera preferisci che mi tolga quella da Zorro
o quella da Pulcinella? Oppure quella di Arlecchino servo di due padroni?
Ecco forse sono proprio servo di due padroni: la tradizione e l'evoluzione della tradizione.
Io non sono quelli che rimpiangono il "vecchio mondo antico" tout court.
Sono una persona che vive iL suo tempo con un occhio alla tradizione in quanto storia
del popolo (quella vera e non quella che ci insegnano sui libri) alla quale fare riferimento,
attingere insegnamenti, testimonianze ma PER ANDARE AVANTI.
E questo in tutti i settori compreso quello musicale.
Alfò dalla capanna di arundo donax e fango si è passati alla casa in mattoni e poi in cls.
Il problema non è il materiale con cui si costruisce la casa e se è tradizionale farla di
arundo donax o cls: il problema è l'idea di casa che si deve avere, la tipologia
abitativa che attinge dalla tradizione confrontandosi con il nuovo.
Ti faccio un esempio: la mia casa ha una cucina grandissima (purtroppo senza camino
per motivi logistici) dove passiamo la maggior parte del tempo dove si mangia, si cucina, si ricevono
gli amici, si stira, si suona, si parla, si litiga, si guarda la televisione, si ascolta la musica, ci si fa la pennichella.
E' la zona più importante dell'appartamento dove vivo.
Questa cucina per me è un modello cuturale e si trova in una palazzina del 1960 in
struttura in cls.
Non ho pensato minimamente, anche potendomelo permettere, di trovare un casolare e ristrutturarlo
per riproporre a tutti i costi l'abitazione rurale di una volta, per continuare la tutti i costi la tradizione.
L'importante è che certi modelli culturali uno li abbia dentro e poi ti chiedo
se è più tradizionale vivere in una capanna di arundo donax o in un casale.
Le tradizioni da quando le facciamo iniziare?
Non voglio poi entrare nel merito del lavoro che faccio dove il confronto
con la tradizione, almeno per quanto mi riguarda, è costante e continuo ma
con uso di sempre nuove tecnologie a servizio del benessere della gente.
La tradizione si evolve quando migliora la condizione della gente,
anche suonando un buon strumento.
( lo dimostra la sostituzione dell'organetto alla zampogna, ma addirittura
dell'arco musicale alla chitarra, operazioni eseguite per migliorare la condizione
di vita, evoluzione di elementi semplici e primitivi).
Il fatto poi che Zammarelli abbia imparato dagli anziani del suo paese
mi sembra giusto e corretto e va a tutto favore del suo lavoro e impegno.
Che sia un documento vivente è tacito anche se l'ambito in cui si muove
non è quello che testimonia, sono cambiati i luoghi, i tempi, i rapporti sociali, ecc. ecc.
Insomma, qualcosa si sarà pure modificato oppure io vivo in Matrix?
Io credo che se tu avessi allestito "il covo dei carbonari" in una anonima
stanza invece che in una bottega del '600, non srebbero cambiati i contenuti
delle azioni che ivi si svolgono.
Io, per esempio, l'avrei cercata del '300 (è una battuta).
Penso che la maggior parte delle persone che frequentano questo
sito abbiano imparato qualcosa dagli anziani.
L'ho fatto per tanto tempo (e lo sai) con enormi sacrifici.
Ma adesso, Alfonso, gli anziani siamo noi e viviamo in una casa in cls.
ciao
Pier Filippo


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[55]   
Da: Alfonso 
  Re: Il costo degli strumenti popolari
[06-03-2009]  
Pierfi, se io mi fossi limitato a rimpiangere il "vecchio mondo antico" tout court ti pare che avrei costruito una battente fretless ?!? e perchè l'avrei fatto se non per sperimentare, studiare e stimolare la scoperta di nuovi orizzonti ??

ma ci tengo a dire pane al pane e vino al vino






ma non divaghiamo troppo (me lo dico a me stesso), questo è il topic dedicato alla discussione sul costo degli strumenti popolari

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[56]   
Da: Pier Filippo Melchiorre 
(Ascoli Piceno)
  Re: Il costo degli strumenti popolari
[06-03-2009]  
Oh Alfò, penso che un po' ti conosco.
Lo so che sei sempre molto esplicito.
Ma losono anch'io e me ne devi dare atto.
Pier Filippo

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[57]   
Da: Qurino 
(Roma - Portuense)
  Re: Il costo degli strumenti popolari
[09-03-2009]  
Ritorno sui tamburelli di Amici e sul tamburello nelle Marche.
Come dicevo i tamburelli dipinti e folcloristici non sono l'unica sua proposta; ne fa anche di sobri e li ho sentiti suonare e per le esigenze della musica tradizionale di quelle zone andavano bene, dopo di che il costo è elevato e non c'è dubbio, però non so quelli sobri quanto costino. I sonagli sono di forma cosidetta in gergo da tamburellisti "industruiali", ma non so se li ricopia lui o li rpende già fatti. C'è da dire però che speso quella tipologia di sonaglio suona benissimo e per i saltarelli è buona , oltretuto ci sono stampe dell'800 di acquarellisti che operavano a Roma e nel Lazio che ritraggono tamburelli che hanno i sonagli identici a quelli che noi oggi definimao industriali.
Sulle forme e l'uso della pelle nel cembalo nelle Marche c'è anche da dire che al museo degli usi etradizoni popolari di Roma (quello all'EUR per capirci) sono conservati diversi tamburelli di diverse forme e grandezze (ce ne è uno anconetano che pare uno di quei tamburi grossi siciliani), di diverse epoche, provenienti da diverse zone delle Marche tutti con pelle che lasciano pensare che l'uso della pelle nelle Marche sia antico, sensa considerare poi il notevole virtuosismo con cui nelle Marche viene suonato il tamburello. Sul Piceno non ho informazioni precise, bazzico la zona, soprattuto montanara, in effetti lì si preferisce attualmente suonare il triangolo e il bufù, anche se una anziana donna di Regattola vicino Comunanza, mi ha racontato che prima il tamburello con pelle era usatissimo e che da sempre era così, ma non ho riscontri o controprove.

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[58]   
Da: valerio filippi 
(roma)
  Re: Il costo degli strumenti popolari
[09-03-2009]  
Grazie a lei maestro e al suo sito,finalmente venerdi iniziero' le lezioni con il maestro zammarelli.......dopo tante ricerche e denaro speso per scendere in calabria a studiare questo magnifico strumento,finalmente posso iniziare a roma con una persona di elevatissima cultura musicale.........Valerio Filippi

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[59]   
Da: alfonso 
  Re: Il costo degli strumenti popolari
[08-03-2011]  
un caro amico, sempre molto attento a quello che succede nel mondo della battente, mi ha segnalato questo link http://www.music4company.com/index.php?main_page=index&cPath=187_430

come si vede vi si commercializza una sorta di chitarre battenti a 170 e 200 euro,

ovvio che non posso che approvare, se uno studente o chicchessia si può permettere di spendere solo 170 euro meglio che impari qualcosa (e si diverta) con uno strumento del genere che rimanere per anni con il desiderio di possedere una chitarra battente con il rischio che il desiderio/passione svanisca..,

però auspicherei uno sforzo maggiore da parte di questi costruttori in particolare perchè, visto che il modello di chitarra (greenwich) che hanno rielaborato la commercializzano a 29 euro, prendersi 141 euro per una rielaborazione mi pare troppo, per quel prezzo ci pretenderei almeno almeno anche la spezzatura della tavola..., ma è evidente che la rielaborazione (al contrario dello strumento) non è cinese come lo strumento..

a questo punto ben venga una "greenwich" completamente rielaborata "a battente" dai cinesi, almeno la spesa non dovrebbe superare i 50 euro e farebbe la felicità di molti


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[60]   
Da: Antonio 
(Caserta)
  Re: Il costo degli strumenti popolari
[03-08-2011]  
Salve a tutti, sono un ragazzo di 23 anni mi sono appassionato alla chitarra battente e vorrei acquistarne una per studiarla e conoscerla, già suono musica popolare da anni, sono uno studente universitario e guadagno qualcosa con il mio gruppetto facendo qualche serata.Ho in mente di comprare una battente da un paio d'anni , ma non riesco proprio a mettere da parte i soldi che mi servono per una De Bonis. Stavo riflettendo sul fatto che è brutto avere una passione , un desiderio così bello come quello di imparare la battente e la sua storia, tecnica, usi , tutto insomma, ma poi non poterlo realizzare perchè tornando nel mondo reale servono tanti euri per acquistarne una. Avevo pensato di frequentare un liutaio e imparare anche a costruirla, macchè ! Chiedono prima di tutto cifre enormi! Premetto che a me piace la battente calabrese, però leggendo nel sito di Alfonso Toscano vedo che per esempio lui ne costruisce prettamente Cilentane o qualcun altro ne fa sul modello Borraccino,il mio dilemma è questo, c'è nessuno che ne costruisca di calabresi ad un prezzo accettabile? O secondo voi mi tocca solo e semplicemente mettere da parte tanti soldi per arrivare un giorno ad acquistarne una ? Grazie mille!!

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