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Torna all'elenco argomenti | Martedi 21 Novembre 2017

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Da: Alfonso 
  evoluzione/tradizione nella costruzione della battente
[07-03-2007]  
Ammesso che interessi a qualcuno, vorrei dire la mia OPINIONE su: Come si fa a fare una cosa “secondo tradizione”:

All’appropinquarsi del Natale nel Cilento si usa fare un dolce che si fa solo in quell’occasione, le pasticelle, per farla breve una specie di tortello fritto ripieno di una pasta dolce.

Quello che caratterizza questo dolce sono TRE COSE: la forma rotonda, l’esistenza di una farcitura e il metodo di cottura (frittura), ebbene, pur rispettando queste TRE COSE, da un paese all’altro del Cilento non si vedono due pasticelle uguali, e anche nello stesso paese c’è differenza fra la quelle fatte da una famiglia e quella di un’altra,

anzi, siccome è usanza sotto Natale scambiarsi questi dolci e quindi ci si ritrova con la credenza piena di pasticelle di ogni provenienza, un pranzo di Natale non è tale se arrivati al dolce non si comincia il gioco di “indovina di chi è la pasticella !” , e quindi giù ipotesi, scommesse, illazioni ecc..: “questa è di zia Catarina!” perchè si sentono le pere cotte ! , “questa viene da Torchiara, solo loro ci mettono le castagne !” oppure “quella è di commare Rosina” è bianca come la faccia sua ! oppure “questa è di montagna” (cioè dei paesi lontani che non guardano sul mare..), salvo inorridire davanti a qualche “esemplare” cotto al forno anziché fritto.. (sperimentazione/contaminazione..)

e allora se gli ingredienti e il risultato sono diversi mi chiedo, dov’è la tradizione ? è semplice: nel rispettare le TRE COSE ma soprattutto nel rigore DEL METODO, cioè nel procedimento usato per arrivare al risultato.
Mi spiego: per fare la farcia delle pasticelle non mi faccio arrivare le nocciole da Benevento né le prungne dalla California, uso i prodotti locali, quindi se sto a Torchiara ci metto le castagne, se sto a Acciaroli ci metto i pinòli, SI E’ SEMPRE FATTO COSI’ eppure le pasticelle vengono sempre diverse, perché i prodotti cambiano, le colture pure, se un’anno mi regalano le noci ci metto le noci ! ma allora dov’è la tradizone, ergo:

se mi faccio arrivare le prugne dalla California commetto una “contaminazione”, se ci metto le noci che mi hanno regalato “sto rispettando la tradizione”, LA TRADIZIONE E’ SOPRATTUTTO NEL RISPETTO DEL METODO, E QUESTO PERMETTE LA NATURALE EVOLUZIONE.

Ecco che non c’è nessuna contraddizione tra tradizione ed evoluzione, anzi vanno a braccetto, la tradizione si evolve da sé, è in continua evoluzione, fare le cose secondo tradizione non significa farle UGUALI ma farle con METODO UGUALE, se non fosse così oggi Marcello Vitale suonerebbe la “mascella di cavallo” e Alessandro Mazziotti studierebbe ancora il suono della sua panza durante la digestione.

Questa premessa era per riallacciarmi al discorso sull’uso del compensato nella costruzione delle chitarre battenti, secondo il mio (sopraillustrato) modo di pensare, chi negli ultimi decenni ha realizzato chitarre battenti in compensato, non ha fatto altro che rispettare la tradizione che prevede che queste si facciano con il legno disponibile, delle proprie zone e comunque nelle proprie disponibilità, non credo che i falegnami/liutai si facessero spedire le tavole armoniche di abete della val di fiemme COME INVECE SI FA OGGI, e sono questi che, secondo me E AL DI LA’ DEI RISULTATI CHE POSSONO ANCHE ESSERE ECCELLENTI, non rispettano la tradizione (ammesso che gli interessi farlo..)


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[31]   
Da: Gianfranco P 
  Re: evoluzione/tradizione nella costruzione della battente
[24-09-2007]  
è giusto.
e del nome recchie che dici?
gp

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[32]   
Da: Alfonso 
  Re: evoluzione/tradizione nella costruzione della battente
[24-09-2007]  
per carità, dicevo recchie tanto per dire, specialmente dopo quei segni circolari che tolgono ogni dubbio in merito (a chi l'avesse), ma una cosa è certa: i buchi ci sono !

perchè ?

assodato che il sistema ipotizzato nel mio disegno è il più semplice (e difatti la maggior parte delle battenti con i buchi non presentano abrasioni ) hai idea di come sia comunque difficile realizzarlo ?

rimetto il disegno con qualche indispensabile aggiunta








per fare in modo che il sistema di girare il legnetto per avvicinare le fasce funzioni, oltre a tenere ben ferme e immobilizzate le fasce nei punti A e B, è necessario utilizzare delle sagome "C" che o devono essere fissate fermamente al piano di lavoro oppure devono essere unite a coppie fra di loro con una traversa, quindi in pratica si tratta di costruirte una forma in due sezioni,

e allora se si è in grado di costruire praticamente una forma in due sezioni si è anche in grado di costruire una controforma complementare in una o due sezioni e così si possono piegare le fasce avvicinando lentamente forma e controforma (basta fermarle esternamente con dei pesi, anche una pietra va bene) E SENZA LASCIARE BUCHI !

ed anchhe senza rischiare di spezzare la fascia già sottile 2 o 3 mm e pericolosamente indebolita dal buco praticato

sbaglio ?

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[33]   
Da: gianfranco p 
  Re: evoluzione/tradizione nella costruzione della battente
[25-09-2007]  
dici bene, quindi i forellini devono avere un'altra funzione.
sullo spessore delle fasce aggiungerei solamente che si arriva anche a 1.7, (ebano, che è più duro, a 1.5).
devo dire che comunque il lavoro del liutaio oltre che il lavoro di chi costruisce strumenti è il lavoro di chi si inventa i mezzi, gli attrezzi e le congetture per costruire gli strumenti. La categoria del fare quindi sottintende e in questo caso fortemente, la categoria del pensare.
questi forellini potrebbero essere una risoluzione semplicemente non condivisa da tutti (tante battenti li hanno e tante no) magari come le vernici (un altro argomento spinoso) certo, altri mezzi di contenimento delle fasce ci sono e tu mi pare che li indichi tutti.
personalmente ritengo 'abbastanza' convincente l'idea che i forellini potevano essere usati come supporto per l'incollaggio del piano armonico ( come già detto per non far slittare il piano sulla colla) però, e penso che sia questo il punto, le cose si possono fare in tanti modi ( o se vuoi in altri modi)
bastano pochi chilometri (o meno) e la tarantella si suona in modo diverso.
GP

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[34]   
Da:  
  Re: evoluzione/tradizione nella costruzione della battente
[01-10-2007]  
voglio dire la mia sui fori laterali sulla chitarra battente.
quest'estate ho visto una chitarra battente di circa una cinqauntina di anni e aveva i due forellini laterali sulle fasce, incuriosito ho chiesto come mai, mi hanno risposto che servivano a dare piu' suono.
al mio paese, quelle poche chitarre che sono rimaste, una parte di esse ha i forellini.

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[35]   
Da: Alfonso 
  Re: evoluzione/tradizione nella costruzione della battente
[02-10-2007]  
Grazie caro anonimo amico,
il tuo intervento potrebbe essere ancora più prezioso e utile "alla causa" se ci fornissi qualche altra informazione,
er esempio dove hai visto questa battente coi forellini, qual'è il tuo paese, che tipo di forellini presentano le chitarre del tuo paese, se uno, due o tre per fascia ecc..

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[36]   
Da: Alfonso 
  Re: evoluzione/tradizione nella costruzione della battente
[02-10-2007]  
<i forellini potevano essere usati come supporto per l'incollaggio del piano armonico ( come già detto per non far slittare il piano sulla colla) >

certo i forellini ci sono ed una funzione dovevano avere, Gianfrà, ma per tenere ferme le fasce durante l'incollaggio del piano armonico è sufficiente appoggiare due pietre nel "punto vita", senza rischiare di buttare tutto sforzando un punto delicato dove lo spessore del legno come dici è di circa 2 mm

io mi sto facendo l'idea che questi fori venivano fatti con lo scopo primario di far meglio "uscire il suono" e quindi "sfruttati" anche in qualche modo per la costruzione

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[37]   
Da: gianfranco p 
  Re: evoluzione/tradizione nella costruzione della battente
[02-10-2007]  
e se invece hanno a che fare con il fatto che la rosetta 'tappa' lo strumento e l'aria rimane in qualche modo intrappolata.
se fosse un modo per far 'respirare' lo strumento per farlo adeguare per esempio all'umidità esterna?
certo se ne sparano.
gp

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[38]   
Da: Alfonso 
  Re: evoluzione/tradizione nella costruzione della battente
[02-10-2007]  
Gianfrà, per ora solo una cosa è certa, la prossima creatura nascera con "le recchie"..

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[39]   
Da: giuseppe 
(modena)
  Re: evoluzione/tradizione nella costruzione della battente
[02-10-2007]  
l'amico anonimo sono io giuseppe da modena, proprio quest'estate un mio amico aveva la chitarra battente di suo padre e aveva i due forellini sulle fasce laterali di circa 5 - 6 mm di diametro.
glie stato detto che servivano per dare piu' suono alla chitarra.
io sono calabrese, di bocchigliero provincia di cosenza
buona musica a tutti

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[40]   
Da: giuseppe lerose 
(modena)
  Re: evoluzione/tradizione nella costruzione della battente
[02-10-2007]  
dimendicavo un particolare i fori venivano fatti dopo con un punteruolo di ferro scaldato sul fuoco
buona musica a tutti

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[41]   
Da: Alfonso 
  Re: evoluzione/tradizione nella costruzione della battente
[02-10-2007]  
Giusè, te pozzan'.. ! sai tutte queste cose e quando le dici ?!!?
com'è la storia dei buchi fatti dopo ? come ne sei vanuto a conoscenza ?

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[42]   
Da: giuseppe 
(modena)
  Re: evoluzione/tradizione nella costruzione della battente
[03-10-2007]  
siccome come sai costruisco anch'io qualche chitarra battente, ne ho portata una giu' in calabria, il mio amico quando l'ha vista mi ha fatto i complimenti, poi mi ha detto : perche non ci fai due buchi laterali che suona meglio? mi ha fatto vedere quella di suo padre, c'erano questi due fori laterali .
addirittura ne ho vista un'altra che aveva un amico di mio suocero aveva l'interno tappezzato di carta di giornale , tipo gazzetta , c'erano le notizie di una quarantina di anni.
buona musica a tutti

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[43]   
Da: Alfonso 
  Re: evoluzione/tradizione nella costruzione della battente
[03-10-2007]  
Giusè, ma quelle che hai visto avevano più di un buco per lato, oppure uno solo ?

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[44]   
Da: giuseppe 
(modena)
  Re: evoluzione/tradizione nella costruzione della battente
[04-10-2007]  
alfo' uno solo per lato

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[45]   
Da: Alfonso 
  Re: evoluzione/tradizione nella costruzione della battente
[04-10-2007]  
e il buco era proprio nel punto "vita" ?

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