www.alfonsotoscano.it la musica degli ignoranti
 

Calendario   |   Corsi, seminari e stage   |   Libri, cd, demo   |   archivio audiovideo   |   la chitarra battente   |   mostra   |   annunci   |   la chiazza    |   proposte artistiche     artigiani & hobbisti    |   i portatori della tradizione    |    eventi trascorsi   |   le feste da non perdere   |   articoli   |   Cilento   | nonSoloMusica   |   home   |   la battente vista da..

 

in questa piazza puoi dire quello che vuoi senza bisogno di registrazione/iscrizione, qui ci si incontra per fare quattro chiacchiere oppure per spaccare il pelo in quattro, come preferisci...

resta inteso che se ti metti a rompere le scatole i tuoi interventi verranno cancellati senza pietà, e questo vale in particolar modo per coloro che scelgono di rimanere anonimi pur usando uno pseudonimo    

 
Torna all'elenco argomenti | Martedi 25 Giugno 2019

Forum: clicca qui per aprire un nuovo argomento   
Da: Alfonso 
  Tradizione e Folklore
[24-09-2011]  
apro questo topic nella speranza di chiarire una volta per tutte un discorso rispolverato nel topic "girovagando per la rete"

( http://www.alfonsotoscano.it/forum/Subject.asp?S_ID=219&H_ID=36&pageid=2&show=1 )

ossia che:

qualunque gruppo che si esibisca in costume da pseudocameriere si può definire tradizionale SOLO SE CI SI RIFERISCE AL PERIODO FASCISTA, alle cui DIRETTIVE si deve appunto L'ADOZIONE DEL COSTUME per i gruppi popolari,

quindi in questa circostanza l'esatta indicazione riferita al gruppo sarebbe "tradizionale del periodo fascista",

assolutamente altra cosa è quella dei gruppi di suonatori che, svolgendo la medesima attività ed esibendosi in circostanze non scindibili da questa, si ritrovavano "ovviamente" e non per "disposizione di regime" a suonare vestiti allo stesso modo, vedi gli zampognari, che come si può vedere dall'iconografia del secolo scorso per vestirsi allo stesso modo non hanno certo dovuto aspettare le veline (leggi direttive) del ventennio..

questa non è la mia tesi ma è semplicemente la STORIA

sopratutto i più giovani non hanno mai sentito parlare dell' O.N.D - Opera Nazionale Dopolavoro -

questo ente che fu creato dal Regime il 1° marzo 1925 proprio con l'esplicito compito di manipolare le tradizioni per asservirle agli scopi politici, e vi riuscì egregiamente

vi allego qui sotto l'estratto di una tesi in Storia Contemporanea della Dott.ssa Mariarosaria Mazziotti sull'Opera Nazionale Dopolavoro, leggetela con attenzione

questa tesi è riferita al territorio abruzzese ma quello che qui è narrato avveniva in ogni comune, frazione e villaggio d'Italia,

una volta assimilata vi potrà essere utile per imparare a cercare e distinguere nelle odierne forme di spettacolo ciò che è frutto della naturale evoluzione da ciò che è stato inculcato o imposto, insomma ciò che è TRADIZIONE da ciò che è FOLKLORE, ossia manipolazione,

per facilitare la lettura del topic copincollo l'estratto della tesi nel post n. 2

Risposta Condividi


[16]   
Da: Pino Pontuali 
  Re: Tradizione e Folklore
[28-09-2011]  
Caro Marco non hai torto, il mio intervento era provocatoriamente estremizzante (quasi come gli interventi di Alfonso), tuttavia ho espresso anche una larvata mia interpretazione della situazione del folk-revival del momento.
Comunque non ho inteso demonizzare nessuno. Ripeto che ognuno può e deve suonare ciò che più gli aggrada senza che nessuno possa porre dei paletti, e però siamo tutti concordi della necessità di essere onesti nel dire cosa stiamo facendo.

Risposta Condividi


[17]   
Da: alfonso 
  Re: Tradizione e Folklore
[29-09-2011]  
è lì che bisogna battere !!!

DIRE COSA SI STA FACENDO

questa soluzione avrebbe un duplice scopo: creare una platea di ascoltatori consapevoli ma sopratutto.. smuovere le coscienze quando si prova a metter giù quello che bisognerebbe dire..


Risposta Condividi


[18]   
Da: Quirino 
(Roma - Portuense)
  Re: Tradizione e Folklore
[29-09-2011]  
Totalmente in accordo sul "dire cosa si sta facendo", da sempre.
Bisognerebbe farci una campagna...ricordo a inizio anni 2000 convegni su convegni che inneggiavano al fenomeno della pizzicamania che hanno creato veri e propri disastri....

Risposta Condividi


[19]   
Da: antonio 
(Viterbo)
  Re: Tradizione e Folklore
[30-09-2011]  
sarà che sto invecchiando ma mi sto "intalebanendo" anche io....
fenomeni di consumismo che coinvolgono la musica popolare mi fanno venire l'orticaria...Uccio Aloisi saliva sul palco con una semplice polo a righe, non di pregio, semplicemente pulita e stirata alla perfezione..come se le metteva mio nonno quando usciva in piazza..tutto lì...
i vestiti alla maggiolina mi sanno da pagliacci...addirittura mi succede di non mettere la coppola quando suono nonostante la indossi abitualmente

Risposta Condividi


[20]   
Da: Francesco 
  Re: Tradizione e Folklore
[08-01-2012]  
In piemonte ho visto più volte gruppo folkloristici vestiti in costume che suonavano tarantelle allorchè, preso da curiosità ho chiesto a nonna Maria Stella fù Vincenzo se ai loro tempi ci si vestiva in questa maniera.
La risposta ve la scrivo per come l'ho sentita io:
" Ma sì nesciutu pacciu, murimm' e fame e pò a sira ni cunciamm' i'sa manera a baddare tutta a notte? Quannu si sonava e si cantava, mancu ci si canciava a veste, cu a stessa si nescia, si fatigava e moti avutri s'inzuravano, atru ca vestiti i carnevale!!".
A voi.
Un abbraccio a tutti.
Francesco

Risposta Condividi


[21]   
Da: alfonso 
  Re: Tradizione e Folklore
[08-01-2012]  
grazie Francesco, per avere corroborato il nostro "sospetto".. , ma vorrei che alla luce di questo fosse chiaro che chiunque rimane libero di mascherarsi, MA COSì BARDATO NON RIMANE LIBERO di spacciarsi per "tradizionale" perchè commetterebbe un falso, una truffa,

e i Pasdaràn della Tradizione non perdonano..

Risposta Condividi


[22]   
Da: Francesco Benevento 
  Re: Tradizione e Folklore
[15-02-2012]  
Ciao a tutti.
Qulache giorno fa ho visto una locandina che parlava di un incontro in una cittadina qui fuori Torino, precisamente Chivasso, che aveva per tema la tradizione popolare del sud Italia e preso dalla curiosità sono andato a vedè!!!!!!!!!!!!.
Diciamo che sono incazzato come un cinghiale della Sila.

1) Erano presenti sonatori che non hanno spiccicato una parola su ciò che stavano suonando (Pensate un valdostano che ascolta e si incuriosisce un pò)
2) Due ragazze insegnavano a ballare la pizzica salentina sostenendo che si ballasse solo nello specifico modo spiegato e la cosa mi ha lasciato di stucco.
3) La riggitana è stata trasformata in una stupidata con tutti quanti vestisti da pacchiani cosa che a mio parere non rispecchia per nulla il discorso tradizionale, come letto anche in un posto di Alfonso.
4) Dopo l'incontro, dei tizi si facevano pubblicità per dare lezioni di organetto tamburello ed anche per i balli, ed io ho pensato ad un discorso di divulgazione mentre,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,..... 90 euro al mese!!

Sono rimasto perplesso davvero, rimando delusissimo.
Voi che ne pensate di ciò?
Un abbraccio a tutti.



Risposta Condividi


[23]   
Da: Alfonso 
  Re: Tradizione e Folklore
[15-02-2012]  
caro Francesco, potresti fornirci qualche info in più, tipo chi organizzava ecc. ? l'ideale sarebbe avere una foto della locandina..

Risposta Condividi


[24]   
Da: Francesco 
  Re: Tradizione e Folklore
[15-02-2012]  
Dò un occhiata online se riesco a trovarla ma penso non sia di un associazione ma solo persone che si sono riunite con passaparola. Io sono rimasto proprio ai margini della "Festa" non essendo molto incuriosito positivamente.
Vedo se trovo qualcosa e lo posto.

Risposta Condividi


[25]   
Da: Alfonso 
  Re: Tradizione e Folklore
[29-02-2012]  
la Storia si ripete. Fa impressione osservare come può avvenire la manipolazione della cultura popolare, il processo sta avvenendo sotto i nostri occhi, in tempi assolutamente brevi e con meccanismi analoghi a quanto avvenuto esattamente 87 anni fa, quando il 1° marzo del 1925 fu costituita l'Opera Nazionale Dopolavoro con lo scopo di asservire la cultura popolare al nascente regime.

è notizia di oggi: (Adnkronos) -" Via libera, dalla commissione Cultura, spettacolo e sport del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Veronica Cappellaro (Pdl), alla proposta di legge che mira a promuovere e sostenere la diffusione della musica popolare e amatoriale bandistica, corale e folkorica. Il testo, che ha ricevuto oggi parere favorevole all'unanimita', e' l'unificazione di due proposte di legge che hanno come primi firmatari, rispettivamente, i consiglieri Giulia Rodano (Idv) e Pier Ernesto Irmici (Pdl)".


"promuovere e sostenere" attraverso finanziamenti e riconoscimenti che condizionano in mille modi le forme tradizionali musicali, non fosse altro perchè obbligano all'associazionismo, requisito principale per ottenerne l'attenzione, un meccanismo micidiale e ben noto di manipolazione/selezione che ha già dato i suoi frutti che ammiriamo quotidianamente in quei gruppi di coppie saltellanti con tamburelli in mano e in costumi bianchi e neri (lui) con fazzoletto rosso al collo, e rossi e bianchi (lei) con scialletto sulle spalle, ed altre 3-4 varianti, perchè in fondo lo scopo è proprio quello di omologare gusti E CERVELLI uccidendo la diversità e il diritto di essere individuo.



Risposta Condividi


[26]   
Da: Pino Pontuali 
  Re: Tradizione e Folklore
[29-02-2012]  
La vera musica "popolare" ha sempre fatto paura ed è sempre stata combattuta da qualsiasi regime.


Risposta Condividi


[27]   
Da: alfonso 
  Re: Tradizione e Folklore
[19-10-2012]  
daccordo con l'autore riporto qui un articolo pubblicato sulla "Cronaca di Reggio" e assolutamente in argomento:

"Gruppi folcloristici: il presidente dell'Associazione Linea Jonica replica all'On. Nucera

"In riferimento alla recente proposta di legge presentata a palazzo campanella da Giovanni Nucera, segretario-questore dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, volta a "valorizzare le bande musicali, i cori e i gruppi folcloristici calabresi con finanziamento previsto di 750 mila euro all'anno", . Alessio Bressi, presidente dell'Associazione Linea Jonica afferma "I gruppi folcloristici: un'invenzione spettacolare che non ha niente a che vedere con la tradizione musicale calabrese".

Continua Bressi "Concordo con Nucera sul sostegno da offrire a cori e bande, ma è grave che nel 2011 si proponga una legge di tutela e valorizzazione dei gruppi folcloristici. È grave anzitutto per motivi 'culturali'. È vero che in anni di forte disprezzo verso la cultura contadina, e di radicali cambiamenti delle forme di vita tradizionali, la nascita dei gruppi folcloristici ha consentito a molti "suonatori" calabresi di ricreare momenti conviviali legati al "suonare insieme". Ma è altrettanto vero che questi gruppi hanno sempre espresso la forma più degradata e bassamente spettacolare della tradizione, mortificando di fatto la stessa immagine di chi ad essi prendeva parte solo per amore della propria cultura. L'attenzione che oggi la politica rivolge a questi fenomeni testimonia che quel disprezzo atavico per la tradizione è ancora vivo. Sostenendo i gruppi folcloristici, infatti, si continua a dimenticare e a far dimenticare cosa è stata in Calabria la musica di tradizione orale. L'opera di etnomusicologi del calibro di Alan Lomax e Diego Carpitella ha dimostrato, attraverso un immensa raccolta di materiale documentario, frutto di una ricerca scientifica sul campo, che la Calabria è la regione che possiede uno dei patrimoni etnomusicali più ricchi al mondo. Da questi studi si evince che il suono, il canto e il ballo tradizionali manifestavano in passato una forte valenza culturale e sociale. Era il modo attraverso cui i componenti di una comunità esprimevano i propri conflitti, le proprie ansie, i propri desideri, le proprie devozioni. Suono e ballo erano espressione di un linguaggio che garantiva la costruzione dello spazio comunitario e il consolidamento delle regole del vivere insieme. Inoltre i suoni e il ballo hanno consentito a molti emigrati calabresi di ricostruire altrove un senso di appartenenza al paese, che altrimenti sarebbe andato completamente perduto. Al contrario oggi la musica sembra aver completamente smarrito la sua funzione socializzante"

"La speranza - conclude infine il Presidente dell'Associazione - è che la commissione esaminatrice, il prossimo 23 marzo, prima di approvare tale legge, si passi una mano sulla coscienza. Si sappia almeno che sostenere i gruppi folcloristici con fondi pubblici non significa valorizzare la tradizione, ma alimentare ciò che Pasolini aveva definito, con lungimiranza, il genocidio della cultura contadina".


Risposta Condividi


[28]   
Da: Pier Filippo Melchiorre 
(Ascoli Piceno)
  Re: Tradizione e Folklore
[19-10-2012]  
Gadget pubblicitario di un gruppo musicale "popolare" marchigiano






Secondo voi è tradizione o folklore?

Risposta Condividi


[29]   
Da: barbara 
  Re: Tradizione e Folklore
[24-10-2012]  
... a me... me pare 'na strunzàt....

Risposta Condividi


[30]   
Da: Damiano Nicolella 
(Martina Franca)
  Re: Tradizione e Folklore
[24-10-2012]  
bravo Alfonso.

Risposta Condividi