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Da: Valerio Filippi 
(roma)
  ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[07-03-2010]  
Direttore artistico Mimmo Epifani direttore generale Valerio Filippi presentano: Il primo festival a Roma di musica etnica.
con l'amore nei confronti del Comune di Caulonia,roccaforte della tarantella.

PER INFO,SPONSOR,GRUPPI.
335/7423999
romatarantellafestival@gmail.com

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[16]   
Da: betsabea 
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[10-03-2010]  
Ciao Valerio..io dissento con PierFilippo.. lascerei la Tradizione dove è e farei un festival di Musica Popolare...

:)

La qualità dei gruppi di riproposta che sceglerete è quello che farà la differenza tra un buon festival o meno.. come in qualunque altro genere musicale (tipo il jazz a cui alludevi)..

Pe quanto riguarda Caulonia e la tarantella.. non insistere! se volgliamo ai tempi dell'homo sapiens (SAPIENS) pare si ballasse una tarantella caverniculas in cui gli uomini prendevano dai capelli le donne e le facevano roteare.. poi anche tra di loro si prendevano dalle pall... insomma ci sono tracce certe (oltre che in africa) anche in alcune caverne della presila e in alcuni anfratti della locride!! quindi sicuramente è un luogo riccho di tradizioni.. :) scomparse...



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[17]   
Da: Quirino 
(Roma - Portuense)
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[10-03-2010]  
Bona betsabea che qualcuno ti piglia in parola sulla tarantella caverniculas e comincerà le dissertazioni su clava sbattuta terzinata o a duina, clava muta o con sonagli in selce...
Comunque, per la cronaca, dal '600-'700 a Roma è attestata una particolare forma musicale autoctona denominata tarantella (prendendo il nome in prestito) ma che poco aveva a che vedere con quelle del meridione (che poi Roma sta sotto il 42° parallelo quindi geograficamente è sud-Italia più del Molise) più che altro si trattava di componimenti cantati.


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[18]   
Da: VALERIO 
(ROMA)
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[10-03-2010]  
Signori sono qui anche per ricevere consigli,ma specialmente per spezzare quelle catene che legano i polsi a persone come me, la mia e' una sfida, voglio vedere seun ragazzo di anni 32 come me carico di passione e amore verso il sud e' meno potente di chi a Roma detiene il monopolio,con voi tutti ci riusciro'. Portando la MUSICA e TRADIZIONE.

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[19]   
Da: Betsabea 
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[10-03-2010]  
E daje co' sta tradizione!! Valerio.. con tutto il rispetto questo è un posto dove le cose si possono chiamare col proprio nome! Io sono convinta che tu devi provare a fare un buon festival di musica popolare (e ti invito a dare una occhiata al nostro Vacanze Romane che è alla terza edizione www.leradicidelsuono.blogspot.com) e lasciare perdere la parola "tradizione"!!

Noi consideriamo musica tradizionale quella di tradizione orale, quella musica cioè caratteristica di un posto che era (o è) funzionale ad una comunità, quella con la quale una comunità si esprime direi quasi quotidianamente o quantomeno in quei momenti comuni, familiari o pubblici, che sono le occasioni di festa ecc. quindi una comunità ha un suo “suono” che è quello generalmente riconosciuto, un suo modo di ballare e delle sue “regole” di svolgimento della musica e del ballo..

Ora, ci sono posti in calabria, in realtà pochissimi, dove la musica tradizionale (così come si è intesa prima) è rimasta viva fino ai giorni nostri, tipo la valle del sant'agata e molte zone del reggino e della locride, in piccole comunità nelle serre, in sila via via fino al pollino.. poi ci sono tante altre zone (la maggioranza) dove è completamente scomparsa, non c’è stato il ricambio generazionale, il suono non è stato tramandato e quindi conservato, si è smesso di suonare e ballare e non se ne ha più memoria..

A Caulonia il suono tradizionale si è perso e nessuno potrà farlo tornare… la “tarantella” è stata ri-importata da altre zone e infatti non è più quella del luogo ma è diventata una danza “metropolitana” generica fatta di un mix di movenze prese qua e la e private della simbologia e del significato originario..Quindi anche se c’è un festival in cui mezza Calabria viene a ballare e ci sono gli stage e tante altre cose belle (per carità) questo non significa che “la tarantella” sia di nuovo viva in quella comunità (pensa al resto dell’anno), infatti i cauloniesi non ballano alle feste, ai battesimi, in famiglia, come rituale nelle feste..

In più non ci sono (e non stiamo contribuendo a far si che si formino) persone che hanno cercato di ricostruire quella che era la propria tradizione musicale.. ci sono (così come in molte altre zone della calabria) tutta una serie di giovani e neo-appassionati che fanno (riuniti in gruppi musicali e in occasione di spettacoli organizzati) un mix di musica calabrese (dalla cantata dei pescatori di Bagnara ai canti del crotonese, alle mottette reggine..) al ritmo di strumenti nuovi, ri-arrangiando tutto in chiave moderna.. un repertorio ibrido insomma.. spesso eseguito ben, molto più spesso con modalità piatte e monotone e sanremesche.. la ripresa della musica tradizionale in se non è un male, intendiamoci, ma sicuramente questo modo superficiale di avvicinarsi non contribuisce alla conoscenza, alla conservazione o diffusione di una cultura, alla ripresa di coscienza di una identità.. ma è solo la reiterazione dei soliti 10-20 brani più di successo incisi da qualche primo gruppo musicale su CD che alla fine si assomigliano tutti…



Questo per dire due cose.. che a me “Caulonia roccaforte della tarantella” mi sta pure bene.. ma solo perché.. “la tarantella” non è tradizionale, è proprio quella che si fa a Caulonia! che a Roma ci sta tanto bene la tarantella ma.. ci sta come un pesce fuor d'acqua la "tradizione"..

.. tu vuoi rappresentare non la tradizione musicale calabrese o della locride ma il movimento di revival della musica popolare in calabria e nella locride!! vai così.. ma non confondiamo le due cose perfavore cerchiamo di rendere un buon servizio alla conoscenza della musica tutta!!

;)




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[20]   
Da: Alfonso 
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[10-03-2010]  
è fuori di dubbio che la "tradizione", deportata sia pur con tutte le accortezze, in altro loco, non è più tale

tenetevi forte.. me ne sta per uscire una storica.... : la tradizione è come il vino, se si trasporta cambia...

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[21]   
Da: M. 
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[10-03-2010]  
Pero' se lo si lascia riposare (il vino) ritorna come prima...
Saluti

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[22]   
Da: Alfonso 
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[10-03-2010]  
no, niente da fare, c'ho provato tante volte perchè non ci credevo: cambia irrimediabilmente.

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[23]   
Da: antonio 
(Viterbo)
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[10-03-2010]  
per Alfonso: ogni tanto il vino viene passato su un altro recipiente per farlo respirare e migliorarlo...
quindi non è detto....
Posto un estratto di uno scritto di Bosio (è quello a cui avevo accennato a Maria Rosaria):" la funzione che era in un certo senso equivocamente alla base del Nuovo Canzoniere, il ricalco e la riproposta, è assolutamente decaduta ........questa non solo è una idea utopica ma è assolutamente sbagliata , reazionaria mercificatrice........ Detto questo tutti sono autorizzati a fare della musica popolare tutto quello che vogliono sotto la loro responsabilità. La loro responsabilità può fermarsi solo quì: di fare il ricalco, cioè di iniziare l'operazione di mercificazione di un fenomeno di comunicazione che è nato in un certo miomento, per una certa situazione.....quando uno ricordava tutte le strofe....in una situazione agropastorale, in una situazione contadina.....e quella situazione è assolutamente irripetibile.
Non esiste il ricalco, se non fissando dei moduli stilistici per sbalordire il pubblico....
.......il ricalco è decaduto. Ciò non toglie ...che ognuno di un originale ne faccia, dichiarandolo, ciò che vuole, ma non dobbiamo pensare che quella canzone che è stata raccolta in quel modo si debba cantare in quel modo...
Non so se è OT, ma mi sembrava pertinente...
Ciao, Anto...


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[24]   
Da: Alfonso 
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[10-03-2010]  
".. tu vuoi rappresentare non la tradizione musicale calabrese o della locride ma il movimento di revival della musica popolare in calabria.."

parole sante

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[25]   
Da: giancarlo 
(molise)
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[11-03-2010]  
Giustissimo ed appropriato anche :
"ognuno di un originale ne faccia, DICHIARANDOLO, ciò che vuole..."

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[26]   
Da: Pier Filippo 
(Ascoli Piceno)
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[11-03-2010]  
Vorrei chiedere a voi tutti se avete sentito qualche volta un gruppo di riproposta,
chiamiamolo di etonofolk o come vi pare, sopra un palco, magari con la metà dei
musicisti che stanno lì per fare marketta (sappiamo tutti che molti musicisti professionisti
suonano in vari gruppi di vario genere musicale per guadagnarsi giustamente la pagnotta),
quindi con una parte dell'organico demotivata o comunque non necessariamente ferrato in materia
di cultura e tradizioni popolari (ammesso che la restante parte lo sia), che nel riproporre una canzone si profonde in un prologo dove
cerca di spiegare il perchè e il per come quella canzone viene riproposta dichiarando tutto quello che c'è da dichiarare con buona pace di coloro i quali vorrebbero che non ci fossero equivoci?
Ma quando mai....figuriamoci se il gruppo pervaso da scariche di adrenalina, amplificato, sul palco, con le luci, con gli strumenti che si scordano e i microfoni che fischiano, con il tecnico che non ci capisce su come si amplificano strumenti acustici, con una folla sottostante di assatanati/te vogliosi di dimenarsi in un ballo che se ne frega delle regole, delle figurazioni, allorchè del ritmo, può soffermarsi sull'aspetto "pedagocico" dello spettacolo (perchè di questo stiamo parlando) spiegando quella canzone dove nasce, a che tipologia appartiene e che si deve ballare in un certo modo perchè ci sono delle regole da rispettare......ma mi faccia il piacere ...(cito Totò).....ma chi lo fa.....è uno spettacolo non un seminario....si suona e si balla.....punto e basta... quindi gli assatanati/te di cui sopra pensano che quella sia musica di tradizione.
Ecco io volevo suggerire agli organizzatori una situazione di compromesso che recuperasse il rapporto diretto suonatore/fruitore/ballerino....che lasciasse margini di spontaneità nello svolgimento e che almeno fosse un momento di confronto, visto che di questo si parla, tra le varie forme di tarantella cercando di portare a questo evento/fiera (vista la presenza di stand) quanti più S U O N A T O R I possibili (e guardate che ce ne sono tantissimi tra giovani e vecchie generazioni) come avviene in alcune manifestazioni dove, per fortuna, si ha modo di incontrare gente e così, senza "progetto" poter suonare ballare insieme.


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[27]   
Da: nicmizar 
(Torino, Friuli, Calabria)
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[11-03-2010]  
Vi chiedo subito scusa per l'OT
Volevo solo riprendere rapidamente quanto detto da Valerio a proposito della lira

". la grecia è il primo nome a cui ho pensato perchè proprio da lì deriva lo strumento musicale ora utilizzato per la tarantella riggitana che è la lira calabrese. e, come tutti ben sappiamo, la calabria è stata colonizzata dai greci."

Lo strumento ORA utilizzato per la tarantella calabrese è PROFONDISSIMAMENTE diverso dalla Lyra conosciuta nell'Antica Grecia, cioè ai tempi della colonizzazione della Calabria di cui parlavi. E' diversa sia per la conformazione, sia per il repertorio che ci si eseguiva sopra, sia per le occasioni di utilizzo.

Per farla breve la Lyra dell'antica Grecia (spesso sovrapposta alla Kithàra) aveva 7 o 9 corde (quella attuale 3), nessun manico, ma due corna di bue che tendevano le corde sopra un guscio di tartaruga. Non era uno strumento legato a Dioniso e non veniva utilizzata durante riti e/o sacrifici agli dei, era invece legata alla poesia appunto LIRICA, ossia la poesia amorosa e questo la rendeva adatta ai banchetti e alle feste, in particolare i matrimoni.

Anche se il nome è lo stesso sono strumenti che non hanno quasi nulla in comune, come dice bene PierFilippo facciamo attenzione all'eccessiva grecofilia, suggerisce ipotesi suggestive, ma per lo più non fondate.
A questo si aggiunge che la Calabria fu ricolonizzata dai Bizantini più di 1500 anni dopo e l'ipotesi più accreditata è che sia quello il momento in cui arrivò in Calabria uno strumento più simile a quello oggi conosciuto. Sempre di provenienza greca si tratta, ma in 15 secoli lo strumento probabilmente aveva avuto modo di cambiare in modo radicale
Fine OT

Per il resto sono daccordo con Betsabea, meglio lasciare la tradizione dov'è e organizzare (come si sta facendo) per il pubblico romano una manifestazione di riscoperta della musica popolare.

Un giorno, quando non ci saranno problemi brucianti di budget, perchè magari la Provincia, il Comune o la Regione avranno un contributo da dare, potrà essere organizzato come a Torino un Festival dell'Oralità popolare: tanti palchetti piccoli e non amplificati in diversi angoli della città dove tanti gruppi più vicini alla tradizione per strumenti e repertorio possono farsi ascoltare




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[28]   
Da: Betsabea 
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[11-03-2010]  
....che ognuno di un originale ne faccia, dichiarandolo, ciò che vuole...

Mi hai rubato il topic!!! come diceva Moretti "le parole sono importanti!"

Il discorso che facevo qui a Valerio e in generale non è sulla convenienza/necessità/possibilità/bontà/ ecc. di riproporre inventare, trasformare ecc la musica.. è solo sul fatto che se dici di fare musica tradizionale e invece sei un gruppo di riproposta NON va bene!!!
Per me è una cosa su cui ognuno di noi dovrebbe rifletterci e dovrebbe farsi paladino di una corretta informazione.. perchè, cari amici, le nuove generazioni non devono essere considerate come dei deficienti a cui si dà in pasto tutto indistintamente come un bene di consumo senza alcuna spiegazione..

La musica popolare è oggi un bene di consumo!! quella tradizionale non lo è mai stata e facciamo in modo che non lo diventi!!



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[29]   
Da: antonio 
(Viterbo)
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[14-03-2010]  
credo che la corretta informazione sia sempre necessaria ma che vada fatta nei posti nei luoghi e nella maniera corretta: penso che già nella selezione di un repertorio di un certo tipo si faccia informazione...
ma credo, pure, che fare una lunga introduzione prima di ogni brano sia di una noia mortale ed alla fine non interessi nessuno....per esempio in una situazione noi abbiamo fatto un "programma" della serata in cui erano riportati i titoli, gli autori e la provenienza etc...e soprattutto spiegavamo che erano frutto di una rielaborazione personale..: correttezza dell'informazione e nessuna noia....
Ciao a tutti, Anto

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[30]   
Da: Tiziano 
(Ostia)
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[14-03-2010]  
A ME PARE CHE STATE A DI' UN SACCO DE CAZZATE! BEN VENGANO INIZIATIVE COME QUELLA DI VALERIO E FATEVI MENO SEGHE.... SI SONO SCOMODATE PER L'OCCASIONE PERSONE CHE NON PRATICAVANO IL SITO DA ANNI... A VALE' NON TI CURAR DI LORO MA GUARDA E PASSA

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