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Da: RonnaPaulina 
(Emilia/Irpinia)
  Chiedo dritta a zampognari
[16-04-2008]  
Una domanda per suonatori di aerofoni a sacco.
Sapete perchè il baghèt bergamasco in particolare (ma *credo* anche tutte le zampogne) è chiamato "la sacca del diavolo"? (Tra l'altro, Giancarlo Nostrini ha intitolato così una sua storica trasmissione radiofonica su Radio Popolare.) Valter Biella, costruttore, scrive che fu messo all' indice nei secoli scorsi dalla Chiesa che lo definiva la "sacca del diavolo" in quanto utilizzato in feste popolari a volte smodate, ma conoscete una leggenda più specifica, un'historiola più particolareggiata o me la devo inventare io? Grazie!

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[16]   
Da: Alfonso 
(grande lucania)
  Re: Chiedo dritta a zampognari
[19-04-2008]  
vabbè Gianlù, ci volessimo sciarrare per questo... ?!

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[17]   
Da: L'Irpino 
(Emilia/Irpinia)
  Re: Chiedo dritta a zampognari
[20-04-2008]  
Aggiungo che la Barbarian Pipe Band ci dà la versione - pagana, non ecclesiale - della leggenda della "musica tonante", costituita da utriculi et tamburi:

" Auscultate… Foco et vento provengono dalli Dei dello cielo et Taranis est lo Deo che vive inta la Tempesta!...In lo antico tempore li giganti, inta l'oscuritade dello caos, mistificarono Taranis et li sottrassero lo misterio della musica tonante. Taranis se adirò et la terra tutta tremò et foco et vento abbatterono quei giganti ! ..Ma nello lor furore li Dei se dimenticaron dello segreto della musica tonante et lo lasciaron sullo campo de battaglia... Et lo segreto della musica tonante ha sempre portato seco no misterio. Dovete impararne li secreti et custodirne la disciplina... Perchè di niuno, di niuno allo mondo ve potete fidar... né omini, nè fimmine, nè bestie... Sol delle vostre pive et de li vostri tamburi ve potete fidar..."

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[18]   
Da: Ronna Paulina 
(Emilia/Campania)
  Re: Chiedo dritta a zampognari
[19-05-2008]  
Scusate, un altro quesito a zampognari e appassionati in genere, anche se non suonano, ma s'interessano semplicemente dell'aspetto culturale.

Ho l'abitudine di servirmi della Biblioteca Comunale della mia città e di quelle della provincia e sono abbastanza... onnivora. Ho (nel passato) trovato pochi libri sulla zampogna nella Biblioteca pubblica della mia città (sui quali, oltre a storia, antropologia, sociologia, ecc., c'era un'interessante iconografia che mi piaceva, tanto che alcuni disegni li ho copiati e li ho adoperati per farne delle buste da lettera, "mail art", quasi tutte spedite al Folk Bulletin, ai tempi in cui non adoperavo la posta elettronica; poi c'erano suggerimenti per l'autocostruzione, che però non m'interessavano...), ma adesso che volevo riprenderli in prestito, alcuni sono ormai solo consultabili in sede, altri sono già in Sezione Conservazione o in Magazzino, un altro non si trova proprio più neanche a catalogo...

Attualmente, ho trovato solo questi (senza indicazioni per la disponibilità al prestito, dunque forse solo in consultazione), vedete per favore se ne conoscete qualcuno:

Thovez, Enrico-Il pastore, il gregge e la zampogna : dall'Inno a Satana alla Laus Vitae / Enrico Thovez ; prefazione di Arrigo Cajumi-1948

Porzio, Stanislao-Zampognario : il minimo indispensabile da sapere su zampogne e zampognari dall'Abbottatore allu Zzon' / Stanislao Porzio ; illustrazioni di Enzo Rossi-2002

Guizzi, Febo - Leydi, Roberto-Le zampogne in Italia / Febo Guizzi, Roberto Leydi-1985
(beh, roberto leydi lo conosco persino io... eheeheheee...)

Poi, un musicista "d'altrove" segnala un corposo libro, in due volumi (70 euro l'uno) intitolato "La zampogna.Gli aerofoni a sacco in Italia", che prende in rassegna tutte le cornamuse-zampogne-pive d'Italia: qualcuno me ne sa dire di più? Soprattutto, sapete in quale biblioteca si può rinvenire?

Merci d'avance!!!

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[19]   
Da: Gioia 
(dal mare)
  Re: Chiedo dritta a zampognari
[19-05-2008]  
Carissima, ti puo' interessare questo: "La zampogna" di Ambrogio Sparagna edito dalla Finisterre. Mi e' carissimo e l'ho trovato molto interessante.

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[20]   
Da: Ronna Paulina 
(Emilia/Campania)
  Re: Chiedo dritta a zampognari
[19-05-2008]  
Grazie, cara Gioia!
(Però aspetto anche dei pareri sui titoli da me dianzi postati, giacchè... sono per me immediatamente reperibili aggratisse, grazie a chi volesse darmene info!)

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[21]   
Da: giancarlo 
  Re: Chiedo dritta a zampognari
[20-05-2008]  
Ciao Ronna!
"Poi, un musicista "d'altrove" segnala un corposo libro, in due volumi (70 euro l'uno) intitolato "La zampogna.Gli aerofoni a sacco in Italia", che prende in rassegna tutte le cornamuse-zampogne-pive d'Italia: qualcuno me ne sa dire di più? Soprattutto, sapete in quale biblioteca si può rinvenire? "

E' presto fatt:
L'opera segnalata è dell'illustre maestro mio conterraneo Mauro Gioielli.

"La Zampogna, gli aerofoni a sacco in Italia (2 volumi, Cosmo Iannone editore, Isernia), curata da Mauro Gioielli è la più completa pubblicazione mai realizzata sugli strumenti ad otre italiani (pive e zampogne).

Io l'ho comprata di corsa e spero di potermela fare autografare, prima o poi!

E' stata pubblicata a fine 2007 credo, comunque è ancora "in catalogo", quindi lo trovi o lo puoi ordinare in qualsiasi libreria.

Saluti Giancarlo.

Ps: ho il computer fuori uso, perciò mi scuso di non poter rispondere a tutti.
Lo farò appena possibile.



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[22]   
Da: Ronna Paulina  
(Emilia/Campania)
  Re: Chiedo dritta a zampognari
[20-05-2008]  
Aaaaaaaaahhhhhhhh, Mauro Gioielli!!!
Allora, ne vale veramente la pena!!! Alfonso a suo tempo mi ha segnalato parecchi articoli dal suo sito, tutti molto interessanti! Credo che anch'io la prenoterò, insieme con l'opera di più di 500 pagine del prof. Gala sulla musica della Lucania segnalata in altro post, presso la Libreria Commissionaria Missorini di Parma, la quale anche in passato mi ha reperito libri dalla Germania e dall'Irlanda, figuriamoci dall'italico suolo!
(slurp!)
Grazie grazie grazie, Giancarlo e che il tuo computer possa presto godere di buona salute, mentre noi umani contiamo di conservarcela, con l'aiuto della musica, della buona tavola, dei sinceri amici e di Madre Natura, OTTIMA!!!

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[23]   
Da: alfonso 
(grande lucania)
  Re: Chiedo dritta a zampognari
[21-05-2008]  
Cara Ronna,
ebbi l'occasione durante "Pifferi, Muse & Zampogne" ad Arezzo un paio di anni fa di assistere alla presentazione ufficiale dei corposi 2 volumi sulla zampogna di Mauro e nella circostanza ne scorsi le pagine rimandendone positivamente impressionato per la varietà e il dettaglio della materia trattata,

in quella occasione parlammo sulla opportunità di realizzare un'opera simile anche sulla chitarra battente, chissà se un giorno..

approfitto del tuo topic per chiedere anch'io un paio di dritte agli zampognari:

1) intanto ancora nessuno mi ha saputo dire se gli zampognari hanno un santo protettore o un santo (o madonna) a cui sono particolarmente devoti

2) che tipo di zampogna è questa ? l'mmagine è prelevata dal sito http://www.cittanovaonline.it , credo che Cittanova si trovi nella Locride






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[24]   
Da: Ronna Paulina  
(Emilia/Campania)
  Il protettore degli zampognari
[23-05-2008]  
Alfonso sta a più riprese domandandosi: Ma chi mai sarà il santo protettore degli zampognari?

Letto e considerato ciò che ha scritto a suo tempo il M° Gianluca Zammarelli, cioè (più o meno): ricordiamo tutti che nella mitologia il primo "zampognaro" fu Pan, il quale com'era rappresentato? con zoccoli di capra, perchè anche lui era un pastore, colui che ballava in orge notturne di sacrifici, (un pò quello che avviene in certe date nei pressi dei santuari del sud Italia, magari senza orge)... ma che comunque l’uomo si protegge da sè ...

Letto e considerato ciò che afferma Maurizio e cioè "mi meraviglia questa domanda.
in calabria vige un ricco politeismo, cosa aspettarsi del resto da popoli pagani.
in particolare i brettii o bruzi che dir si voglia hanno varie divinità ufficialmente cattoliche, sostanzialmente parificabili a roba degli egizi o di altri popoli affini ai calabresi (turchi, assiri, ittiti)

Considerato che dove c'è la voce potente della zampogna, quella che scaccia anche i lupi di notte, là ci può essere panico, e lì c'è anche Pan, colui che non morì mai, ma venne rimosso, e ora vive nel rimosso, nelle qualità erotiche e paniche... colui che si rivela con la saggezza della natura, anche se lo sperimentiamo solo sotto forma di incubi, panico, disturbi del sonno, aspetti erotici detti patologici... , poichè gli altri suoi modi di manifestarsi oggi sembrano andati perduti nella nostra cultura.

Fiduciosa che a volte gli dei rimossi ritornano e che Pan può per es. incarnare il momento in cui si desidera l’assoluta solitudine, di allontanarsi da tutti (Pan abitava solo in una grotta, anche gli zampognari-pastori tradizionali sopportano periodi di solitudine?)...

Propongo...

... di eleggere Pan a protettore pagano degli zampognari!

Adesso che c'entra il mito, direte voi? I Miti classici non sono semplicemente parte del passato, che riguardano un’altra epoca o soltanto i grecisti o i latinisti; il mito vive rigorosamente nei nostri sintomi, nelle nostre fantasie e ... nella nostra musica!


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[25]   
Da: alfonso 
(grande lucania)
  Re: Chiedo dritta a zampognari
[23-05-2008]  
non trovo nulla da ridire sulla proposta di Ronna Paulina sul prottettore pagano che sottolineo trovo possa convivere con l''adozione di un protettore cristiano,

anche Mauro Gioielli mi conferma che non esiste un santo protettore, a meno che non prendiamo per buona Santa Cecilia, che come sappiamo ha il difetto di essere protrettice dei musicisti, mentre qui ci occupiamo di suonatori..

seguendo il ragionamento di Ronna Paulina si potrebbe adottare per analogia San Nicola, protettore dei pastori, ma l'ideale sarebbe trovare un santo ad hoc,

il problema è che, tolto San Girolamo, non è facile trovare un santo "competente"..

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[26]   
Da: RonnaPaulina 
(Emilia/Irpinia)
  I patroni degli zampognari
[24-05-2008]  
Sì, se Santa Cecilia è patronessa dei musicisti, non può essere quella dei suonatori di zampogna considerati così zotici, illetterati e anti-intellettuali da essere contrapposti agli intellettuali (e quindi ai musicisti che leggono lo spartito) e da...puzzare metaforicamente di zolfo : "...il contrario dell'intellettuale è sempre stato il contadino o il pastore, ma soprattutto il pastore che ha rapporto con gli animali,..." ecc., cito da Zammarelli.

Ma... io persino su San Girolamo ho le mie riserve. Intanto, è già patrono degli archeologi, ma questo può non significare nulla, perchè potrebbe benissimo fare il doppio lavoro. Poi, nel trattato Adversus Iovinianum, esalta la verginità e l'ascetismo, e questo contrasta con l'immaginario del pastore-zampognaro dai costumi sessuali "bestiali" che condivide con le capre (spesso) almeno a quei tempi rapporti erotici (come ricorda sempre Zammarelli). Infine, S. Girolamo difende strenuamente l'astinenza dalla carne dimostrandosi un vegetariano ante litteram: « ...ci è stata riempita la bocca di fibre e di secrezioni maleodoranti della carne degli animali ...non ci è consentito di mangiare la carne degli animali... » e raccontatelo un pò al pastore...

La mia (soggettiva) impressione, sapete qual è? Che se la Chiesa ha coniato l'espressione "sacca del diavolo" per designare la zampogna, a quale Santo potrebbe poi dare la contrastante responsabilità di proteggere i "diabolici" suonatori della diabolica sacca? Sarebbe (per la morale cristiana) un controsenso, perchè Dio è tutto il Bene e sta (con i Santi) da una parte e il diavolo tutto il Male e sta dall’altra parte. Non è come nel paganesimo, dove non esiste tale dicotomia e per es. Mercurio può (pur nella sua divinità) essere il protettore di chi fa affari in strade e mercati, compresi... borseggiatori, truffatori, ladri e imbroglioni... James Hillman traccia una contrasto netto tra la figura di Pan e la figura di Cristo. Credetemi, non sono proprio compatibili...

Sentite a me, la zampogna non è roba da Santi, “accontentatevi” di Pan, ‘sto dio perennemente allegro, legato alla natura ed ai piaceri della carne, alla sessualità ludica e non necessariamente procreativa! Il grande Pan non è morto! Nominiamo lui e lui solo rappresentante degli zampognari, con i suoi amici fraterni (italici) Fauno e Silvano e suo cugino isolano Cernunnos (dall’aspetto fisico simile), la cui immagine, come quella di Pan, fu anch'essa ripresa dalla Chiesa per essere riutilizzata (indovinate un pò?) come spunto iconografico per disegnare Satana. Tra l’altro, pur essendo greco, Pan è stato un vostro gradito vicino di casa: una leggenda narra che nell'età dell'Oro il dio giunse dall’Arcadia proprio lì da voi nel Lazio, dove venne ospitato dal dio Saturno.



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[27]   
Da: alfonso 
(grande lucania)
  Re: Chiedo dritta a zampognari
[24-05-2008]  
…”Sì, se Santa Cecilia è patronessa dei musicisti, non può essere quella dei suonatori di zampogna considerati così zotici, illetterati e anti-intellettuali….”

Non è che per vendere Pan agli zampognari li dobbiamo per forza far apparire illetterati e zotici, praticamente poco più che caproni..

tutti gli zampognari che ho conosciuto avevano probabilmente difetto di cultura, ma ancora non né ho incontrato di zotici, anzi, mi sono sempre sembrate sensibilissime persone, dotate di humor, grande dignità, sempre eleganti nella loro semplicità, pulitissimi ed educati, affabili e ospitali, tutto tranne zotici, due sono le cose: o gli zampognari sono così come li ho conosciuti oppure sono io che ho il difetto poco trendy di frequentare solo persone per bene, bha..

In merito poi all’affermazione di Zammarelli “….pastore che ha rapporto con gli animali, rapporti spesso anche erotici (almeno in passato)…”
dico che, mentre acquisterei a scatola chiusa ogni sua performance artistica, non farei altrettanto per le sue esternazioni parlate, magari se lo dice in musica mi convince..

per quanto ne so quella del binomio sessuale fra ovini e pastori potrebbe essere solo una “brutta nominata”, un luogo comune, alimentato da certa cinematografia da naja del tipo “quant’è bella la Bernarda, tutta nera, tutta calda” e comunque io cerco un santo protettore per i zampognari di oggi (e magari di domani), non per quelli di ieri.

“….io persino su San Girolamo ho le mie riserve. Intanto, è già patrono degli archeologi, ma questo può non significare nulla, perchè potrebbe benissimo fare il doppio lavoro. Poi, nel trattato Adversus Iovinianum, esalta la verginità e l'ascetismo…”

Non mi sembra nemmeno opportuno optare per Pan perché la chiesa “ha creato l’espressione -sacca del diavolo-” , perché poi nel corso dei secoli si è ampiamente riscattata “ammettendo” lo strumento nella rappresentazione allegorica più significativa e popolare della cristianità (il presepe), e come se non bastasse la zampogna ha accompagnato e accompagna tuttora feste e liturgie cristiane di tutto rispetto anzi, esattamente in queste ore, il citato Zammarelli (citato inopportunamente da Vostro Onore come teste a difesa), sta salendo le pendici del Monte Gelbison guardacaso soffiando in una zampogna, precedendo uno stuolo di pellegrini (cristiani per fede o per nascita o per tradizione) per celebrare l’apertura stagionale del Santuario della madonna del Sacro Monte (Cilento)

“…James Hillman traccia una contrasto netto tra la figura di Pan e la figura di Cristo…”
e che c’entra ? mica ho detto “ facciamo convivere Pan e Cristo”, ho solo detto che chi vuole scegliere Pan a protettore può farlo esattamente come chi vuole optare per un Santo della liturgia cattolica, libertà.. (lo so che non è il periodo ma ..)

“…Sentite a me, la zampogna non è roba da Santi..”
neanche il commercio è una roba da santi eppure i commercianti hanno il loro santo protettore, e nemmeno gli artisti si possono dire tali eppure hanno scelto Santa Cecilia..

Insomma, chi vuole scegliere Pan lo faccia, io continuo nel difficilissimo (e se no che gusto c'è) compito di trovare un Santo “adatto”.. , a scapito delle Ronne Pauline come dei tanti che legittimamente non sentono il bisogno nè del Mito neè del Santo, e nonostante qualcuno possa altrettanto legittimamente pensare "ma perchè questo non si fa i i cavoli dei suonatori di battente ?!?!"..

..libertà.. ..è partecipazione..

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[28]   
Da: RonnaPaulina 
(Emilia/Irpinia)
  Re: Chiedo dritta a zampognari
[24-05-2008]  
Wèèèèèè... che bella discussioneeeeeeee........

Evviva!

In primis, ho esordito con "la mia (soggettiva) impressione sapete qual è?...” e non “voglio vendere qualcosa a tutti i costi” me ne dài atto...

Poi, l'accezione tutta negativa dell'aggettivo "zotico" da me usato è per l'appunto derivata ed anzi instillata dalla classista millenaria "satira contro il villano", per cui ogni sostantivo o aggettivo indicante un personaggio dedito alla coltivazione o all'allevamento, evoca immediatamente (NON IN ME, MINKIA, NON IN ME!!!) l'annesso immaginario di: "poco più che caprone, difettante di cultura, insensibilissima persona, non dotata di humor, di poca dignità, inelegante, poco pulita e maleducata, non affabile nè ospitale, persona poco per bene", bha, ma tutto questo fa parte dalla denigrazione fomentata dalle classi dirigenti contro quelle considerate "subalterne" e tali associazioni mentali, instillate subliminalmente dalla linguistica brandita come canale di potere, non devono essere automatiche in una persona attenta come te, Alfonso! Ho già scritto che esiste una connessione tra i fattori sociali e le produzioni linguistiche. A cominciare dai fabliaux e da Matazone da Calignano che insinua come "dal peto di un asino nasce il villano, dal connubio tra una rosa e un giglio il cavaliere", del suo accostamento tra il villano, lo sterco e gli animali da lavoro, la sua familiarità con le bestie e con il letame e l'elementarità delle sue condizioni di vita che suggeriscono altrettanti attributi negativi della sua figura ... Ma noi che conosciamo come anche attraverso la lingua, il padrone possa diffondere il più profondo disprezzo verso una classe sociale, denigrare i detentori di cultura materiale e ribadire certi rapporti di potere, non caschiamo in questa trappola, neh Alfonso?
Chi volesse rintracciare le cause principali che possono aver generato e favorito questo meccanismo a discapito delle classi subalterne, può seguire le vicende della “satira contro il villano” dando un'occhiata al seguente studio:
Satira contro il villano, a cura di Domenico Merlini, Loescher Editore, Torino 1894
fortunatamente reperibile anche online qui:
http://www.classicitaliani.it/index177.htm

“per quanto ne so quella del binomio sessuale fra ovini e pastori potrebbe essere solo una “brutta nominata”, un luogo comune, alimentato da certa cinematografia da naja del tipo “quant’è bella la Bernarda, tutta nera, tutta calda” ehm... Non è mia intenzione contestare la ragguardevole misura di verità contenuta persino in una formula tanto spoglia, ma... pensieri di tale brillante altezza sono la garanzia del progresso umano...


"a scapito delle Ronne Pauline come dei tanti che legittimamente non sentono il bisogno nè del Mito nè del Santo" invece, questo no, no, no,... qui non ci siamo e, almeno per me, la cosa non passa... Del santo (cattolico), hai ragione, non ne sento il bisogno, perchè senza moralismi nè demonizzare alcunchè, la spiritualità non è appannaggio della sola religione cattolica, ma qui il discorso sarebbe lungo e ci porterebbe lontano... Come pure ci porterebbe lontano il discorso secondo il quale la Chiesa, sì, ha riabilitato ciò che nel passato aveva demonizzato o ha chiesto scusa per antichi roghi ed errori... salvo poi dedicare i suoi sforzi morigeratori odierni ad altre problematiche più scottanti ed attuali, immischiare il suo Santo Naso per es nell’aborto ecc., ma, ripeto, questo ci porterebbe via dal thread...


Sul Mito, ecco, no, non accetto di passare per persona che se ne infischia, forse qui sul forum (assieme ad altri che non scrivono più) sono stata tra le prime ad introdurre argomenti relativi ai contenuti mitologici, religiosi (il che non vuol dire solo cattolici, l’abbiamo capito, no?), letterari, ritualistici, alle leggende... ho sempre mostrato sensibilità verso le esperienze antropologiche del nostro passato culturale. Lo so, Alfonso, che ti riferisci agli zampognari di oggi e a quelli di domani, non dico che una persona debba vivere gli stessi Miti e gli stessi Archetipi come se fossimo nel 1000 a.C.; è che l’antico sapere è universale, è apprendimento eterno e immortale, che sarà importante tra cinquemila anni come lo è oggi, come era cinquemila anni fa; è conoscenza archetipica, e pertanto senza tempo, che possiamo trovare nei Miti, nelle favole e nel folklore. Per chi non lo avesse capito, Pan e gli dei pagani sono AR-CHE-TI-PI, t’è capìi?...

Che ognuno sia libero ecc. ecc. questo è pacifico, ma essendo questo un luogo di discussione e confronto, che senso avrebbe dire: io la penso così, tu la pensi cosà, liberi tutti, finito qui...? la cosa migliore che si possa fare su un forum è chiedere, cercare, rischiare, rimanere aperti...







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[29]   
Da: alfonso 
(grande lucania)
  Re: Chiedo dritta a zampognari
[25-05-2008]  
l'ho capì, Pan è un archetipo, ma non è l'archetipo del protettore e dispensatore di grazie, ed è questo l'archetipo che gli zampognari (quelli interessati) si aspettano che venga loro proposto, non un rappresentante della categoria quindi, ma un mediatore autorevole, accreditato e patentato, attraverso il quale comunicare con soprannaturale, spirito o potere..

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[30]   
Da: RonnaPaulina 
(Emilia/Campania)
  Re: Chiedo dritta a zampognari
[06-06-2008]  
E come abbiamo potuto dimenticare, nella discussione sulla "Capra che suona", chiamata anche la "Sacca del diavolo", un brano del romanzo "Cristo si è fermato a Eboli" che calza a pennello?

<<I contadini dicono che la capra è un animale diabolico. Anche gli altri fruschi (spiritelli che abitano gli animali selvatici) sono diabolici: ma la capra lo è più di tutti. Questo non vuol dire che sia cattiva, nè che abbia nulla a che fare con i diavoli cristiani, anche se talvolta essi scelgono il suo aspetto per mostrarsi. Essa è demoniaca come ogni altro essere vivente, e più di ogni altro esere: poichè, nel suo aspetto animale, sta celata un'altra cosa, che è una potenza. Per il contadino essa è realmente quello che era un tempo il Satiro, un Satiro vero e vivo, magro e affamato, con le corna curve sul capo, e il naso arcuato, e le mammelle o il sesso penzolanti, peloso, un povero Satiro fraterno e selvatico in cerca d'erba spinosa sull'orlo dei precipizi>>

C.Levi, Cristo si è fermato a Eboli, Einaudi 1945, ed 1990, pag 58.

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