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Da: Calabria Logos 
  Musica etnica, musica minore?
[07-12-2006]  
Innanzitutto saluto l'amico Alfonso Toscano e mi complimento pubblicamente per le splendide iniziative che intraprende sempre con grande passione e dedizione.

L'argomento che voglio proporre riguarda la concezione che molti hanno della musica etnica considerata ancora minore rispetto ad altri generi.

La MUSICA è il giusto RIMEDIO ad ogni male.
La MUSICA ETNICA però è considerata ancora minore nell'intero panorama nazionale.
Noi di Calabria Logos siamo convinti che bisogna ripartire proprio dalle "realtà regionali" per proporre, infine, un tipo di repertorio che ci rappresenti degnamente nel resto del mondo

Voi cosa ne pensate ?

Carlo Grillo

(Calabria Logos)

www.calabrialogos.it






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[16]   
Da: Calabria Logos 
  Re: Musica etnica, musica minore?
[15-12-2006]  
Riscrivo il lik in maniera corretta

www.calabrialogos.it


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[17]   
Da: Calabria Logos 
  Re: Musica etnica, musica minore?
[15-12-2006]  
Mi scuso con voi tutti ma non riesco a renderlo attivo.
C''è quella > in più che chiaramente va tolta.

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[18]   
Da: Pino 
  Re: Musica etnica, musica minore?
[18-12-2006]  
Carissimi, naturalmente, parlandone tra noi, sfondiamo delle porte aperte. Dovremmo trovare il modo di esternare le nostre convinzioni anche ai "NON ADDETTI", e comunque mi piace dire come la vedo.

La musica popolare, se misurata col metro del ritorno economico, e visto che non è appannaggio delle mafie dei media, è musica minore, se invece la misuriamo col metro delle sensazioni che genera il suo ascolto o che addirittura genera in chi la suona allora è musica sublime.

La musica "COLTA" (sia che faccia cassetta, sia che no la faccia) è prodotta da un singolo individuo e, se il fine non è solo economico, trasmette più o meno quello che il compositore ha nella testa o nel cuore senza che ciò sia necessariamente condivisibile o a volte comprensibile.

La musica popolare è prodotta da un popolo e perciò ha il contributo di una moltitudine di "compositori" con tutte le emozioni vissute e viventi, inoltre è una musica viva in continua evoluzione proprio in virtù del fatto che non è scritta.

Anche io, come tanti, ho cercato materiale per il mio repertorio tradizionale nei paesi e nelle campagne e sono sempre stato comquistato dal semplice saltarello (o ballarella, o tarantella, o ecc.) suonato dal vecchio contadino. Mi è successo di far suonare più volte lo stesso brano dallo stesso anziano suonatore e rimanere comquistato dalla infinità di inconsapevoli variazioni; ogni volta mi arrivava un messaggio in più della volta precedente. Insomma mi si dispiegava davanti la vita di quell''uomo, le sue gioie, le sue sofferenze, la consapevolezza della sua lotta per la continua sopravvivenza.

Tutto questo non l''ho mai riscontrato nella musica "COLTA".

Pino Pontuali

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[19]   
Da: Avvocatista 
  Re: Musica etnica, musica minore?
[19-12-2006]  
Secondo la libera enciclopedia Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Musica_popolare, con il temine musica popolare si indica:

“Un particolare genere musicale che affonda le proprie radici nelle tradizioni di una determinata etnia, popolazione o ambito geografico".

Io aggiungerei che la musica popolare è la "trasposizione musicale della storia, della culturale e del carattere di un’etnia o di un popolo".

In quanto tale, essa consente di viaggiare nel tempo, perchè nella maggior parte dei brani giunti fino a noi confluiscono secoli di storia e di storie che si sono stratificati, mutando nei secoli, fino a sintetizzarsi in quello che è oggi, che è diverso da quello che sarà domani.

Pertanto, chi fa musica popolare non solo dovrebbe cogliere netto e distinto l''eco di queste storie lontane, ma – soprattutto - dovrebbe essere in grado (o mettersi in condizione) di trasmetterle a tutti, anche a chi ha la mente ottenebrata dal Festival di San Remo.

La Musica Popolare consente di viaggiare nello spazio. In essa, infatti, riecheggiano strumenti, voci e sonorità provenienti da tutto il mondo (provate ad ascoltare la musica popolare galiziana ed a confrontarla con quella del Sud Italia).

Da tutto ciò ne ricavo che la musica popolare non è semplicemente musica, né una semplice manifestazione artistica, è una manifestazione Culturale e come tale va trattata, eseguita e riproposta, scritta e arrangiata.

Inoltre, condivido quanto magistralmente detto in precedenza da Calabria Logos: la musica popolare spesso coincide con "la colonna sonora dei riti di passaggio" della nostra gente (nascita, morte, matrimonio, ecc...) con la sua religiosità (più o meno pagana).

In definitiva, direi che la musica popolare era ed è la colonna sonora della vita di coloro i quali vivono ancora in un mondo naturale, non artificiale, in cui i riti di passaggio sono ancora riconosciuti come tali, in cui è ancora presente la religiosità (quella vera), in cui è ancora presente il contatto con la natura ed il suo soundscape.

Il resto non è musica popolare. La riproposta non è musica popolare. La contaminazione non è musica popolare.

Altro che musica minore.

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[20]   
Da: Alfonso 
( )
  Re: Musica etnica, musica minore?
[22-12-2006]  
A proposito di Musica Minore vorre segnalarvi la totale incompetenze e superficialità dimostrata dalla redazione di Unomattina il 19 dicembre scorso, in occasione della "ospitata" di Erasmo Treglia, Alessando Mazziotti e Marco Tomassi i quali, visto "l'andazzo", stavano giustamente abbandonando la trasmissione, e che sono stati trattenuti solo con la promessa di poter parlare prima di andarsene, promessa poi non mantentuta !

Vi "incollo" la mia lettera di protesta inviata per l'occasione alla redazione di unomattina:

"Gentile Redazione di Unomattina, Vorrei manifestare il disappunto mio e di tutto il mondo della musica di tradizione orale italiana per la superficialità e l'incompetenza dimostrata dagli autori di Unomattina attraverso la voce di Eleonora Daniele, in occasione della trasmissione di martedì 19 dicembre, che verso le 9,30 di mattina ha visto la presenza degli "zampognari" Erasmo Treglia, Alessandro Mazziotti e Marco Tomassi, che sono stati trattati come figure marginali e folkloriche, quasi "guitti", alla stregua dei "babbi-natali" danzanti che impazzano nelle nostre strade e negozi, e di conseguenza utilizzati ridicolmente come "stacco" per introdurre i vari invitati a disquisire sul presepe.

Sarebbe stata invece una ghiotta se non unica occasione per approfittare della presenza di questi tre orgogli della musica popolare italiana, per illustrarne i meriti e l'incessante e quotidiano lavoro di ricerca dell'enorme patrimonio culturale di questo paese, che questi tre "zampognari" effettuano da decenni per pura passione.

Questo non sarebbe accaduto se gli autori avessero tenuto conto dei meriti e degli impressionanti curriculae di questi signori, trattati da "giullari", pur essendo fior di etnomusicologi, liutai e musicisti-ricercatori, e ripeto, orgoglio della musica tradizionale italiana, che rimarrà sempre Musica Minore anche grazie alla Vostra disattenzione. Alfonso Toscano"



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[21]   
Da: Pino 
  Re: Musica etnica, musica minore?
[22-12-2006]  
Sono contento di non aver visto la trasmissione di UNOMATTINA del 19 u.s. perché mi avrebbe fatto male.
Ringrazio Alfonso, con cui mi associo, per aver inviato la lettera di protesta alla RAI.
Questa vicenda dimostra ancora una volta come la nostra battaglia sulla dignità della musica popolare sia diretta contro dei mulini a vento ma non per questo dobbiamo arrenderci.
Proprio questa mattina ho avuto la gradita possibilità di rispondere ad un appassionato militante della nostra musica "minore". Egli mi chiedeva di fare fronte comune nella divulgazione di notizie unificando le nostre liste di indirizzi elettronici ed io, alla luce delle mie esperienze ho così risposto:

"..........concordo con te che uno "Strabollettino" via e-mail sarebbe il massimo, e ti giuro che mi solleverebbe da un lavoro che mi prende del tempo e che mi responsalizza anche un po' sui contenuti delle informazioni che divulgo, ma già una volta ho provato a passare gli indirizzi ad altri e, pur funzionando l'informazione e nonostante la correttezza sull'uso delle e-mails fosse assicurata, ho ricevuto molte diffide dai miei "informati" e pertanto, visto che siamo in pochi a pensare che le info sulla musica popolare sono importanti per la sua rivitalizzazione, sono tornato al vecchio sistema anche se la tentazione di mandare tutti al diavolo era molto forte.
I nostri amici e conoscenti si fidano solo di persone che conoscono personalmente e quindi di noi.
Hai comunque messo il dito nella piaga.
La musica popolare in Italia sarà sempre la cenerentola della cultura in generale, e se sta tornando alla ribalta è proprio grazie a persone che come noi si danno da fare nonostante tutto e tutti.
Credo che dobbiamo continuare il nostro lavoro da "missionari" fornendoci almeno tra noi le notizie che poi faremo rimbalzare nel web tramite le nostre anonime main-list.
Ci sono poi alcuni che, pur avendo delle grosse liste, dove siamo inclusi anche noi, a cui mandano le info (ma solo delle proprie iniziative), si guardano bene dal rimbalzare le nostre, come se anche all'interno della musica popolare ci siano eventi di serie A e di serie B. Questo mi rattrista."

Tutto questo a significare che purtroppo il bombardamento dei mass-media ha fatto danni incalcolabili sulla nostra psiche e che la nostra quotidiana battaglia è sacrosanta. Cechiamo di tenere accesa la fiammella dell'amore e dell'interesse per la nostra musica "minore".

Buone feste a tutti

Pino Pontuali


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[22]   
Da: angelo 
(santa domenica talao (CS))
  Re: Musica etnica, musica minore?
[01-01-2007]  
da premettere che io sono un ascoltatore a 360°(batterista) ,quindi amo un pò tutti i generi.
vorrei aggiungere che la musica popolare ha molti punti in piu rispetto agli altri generi,
solo per il fatto che non è un genere elaborato al tavolino,(mi riferisco agli arrangiamenti)
che si fottano i produttori di maggiore spicco.........
l'ignoranza appartiene a loro,non di sicuro a chi esegue questo genere
w la musica popolare,e n'to culu all'opposizione!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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[23]   
Da: paolo 
(napoli/bologna)
  Re: Musica etnica, musica minore?
[03-01-2007]  
ciao a tutti,
l'argomento è certo ostico perché molto sfaccettato, però mi pare che quest'ultima affermazione di Carlo Grillo sia su una china promettente.
Perché mi pare certo che al di là delle definizioni sappiamo quasi perfettamente tutti di cosa stiamo parlando. meglio pensare a come agire, forse.

Le nostre radici musicali, la musica "tradizionale", soprattutto quella in cui non c'è un vero e proprio autore singolo, che si perde nella notte dei tempi, e che in molti casi anche figlia di un'evoluzione e un'ibridazione culturale che qui in italia è stata nei secoli (e miellenni forse) straordinaria.

mi permetto di aggiungere che forse però è venuto il momento "anche" di svilupparla questa nostra musica tradizionale, per farle rispondere alle esigenze della modernità. renderla insommma un'alternativa seria alla musica "commerciale", esay listening o come altro la si voglia chiamare.
mi vengono in mente i romani "arde core", un gruppo formato da musicisti per lo più di estrazione colta o rock indipendente, che rielabora stornelli di petrolini con un gusto sobrio ma molto moderno. questa gente parallelamente suona generi musicali come il "jazz-core", o l'"emo-rock". il fatto che si siano rivolti a questa cosa mi sembra molto salutare, no?

la nostra musica popolare ha pontenzialità inespresse che possono creare un "salutare" trend che la imponga all'attenzione del grande pubblico, italiano ed estero, così come per un periodo è stato per la canzone napoletana, ed ora lo è purtroppo solo con i vari ramazzotti, pausini etc.

basta solo trovare le strategie giuste per diffonderla e renderla più comprensibile a chi ne è a digiuno da sempre...
è vero, un concerto della nccp non l'ho mai visto, ma sono sicuro che sarebbe potuto diventare un vero delirio.
così come sono sicuro che i balli tradizionali, con la loro trance, possono essere una risposta "seria" alla musica da discoteca "sintetica" e spersonalizzante...

queste le cose che mi sono venute in mente leggendo questo forum, spero di aver dato un contributo interessante.
baciamo le mani...
paolo



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[24]   
Da: paolo 
(napoli/bologna)
  Re: Musica etnica, musica minore?
[03-01-2007]  
PS: ovviamente sono così pirla da non accorgermi che leggevo la prima pagina e ce n'era una seconda... me ne sono accorto solo ora.
chiedo venia...

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[25]   
Da: Calabria Logos 
(Cosenza)
  Re: Musica etnica, musica minore?
[08-01-2007]  
Ciao Paolo,
dalla tua provenienza leggo Napoli/Bologna. Ne deduco che sei un napoletano che vive a Bologna. Se è così sarai molto legato alla musica del Sud Italia.

Devo dire che ti sei inserito alla grande in questa discussione.
Voglio riprendere un passaggio essenziale del tuo intervento. E precisamente quando dici che sarebbe ora di svilupparla questa nostra musica di tradizione.

Vedi Paolo, la musica di tradizione orale rappresenta per i musicisti contemporanei un semplice "pretesto", un punto di partenza per poi proporre prodotti nuovi, originali.

E non è un limite ... anzi! Il grande Bèla Bartok nel suo libro-saggio "Scritti sulla musica popolare" sosteneva che fare le elaborazioni di temi popolari è difficile almeno quanto comporre musiche completamente nuove. Il famoso tema della "Sagra della primavera", eseguito al flauto traverso, era un tema popolare ... ma la cosa interessante è tutta l'architettura musicale che ha saputo crearci intorno Igor Stravinskiy.

La musica che parte da una matrice popolare ma che poi accoglie altri generi musicali, in tempi attuali si chiama MUSICA CONTAMINATA. Lo era anche nei tempi passati ... ma diciamo che oggi è di moda parlare di musica etnica ... cioè di musica contaminata! Il problema è trovare qualcosa di ASCOLTABILE e qui sei stato grande! Molti musicisti "snobbano" l'elemento "orecchiabilità" perchè devono a tutti i costi fare qualcosa di particolare, di anticonformista ... in altri termini di anti-orecchiabile. Il risultato ? Spesso viene fuori qualcosa di inascoltabile (con le dovute eccezioni chiaramente).

Col gruppo di musica etnica "Calabria Logos" che ho il piacere di dirigere (www.calabrialogos.it) mi muovo in questa direzione: proporre testi e musiche valide, eseguite con professionalità ma pensando anche alla gradevolezza dell'orecchio che, a mio avviso, deve rappresentare l'IVA (il valore aggiunto) in una composizione.
Ultimamente con "Calabria Logos" (gruppo che vive ed opera a Cosenza) stiamo dando uno sguardo alle vicine Regioni quali la Puglia, la Sicilia, la Campania .... perchè ci siamo resi conto che sono troppo sottili i confini che ci dividono in fatto di musica popolare. Onestamente io faccio fatica a distinguere una Pizzica Salentina da una Tarantella Riggitana. Per cui è più utile e conveniente (nel nostro caso) parlare di musica del Sud Italia e non di musica calabrese o musica siciliana o musica pugliese ....e così via! Tutte comunque sono obbedienti al grande richiamo della propria mamma ... la "Musica Mediterranea"!

La peculiarità, più ritmica che armonica, che si riscontra nella musica del Sud e che tocca altre sfere extra-musicali (vedi il simbolismo), sta proprio in quel ritmo ternario osannante delle Pizziche e delle Tarantelle. Se è vero che "tarantella " deriva da "morso della tarantola" o addirittura (ma non è questa la versione più accreditata) dalla città di Taranto, allora vedi che la peculiarità di questa musica/danza diventa ancora più forte.

Ma non è finita. Tra le peculiarità più forti io includerei anche e soprattutto "il canto alla zampogna" (... e l'amico Alfonso ne sa qualcosa) che consiste nell'imitazione dello strumento. Come ? Il cantore con la propria voce termina la propria frase musicale sulla stessa nota della zampogna imitandone l'intonazione. E' qualcosa di spettacolare!
Anche le Serenate e le Pastorali che si eseguono con la chitarra battente sono una specificità tutta nostra.
Le armonie utilizzate dai pastori e dai contadini sono davvero interessanti, condizionate dal tipo di accordatura, di tipo incrociato, della loro chitarra battente che, ricordiamolo, è a quattro corde: MI SI RE LA.
C'è tanto ... veramente tanto. Addentriamoci con piacere, dunque, nei "meandri della tradizione"!

Carlo Grillo

P.S. Chiedo scusa a tutti i lettori del forum se alcune volte mi ripeto negli interventi ... ma vale la pena di farlo ... solo così possiamo (insieme) stabilire alcuni concetti importanti per poi proseguire nel discorso!






La Sagra della primavera



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[26]   
Da: alfonso 
  Re: Musica etnica, musica minore?
[23-12-2010]  
come ogni anno (staremo a vedere..) prepariamoci alla natalizio-televisiva mortificante esposizione di suonatori, adoperati per riempire con la loro immagine (nemmeno con la loro voce) gli stacchi fra un argomento e l'altro, o tutt'al più per sfumare qualche seguitissima trasmissione vanto della televisione italiana..

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[27]   
Da: marco 
(Subbiacu)
  Re: Musica etnica, musica minore?
[02-12-2011]  
Non sò se sta capitando anche ad altri suonatori, ma ultimamente stò ricevendo chiamate da varie emittenti televisive ( Rai, sky etc) che richiedono la presenza di uno o più "zampognari" nelle loro trasmissioni televisive.

Il copione è più o meno sempre lo stesso: sono alla ricerca di idioti che vadano a fare la loro ridicola comparsata vestiti da finti pastori con cioce di pneumatico e pelliccione acrilico, naturalmente le capacità musicali non sono minimamente prese in considerazione, ne tantomeno una retribuzione ( "eh! ma guarda che ti vedranno in televisione!"). All'inizio ho ingenuamente cercato ( con tutti i miei limiti) di volgere la situazione a vantaggio dello strumento, proponendo invece di abbandonare la mascherata e magari di far ascoltare la zampogna al di fuori dello stereotipo presepiale magari dando qualche informazione. Mi è stato risposto che non si può dare al pubblico cose che il pubblico stesso non si aspetta....al che gli ho risposto che giustamente se poi il pubblico avesse cominciato ad imparare cose nuove poi magari avrebbe preso il vizio, costringendoli a dare un servizio, invece di propinare la solita merda catodica.

L'ultima telefonata invece ha superato le altre, infatti una gentile signorina mi proponeva di fare da " Elemento di disturbo" del conduttore di una trasmissione comica..... Detto questo mi appello a tutti coloro che amano le zampogne e che dovessero trovarsi nella mia stessa situazione: Evitate di farvi sfruttare da questi idioti che hanno come modello sociale quelli che fanno il provino al grande fratello.

Evitate di ridicolizzare uno strumento che amate e che è ben altro che un accessorio da mascherata. Se partecipate a tramissioni televisive sappiate che l'interesse di questi signori ( salvo rare eccezioni) è solo quello di fare spettacolini di bassa lega che con le tradizioni e la musica tradizionale non hanno nulla a che fare.

Sinceri saluti.
Marco



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[28]   
Da: Alfonso 
  Re: Musica etnica, musica minore?
[02-12-2011]  
carissimo Marco hai risollevato un problema sacrosanto che come puoi vedere si ripresenta all'approssimarsi di ogni Natale,

vi invito a rileggere queste due pagine del topic in modo da farvi un'idea più completa..

in pratica vengono ingaggiati zampognari, spesso imponendo il "tipico costume", per comparsate che quando va bene sono assolutamente ridicole e fuori contesto

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[29]   
Da: Pier Filippo Melchiorre 
(ascoli piceno)
  Re: Musica etnica, musica minore?
[02-12-2011]  
...certo però se uno indossa un mantello ghibellino......

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[30]   
Da: alfonso 
  Re: Musica etnica, musica minore?
[25-12-2011]  
ma mi sono distratto o quest'anno non ci sono stati zampognari in TV ??

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