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Torna all'elenco argomenti | Lunedi 25 Giugno 2018

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Da: alfonso 
( )
  Sfida all'ultimo stornello "DUE"
[17-09-2007]  
è lanciata una nuova tenzone, queste le regole:

1) il componimento deve essere in rima e metrica
2) è consentito l'uso di ogni metrica
3) la risposta deve essere pertinente
4) è consentito ogni dialetto, lingua, idioma
5) non è ammessa la traduzione
6) non è ammesso nessun commento o nota, nemmeno in calce
7) i componimenti che contengano trasgressioni alle regole verranno cancellati

ps: questo nuovo topic inizia con l'ultimo componimento postato nel vecchio topic.



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[211]   
Da: Pino Pontuali  
( )
  Re: Sfida all'ultimo stornello "DUE"
[21-12-2007]  
Doppo de questa io me ce ritrovo
doppo passata la festa celeste,
e de sicuro fino all'anno novo
nun me vedrete più: io cambio veste.
Io mo me ce ritiro dentro all'ovo.
telefonasse chi me vò a le feste,
oppure usasse carta e calamaio,
sinnò ce risentimo er due gennaio.

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[212]   
Da: Peppino di Rosa 
(Vivaro Romano)
  Re: Sfida all'ultimo stornello "DUE"
[11-01-2008]  

Inizio di (mal)anno

Riprendo carta penna e calamaio,
per dare il mio modesto contributo.
V'informo che son vittima d'un guaio,
che quasi un mese a letto m'ha tenuto,
al menisco e legamenti un focolaio
con forte infiammazione m'è venuto.
Debbo star fermo molto tempo ancora,
fin'oltre il giorno della Candelora.

Costretto a stare nella mia dimora,
non una festa, quindi, ho frequentato,
a causa di una gamba 'traditora'
ho interpretato il ruolo del malato.
Ma quando passerà 'sto quarto d'ora'
andrò a Sanremo al posto di Bennato.
Inoltre me ne andrò in pellegrinaggio,
dai primi di febbraio a fine maggio.

Peppino di Rosa (PdR)

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[213]   
Da: Peppino di Rosa 
(Vivaro Romano)
  Re: Sfida all'ultimo stornello "DUE"
[13-01-2008]  

La festa di sant'Antonio abate

A voi cari compagni di viaggio
ricordo che tra poco è sant'Antonio,
un uomo di notevole coraggio,
che, nel deserto, vinse sul demonio.
Originale e grande personaggio,
di Cristo ambasciatore e testimonio.
Col Cielo si propose da legame,
divenne il protettore del bestiame.

Nel deserto legava col cascame,
i pantaloni che portava addosso,
poichè la cinta gli rubò l'infame
demonio tentatore grande e grosso,
con grande slancio superò l'esame
col massimo dei voti fu promosso.
Degli animali grande protettore
e della Chiesa gran predicatore.

Peppino di Rosa (PdR)

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[214]   
Da: Peppino di Rosa 
(Vivaro Romano)
  Re: Sfida all'ultimo stornello "DUE"
[13-01-2008]  

Altre ottave per s. Antonio

Esempio di morale e di rigore,
vent'anni sei rimasto nel deserto,
ovunque predicavi con ardore,
affrontavi il demonio a viso aperto,
il quale sprofondò nel disonore
e di maledizioni fu coperto.
Tessevi la tua trama sul telaio
contro quel satanasso macellaio.

Il giorno diciassette di gennaio
di Antonio si celebra la festa,
diventò frate e si vestì col saio,
scelse una vita semplice e modesta,
carattere più forte dell'acciaio,
pure al demonio seppe tener testa,
la Chiesa le sue porte gli spalanca,
venendo festeggiato a destra e a manca.

O sant'Antonio dalla barba bianca,
il primo fra i tre santi della neve,
con te il demonio non l'ha fatta franca,
tu sei l'esempio che seguir si deve,
offri il sollievo alla persona stanca,
indichi a tutti la strada più breve,
per giungere al cospetto del Signore
con animo sereno e con fervore.

Peppino di Rosa (PdR)




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[215]   
Da: Pino Pontuali  
( )
  Re: Sfida all'ultimo stornello "DUE"
[14-01-2008]  
Si ner ginocchio mo tu ci'hai dolore,
la testa, 'nvece, te funziona bene.
A sant'Antonio tu j'hai fatto onore
cantanno li supplizzi e le sue pene
e quanto all'animali offra amore.
La festa er diciassette mo ce viene,
ma nella tradizione nun è male
si la festa se fa pur'ar maiale.

Infatto m'ha chiamato tale e quale,
a 'n paesello bello e piccolino
dove lì sempre fanno un rituale
cioè de fa la festa ar maialino.
E lì davanti a tutti sur piazzale,
te 'nsegna tutto quanto per benino.
E anche si mi' moje 'nè persuasa,
andrò a Sant'Andrea Di Suasa.

Però, Peppino, io te penzo a casa,
costretto lì davanti ar camminetto,
co' la testa completamente invasa
de soni de zampogne e organetto,
aspettanno ch'er ginocchio se rifasa
e te faccia scegne giù da quello letto.
Vojo beve 'sto bicchiere de bon vino
'ché l'auguri io te fò caro Peppino.

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[216]   
Da: Peppino di Rosa 
(Vivaro Romano)
  Re: Sfida all'ultimo stornello "DUE"
[15-01-2008]  

M'hai ricordato quando da bambino,
sempre dopo le feste di Natale,
al mio paese, lungo l'Appennino,
si celebrava il rito del maiale.
La sveglia era alle sette del mattino,
per essere presente e puntuale,
ma chi faceva tardi era svegliato
dall'urlo del maiale condannato.

Peppino di Rosa (PdR)

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[217]   
Da: Pino Pontuali  
( )
  Re: Sfida all'ultimo stornello "DUE"
[15-01-2008]  
Anch'io, mo, me sono ricordato
che quanno ero molto più piccino,
ch'er povero animale era sgozzato,
er sangue poi versato ar tegamino
pe' magnallo doppo avello cucinato;
e me faceva pena, poverino.
E proprio pe' la granne compassione
la coppa, me magnavo, cor zampone.

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[218]   
Da: Peppino di Rosa 
(Vivaro Romano)
  Re: Sfida all'ultimo stornello "DUE"
[15-01-2008]  

L'uccisione del maiale

Al mio paese, invece, l'uccisone
E' praticata usando un lungo chiodo.
Nel cuore del suino un "pugnalone"
vien fatto penetrare, ad ogni modo,
chi non possiede tanta precisione,
riduce quella bestia un colabrodo.
A questo rito tanto concitato,
partecipa commosso il vicinato.

Il pelo con la paglia vien bruciato,
lavato con mattone ed acqua fresca,
a testa sottosopra è sollevato,
aperto, perchè il sangue fuoriesca,
questo nelle budella vien versato,
bollito alla caldaia gigantesca.
Lo si conosce come sanguinaccio,
legato sopra e sotto con un laccio.

A mezziogiorno il porco, poveraccio,
è diventato carne da macello.
Dovendo rispettare il canovaccio,
s'ingaggia col maiale un bel duello,
si tagliano col grosso coltellaccio,
pezzi di carne e cotti sul fornello.
Si mangia poco a pranzo, "alla leggera",
s'aspetterà la cena della sera.

Chi beve Sangiovese e chi Barbera,
chi, invece, beve il vino paesano,
si mette su la vecchia caffettiera,
si taglia, quindi in modo grossolano,
di fegato, "l'apparratura" intera,
per le salsiccie da insaccare a mano.
A questo punto incombe sulla scena,
chi viene incaricato per la cena.

Farina di granturco, non d'avena,
bisogna rispettar la tradizione,
la pentola attaccata alla catena,
per la cottura al fuoco del tizzone,
un'ora è necessaria, piena piena,
per cuocere un perfetto polentone,
condito con il sugo d'animelle,
si mangia e poi si beve a crepapelle.

Stornelli a squarciagola e saltarelle,
si canta e balla al suon dell'organetto,
si fa la corte a le madamigelle,
strofette per amore e per dispetto,
c'è chi fa la scarpetta alle padelle,
chi beve ancora l'ultimo goccetto.
Infine un inno al porco poveraccio,
col contributo d'un poeta a braccio.

Peppino di Rosa (PdR)


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[219]   
Da: Pino Pontuali  
( )
  Re: Sfida all'ultimo stornello "DUE"
[18-01-2008]  
'sti giorni, che so' stati de tempaccio,
nun ho potuto legge 'sta poesia
pe' ricordamme de 'sto gran fattaccio.
Ma oggi che sto qui a la scrivania,
m'hai fatto rivede' quer tavolaccio
ch'usava lo mi' nonno a casa mia,
quann'a la fine poi, 'nè 'n fregnaccia,
magnammio tutti ne la padellaccia.

E' quindi grazie a te e a la tua traccia,
come grande maestro de pennello,
tu m'hai rappresentato faccia a faccia
'no spaccato de vita molto bello,
che raro ne la mente me s'affaccia.
Mo bevo, pe sta' 'n tema, 'sto vinello,
e pure s'è passato già Natale,
io fo l'auguri a te e pur'ar maiale.

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[220]   
Da: Giuseppe Chiapponi 
(Vivaro Romano)
  Re: Sfida all'ultimo stornello "DUE"
[28-01-2008]  

La terzina

Visto che sta arrivando il Carnevale,
della terzina proverò lo stile,
per onorar la tradizione orale.

Peppino di Rosa (PdR)

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[221]   
Da: Pino Pontuali  
( )
  Re: Sfida all'ultimo stornello "DUE"
[29-01-2008]  
E finarmente torna tale e quale;
è lo stornello vero più gentile,
che de 'sti tempi nun è mai banale.

La regola, lo sai, è 'n po' diversa
un'artra, co' la rima, è l'usanza,
è solo l'argomento in evidenza.

E quindi nun c'è l'obbligo de rima.
Che 'r carnevale 'gni persona chiama
a fa' li scherzi che faceva prima.

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[222]   
Da: Giuseppe Chiapponi 
(Vivaro Romano)
  Re: Sfida all'ultimo stornello "DUE"
[30-01-2008]  

La crisi di governo

Dal Quirinale un brutto panorama,
si vede, in questi giorni, sopra Roma,
campane a morto a Palazzo Madama.

Peppino di Rosa (PdR)

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[223]   
Da: Pino Pontuali  
( )
  Re: Sfida all'ultimo stornello "DUE"
[30-01-2008]  
Cor fatto ch'er governo sia cascato,
te lo dovessi di': nun m'è piaciuto,
e nun me c'ero certo affezzionato.

Che cor governo che c'è stato adesso
nun stavo certo a naviga' ner lusso,
sartav'er pranzo solo 'n po' più spesso.

Sortanto che la cinta a li carzoni
la strignevo convinto che domani
avrebbe magnato li capponi.

Mo ci'hanno rimischiato le cartelle
e ci'hanno detto pure tante balle;
mo a li carzoni metto le bretelle.

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[224]   
Da: Giuseppe Chiapponi 
(Vivaro Romano)
  Re: Sfida all'ultimo stornello "DUE"
[31-01-2008]  

Intanto se magnamo le frittelle
visto che stamo sotto Carnevale,
un pranzo fatto co le tagliatelle,
e tante brasciolette de maiale,
de vino quattro o cinque botticelle,
de prima qualità quello speciale!
E appena dei ministri c'è la lista,
finisce che divento qualunquista.

Peppino di Rosa (PdR)

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[225]   
Da: Peppino di Rosa 
(Vivaro Romano)
  Re: Sfida all'ultimo stornello "DUE"
[18-02-2008]  
Rilevo come semplice cronista
che non si scrive più di poesia.
Neppure il Pontuali grande artista.
illumina la nostra galleria.
Dov'è finita quella musicista
che usa il canto come terapia?
E quell'Irpino ch'era suo marito
col Carnevale ha perso l'appetito?

Peppino di Rosa (PdR)

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