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Da: Valerio Filippi 
(roma)
  ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[07-03-2010]  
Direttore artistico Mimmo Epifani direttore generale Valerio Filippi presentano: Il primo festival a Roma di musica etnica.
con l'amore nei confronti del Comune di Caulonia,roccaforte della tarantella.

PER INFO,SPONSOR,GRUPPI.
335/7423999
romatarantellafestival@gmail.com

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[1]   
Da: Pier Filippo Melchiorre 
(Ascoli Piceno)
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[07-03-2010]  
caro Valerio, la vostra iniziativa mi sembra
degna di plauso e pertanto vorrei sapere come
pensate di articolarla.
In particolare se pensate di fare una rassegna di gruppi
che si esibiscono a turno oppure se i vari suonatori
possono esprimersi liberamente; se l'evento si svolge su un palco
con amplificazione oppure se la musica è dal vivo...tipo itinerante.
Io a Caulonia ci sono stato quest'anno (mi dispiace che la sera che suonavate voi io non
c'ero perchè stavo a Siderno a suonare) e debbo dire che il festival non mi ha
particolarmente entusiasmato....la cosa positiva è che a tarda notte i suonatori del
luogo (per la maggior parte giovani) si ritrovavano su una rocca fuori del paese a suonare
perchè in paese dopo l'una non si poteva suonare più.
Però in fin dei conti era comunque una sagrqa di paese piena di bancarelle di "prodotti tipici"
insomma una manifestazione di tipo turistico e non una festa popolare.
L'aspetto musicale era eccessivamente variegato (spiegatemi che c'entrava Noha con la tarantella e i fumi e le luci al laser durante l'esibizione).
Spero che l'evento che avete in procinto di organizzare non sia dello stesso tenore
di quello di Caulonia.

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[2]   
Da: Valerio Filippi 
(roma)
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[07-03-2010]  
Ciao Pier come va?
Dunque saranno tre giorni,il tutto si svolgera' in una villa,dove per 15 gg ci sara'prima del nostro un festival tra i piu noti di jazz che va avanti da anni.
Ci sara' un palco coperto 10 per 8 circa come metratura. Si alterneranno tre gruppi per serata,ancora da definire.
Tutto attorno alla villa ci saranno stand con prodotti tipici e strumenti musicali.
Sto cercando anche dei filmati anni 50 presso l'istituto luce delle regioni in questione da proiettare tramite proiettore alle spalle dei gruppi.
Prossimamente Vi daro' date e luogo esatto,anche se in realta' gia' ci sono,ma per motivi di privacy nei confronti del lavoro del direttore artistico ancora non posso divulgare.
Per quanto riguarda Caulonia non posso darti assolutamente torto,e' un location eccezzionale,ma la scelta artistica e' un po' scarsa,se tieni conto che in una zona come la Locride,dove comunque la zampogna un tempo era parte integrante dei suonatori, al festival non ve ne erano ,e l'unica era la nostra,scesi da Roma.
Mi dispiace perche non sei il primo che me lo dice,io sono molto legato a Caulonia,ed e' un vero peccato perdere la tradizione,non voglio dire tradizionale al massimo,ma quanto meno mantenere un minimo ,invece Noa,El Becheria,Tony Esposito (caro amico) ecc ecc ben poco appartengono a questo festival.

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[3]   
Da: Tiziano 
(Ostia)
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[09-03-2010]  
Con la direzione di quel festival affidata ad Eugenio Bennato, si avranno sempre proposte cosi', grandissimo musicista, ma orientato verso nuove cose, nuove sonorita'.... il palco disturba molte persone tra le quali Pierfilippo ma vi assicuro che per eventi del genere non vi è alternativa.... viva il Roma tarantella Festival !

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[4]   
Da: Pier Filippo 
(Ascoli Piceno)
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[09-03-2010]  
Caro Tiziano, non è che il palco mi disturba
(guarda che di palco ne ho fatto tanto) è che
una manifestazione che ha come oggetto la tarantella
dovrebbe essere articolata in maniera tale che si possa, nei limiti
imposti dal fatto che si svolge in un luogo dove la tarantella
non c'azzecca niente e quindi decontestualizzata ( ma questo è un discorso
lunghissimo e periglioso da affrontare), quanto meno mantenere i caratteri
spontanei e di interazione tra suonatore/ballerini/comunità.
Capisco che organizzare una manifestazione della durata di tre giorni è un grosso onere (e qui
rinnovo il mio plauso per il vostro impegno e la vostra dedizione) ma io la proporrei in maniera
diversa, non per fare un "falso storico" ma per rendere il tutto ancora più coinvolgente.
Intanto eviterei di mettere sul palco i 9 gruppi di riproposta (capisco che per voi è un pillola amara da
ingoiare) a favore di una partecipazione di qualche suonatore tradizionale che però sapete benissimo
è spesso restio ad esibirsi su di un palco e tanto meno a lasciarsi amplificare.
Sapete meglio di me che se si suoni amplificati bisogna avere una perfetta conoscenza di come
stare su un palco.....non a caso viene richiesta l'agibilità ENPALS.......
Insomma io la organizzerei così:
1) diffusione sull'area dell'intervento di stand enogastronomici e di strumenti musicali e artigianato magari creando delle isole "territoriali"
2) presenza nelle "isole" di suonatori tradizionali che insieme ai vari espositori suonatori
potrebbero dare vita a tarantelle diverse sia per stile di esecuzione, appartenenza territoriale e strumenti utilizzati nell'esecuzione
3) in queste "isole" quindi si svolgerebbero le varie performances dando la possibilità ai frequentatori, ballerini, suonatori di avere ampia libertà di esibirsi e fruire della manifestazione.
praticamente quello che avviene ad Alessandria del Carretto, Scapoli, Maranola (cito queste tre situazioni che ho vissuto di persona) dove la vera festa non si svolge sotto il palco ma per le vie e piazze del paese dove l'intera comunità suona e balla.
E non pensiate che suonare per tre giorni tarantelle sia una rottura di palle....sai meglio di me che di tarantelle ce ne sono decine e decine....ecco inviterei il direttore artistico a fare una scelta
mirata in questo senso....mettere a confronto le varie tarantelle e le loro varianti sia per provenienza territoriale che per stile esecutivo che per strumentazione utilizzata.
Sarebbe veramente una operazione originale credo mai tentata e che uscirebbe dallo stereotipo delle varie feste pseudopopolari a cui purtroppo dobbiamo assistere da molti anni....
dai Tizià...ti immagini avere a stretto contatto di gomito un suonatore tradizionale di riggitana...altro che stage.......

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[5]   
Da: valerio filippi 
(roma)
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[09-03-2010]  
Ottima osservazione quella di Pier.
Pero' non condivido il fatto che la tarantella non appartenga alla Locride,in quanto diverse ricerche fatte anche da amici vicini,come il maestro Infantino,ci riportano a tempi non sospetti,ovvero al tempo della Magna Grecia.
Ci sono delle raffigurazioni nel museo di Reggio Calabria riportanti immagini su anfore e vasi nella vecchia Kaulon ,Stilo, Kroton ecc ecc,di strumenti musicali dell'epoca come la lira il tamburo a cornice,durante i festeggiamenti alla dea Afrodite e durante quello che noi oggi chiamiamo il Venerdi Santo,facendo attraversare l'immagine della stessa nella fiumara.Quindi a mio modesto avviso e parere il fulcro del popolare parte e nasce dalla Magna Grecia.
Per quanto riguarda il festival,ci saranno delle aree adibite per il solo ascolto della tradizione,ma improntare il primo festival del genere solo sul tradizionale non e' possibile,a meno che noi tutti non ci tassassimo di almeno 10 euro per affrontare le spese,ma dobbiamo essere almeno 45 mila persone.
Le scelte del direttore artistico da me fortemente voluto saranno posate e strettamente misurate a quello che e' la richiesta di una regione dove la tradizione e' stata ghettizzata presso i monti lepini e basso Lazio.
Quindi voi tutti molto piu preparati di me capite bene che non e' possibile fare tre giorni di tradizione pura,altrimenti mi indebitero' per i prossimi 20 anni,il che potrebbe anche starci,visto che l'amore e la passione vanno oltre,ma vorrei sinceramente evitarlo.

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[6]   
Da: Quirino 
(Roma - Portuense)
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[09-03-2010]  
Sarà ma a me il termine festival mi sa di canzonettistico anni 50-60.
Sarà ma sto discorso che il fulcro del popolare nasce dalla Magna Grecia me sa de pappardella ripetuta all'inifinito...pare che le genti che abitavano l'Italia da almeno mille anni (per non parlare di quelli che vi erano da sempre) non ballassaro e non suonassero mai fino all'arrivo dei greci.
Sarà ma continuare a dire che nel Lazio la musica popolare è ghettizzata ai Lepini e al basso Lazio denota scarsa conoscenza dei fenomeni del Lazio (e del centro Italia)...
Secondo me il problema è che si è troppo "RegnodiNapolicentrici".

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[7]   
Da: valerio filippi 
(roma)
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[09-03-2010]  
Qurino sara' anche scarsa conoscenza "che non credo" ma ti invito a dimostrare le aree geografiche Laziali dove il saltrello o ballarella vengono divulgate,ora o per volanta' di che detiene le retini a Roma o per scarsa cultura popolare,o per colpa di noi tutti appassionati, si rischia di farle ritirare sempre piu'.
Per quanto riguarda la storia della Magna Grecia intesa come pappardella, io sinceramente non so come coniugare un tipo di pasta ad una delle culture piu evolute,anzi la piu evoluta nonche base della storia e madre del pensiero filosofico pu vasto ,non possiamo far finta di niente,in quanto e' storia,e se veramente,come io credo tu sei una persona preparata,sai benissimo che la tarantella intesa come danza per gli dei viene introdotta prorio da quelle zone, dove non esistevano riti con danze e musiche,ma bensi riti con soli sacrifici,non umani ovviamente ,trasformandosi nel tardo periodo in danza terapeutica.Poi ragazzi possiamo chiamarlo festival, incontro,festa popolare,raduno poco interessa,l'importante e' far viaggiare la tradizione.


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[8]   
Da: Quirino 
(Roma - Portuense)
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[09-03-2010]  
Certi che si vada OT.
Non credo che si possa risalire più indietro del 1500 d.C. per avere citazioni sull'uso del termine tarantella. Un termine certo non sbuca dal nulla, quindi credo che sicuramente non si possa andare oltre nel tempo del basso medio evo.
Tra l'altro il termine tarantella è anche improprio nel voler definire tutta una serie di danze presenti nell'area lucana e calabra che per convenzione oggigiorno vengono chiamate tarantella.
La questione dei riti dell'antichità indica semmai che non si ballasse nei riti, non chè non si ballasse in altre occasioni.
In realtà è complicato nele fonti antiche stabilire il confine tra rito vero e proprio e festa connessa ad esso e in questo caso è accertato da vari autori latini che ci fossero danze e musiche connesse con le festività arcaiche delle divinità italiche autoctone. A dirla tutta i sacerdoti salii danzavano e il rito di questi sacerdoti era considerato arcaico ed incomprensibile ai contemporanei già nel 500 a.C così da farlo collocare decisamente a prima dell'influenza culturale greca.
C'erano poi danze di guerra anche tra i sanniti.
Ora che cosa si danzasse e si suonasse, come, quando e perchè, in Italia nel periodo arcaico, io non lo so e forse nessuno lo sa, ma immagginare popoli senza una musica e una danza mi riesce veramente difficile.
Come mi riesce difficile immagginare i greci della Magna Grecia che ballano le tarantelle.

Ritornando un po' più in tema, sul problema della divulgazione dei saltarello/saltarelle e delle ballarelle, quello che vorrei dire è che la situazione è estremamente complessa da spiegare.
Va per prima cosa chiarito che il patrimonio musicale non può essere limitato a queste forme.
Comunque, pur rimanendo a queste due famiglie, attualmente ci sono fenomeni di conservazione in aree diverse, soprattutto in ambito familiare e di contro si assite a seminari di ballo che propugnano solo il saltarello amatriciano standard semplificato o la ballarella sandard; più approfondita risulta essere invece la riproposta musicale. La situazione è quindi un po' confusa ma sicuramente non limitata al basso Lazio ma anzi molte situazioni e iniziative sono più spostate verso la parte centrale della regione.



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[9]   
Da: Pier Filippo 
(Ascoli Piceno)
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[09-03-2010]  
caro Valerio mi riferifo a che c'azzecca la tarantella con Roma....è chiaro che questa forma coreutico/musicale appartiene a tutta la calabria (e sai quante ce ne sono di tarantelle...praticamente una per ogni apese se non frazione) e non solo.......infatti è auspicabile che
quel giorno, dall'abruzzo al molise, dal cilento alla calabria ci siano quante più espressioni tarantellistiche possibili....il mio riferimento alla riggitana è perchè è la spina nel cuore mia e di tiziano ma è chiaro che sarebbe auspicabile avere anche una bella tarantella suonata solo con battente, fischiotti, tamburello e lira....una suonata all'organetto e percussioni varie.......qualcuna suonata con le zampogne e ciaramelle....qualcuna con la surdulina....qualcuna con la zampogna a paro.....e chi più ne ha più ne metta.....in questo modo si abbatterebbero anche i costi........tu sai quanto prende un service per 3 giorni....impianto di amplificazione, tecnici, impianto luci, SIAE, ecc.
...dai...ripensateci....facciamo una bella cosa all'insegna del Peppino Blu.........
che poi si chiami festival, festa o manifestazione chi se ne freca....l'importante sono i contenuti....


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[10]   
Da: Ronna Paulina 
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[09-03-2010]  
"...non esistevano riti con danze e musiche,ma bensi riti con soli sacrifici,non umani ovviamente"...

Ehm... Per molto tempo, gli storici moderni hanno ritenuto che il sacrificio umano fosse appannaggio dei popoli "barbari". Per denigrazione, etnocentrismo e faziosità. Oggi si comincia a riconoscere che, raramente, in epoca arcaica e non imperiale, e in casi di particolare gravità, come ad esempio dopo la sconfitta di Canne, ma pure presso i Romani furono praticati sacrifici umani, a scopo religioso e rituale, al fine di ottenere dagli Dei la liberazione della propria terra da un particolare imminente pericolo (sono sicura che anche Quirino e M. potranno confermare, così come S. Mazzarino, Il pensiero storico classico; P. Carafa, Uccisioni rituali e sacrifici umani nella topografia di Roma; A. Carandini, Uccisioni rituali - sacrifici umani a Roma,...). I sacrifici umani furono ahimè comuni a tutti i popoli antichi, germani, celti, etruschi, ... romani compresi. Da fonti storiche emerge con chiarezza che a Roma, come in quasi tutte le società antiche, l’uccisione di esseri umani era considerata un rito utile a placare gli dei. In una fase arcaica, i sacrifici umani dovettero essere una pratica abbastanza diffusa nella religiosità romana, poi, nell'evoluzione della società, avvenne solo per determinati, gravissimo motivi. Tito Livio (in Storie, XXII), racconta che nel 216 a. C. secondo i libri fatali vennero eseguti alcuni sacrifici straordinari: una coppia formata da un Gallo e una Galla, e un'altra sempre maschio-femmina di Greci vennero sepolti vivi nel foro boario, in un luogo già insanguinato da vittime umane. Livio si giustificò, assicurando che il rito della sepoltura delle coppie non era d'origine romana, ma più tardi Plinio il Vecchio testimoniò che le sepolture rituali umane avvenivano da più di ottocento anni, cioè fin dalla fondazione di Roma e che seppellire una coppia (maschio e femmina) significava propiziare lo sterminio rituale della popolazione che la coppia rappresentava, l’annientamento delle stirpi ritenute pericolose per la loro sicurezza.

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[11]   
Da: Alfonso 
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[09-03-2010]  
ciao Ronna Paulì, mi chiedevo questa volta quale palla al balzo avresti afferrato per deviare puntualmente dal tema.. ora lo so..

nel caso in questione a me la prima domanda che mi viene in mente è:
qual'è lo scopo di questo evento ?
la risposta (non che io la voglia sapere, intendiamoci) è importante perchè per raggiungere determinati scopi ci sono da fare altrettanti già determinati passi dai quali non si può derogare..

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[12]   
Da: RP 
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[09-03-2010]  
Che ce vuò fà, ehehehe... tutte le volte anch'io mi chiedo incuriosita con quali vibrate parole stigmatizzerai l'ennesimo apporto centripeto o divergente... e pure stavolta grazieaddio lo so... ciao alfonso, lascia stare l'ascia di guerra che il ruolo del cato censor stuzzica le birichinate..

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[13]   
Da: valerio filippi 
(roma)
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[09-03-2010]  
Cara RP, innanzitutto si parlava dell'antica grecia e non di roma... Comunque grazie per il breve excursus col quale ci hai deliziato... Molto interessante... tornando ai greci, i sacrifici che offrivano agli dei per assicurarsi la vita nella'aldilà, o l'eterna primavera nei campi elisi che dir si voglia, erano prettamente sacrifici di animali che venivano ornati per l'occasione e poi mangiati dai fedeli stessi in un banchetto sempre in onore del dio che veniva celebrato. questo forse per immedesimarsi con la vittima sacrificale che costituiva mezzo d'unione con il dio in questione.
Per quanto riguarda la danza, intendevo dire che è una manifestazione che esiste dalla notte dei tempi, e che sin dall'antichità veniva praticata e, ovviamente, nel corso dei secoli si è modificata assumendo caratteri via via propri del periodo cui apparteneva. la grecia è il primo nome a cui ho pensato perchè proprio da lì deriva lo strumento musicale ora utilizzato per la tarantella riggitana che è la lira calabrese. e, come tutti ben sappiamo, la calabria è stata colonizzata dai greci.
A Pier, invece, volevo dire che il mio festival si chiamerà roma tarantella festival semplicemente perchè roma sarà il luogo in cui si svolgerà e anche perchè vorrei che fosse il trait d'union musicale tra il centro e il sud italia affinchè tutti possano conoscere la grande cultura musicale del meridione che è ancora confinata a pochi eventi e poche regioni. io stesso, cittadino onorario di caulonia, ho constatato che la vera tradizione della locride e' quella che rimane nelle sue virtuali mura di cinta,e non esce dalle stesse se non per volere di chi gelosamente la custodisce. io ho avuto la fortuna di poterla conoscere e portare a roma e condividerla con voi tutti.
Infine, ringrazio tutti per l'interessamento.

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[14]   
Da: RP 
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[09-03-2010]  
Caro Va.F., non voglio stuzzicare le giuste ire dell'amministratore, ma, giacchè sei tornato sull'argomento, devo ribadire che, sebbene non fossero la norma, tracce di sacrifici umani sono attestati anche nell'arcaica società greco-romana, anche se furono in seguito aboliti (Mircea Eliade Trattato di storia delle Religioni-Bollati-Boringhieri; Felice Ramorino, Mitologia Classica) -stop-

Invece, "in bocca al lupo" per il Roma Tarantella Festival. Evviva la... biodiversità, sia nelle risposte ai thread che nell'organizzazione delle feste, che barba se fossero tutte uguali, dello stesso tenore, miranti allo stesso obiettivo, sia le une che le altre... Secondo il mio modesto parere, c'è posto per tutti. Ciao.

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[15]   
Da: M. 
  Re: ROMA TARANTELLA FESTIVAL
[09-03-2010]  
Voglio semplicemente fare un in bocca al lupo a Valerio Filippi ed aggiungo
che dovrebbe fare un piccola cura contro una ben nota malattia denominata storicismo positivistico...
chi soffre di questa malattia deve per forza ricondurre ogni cosa alla Grecia classica.
Di questa malattia erano affetti quasi tutti i pionieri ottocenteschi (es. leggi la parte relativa al Fara sulla discussione SARDEGNA... ) poi nel novecento si è guariti (evidentemente non del tutto he he he ) e finalmente è nata l'etnomusicologia.
Ancora un grosso in bocca al lupo.
M.


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