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Torna all'elenco argomenti | Giovedi 17 Ottobre 2019

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Da: Avvocatista 
(Lucania)
  Falò di San Giuseppe
[19-03-2007]  
Mi risulta che in tutto il Centro-Sud Italia, la notte tra il 18 ed il 19 Marzo sia rischiarata dai "Falò/Fuochi/Vampe" di San Giuseppe e sia allietata da canti e danze popolari (checche ne dica qualche illustre Maestro).

Questo rito mi ricorda le antiche "feste del fuoco" ossia riti connessi al culto del sole o ai riti di purificazione.
Nello specifico, San Giuseppe coicide (guarda caso) con l’equinozio di primavera, ed il fuoco potrebbe rappresentare un modo per salutare l'arrivo della primavera e per propiziare una stagione ricca ed abbondante.

Tale evento, oltretutto, doveva essere molto importante, se ad esso si associano, ad esempio, delle preparazioni gastronomiche ad hoc (zeppole, frittelle, "pasta di San Giuseppe", ecc...).

Chi ne sa di più?
E la Chiesa cattolica, giustifica questo rito? E se sì, come?

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[1]   
Da: Pino Pontuali  
  Re: Falò di San Giuseppe
[19-03-2007]  
E' vero si accendono i fuochi per la vigilia di S. Giuseppe (come pure per la vigilia di S. Antonio a metà gennaio).
Condivido l'opinione che l'usanza abbia radici più antiche del cristianesimo. Inoltre credo che anticamente si offrivano agli Dei alcuni prodotti della natura gettandoli nel fuoco; traccia di questo rito credo si possa rinvenire nella tradizionale cottura dei ceci secchi sulla brace che ho visto a Segni (RM) sabato scorso.
Infatti sabato 17 marzo, nel centro storico di Segni (RM) si sono accesi dei fuochi dal pomeriggio a notte fonda e, intorno ad uno dei fuochi, si sono radunati, a titolo gratuito, uno stuolo di musicisti e stornellatori che, intervallati da numerosi bicchieri di ottimo vino e da salsicce cotte alla brace ed infine con i ceci secchi abbrustoliti al fuoco stesso, hanno dato vita ad una delle sornellate più lunghe della storia (circa sei ore di stornelli ininterrotti a botta e risposta).
Ed io c'ero.

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[2]   
Da: Avvocatista 
(Lucania)
  Re: Falò di San Giuseppe
[19-03-2007]  
Checche ne dica qualche illustre Maestro

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[3]   
Da: AndreaP 
(Roma)
  Re: Falò di San Giuseppe
[19-03-2007]  
Stasera ci dovevo essere anche io, a ITRI per la precisione... Purroppo la pioggia ha avuto il sopravvento sui fuochi, quindi... tutto rimandato!

Peccato...

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[4]   
Da: Luca 
(Caserta)
  Re: Falò di San Giuseppe
[20-03-2007]  
Come al solito Avvocatista propone dei post talmente interessanti da essere più adatti ad una discussione accademica che ad un forum di buontemponi...ma non è un buon motivo per disertarle e pensarci privatamente.
Il punto non è il fatto che venga acceso o meno un fuoco per questo e quel santo.
Ciò che sappiamo al riguardo è che ci sono falò più o meno noti per ogni patriarca che faccia da patrono ad un qualsivoglia comune.(Semmai è interessante notare che deve trattarsi di una figura patriarcale per poter godere di questa usanza).
Ciò che conta invece è che venga fatto ardere un fuoco.
Accendere un fuoco è storicamente un atto che fà capo al "Sacro",in tutte le culture umane questa usanza è presente,dai timidi fumetti dei templi shintoisti,ai fuochi eterni del mazdeismo.Per ciò che concerne a tradizioni più vicine(teologicamente)alla nostra mi viene in mente il fuoco dei sacrifici del Tempio di Gerusalemme...si potrebbe andare avanti a lungo,ma questi tre esempi bastano per comprendere quanto complessa sia la faccenda del "Dare fuoco a qualche steppo" .
Il fuoco è un simbolo dallo straordinario equilibrio di simboli e significati,dall'eccesso in negativo(Il fuoco dell'inferno Cristiano,la colonna di fuoco di Gomorra)all'eccesso opposto(il fuoco rigeneratore dell'uovo della fenice,il fuoco che arde ma non distrugge simbolo della potenza,e dell'eternità, del Dio Unico).E se volessimo soffermarci sulla mitologia,o meglio,le mitologie, non basterebbe un'enciclopedia a contenere le osservazioni possibili,figuriamoci le ipotesi interpretative.Se volessimo porre maggiore attenzione ad una prospettiva meramente scientifica(o meglio empirica) noteremo come il fuoco sia l'elemento più diffuso dell'universo conosciuto,che sia alla base del nucleo terrestre,origine della forza distruttrice dei vulcani e del potere benefico del sole...ma anche della capacità beneficà e feconda dei territori vulcanici e delle potenzialità nocive del sole...ma stiamo ritornando al mito.(forse le due cose si intersecano più di quanto crediamo).
Dunque l'unico elemento a nostro favore è proprio che la presenza del fuoco indichi che si "Deve" festeggiare una ricorrenza davvero importante e che fà capo ad una gran "intersecazione" di significati...ieri con il nostro caro "Professore"(Avvocatista)si ragionava sul fatto che l'evento più prossimo sia l'equinozio di primavera...ma magari se si potessero avere altri pareri si potrebbe intraprendere un processo di ipotesi...semiseria naturalmente...ma stimolante.




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[5]   
Da: RonnaPaulina 
(nostra patria è il mondo intero)
  Re: Falò di San Giuseppe
[20-03-2007]  
Se Luca invita a un confronto semiserio e se accettate le accezioni (amore-furore) su cui sole in questo momento posso (semiseriamente ) dissertare, sono con voi. Se sono OT, "cacciatammènne a dint'a suggità". Di parlare di fuochi di Beltane (perchè noi "Cerrrrrti" sti fuochi li accendiamo un pò più avanti) e di equinozio, di primavera e di Eoster/Ostara/Easter/Pasqua, di dio che muore e risorge che non è solo quello cattolico... in questo momento non ne ho voglia, partecipo già da anni a un altro sito su cui svisceriamo abbondantemente e sviscera di qua, sviscera di là, non vorrei che mi diceste "Fatt'allà!!!". Sul fuoco di Luca (diciamo così) mi vengono in mente due cose:
l'origine del fuoco, che in tante parti del mondo si può ottenere per frizione (attraverso un movimento di rotazione o di andirvieni d'un pezzo di legno su un altro) e per percussione (battendo tra loro delle pietre). Il primo metodo è quello che in questo momento mi ricordo meglio, chiamando "maschio" il bastoncino attivo e "femmina" il pezzo di legno passivo. Il fuoco da cucina (per me donna) è una sorta di piccolo sole sulla terra, rappresenta una moderata e corretta unione tra i due elementi (sole e terra) . Poi adoro: il fuoco dell’intelletto creatore, la parola rituale che dà vita, ma anche l’aspetto dissolutore, la sua febbre che divora, quando lui non ti manda un bacio, non ti getta un fiore nè tampoco si prenota per due ore!!!

L'altro aspetto del fuoco che mi si addice in questo preciso momento è il FUROR GALLICUS- "ferg" in gaelico, "furore", "riscaldamento" rituale, calore o ardore ottenuto con l'austerità, chiaramente attestato nel Rig Veda; si tratta di una tradizione indoeuropea perché, in un contesto diverso ma parallelo, il "calore estremo" o la collera (furor, ferg) svolgono un ruolo analogo nei rituali di tipo "eroico"; Eliade sottolinea l'arcaicità e la notevole diffusione di questo forte calore interiore, che modifica radicalmente la natura del praticante, gli concede una "potenza" sovrumana che può divenire davvero terribile, pericolosa per la società e che necessita quindi di essere esorcizzata in modo rituale, come quando s'impossessò dell'eroe irlandese Cuchulainn vincitore nella sua battaglia contro 3 fratelli; essa si ottiene anche tramite diverse tecniche come ritenzione del respiro, uso di bevande inebrianti… già operanti sin dall'epoca vedica. Caldo, furore, danza: da Livio sappiamo che i "passi di danza" coi quali i Celti prigionieri presero le armi prima di cominciare i duelli organizzati da Annibale potevano sembrare ai Romani espressione di bellicosità, mentre facevano parte di un rituale con cui i duellanti s'immergevano in bollenti estasi prima di cominciare.

Ma che ho parlato a fare? La testimonianza di Pino, così vivente, autentica, pregnante, presente... è quella che sola conta! Lui ci ha fatto sentire i profumi del legno che ardeva e lo scoppiettìo...




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[6]   
Da: Luca 
(Caserta)
  Re: Falò di San Giuseppe
[20-03-2007]  
E ci demmo battaglia al grido di "Mircea"....meno male che hai parlato ronna così che non si dica che questo sia soltanto uno spazio pubblicitario....Interessante il tuo nesso tra il respiro e il fuoco....mi fà venire in mente crete appendici solari presenti nei culti mitriaci...forse derivate dallo stretto rapporto che il vento ha con il fuoco.....Ma cosè tutto stò furor?(a meno che non sia dovuto amotivi personali)

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[7]   
Da: Ipazia 
(Alessandria)
  Re: Falò di San Giuseppe
[20-03-2007]  
E la Chiesa? Sull'uso che la chiesa ha fatto dei falò... chiamiamoli pure roghi... basterebbe anche solo fare un'intervista impossibile a IPAZIA!!! ODdeaDdeaDdea... Ma, ammetto, non solo nel giorno di San Giuseppe...

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[8]   
Da: Luca 
(Caserta)
  Re: Falò di San Giuseppe
[20-03-2007]  
Sì però adesso non trasformiamolo in un topic del forum dei wiccani....Riflettiamo semmai sull'uso proprio del fuoco "Purificatore"(è tristissimo lo sò) nell'accezione dei fan di Della Chiesa....altrimenti non ne usciamo più.

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[9]   
Da: Luca 
(Caserta)
  Re: Falò di San Giuseppe
[20-03-2007]  
Scusate dei fan di Pietro Verri...un lapsus

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[10]   
Da: Avvocatista 
(Lucania)
  Re: Falò di San Giuseppe
[20-03-2007]  
Senza andare troppo lontano (o forse sì)

Esodo:

"Mosè prese il vitello d'oro che essi avevano fatto, lo bruciò con il fuoco e lo stritolò fino a ridurlo in polvere, e la sparse sulla superficie dell'acqua e la fece bere ai figli di Israele"

"Un cespuglio ardente gli parla, un cespuglio che ardeva nel fuoco, ma non ne veniva consumato"



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[11]   
Da: Luca 
(Caserta)
  Re: Falò di San Giuseppe
[20-03-2007]  
E con un colpo solo abbiamo colto i simboli di rinascita ,il sacrificio...e vediamo chi aggiunge altro....a mè viene in mente "Atòn".

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[12]   
Da: RonnaPaulina 
  Re: Falò di San Giuseppe
[20-03-2007]  
Per Luca; non per contraddirla, ma: non sono wiccan; Ipazia è vissuta un pochettino prima di Gardner; la posizione della chiesa era nel post che ha dato inizio a questo thread; ... varie ed eventuali...
Per il "furor GALLIcus": nulla di personale, sono i postumi dei coccoccò di domenica, GALLI, valline e capponi... t'arricuordi? Per l'Avvocatista: scusi l'OT, ritorniamo subito a bomba...

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[13]   
Da: Luca 
(Caserta)
  Re: Falò di San Giuseppe
[20-03-2007]  
Ronna lo sai che ti "sfotto "con questa cosa ma se ti dà fastidio la smetto subito....

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[14]   
Da: RonnaPaulina 
(Emilia/Campania)
  Re: Falò di San Giuseppe
[20-03-2007]  
No, Luca, "figlio" mio, conosco le tue intenzioni... Anche tu non prendertela, lo sai che noi "mamme" settantasettine abbiamo delle belle buone lingue... Infatti, eccomi con la "purificazione":

Passare attraverso il fuoco e saltare i fuochi come purificazione, io lo intendo come: lasciarsi alle spalle il vecchio sè ed andare oltre, per esserne perfezionati (io non finisco mai, non mi sento mai arrivata, il mio processo d'individuazione non è mai finito, voglio che la morte mi trovi viva); le fiamme consumano le realtà inutili, eliminano ciò che non serve più, ciò che un tempo era splendido, ma ora ostacola e intralcia. L’imbarcazione del Sole è usata nell’antico Nord nei rituali funerari, connessa con l’arsione dei morti, che distruggendo la spoglia fisica libera lo spirito dalla materia (morte). Ma il fuoco che brucia le sterpaglie, dopo gli incendi nei riti di passaggio, fa sì che i campi si adornino poi del verde manto della natura viva (resurrezione). E il ciclo ricomincia...

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[15]   
Da: Pino Pontuali  
  Re: Falò di San Giuseppe
[21-03-2007]  
Sull'uso del fuoco come rito collettivo si è detto molto. Il fuoco è purificatore, il fuoco è distruttore, il fuoco è premonitore (alcuni stregoni leggevano il futuro osservando la danza della fiamma), attorno al fuoco si prendevano le più importanti decisioni della società, ecc.
Forse tutto però ha origine semplicemente dal fascino naturale che il fuoco ha sempre esercitato solo sull'uomo.
Personalmente, quando accendo il fuoco nel camino, ci rimango seduto davanti a guardare il focolare come in trance, tanto mi piace quella cosa viva e luminosa che cambia forma continuamente.
A differenza degli animali, che del fuoco hanno terrore, noi umani ne siamo attratti fin da piccoli, pur conoscendone la pericolosità.
E forse per regolamentare questo nostro rapporto con il fuoco, nel corso dei tempi, lo abbiamo mitizzato, santificato, idealizzato.
Inoltre, in tempi molto antichi, il fuoco era una forma di potere ed il potere fa sempre gola a qualcuno.

Forse ho troppo banalizzato il rito del fuoco.

Pino

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