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Torna all'elenco argomenti | Mercoledi 23 Settembre 2020

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Da: Samnispentrorum 
  Convegno internazionale sulle danze trad
[02-08-2007]  
In occasione del X anniversario del Festival de "La Notte della Taranta" e della rassegna di Estadanza, l'Ass. Cult. "Taranta" di Firenze e l'Istituto "Diego Carpitella" di Melpignano (LE) con il patrocinio dell'Università degli Studi di Lecce organizzano un:

" CONVEGNO INTERNAZIONALE DI STUDI SULLE DANZE TRADIZIONALI DELL'EUROPA MEDITERRANEA "

Castrignano dei Greci (LE), Palazzo De Gualtieris
13 e 14 agosto 2007


* * *

PROGRAMMA


LA DANZA TRADIZIONALE COME PATRIMONIO E FRUIZIONE CULTURALE

La danza etnica oggi in Italia e nell'Europa mediterranea:
resistenze, contaminazioni, dislocazioni, vecchie e nuove funzioni.



Lunedì 13 agosto 2007
Giornata europea: Dallo stato degli studi etnocoreologici alla
conoscenza,
tutela e consumo del patrimonio etnocoreutico.

Mattina, h. 10:
Presidenza: Alkis Raftis
Saluto delle autorità e degli organizzatori de ³La notte della taranta²
Relatori: Giuseppe Michele Gala (Italia), Carles Mas (Catalogna), Josè
Alberto Sardinha (Portogallo), Eugenio Imbriani (Italia).

Pomeriggio, h. 16,30:
Presidenza: José Alberto Sardinha
Relatori: Alkis Raftis (Grecia), Castagna Ettore (Italia), Boschero
Gian Piero (Occitania italiana), Marinella Marras (Sardegna - Italia), Paolo
Apolito (Italia).

Ore 18,30: Etnodanza in Video
Film documentari sulla danza tradizionale europea.


Martedì 14 agosto 2007
Giornata italiana: Terre fertili di corpi danzanti e terre di passi
perduti.

Mattina, h. 10:
Presidenza: Paolo Apolito
Relatori: D'Ajello Caracciolo Gabriele (Campania), Tamara Biagi
(Basilicata), Tiziana Miniati (Abruzzo), Davide Monaco (Puglia).

Dibattito

Pomeriggio, h. 16:
Tavola rotonda:
Ombre e luci del ballo popolare meridiano. Dal folklore alla riproposta
e al folklorismo, dalla ricerca filologica al reinvenzione della tradizione.

Intervengono: Giuseppe Gala (moderatore), Gianni Amati, Mario Gennai,
Livio Greco, Davide Monaco, Ada Metafune.

Dibattito pubblico.

Ore 18: Etnodanza in Video
Film documentari sulla danza tradizionale europea.
Ore 19,30: conclusioni

* * *


Le ragioni di un convegno

L'ultimo convegno generale sulla danza tradizionale in Italia si è
tenuto col patrocinio di Carpitella nel 1988 in un'edizione di Estadanza a
Penna S. Andrea in Abruzzo: La danza tradizionale in Italia: bilancio delle
ricerche e prospettive. Quasi tutti i ricercatori allora in funzione furono
interpellati, si incontrarono ed esposero i risultati delle proprie
indagini, riflessioni e ipotesi per gli anni seguenti. Da allora solo
parziali incontri di studio a carattere monotematico o areali .
Nei quasi due decenni trascorsi molte cose sono cambiate nella pratica
della danza tradizionale in Italia e in Europa: un'altra generazione di
anziani ballerini se n'è andata, una nuova generazione di ³praticanti² hanno
creato nuovi modi e nuove ritualità coreutiche, innescando un consumismo
coreutico translocale. Si avvertiva, dunque, da più parti la necessità di rifare
il punto della situazione, dopo che in quest'ultimo decennio l'interesse
per il ballo popolare è cresciuto in maniera esponenziale.
La scelta di ritrovarsi nel Salento, non è casuale. La Puglia è oggi su
questo tema una terra trainante ed è divenuta uno stimolante
laboratorio di osservazione. Far incontrare gli addetti (ricercatori, antropologi,
operatori etnoculturali) per ridiscutere delle tante questioni vecchie
e nuove riguardanti lo stato di conservazione, la tutela delle forme
tradizionali ancora in funzione, l'urgenza della documentazione, dello
studio e della messa a conoscenza dei repertori coreutici tradizionali
con modalità nuove, la necessità delle nuove generazioni di recuperare i
"passi perduti", di tornare con nuove ritualità sui luoghi della tradizione o
di inventarsi scuole e nuove forme di aggregazione, la soluzione
spettacolare dei gruppi di esibizione, ecc. diventa una preziosa opportunità di
bilancio e di chiarezza. Parole come tradizione, tutela, recupero, localismo e
identità si sommano a neologismi come animazione, reinnesto, beni
immateriali, neo-pizzica, folkfestival, bombaal, ecc. Termini eIn occasione del X anniversario del Festival de "La Notte della
Taranta" e
della rassegna di Estadanza, l'Ass. Cult. "Taranta" di Firenze e
l'Istituto
"Diego Carpitella" di Melpignano (LE) con il patrocinio dell'Università
degli Studi di Lecce organizzano un:



CONVEGNO INTERNAZIONALE DI STUDI
SULLE DANZE TRADIZIONALI DELL'EUROPA MEDITERRANEA

Castrignano dei Greci (LE), Palazzo De Gualtieris
13 e 14 agosto 2007


* * *

PROGRAMMA


LA DANZA TRADIZIONALE COME PATRIMONIO E FRUIZIONE CULTURALE

La danza etnica oggi in Italia e nell'Europa mediterranea:
resistenze, contaminazioni, dislocazioni, vecchie e nuove funzioni.



Lunedì 13 agosto 2007
Giornata europea: Dallo stato degli studi etnocoreologici alla
conoscenza,
tutela e consumo del patrimonio etnocoreutico.

Mattina, h. 10:
Presidenza: Alkis Raftis
Saluto delle autorità e degli organizzatori de ³La notte della taranta²
Relatori: Giuseppe Michele Gala (Italia), Carles Mas (Catalogna), Josè
Alberto Sardinha (Portogallo), Eugenio Imbriani (Italia).

Pomeriggio, h. 16,30:
Presidenza: José Alberto Sardinha
Relatori: Alkis Raftis (Grecia), Castagna Ettore (Italia), Boschero
Gian
Piero (Occitania italiana), Marinella Marras (Sardegna - Italia), Paolo
Apolito (Italia).

Ore 18,30: Etnodanza in Video
Film documentari sulla danza tradizionale europea.


Martedì 14 agosto 2007
Giornata italiana: Terre fertili di corpi danzanti e terre di passi
perduti.

Mattina, h. 10:
Presidenza: Paolo Apolito
Relatori: D'Ajello Caracciolo Gabriele (Campania), Tamara Biagi
(Basilicata), Tiziana Miniati (Abruzzo), Davide Monaco (Puglia).

Dibattito

Pomeriggio, h. 16:
Tavola rotonda:
Ombre e luci del ballo popolare meridiano. Dal folklore alla riproposta
e al
folklorismo, dalla ricerca filologica al reinvenzione della tradizione.

Intervengono: Giuseppe Gala (moderatore), Gianni Amati, Mario Gennai,
Livio
Greco, Davide Monaco, Ada Metafune.

Dibattito pubblico.

Ore 18: Etnodanza in Video
Film documentari sulla danza tradizionale europea.
Ore 19,30: conclusioni

* * *


Le ragioni di un convegno

L'ultimo convegno generale sulla danza tradizionale in Italia si è
tenuto
col patrocinio di Carpitella nel 1988 in un'edizione di Estadanza a
Penna S.
Andrea in Abruzzo: La danza tradizionale in Italia: bilancio delle
ricerche
e prospettive. Quasi tutti i ricercatori allora in funzione furono
interpellati, si incontrarono ed esposero i risultati delle proprie
indagini, riflessioni e ipotesi per gli anni seguenti. Da allora solo
parziali incontri di studio a carattere monotematico o areali Roma
incontro interlocutorio fra i pochi ricercatori; 1991 in Abruzzo
convegno
sulla didattica della danza popolare; 1995 i Friuli convegno sulla
furlana;
1997 in Sardegna convegno sul ballo sardo; 1997 ad Amatrice convegno
sul
saltarello.gif" hspace="2">.
Nei quasi due decenni trascorsi molte cose sono cambiate nella pratica
della
danza tradizionale in Italia e in Europa: un'altra generazione di
anziani
ballerini se n'è andata, una nuova generazione di ³praticanti² hanno
creato
nuovi modi e nuove ritualità coreutiche, innescando un consumismo
coreutico
translocale. Si avvertiva, dunque, da più parti la necessità di rifare
il
punto della situazione, dopo che in quest'ultimo decennio l'interesse
per il
ballo popolare è cresciuto in maniera esponenziale.
La scelta di ritrovarsi nel Salento, non è casuale. La Puglia è oggi su
questo tema una terra trainante ed è divenuta uno stimolante
laboratorio di
osservazione. Far incontrare gli addetti (ricercatori, antropologi,
operatori etnoculturali) per ridiscutere delle tante questioni vecchie
e
nuove riguardanti lo stato di conservazione, la tutela delle forme
tradizionali ancora in funzione, l'urgenza della documentazione, dello
studio e della messa a conoscenza dei repertori coreutici tradizionali
con
modalità nuove, la necessità delle nuove generazioni di recuperare i
"passi
perduti", di tornare con nuove ritualità sui luoghi della tradizione o
di
inventarsi scuole e nuove forme di aggregazione, la soluzione
spettacolare
dei gruppi di esibizione, ecc. diventa una preziosa opportunità di
bilancio
e di chiarezza. Parole come tradizione, tutela, recupero, localismo e
identità si sommano a neologismi come animazione, reinnesto, beni
immateriali, neo-pizzica, folkfestival, bombaal, ecc. Termini e
concetti si
inventano, si logorano, mutano semantica, vengono destrutturati in un
processo iperdinamico, si aprono continuamente scenari nuovi, fra
bisogno di
appartenenza culturale e flusso inarrestabile verso la globalizzazione.
Tante sono le questioni dibattute in questi anni in Italia: la scarsità
di
studiosi specialisti, l'assenza istituzionale dell'università nella
formazione di ricercatori, la sporadicità e superficialità di molte
ricerche
e la diffusa tuttologia informatica, i fenomeni di
micro-globalizzazione di
forme coreutiche di successo, l'assenza di rapporti stabili con le
altre
esperienze analoghe in Europa, la difficoltà delle comunità locali a
viversi
in pace le proprie espressioni coreutiche, l'invadenza di
etnocoreofili,
della spettacolarizzazione, dei media e del turismo etnico, l'assenza
di
fondi per l'editoria specializzata e di materiali di studio, la
lievitata
domanda di conoscenza e altre problematiche di grande interesse.
La scelta di confrontarsi con altri paesi che si affacciano sul
Mediterraneo
e che in passato hanno avuto notevoli scambi fra loro, è dettata dal
bisogno
di conoscere le situazioni limitrofe, di confrontare metodi di
rilevamento e
di analisi, di individuare analogie repertoriali e contestuali, di
creareIn occasione del X anniversario del Festival de "La Notte della
Taranta" e
della rassegna di Estadanza, l'Ass. Cult. "Taranta" di Firenze e
l'Istituto
"Diego Carpitella" di Melpignano (LE) con il patrocinio dell'Università
degli Studi di Lecce organizzano un:



CONVEGNO INTERNAZIONALE DI STUDI
SULLE DANZE TRADIZIONALI DELL'EUROPA MEDITERRANEA

Castrignano dei Greci (LE), Palazzo De Gualtieris
13 e 14 agosto 2007


* * *

PROGRAMMA


LA DANZA TRADIZIONALE COME PATRIMONIO E FRUIZIONE CULTURALE

La danza etnica oggi in Italia e nell'Europa mediterranea:
resistenze, contaminazioni, dislocazioni, vecchie e nuove funzioni.



Lunedì 13 agosto 2007
Giornata europea: Dallo stato degli studi etnocoreologici alla
conoscenza,
tutela e consumo del patrimonio etnocoreutico.

Mattina, h. 10:
Presidenza: Alkis Raftis
Saluto delle autorità e degli organizzatori de ³La notte della taranta²
Relatori: Giuseppe Michele Gala (Italia), Carles Mas (Catalogna), Josè
Alberto Sardinha (Portogallo), Eugenio Imbriani (Italia).

Pomeriggio, h. 16,30:
Presidenza: José Alberto Sardinha
Relatori: Alkis Raftis (Grecia), Castagna Ettore (Italia), Boschero
Gian
Piero (Occitania italiana), Marinella Marras (Sardegna - Italia), Paolo
Apolito (Italia).

Ore 18,30: Etnodanza in Video
Film documentari sulla danza tradizionale europea.


Martedì 14 agosto 2007
Giornata italiana: Terre fertili di corpi danzanti e terre di passi
perduti.

Mattina, h. 10:
Presidenza: Paolo Apolito
Relatori: D'Ajello Caracciolo Gabriele (Campania), Tamara Biagi
(Basilicata), Tiziana Miniati (Abruzzo), Davide Monaco (Puglia).

Dibattito

Pomeriggio, h. 16:
Tavola rotonda:
Ombre e luci del ballo popolare meridiano. Dal folklore alla riproposta
e al
folklorismo, dalla ricerca filologica al reinvenzione della tradizione.

Intervengono: Giuseppe Gala (moderatore), Gianni Amati, Mario Gennai,
Livio
Greco, Davide Monaco, Ada Metafune.

Dibattito pubblico.

Ore 18: Etnodanza in Video
Film documentari sulla danza tradizionale europea.
Ore 19,30: conclusioni

* * *


Le ragioni di un convegno

L'ultimo convegno generale sulla danza tradizionale in Italia si è
tenuto
col patrocinio di Carpitella nel 1988 in un'edizione di Estadanza a
Penna S.
Andrea in Abruzzo: La danza tradizionale in Italia: bilancio delle
ricerche
e prospettive. Quasi tutti i ricercatori allora in funzione furono
interpellati, si incontrarono ed esposero i risultati delle proprie
indagini, riflessioni e ipotesi per gli anni seguenti. Da allora solo
parziali incontri di studio a carattere monotematico o areali .
Nei quasi due decenni trascorsi molte cose sono cambiate nella pratica
della
danza tradizionale in Italia e in Europa: un'altra generazione di
anziani
ballerini se n'è andata, una nuova generazione di ³praticanti² hanno
creato
nuovi modi e nuove ritualità coreutiche, innescando un consumismo
coreutico
translocale. Si avvertiva, dunque, da più parti la necessità di rifare
il
punto della situazione, dopo che in quest'ultimo decennio l'interesse
per il
ballo popolare è cresciuto in maniera esponenziale.
La scelta di ritrovarsi nel Salento, non è casuale. La Puglia è oggi su
questo tema una terra trainante ed è divenuta uno stimolante
laboratorio di
osservazione. Far incontrare gli addetti (ricercatori, antropologi,
operatori etnoculturali) per ridiscutere delle tante questioni vecchie
e
nuove riguardanti lo stato di conservazione, la tutela delle forme
tradizionali ancora in funzione, l'urgenza della documentazione, dello
studio e della messa a conoscenza dei repertori coreutici tradizionali
con
modalità nuove, la necessità delle nuove generazioni di recuperare i
"passi
perduti", di tornare con nuove ritualità sui luoghi della tradizione o
di
inventarsi scuole e nuove forme di aggregazione, la soluzione
spettacolare
dei gruppi di esibizione, ecc. diventa una preziosa opportunità di
bilancio
e di chiarezza. Parole come tradizione, tutela, recupero, localismo e
identità si sommano a neologismi come animazione, reinnesto, beni
immateriali, neo-pizzica, folkfestival, bombaal, ecc. Termini e
concetti si
inventano, si logorano, mutano semantica, vengono destrutturati in un
processo iperdinamico, si aprono continuamente scenari nuovi, fra
bisogno di
appartenenza culturale e flusso inarrestabile verso la globalizzazione.
Tante sono le questioni dibattute in questi anni in Italia: la scarsità
di
studiosi specialisti, l'assenza istituzionale dell'università nella
formazione di ricercatori, la sporadicità e superficialità di molte
ricerche
e la diffusa tuttologia informatica, i fenomeni di
micro-globalizzazione di
forme coreutiche di successo, l'assenza di rapporti stabili con le
altre
esperienze analoghe in Europa, la difficoltà delle comunità locali a
viversi
in pace le proprie espressioni coreutiche, l'invadenza di
etnocoreofili,
della spettacolarizzazione, dei media e del turismo etnico, l'assenza
di
fondi per l'editoria specializzata e di materiali di studio, la
lievitata
domanda di conoscenza e altre problematiche di grande interesse.
La scelta di confrontarsi con altri paesi che si affacciano sul
Mediterraneo
e che in passato hanno avuto notevoli scambi fra loro, è dettata dal
bisogno
di conoscere le situazioni limitrofe, di confrontare metodi di
rilevamento e
di analisi, di individuare analogie repertoriali e contestuali, di
creare
sinergie ed eventuali progetti comuni per la tutela e la valorizzazione
dei
balli di tradizione, al fine di convergere con l'UNESCO sull'urgenza di
una
protezione, perché come beni immateriali le danze e i loro contesti
rischiano un'affrettata agonia, la negazione di una memoria storica,
un'invadenza consumistica e aggressiva dall'esterno e la difficoltà di
un
dinamismo sincretico cosciente e sedimentario.

* * *

È prevista la pubblicazione degli atti, con sintesi degli interventi
del
dibattito e un DVD allegato contenente documenti etnocoreutici, che
ogni
partecipante fornirà a propria scelta.

* * *


CONCERTO SERALE

Curzi (LE) - 13 agosto - h. 10

Cobla Minima (Gruppo di musica e danza catalana)
Es Revetlers (Gruppo di musica e danza di Majorca)
Phaleg - musica e danza della Calabria
Compagnia della scherma salentina
sinergie ed eventuali progetti comuni per la tutela e la valorizzazione
dei
balli di tradizione, al fine di convergere con l'UNESCO sull'urgenza di
una
protezione, perché come beni immateriali le danze e i loro contesti
rischiano un'affrettata agonia, la negazione di una memoria storica,
un'invadenza consumistica e aggressiva dall'esterno e la difficoltà di
un
dinamismo sincretico cosciente e sedimentario.

* * *

È prevista la pubblicazione degli atti, con sintesi degli interventi
del
dibattito e un DVD allegato contenente documenti etnocoreutici, che
ogni
partecipante fornirà a propria scelta.

* * *


CONCERTO SERALE

Curzi (LE) - 13 agosto - h. 10

Cobla Minima (Gruppo di musica e danza catalana)
Es Revetlers (Gruppo di musica e danza di Majorca)
Phaleg - musica e danza della Calabria
Compagnia della scherma salentina
incontro interlocutorio fra i pochi ricercatori; 1991 in Abruzzo
convegno
sulla didattica della danza popolare; 1995 i Friuli convegno sulla
furlana;
1997 in Sardegna convegno sul ballo sardo; 1997 ad Amatrice convegno
sul
saltarello.gif" hspace="2">.
Nei quasi due decenni trascorsi molte cose sono cambiate nella pratica
della
danza tradizionale in Italia e in Europa: un'altra generazione di
anziani
ballerini se n'è andata, una nuova generazione di ³praticanti² hanno
creato
nuovi modi e nuove ritualità coreutiche, innescando un consumismo
coreutico
translocale. Si avvertiva, dunque, da più parti la necessità di rifare
il
punto della situazione, dopo che in quest'ultimo decennio l'interesse
per il
ballo popolare è cresciuto in maniera esponenziale.
La scelta di ritrovarsi nel Salento, non è casuale. La Puglia è oggi su
questo tema una terra trainante ed è divenuta uno stimolante
laboratorio di
osservazione. Far incontrare gli addetti (ricercatori, antropologi,
operatori etnoculturali) per ridiscutere delle tante questioni vecchie
e
nuove riguardanti lo stato di conservazione, la tutela delle forme
tradizionali ancora in funzione, l'urgenza della documentazione, dello
studio e della messa a conoscenza dei repertori coreutici tradizionali
con
modalità nuove, la necessità delle nuove generazioni di recuperare i
"passi
perduti", di tornare con nuove ritualità sui luoghi della tradizione o
di
inventarsi scuole e nuove forme di aggregazione, la soluzione
spettacolare
dei gruppi di esibizione, ecc. diventa una preziosa opportunità di
bilancio
e di chiarezza. Parole come tradizione, tutela, recupero, localismo e
identità si sommano a neologismi come animazione, reinnesto, beni
immateriali, neo-pizzica, folkfestival, bombaal, ecc. Termini e
concetti si
inventano, si logorano, mutano semantica, vengono destrutturati in un
processo iperdinamico, si aprono continuamente scenari nuovi, fra
bisogno di
appartenenza culturale e flusso inarrestabile verso la globalizzazione.
Tante sono le questioni dibattute in questi anni in Italia: la scarsità
di
studiosi specialisti, l'assenza istituzionale dell'università nella
formazione di ricercatori, la sporadicità e superficialità di molte
ricerche
e la diffusa tuttologia informatica, i fenomeni di
micro-globalizzazione di
forme coreutiche di successo, l'assenza di rapporti stabili con le
altre
esperienze analoghe in Europa, la difficoltà delle comunità locali a
viversi
in pace le proprie espressioni coreutiche, l'invadenza di
etnocoreofili,
della spettacolarizzazione, dei media e del turismo etnico, l'assenza
di
fondi per l'editoria specializzata e di materiali di studio, la
lievitata
domanda di conoscenza e altre problematiche di grande interesse.
La scelta di confrontarsi con altri paesi che si affacciano sul
Mediterraneo
e che in passato hanno avuto notevoli scambi fra loro, è dettata dal
bisogno
di conoscere le situazioni limitrofe, di confrontare metodi di
rilevamento e
di analisi, di individuare analogie repertoriali e contestuali, di
creare
sinergie ed eventuali progetti comuni per la tutela e la valorizzazione
dei
balli di tradizione, al fine di convergere con l'UNESCO sull'urgenza di
una
protezione, perché come beni immateriali le danze e i loro contesti
rischiano un'affrettata agonia, la negazione di una memoria storica,
un'invadenza consumistica e aggressiva dall'esterno e la difficoltà di
un
dinamismo sincretico cosciente e sedimentario.

* * *

È prevista la pubblicazione degli atti, con sintesi degli interventi
del
dibattito e un DVD allegato contenente documenti etnocoreutici, che
ogni
partecipante fornirà a propria scelta.

* * *


CONCERTO SERALE

Curzi (LE) - 13 agosto - h. 10

Cobla Minima (Gruppo di musica e danza catalana)
Es Revetlers (Gruppo di musica e danza di Majorca)
Phaleg - musica e danza della Calabria
Compagnia della scherma salentina
concetti si inventano, si logorano, mutano semantica, vengono destrutturati in un
processo iperdinamico, si aprono continuamente scenari nuovi, fra
bisogno di appartenenza culturale e flusso inarrestabile verso la globalizzazione.
Tante sono le questioni dibattute in questi anni in Italia: la scarsità
di studiosi specialisti, l'assenza istituzionale dell'università nella
formazione di ricercatori, la sporadicità e superficialità di molte
ricerche e la diffusa tuttologia informatica, i fenomeni di
micro-globalizzazione di forme coreutiche di successo, l'assenza di rapporti stabili con le
altre esperienze analoghe in Europa, la difficoltà delle comunità locali a
viversi in pace le proprie espressioni coreutiche, l'invadenza di
etnocoreofili, della spettacolarizzazione, dei media e del turismo etnico, l'assenza
di fondi per l'editoria specializzata e di materiali di studio, la
lievitata domanda di conoscenza e altre problematiche di grande interesse.
La scelta di confrontarsi con altri paesi che si affacciano sul
Mediterraneo e che in passato hanno avuto notevoli scambi fra loro, è dettata dal
bisogno di conoscere le situazioni limitrofe, di confrontare metodi di
rilevamento e di analisi, di individuare analogie repertoriali e contestuali, di
creare sinergie ed eventuali progetti comuni per la tutela e la valorizzazione
dei balli di tradizione, al fine di convergere con l'UNESCO sull'urgenza di
una protezione, perché come beni immateriali le danze e i loro contesti
rischiano un'affrettata agonia, la negazione di una memoria storica,
un'invadenza consumistica e aggressiva dall'esterno e la difficoltà di
un dinamismo sincretico cosciente e sedimentario.

* * *

È prevista la pubblicazione degli atti, con sintesi degli interventi
del dibattito e un DVD allegato contenente documenti etnocoreutici, che
ogni partecipante fornirà a propria scelta.

* * *


CONCERTO SERALE

Curzi (LE) - 13 agosto - h. 10

Cobla Minima (Gruppo di musica e danza catalana)
Es Revetlers (Gruppo di musica e danza di Majorca)
Phaleg - musica e danza della Calabria
Compagnia della scherma salentina

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