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Torna all'elenco argomenti | Giovedi 23 Novembre 2017

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Da: Pier Filippo Melchiorre 
(Ascoli Piceno)
  Il rito del Sant'Antonio
[18-12-2012]  
cari amici, si avvicina la data del 17 gennaio in cui si ripete
il rito di Sant'Antonio, un pò in tutta Italia.
Ho avuto la possibilità di parteciapre ad alcune rappresentazioni
del rito (oltre a ricordare perfettamente quella che si svolgeva nelle mie parti)
e in alcuni casi ho notato che, come al solito, alcune di esse non sono più quelle tradizionali
legate alla benedizione degli animali, inizio del carnevale, ecc. ma assumono toni folkloristici di
bassa lega con sfilata di finti santi col saio, diavoli e diavolesse, salsicce, birra e chi più ne ha più ne metta.
Mi rivolgo a voi nella speranza che qualcuno voglia riportare su questo topic la rievocazione
tradizionale e non folkloristico/goliardica, che si svolge ancora nel territorio di appartenenza oppure raccontarci il ricordo di come tali rappresentazioni si svolgevano nel passato.
vi ringrazio.



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Pagina 1

[1]   
Da: Pino Pontuali 
  Re: Il rito del Sant'Antonio
[18-12-2012]  
Il mio ricordo relativo alla festa di S. Antonio a Bracciano (RM) si ferma alla fine degli anni '50.
Alla sera della vigilia si accendevano i falò di fascine e canne nelle piazza del paese e tutti si radunavano intorno a cantare canti in onore di S. Antonio poi, complice il vino che scorreva a fiumi accompagnato da poche salsicce e pancetta cotta sui fuochi stessi, si sfidavano i poeti a braccio fino a notte fonda mentre noi ragazzi correvamo continuamente saltando il fuoco dando prova di "coraggio". il giorno di S. Antonio si procedeva alla benedizione degli animali domestici e da lavoro e si andava alla messa.

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[2]   
Da: Nicola 
  Re: Il rito del Sant'Antonio
[19-12-2012]  
A Montemarano e dintorni il rito è vivo e vegeto.
In particolare a montemarano si chiama "o suliticchio" ovvero il solletico che viene fatto con una scopa di paglia portata dal carorabbalo ai passanti o alle persone che si visitano di casa in casa per ricevere un'offerta in denaro o in alimenti.
In pratica il 17 mattina di buon'ora ci si organizza a gruppi con uno o due carorabballi i "suoni" e qualche ballerino e si visitano tutte le abitazioni della propria contrada portando la tarantella di casa in casa. Poi di sera si girano i diversì falò che vengono accesi in ogni angolo del paese.

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[3]   
Da: Damiano Nicolella 
(Martina Franca TA)
  Re: Il rito del Sant'Antonio
[27-12-2012]  
Segnalo la celebrazione di Sant'Antonio Abate, ripresa da tre anni a questa parte a Ceglie Messapica (Brindisi). In largo Ognissanti, una bella piazza a due piani del centro storico di Ceglie circondata da abitazioni intonacate di bianco e coi tetti di tegole, tanto che ti sembra di stare in Basilicata, si accende il falò, si espone una statua del Santo e si balla a suon di organetto e tamburello, prevalentemente pizzica pizzica e quadriglia.
Un anno, mentre stavamo suonando, vidi una vecchietta curva su se stessa per il peso degli anni, la faccia un mare di rughe, che nonostante il freddo e gli acciacchi si mise a saltellare come 'na pazza: odore di tarantismo?

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[4]   
Da: giancarlo 
(molise)
  Re: Il rito del Sant'Antonio
[16-01-2013]  
Caro Pier... da noi "Lu Sant'Antun si fà" stasera (16 gennaio vigilia) ... si esce tra un'oretta.
Ci si ritira domattina.
Nessuna "rievocazione" (parola che riferita a tradizioni popolari mi fa inorridire) ma autentica, tradizionale e spontanea, formazione di gruppi musicali-canori che vanno a cantare davanti all'uscio di amici prescelti.
...Ora devo andare... prendo la ciaramella, la zampogna, il bufù,m l'organetto...ci sentiamo un altro giorno!




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[5]   
Da: alfonso 
( )
  Re: Il rito del Sant'Antonio
[16-01-2013]  
caro Giancarlo considerati abbracciato !
non c'è niente di più pietoso delle rievocazioni, cominciando dai presepi viventi fino alle questue forzate ad itinerai ed orari prestabiliti accompagnate da "presentatori-becchini" della tradizione

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