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Torna all'elenco argomenti | Martedi 18 Dicembre 2018

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Da: francesco 
(calabria)
  la vera tradizione popolare in calabria
[31-10-2010]  

amici miei, e non di questa bellissima rubrica...sonora!

dal momento che l'aria che si respira in queste pagine è aria di festa e di...piedi - la tarantella poggia su di loro - oltre che di mani per suonare in libertà, vi invito (non dimentico delle mie origini riggitane) a cliccare " sebastiano battaglia a cardeto ". a tiziano e a tutti voi che non conoscete ancora la vera tradizione della nostra tarantella calabrese, il suono dell'organetto e i più autentici detentori della gestualità in questione, è rivolto il mio invito. pensate che cardeto è un paesino sperduto nell'entroterra aspromontano, eppure questo signore porta in giro per la calabria, ed oltre, lo stile inconfondibile dei suonatori e ballerini di tarantella calabrese. si parla tanto di chitarre battenti, organetti ed altro ma poco si tratta della regina attorno alla quale girano gli strumenti popolari: la tarantella, appunto. sono disponibile a fornire notizie a chiunque, per quello che posso fare. sarei contentissimo di avere richieste da parte di gente del nord per dare loro un'idea del nostro coloratissimo e allegro mondo popolare. ricordo, per l'occasione, a tutti coloro che sanno suonare o ballare le nostre danze in questione di mettere a disposizione il loro sapere on-line per dare vita a dei corsi a distanza e mettere nelle condizioni di apprendere l'arte del ballo polare o dell'organetto ecc. le persone che non trovano maestri, nè corsi del genere. specialmente con la stagione invernale alle porte non attendono che il vostro contributo, cari maestri. e tu, caro alfonso, che ci ospiti nel tuo sito, fatti promotore della mia iniziativa senza la quale si parlerà tanto, tantissimo ma alla fine ognuno saprà solo quello che sa e mai quello che ama e desidera sapere e imparare. è bello dire la tua ma ancor più affascinante apprendere nozioni a te sconosciute. un abbraccio di fine ottobre a tutti.

francesco
cicciozen@gmail.com

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Pagina 1

[1]   
Da: Betsabea 
  Re: la vera tradizione popolare in calabria
[28-11-2010]  
Francesco conosciamo Sebastiano Battaglia e Cardeto e tanti altri.. non vorrei spegnere le tue belle idee ma prima di lanciarti in azioni che poco hanno a che fare con la divulgazione, la diffusione, la tutela, la valorizzazione ecc. del nostro bel patrimonio coreutico-musicale (te la dico con le parole che tutti amano mettersi in bocca), prova a chiedere direttamente a loro cosa ne pensano di internet e delle lezioni ON LINE di tarantella..

Meditaci ancora un po' su.. leggiti anche le discussioni in questo forum.. sono sicura che ti sorgerà il dubbio che non era propriamente l'idea che aspettavamo.. :)

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[2]   
Da: alfonso 
  Re: la vera tradizione popolare in calabria
[20-03-2011]  
Evviva Alessio:


"Di seguito la nota diffusa da Alessio Bressi:

Concordo con il Nucera sul sostegno da offrire a cori e bande, ma è grave che nel 2011 si proponga una legge di tutela e valorizzazione dei gruppi folcloristici. È grave anzitutto per motivi “culturali”. Provo a spiegare perché. È vero che in anni di forte disprezzo verso la cultura contadina, e di radicali cambiamenti delle forme di vita tradizionali, la nascita dei gruppi folcloristici ha consentito a molti “suonatori” calabresi di ricreare momenti conviviali legati al “suonare insieme”. Ma è altrettanto vero che questi gruppi hanno sempre espresso la forma più degradata e bassamente spettacolare della tradizione, mortificando di fatto la stessa immagine di chi ad essi prendeva parte solo per amore della propria cultura. L’attenzione che oggi la politica rivolge a questi fenomeni testimonia che quel disprezzo atavico per la tradizione è ancora vivo. Sostenendo i gruppi folcloristici, infatti, si continua a dimenticare e a far dimenticare cosa è stata in Calabria la musica di tradizione orale. L’opera di etnomusicologi del calibro di Alan Lomax e Diego Carpitella ha dimostrato, attraverso un immensa raccolta di materiale documentario, frutto di una ricerca scientifica sul campo, che la Calabria è la regione che possiede uno dei patrimoni etnomusicali più ricchi al mondo. Da questi studi si evince che il suono, il canto e il ballo tradizionali manifestavano in passato una forte valenza culturale e sociale. Era il modo attraverso cui i componenti di una comunità esprimevano i propri conflitti, le proprie ansie, i propri desideri, le proprie devozioni. Suono e ballo erano espressione di un linguaggio che garantiva la costruzione dello spazio comunitario e il consolidamento delle regole del vivere insieme. Inoltre i suoni e il ballo hanno consentito a molti emigrati calabresi di ricostruire altrove un senso di appartenenza al paese, che altrimenti sarebbe andato completamente perduto. Al contrario oggi la musica sembra aver completamente smarrito la sua funzione socializzante. Sicché con costumi, orpelli estetici e stilemi musicali vagamente ripresi da una tradizione sempre più “rappresentata” e sempre meno “vissuta”, i gruppi folcloristici si limitano a veicolare l’“immagine” di una calabresità “tarallucci e vino”. Essi non fanno altro che scopiazzare una falsa tradizione fatta soprattutto di valzerini, quadriglie e canzonette d’autore, il tutto condito da coreografie che adescano oramai soltanto la curiosità di qualche annoiato turista vacanziero, frequentatore estivo di sagre della patata.
La tradizione musicale calabrese è tutt’altro e per fortuna è in parte ancora viva. Lo è nel sentimento di giovani e anziani suonatori che non hanno bisogno di finanziamenti pubblici per tradurre in suono la cultura che hanno ricevuto in dono dalla loro comunità.
La speranza è che la commissione esaminatrice, il prossimo 23 marzo, prima di approvare tale legge, si passi una mano sulla coscienza. Si sappia almeno che sostenere i gruppi folcloristici con fondi pubblici non significa valorizzare la tradizione, ma alimentare ciò che Pasolini aveva definito, con lungimiranza, il genocidio della cultura contadina. ALessio Bressi."




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[3]   
Da: Pino Pontuali 
  Re: la vera tradizione popolare in calabria
[20-03-2011]  
Grande Alessio!
Tutto si riallaccia alle perplessità espresse nell'argomento "eventi tragici": è stato nominato dalle istituzioni il "padre del folklore".

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[4]   
Da: Damiano Nicolella 
(Martina Franca TA)
  Re: la vera tradizione popolare in calabria
[21-03-2011]  
Conosco Sebastiano Battaglia e i suoi amici, essendo venuto con gli zampognari di Cardeto al carnevale di Putignano quest'anno, e mi sono fatto più di un giro di riggitana con lui (nei limiti della mia ignoranza), e penso che loro siano autentica tradizione calabrese. Ma, abituato allo schifo che c'è qui in Puglia, non mi aspettavo che pure la Calabria fosse così sputtanata. Mah.

Damy

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[5]   
Da: Betsabea 
  Re: la vera tradizione popolare in calabria
[14-04-2011]  
E già Damiano.. e si va sempre peggio.. comunque a Putignano hai ballato con Sergio di Giorgio o Mimmo Morello! tanto nomini nullum par elogium ugualiiiiiiiiiiiiiiiiiii :D

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