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Torna all'elenco argomenti | Martedi 17 Settembre 2019

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Da: walter 
(napoli)
  clarini ad ancia semplice
[05-03-2009]  
Salve a tutti, costruisco ance semplici per fare clarini, tipo launeddas per intenderci. Osservando strumenti ad ancia, come le launeddas ma anche diversi tipi di zampogna, mi sono accorto che dopo l'ultimo foro digitabile (quello più in basso intendo) e dopo il successivo foro d'intonazione, la canna dello strumento continua ancora per una lunghezza pari più o meno alla metà della lunghezza dell'intera canna. Non riesco a spiegarmi il perchè, avendo anche osservato che nei clarini ad ancia semplice (intendo sempre quelli tipo launeddas) l'emissione di una determinata nota dipende dal primo foro (più in alto) scoperto essendo ininfluente la contemporanea digitazione dei successivi fori, al contrario di quanto accade nei flauti, e quindi non capisco perchè la canna debba continuare al di là dell'ultimo foro di intonazione (sempre quello più in basso intendo). Mi rendo conto di non essermi spiegato nel migliore dei modi ma spero che almeno chi costruisce clarini e simili abbia afferrato il senso della mia domanda e possa rispondermi. All'eroe che potesse rispondermi porrei anche un'altra domanda: perchè nelle zampogne a chiave l'ultimo foro digitabile (quello più in basso) si trova così distante dal penultimo, a differenza degli altri fori che sono tutti più o meno vicini ?
Grazie in anticipo a chi potesse rispondermi .... ed anche a chi si è letto lo sproloquio.

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[1]   
Da: Michele 
(Palermo)
  Re: clarini ad ancia semplice
[06-03-2009]  
Credo di aver capito cosa vuoi dire ma potresti inviare una foto?
Per quanto riguarda la distanza del primo foro (io lo chiamo primo perchè è il primo che si fa, quello più in basso) è vero, capita anche a me di farlo molto distante... aspettiamo la risposta di chi sappiamo...( )
Circa l'influenza nell'intonazione di un foro rispetto a quelli precedenti... possibile che fai fori troppo larghi? è un'idea, anche qui aspettiamo sentenza...
Credo che con dei fori piccoli dovrebbe aumentare l'importanza di un foro rispetto ai precedenti, così da consentire, anche, di prendere note alterate. In effetti con la ciaramella si ci riesce... e anche se la ciaramella ha ancia doppia il principio dovrebbe essere lo stesso, con la differenza che la ciaramella viene intonata, nei fori, anche cambiando il diametro interno del fuso, per cui spesso ha dei fori non troppo grossi. In effetti un foro grosso dissipa più di un foro piccolo la portata in termini di aria, lasciandone poca all'interno del fuso ad uso degli altri fori...
Un'esperimento: prova a clonare un clarinetto, usando la stessa ancia per entrambi e rifacendo su una canna identica i fori più spostati in avanti (di poco), poi fai un paragone. Io attualmente non ho a casa canne della lunghezza giusta, e manco il tempo di andarle a prendere...altrimenti facevo la prova...

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[2]   
Da: walter 
(napoli)
  Re: clarini ad ancia semplice
[06-03-2009]  
ciao michele, ti ringrazio per la risposta ma ho il dubbio che le ance doppie si comportino differentemente da quelle semplici. Non so se hai mai provato a suonare un clarino ma se lo facessi, rimarresti sorpreso dal fatto che l'unico "foro utille" è quello scoperto (non digitato) che sta più in alto. E' probabile che facendo fori più larghi oppure aumentando la cameratura dello strumento, insomma prendendo canne più larghe, vi sia qualche influenza dei fori coperti sul cosidetto "foro utile" ma, quello che mi premeva sapere di più è il perchè, o meglio che influenza ha sullo strumento il resto della canna a partire dal foro più basso (quello di intonazione) fino alla fine della canna stessa. Posto una foto di 2 strumenti ad ancia che presentano questa caratteristica evidenziando in rosso la parte della canna di cui non mi spiego l'utilità e insieme, posto anche l'immagine di una qualsiasi ciaramella e di un flauto dolce tanto per far capire che in questi strumenti "quella parte di canna di cui non mi spiego l'ultilità" è assente e lo strumento termina col foro di intonazione e subito dopo una campana nella ciaramella e nel flauto dolce col " foro di intonazione" che altro non è che lo sbocco finale del flauto ..... il culo del flauto se così vogliamo dire, non so il termine tecnico. Io mi aspetterei di trovare una canna che si prolunga dopo il foro di intonazione più nei flauti o nelle ciaramelle, in cui come dici tu si possono ottenere note alterate con posizioni a forchetta ma , scusami se mi ripeto, io mi chiedo : visto che in uno strumento come le launeddas (o in un qualsiasi clarino) l'unico foro utile è il foro scoperto più in alto, ammettendo che con le dita si coprano tutti i fori digitabili, tranne ovvviamente il primo foro di intonazione (quello più in basso, come correttamente dicevi tu) , a che serve tutto il resto della canna ??
Spero di essere stato più chiaro questa volte, comunque grazie e a presto.






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[3]   
Da: Michele 
(Palermo)
  Re: clarini ad ancia semplice
[07-03-2009]  
Credo abbia una funzione timbrica, anche nei friscaletti siciliani, alcuni modelli, sono costruiti su una canna molto lunga anche se la "parte utile" come tu la chiami, sta tutta in alto... faccio delle prove..

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[4]   
Da: walter 
(napoli)
  Re: clarini ad ancia semplice
[07-03-2009]  
ok , aspetto le tue prove, io ho finito le canne e proprio in questi giorni vado a prenderne altre.

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[5]   
Da: walter 
(napoli)
  Re: clarini ad ancia semplice
[07-03-2009]  
.... intanto, c'è qualcuno qui in giro che costruisce clarini ad ancia semplice o che semplicemente ne sa qualcosa oppure ha delle foto ?! Sarebbe bello approfondire l'argomento !!!!

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