| Forum: clicca qui per aprire un nuovo argomento |
|
|
Il colascione o calascione
[11-02-2009]
Recentemente ne sono stati fatti piccoli accenni, anche da me, nel topic "basso acustico".
Mi sto incuriosendo a questo strumento, per ora solo in via di conoscenza teorica.
Chi sa ne parli il più possibile che io ne so ancora molto poco e credo però che le informazioni possano essere utili, anche perchè ritengo che debba essere usato di più nella musica di riproposta.
|
Risposta |
|
[46] |
|
|
Re: Il colascione o calascione
[21-06-2009]
ti ringrazio Gianfranco per i tuoi puntuali e competenti consigli.
avevo pensato che il procedimento fosse quello da te descrittto
(in sostanza è un nodo bolina semplice).
ma il problema è che l'estremità libera del legaccio (quella che si tira che passa dentro al nodo)
come si ferma?
nel senso che se rimane libera e nons errata può scorrere dentro al nodo a meno che non si infila
sotto il legaccio (nella parte anteriore del manico) e si blocca con la pressione.
é questo il sistema?
ciao
Pier Filippo
p.s. non ti preoccupare per le informazioni di Cecconi.
non ho fretta
|
Risposta |
|
[47] |
|
|
Re: Il colascione o calascione
[22-06-2009]
penso che possa andare anche come dici.
comunque considera che il budello non ha le fattezze liscissime del nylon. tende ad incastrarsi bene nel nodo, e molto poroso.
un'ultima cosa. gli estremi del legaccio alla fine devono essere bruciati con la fiamma (con un accendino) in modo che formino una sorta di pallino nelle strette vicinanze del nodo
g
|
Risposta |
|
[48] |
|
|
Re: Il colascione o calascione
[06-04-2010]
un modo abbastanza usuale di tenere lo strumento, immortalato in una classico scenario partenopeo..

|
Risposta |
|
[49] |
|
|
Re: Il colascione o calascione
[29-05-2010]
Con un po' di ritardo purtroppo ho trovato questa pagina. Notizie su questo strumento in Abruzzo si possono trovare sul volume : "Suoni che tornano- Calascione, tamburello ed altri strumenti della tradizione musicale a Caramanico e sulla Majella" Edizioni Taranta 2006, volume a cui ho collaborato.
A proposito vorrei dire qualcosa a cui mi ha fatto pensare una osservazione dell'amico Pierfilippo sull'ambiguità del nome Calascione nelle nostre zone...
Esaminando la tradizione delle nostre zone ci si rende conto della grande varietà di strumenti racchiusa nel nome Calascione. Tuttavia non ci si deve far ingannare da questa apparente ambiguità. Nella tradizione Abruzzese (S.Valentino e Caramanico in particolare, ma anche Pratola Peligna)) l'identità dello strumento e nettamente delineata ed è sempre riconducibile a quella classica. Le notizie riportate dagli informatori fanno chiaramente riferimento a tre tipi di strumenti: Calàsce, Calascìne e Calasciòne, corto, medio e lungo. Una possibile confusione può nasce solo se ci si ferma ai nomi.
Mi spiego...
A S.Vittorino di Caramanico (PE) erano presenti solo il corto e il medio, il corto veniva chiamato Calascìne e il medio Calasciòne (o Colascòne) del terzo che evidentemente indicava quello lungo rimane solo il ricordo e il nome Calàsce.
A S.Valentino (PE) in una frazione confinante con Caramanico con il termine Calasciùne si indicava quello medio e non si ha notizia di altri tipi. Nel paese invece, nella tradizione degli artigiani, era presente solo quello lungo munito di tastiera fissa e facente funzione di basso nella formazione mandolino-violino-calascionee veniva indicato col termine Calasciùne.
come si vede i nomi sono fuorvianti, ma gli strumenti sono ben delineati.
Il fatto poi che spesso col termine Calascione si indicassero anche tutta un'altra serie di cordofoni minori di varia natura che nulla hanno a che fare con il Calascione vero e proprio, secondo me non incide sulla caratterizzazione dello strumento.
Del resto in paesi in cui questo strumento non era conosciuto per indicare quella stessa serie di cordofoni minori si usava il termine chitarra o chitarra pazza.
|
Risposta |
|
|