www.alfonsotoscano.it la musica degli ignoranti
 

Calendario   |   Corsi, seminari e stage   |   Libri, cd, demo   |   archivio audiovideo   |   la chitarra battente   |   mostra   |   annunci   |   la chiazza    |   proposte artistiche     artigiani & hobbisti    |   i portatori della tradizione    |    eventi trascorsi   |   le feste da non perdere   |   articoli   |   Cilento   | nonSoloMusica   |   home   |   la battente vista da..

 

in questa piazza puoi dire quello che vuoi senza bisogno di registrazione/iscrizione, qui ci si incontra per fare quattro chiacchiere oppure per spaccare il pelo in quattro, come preferisci...

resta inteso che se ti metti a rompere le scatole i tuoi interventi verranno cancellati senza pietà, e questo vale in particolar modo per coloro che scelgono di rimanere anonimi pur usando uno pseudonimo    

 
Torna all'elenco argomenti | Venerdi 17 Agosto 2018

Forum: clicca qui per aprire un nuovo argomento   
Da: Pino Pontuali  
( )
  Identià e pluralismo. Un'utopia ?
[03-03-2008]  
Veramente mi sono emozionato nel leggere il vivace scambio di post su "SanRemo".
La nostra cultura ci sta molto a cuore. L'animosità con cui abbiamo affrontato l'argomento ci ha fatto passare in secondo piano quanto il contenuto del documento dell?UNESCO risulti di ardua attuazione.
La zampogna, per la sua complessità d'uso e per una evoluzione sociale che ha cambiato radicalmente il trascorrere del tempo, è sempre meno usata e con essa si stanno perdendo meravigliose sonorità arcaiche; l'avvento di nuovi strumenti musicali ha però arricchito una cultura, di cui lo strumento pastorale era depositario ed ambasciatore, con nuovi concetti sonori.
E' giusto allora scorporare i repertori? Non significa forse questo mummificare la cultura, invece di lasciarla naturalmente evolvere ?
In passato d'inverno le donne, che a mani nude lavavano i panni al lavatoio pubblico, cantavano delle canzoni e noi, che quel "lavoro" non abbiamo mai fatto, lo vediamo come una cosa romanticamente da salvaguardare. Proviamo a chiedere a quelle donne, oggi anziane, se rinuncerebbero all'uso della lavatrice pur di continuare a cantare come prima.
Ecco che noi oggi, giustamente, salviamo i lavatoi ma non possiamo salvaguardare la lavandaie.

Come comportarci ? Che meccanismo mettere in atto ?
In un mondo dominato da egoismi di ogni genere si proclamano concetti su cui dovrebbe fodarsi una società che non esiste: pluralismo, rispetto delle diversità e della identità in un mondo dove chi non è filoamericano è filorusso,chi non è mussulmano è un infedele da eliminare, chi non è cattolico non merita dialogo, chi è nero non può fare questo, chi è donna non può accedere a quest'altro, chi è povero non ha diritto alla vita, chi è di destra è un cretino, chi è di sinistra non capisce niente, chi è di centro non può parlare, chi è del sud non è bene accetto al nord, chi è del nord è antipatico a quelli del sud, chi vive in campagna è un somaro, chi suona una cosa vale più di chi ne suona un'altra, ecc., ecc., ecc..

Come attuare i principi di rispetto dell'identità, della diversità e del pluralismo ?
Onestamente, siamo pronti a tutto questo oppure è un'utopia ?

Pino


Risposta Condividi



Pagina 1

[1]   
Da: Gioia 
(dal mare)
  Re: Identià e pluralismo. Un'utopia ?
[03-03-2008]  
Caro Pino, hai tirato fuori un tema da niente. Riflettevo sul lento cammino dell'umanita'. Esisteva la schiavitu', esistevano tante malattie che facevano morire. Di cammino se n'e' fatto tanto e in meglio. Guai a chi mi tocca la lavatrice nonostante i miei maldestri tentativi ecologici!
Quindi amo pensare che le utopie fanno andare avanti il mondo. Il cammino degli uomini e' ad onde. Forse ,ora. siamo in fase di riflusso ma......andiamo avanti. I principi di rispetto dell'identita', delle diversita' e del pluralismo vanno avanti....fino a che ci saranno persone che li ritengono validi.
Guai a sentirsi pronti. Camminiamo, camminiamo, camminiamo.....
Gioia

Risposta Condividi


[2]   
Da: Michele 
('mPalemmo)
  Re: Identià e pluralismo. Un'utopia ?
[05-03-2008]  
La tradizione al tempo in cui è nata era una novità
Si pensi alle influenze arabe nelle arti nostrane, 250 anni di dominazione.
Ora si pensi allo sbarco degli "alleati", al jazz...
Penso che un'evoluzione sia corretta se espressione di continuità col passato.
Penso che il rumore della lavatrice non sia pari ai canti delle lavandaie e quello di un camion al canto del carrettere...
La tecnologia è utile quando insegna a vivere meglio, quando è invisibile.
Abbiamo sostituito mali antichi (molte malattie ad esempio) con mali moderni, la tensione svuotante delle vite di disoccupati, di disperati che rubano e finiscono in carcere, di gente che protesta perchè non vuole vivere in zone radioattive o piene di immondizia...
Potremmo fare a meno di questi mali grazie alla tecnologia integrata alla natura: Agricoltura biologica, fonti alternative di energia e di trasporto; il bello è che queste cose se fatte bene, in gran parte sono anche più economiche delle tecnologie correnti (si pensi all'agricoltura integrata che riduce l'apporto di fitofarmaci nel sistema, o all'uso di etanolo come combustibile)...
E qui viene il bello!
L'agricoltura biologica moderna non è una sorta di "revival" di ciò che l'antica azienda agricola a conduzione familiare faceva fino a meno di 100 anni fa?
L'etanolo in forma di vino non veniva somministrato ai braccianti dal conduttore (spesso mezzadro) come una sorta di "integratore alimentare energetico" ai braccianti che dall'alba al tramonto lavoravano nei campi?
Neanche si ubriacavano, nonostante le dosi, bruciavano tutto subito!
Le colpe, inutile parlarne, si sa, ah! il denaro!
Forse se riuscissimo a cambiare stile di vita, ad abbassare questa tensione nervosa, a vivere più a stretto contatto con la natura, come tutti gli animali, così come ci siamo evoluti, forse, la lavandaia e il camionista riscoprirebbero la gioia di comunicare, esternare, con un canto anche davanti alla lavatrice o sopra un camion.
Forse così la tecnologià ci guarirebbe davvero.
La contaminazione non è un male ma potremmo farne a meno.
La contaminazione non è un male, l'egoismo è un male.

Si ti lusinghi di l'acqua salata,
chiossai ni bivi cchiu' mori assitata.


Risposta Condividi


[3]   
Da: Betsabea 
  Re: Identià e pluralismo. Un'utopia ?
[05-03-2008]  
caro Pino quanto hai ragione... come diceva un mio amico: stiamo cercando di convincere quelli che hanno scambiato le "vozze" di coccio con le bagnarole di plastica a tornare indietro... : )

Ormai siamo tornati a quel particolarismo romantico che secoli fa con la scusa di preservare le tradizioni locali mantenevano i paesi in una situazione di arretratezza, rinforzava le forme di vita patriarcali e negavano ogni tipo di sviluppo e modernizzazione.. solo che adesso non lo si fa più per fini politici ma semmai economici... ma sempre ora come allora ci si affida alla casta intellettuale che s’inventa una superiorità culturale dalla quale teorizzare (e vaneggiare) su come bisogna essere e come non essere... che idealizza un mondo (anche rurale) che non solo non c'è più ma non ci pensa proprio a tornare ad essere "genuino"!..




Risposta Condividi


[4]   
Da: Michele 
('mPalemmo)
  Re: Identià e pluralismo. Un'utopia ?
[06-03-2008]  
Perdonate:
"Ormai siamo tornati a quel particolarismo romantico che secoli fa con la scusa di preservare le tradizioni locali mantenevano i paesi in una situazione di arretratezza, rinforzava le forme di vita patriarcali e negavano ogni tipo di sviluppo e modernizzazione.. solo che adesso non lo si fa più per fini politici ma semmai economici... ma sempre ora come allora ci si affida alla casta intellettuale che s’inventa una superiorità culturale dalla quale teorizzare (e vaneggiare) su come bisogna essere e come non essere... che idealizza un mondo (anche rurale) che non solo non c'è più ma non ci pensa proprio a tornare ad essere "genuino"!..".

E' vero che il popolo è innocente e vittima, se in città un'automobile ha le prestazioni di un mulo ma distrugge un pianeta e continua ad essere usata un motivo ci sarà, e non vedo come una persona possa ribellarsi, un'uomo qualsiasi con uno stipendio qualsiasi...
La questione non è tornare ad un mondo rurale genuino, è non spezzare col passato, migliorare lo stile di vita per cui l'uomo è votato per natura...la "casta intellettuale" è controllata dal denaro, se così non fosse le cose starebbero come dico io, ne è un'esempio quello sull'agricoltura biologica che ho accennato, ma gli esempi sarebbero infiniti...
Certo, il sogno romantico di un mondo perso è suggestivo, ma volendo essere pratici anche la bagnarola di plastica va bene, quello antico era un mondo ecologico, il nostro non lo è per scelta non nostra; ricordo che la plastica in quanto duratura e riciclabile è uno dei materiali più ecologici che esista fra le invenzioni umane...non la sappiamo usare perchè a qualcuno non conviene insegnarcelo.
Da parte mia non disdegno la motosega per tagliare la legna e non nego di suonare con un tastierista anche se in mano ho il mandolino... anche se preferisco suonare la musica della Sicilia, mi ci identifico di più.
E' solo un parere personale...

Risposta Condividi


[5]   
Da: Betsabea 
  Re: Identià e pluralismo. Un'utopia ?
[06-03-2008]  
Si mIchele.. è esattamente quello che ho detto... : )


Risposta Condividi


[6]   
Da: Maruko / Kira 
(Non saprei da dove iniziare...)
  Re: Identià e pluralismo. Un'utopia ?
[06-03-2008]  
Si mIchele.. è esattamente quello che ho detto... : )

Le virgole e i puntievirgola del mio compare sono una romantica aggiunta!








Risposta Condividi


[7]   
Da: Betsabea 
  Re: Identià e pluralismo. Un'utopia ?
[08-03-2008]  
Maruko! ti sei ammogliato?

Risposta Condividi