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Torna all'elenco argomenti | Giovedi 24 Maggio 2018

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Da: Alfonso 
  interpretazione iconografica
[11-10-2007]  
sono curiso per natura,
e come sanno i miei amici ogni tanto mi offro un "ritiro spirituale" in quel di Arezzo in occasione della mensile Fiera Antiquaria, quale occasione migliore per curiosare ?!
una full-immèrscion di due giorni dove chiunque abbia anche un solo occhio viene bombardato da una esplosione di stimoli, oggetti incredibili di tutte le epoche e di tutte le fogge (e per tutte le tasche), colori, odori, rumori, arte brutta e bella, antiquariato, strumenti, utensili, attrezzi, dal confessionale alla affettatrice orizzontale, dalla marmotta-impagliata-portaombrelli alla tammorra di fine '800, dalle canne da pesca di antiquariato ai torni a mano per orologiai, una mostra di tutto quanto la mante umana possa pensare, ideare, usare, realizzare, creare e dimenticare

fra le migliaia di cose interessanti mi ha incuriosito ed ho fotografato questo dipinto, di cui purtroppo il venditore (contrariamente a quanto avviene di solito) non mi ha saputo dire altro che il prezzo, la scena è troppo singolare e immagino che abbia un significato, spero che qualcuno possa aiutarmi a soddisfare questa innocente curiosità






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[31]   
Da: RonnaPaulina 
(Emilia/Irpinia)
  Re: interpretazione iconografica
[25-05-2008]  
La Bionda Signora Biancovestita.

Il linguaggio pittorico e quello onirico rappresentano preferibilmente bionde le persone eteree, spirituali, per aggiungere al personaggio una connotazione solare, celeste; e rappresentano le persone biancovestite preferibilmente per rendere l’idea di purezza, consacrazione, meditazione, pace, protezione, superamento delle paure e dei problemi, pulizia emotiva, forza spirituale, serenità. La Signora Bionda Biancovestita guarda lontano e suona uno strumento a fiato dove la vibrazione della colonna d’aria è impressa dalle labbra; non so esattamente quale strumento sia, vedo che adopera una sola mano, è forse una tromba naturale - senza congegni per alterarne l'altezza; quindi non tromba cromatica - con congegni aggiunti (per esempio delle valvole). Non percepisco se sia di bronzo o argento; penso che non abbia un bocchino separabile, ma che le labbra vadano direttamente sulla parte terminale sottile, ma forse voi vedete meglio. Concordo con Tiziano: sta per avvicinarsi una tempesta e l’eterea Signora richiama i suoi cari.

Ora invece immagino.

L’eterea Signora Bionda Biancovestita è la discendente di molte generazioni di musicisti che hanno usato dei corni per dare l'allarme. Suo padre suonava la cornetta agli angoli delle strade e nelle bande in chiesa ed è stato il suo unico insegnante. In una di quelle chiese i bambini cantavano e, appena spuntato qualche dentino, si metteva loro in mano un qualche strumento ad ottone. L’eterea Signora Bionda Biancovestita ha percepito il suo suonare la tromba come un dono divino. I biondi capelli legati, il bianco vestito, la postura dignitosa mi suggeriscono che la sua è stata una scelta di vita - una chiamata, un dono specifico.

Più tardi, ha anche studiato la storia del suo strumento. Appassionata di miti e di folklore, ha appreso che in molte culture le trombe hanno avuto delle funzioni importanti, simboliche o pratiche, così come musicali. Una tromba è uno strumento vigoroso, uno strumento per i segnali. La tromba ha chiamato le persone a raccolta, ha portato un messaggio o un ordine a persone, spesso a grande distanza fra loro. La tromba è stata usata per comunicare: gli allevatori europei hanno usato i corni delle Alpi per chiamarsi attraverso le montagne. Dalle legioni Romane alla Cavalleria degli Stati Uniti le trombe sono state una parte essenziale della vita militare. Molte culture hanno usato le loro trombe di conchiglia per mettersi in contatto col Divino.

Ma la lettura che maggiormente scavò nel suo cuore fu il libro dei Numeri (che narra le esperienze di Mosè e del popolo d’Israele) : "Fatti due trombe d'argento; le farai lavorate a martello e ti serviranno per convocare la comunità. Al suono di una tromba sola, i principi, i capi e le comunità d'Israele, converranno presso di te. Quando suonerete uno squillo di acclamazione, gli accampamenti si metteranno in cammino. I sacerdoti figli di Aronne suoneranno le trombe; sarà una legge perenne per voi e per i vostri discendenti. Quando andrete in guerra contro il nemico che vi attaccherà, suonerete le trombe e sarete liberati dai vostri nemici. Così anche nei vostri giorni di gioia, nelle vostre solennità e al principio dei vostri mesi e quando offrirete sacrifici"

La prima tromba dell’eterea Signora Bionda era di ottone crudo, perciò diventò verde... Ella pensò di laccarla con una vernice dorata, ma la laccatura si consumò velocemente. Quindi coprì l'ottone con l'argento, e poi dorò lo strumento, perchè l’oro non aderisce all'ottone, perciò devi prima argentarlo e poi dorarlo; pensò che scaldasse il suono penetrante.
Ogni giorno strofinava la sua tromba con un panno; la teneva meticolosamente pulita. Aveva anche degli spazzolini, che passava attraverso lo strumento ogni tanto e anche delle palline da soffiare attraverso lo strumento per pulirne l'interno. Se le sue labbra non erano umide abbastanza, le spalmava con una crema.

Quando si sposò, portò con sè il suo strumento. Sapeva di avere, con esso, la capacità di chiamare, celebrare, spaventare, calmare e mettere in guardia gli altri.
Quel giorno, come dice Tiziano, suo marito e i suoi due figli erano usciti a caccia. Si avvicinava una tremenda tempesta; già il vento faceva ondeggiare gli alberi. Appassionata come detto di miti e folklore, la nostra Donna si ricordò che tentativi di controllo magico della pioggia e del vento si riscontravano in Bretagna e Britannia; le donne sapienti dallo Shetland all’isola di Man “producevano” oppure “legavano” il vento e il temporale con tre nodi e i marinai compravano fazzoletti e spaghi annodati dalle Signore che pretendevano di saper governare le tempeste.
Così quando la nostra Bionda Signora del dipinto di Alfonso uscì per richiamare i suoi cari con la sua tromba,... come d’incanto... il vento si placò, le nubi si squarciarono, riapparve nel cielo un tiepido sole. La Donna Dipinta era stata capace di comandare ai venti e di placare la tempesta!
(Ma questo, si sa, può succedere nei dipinti, nei sogni, nelle fiabe, nel folklore...)


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[32]   
Da: RonnaPaulina 
(Emilia/Irpinia)
  Re: interpretazione iconografica
[25-05-2008]  
Non è breve, ma la storia che ho postato può andar bene anche per la raccolta di Zammarelli, no?
Se vuole, può aggiungerla.

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[33]   
Da: alfonso 
(grande lucania)
  Re: interpretazione iconografica
[25-05-2008]  
straordinaria Ronna Palulina.. !! hai ragione, forse calza di più nel topic zammarellesco..

sono io che non mi sono spiegato bene e che non so se, in questo caso, riuscirò a farlo, la mia curiosità non era concentrata tanto sull'interpretazione della scena del dipinto quanto sul procedimento mentale a cui si era assoggettato l'autore per decidere di riprodurre una scena del genere, insomma mi incuriosiva il processo ispirativo..

comunque la scena mi sembra rappresentare la donna alla quale è stato affidato il ruolo di vivandiera (forse perchè di estrazione sociale diversa !?! ) che chiama a raccolta i braccianti per l'ora di pranzo, è non è un grosso covone quello che si vede sullo sfondo ? e quelle macchioline sono o non sono braccianti..? e ancora: in quale epoca e luogo collochereste la scena ?






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[34]   
Da: Tiziano 
(roma)
  Re: interpretazione iconografica
[25-05-2008]  
come potrebbe chiamare i contadini sullo sfondo a magna'," la pappa l'è cotta la pappa l'è cotta la pappa l'è cotta venite a magna"

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[35]   
Da: RonnaPaulina e Irpino 
(Emilia/Irpinia)
  Re: interpretazione iconografica
[25-05-2008]  
oppure potrebbe essere una vivandiera che richiama a raccolta i braccianti all'ora di pranzo:
"a zuppa s'è cotta, a zuppa s'è cotta, andiamo a magnàààààà!!!"
Ahahahah, ...


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[36]   
Da: alfonso 
(grande lucania)
  Re: interpretazione iconografica
[25-05-2008]  
è appunto quello che ho detto

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[37]   
Da: RonnaPaulina e Irpino 
(Emilia/Irpinia)
  Re: interpretazione iconografica
[25-05-2008]  
Ah ... e allora abbiamo detto tutti e tre la stessa cosa! (che mattacchioni)

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[38]   
Da: alfonso 
(grande lucania)
  Re: interpretazione iconografica
[26-05-2008]  
mattacchioni e perditempo.. , però nessuno (nemmeno io) ha risposto alla mia curiosità sul processo ispirativo, vabbè..


passiamo appresso, e che ne dite di questo ? secondo voi cosa rapprenta la scena ? per facilitarvi la visione potete scaricare qui una versione di dimensione doppia www.alfonsotoscano.it/scena3.jpg










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[39]   
Da: Alfonso 
(grande lucania)
  Re: interpretazione iconografica
[09-06-2008]  
a proposito di interpretazione, dipinti e.. restauri, faccio un cosa che non è mia abitudine ma in questo caso non posso farne a meno, pervenutami da un'amica vi copincollo una fattura del 1823 per un lavoro di restauro






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[40]   
Da: RonnaPaulina 
(Emilia/Campania)
  Re: interpretazione iconografica
[09-06-2008]  
Tu quoque!!!

(è uno dei più esilaranti "falsi d'arte" mai visti!!! hai notato, anche l'importo finale?...)

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