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Torna all'elenco argomenti | Domenica 20 Ottobre 2019

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Da: Edoardo Morello 
(Fiumicino)
  il sisco
[08-10-2007]  
Ciao a tutti.
Vorrei costruirmi un flauto "sisco" per la tammurriata Giuglianese. Non riesco però a trovare nessuna immagine dettagliata di tale strumento che, dalla descrizione, dovrebbe essere di facile realizzazione - Ovviamente non mi riferisco al doppio flauto di origine romana, ma a quello usato a tutt'oggi: becco di flauto dolce con innestata una canna per la parte armonica.
Qualcuno mi può aiutare? mi basterebbe una immagine discreta, ma se c'è anche una breve descrizione delle fasi di lavorazione è bene accetta -
In sostanza comunque mi interessa sapere soprattutto quanti fori normalmente vengono praticati alla canna e un pochino di misure.

Grazie sin d'ora per la collaborazione

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Pagina 1

[1]   
Da: Giancarlo Petti 
(Montefalcone)
  Re: il sisco
[08-10-2007]  
Ciao Edoardo!

Pare che il Sisco originariamente avesse un solo foro (la terza della nota base.)
Con quelli successivi a 3, 4 o più fori, le melodie melodie possibili erano chiaramente più articolate.
Il Sisco doppio Montefalconese, (flauto doppio o bicanna) era formato da 2 canne che potevano avere una sola imboccatura, con le due canne inserite in un segmento trasversale (di cui ti manderò una foto) oppure imboccatura doppia, quando le due canne erano imboccate separatamente.
La canna destra ( la Ritta o Masculo) aveva 4 fori + 1 posteriore; la sinistra , (Manca o femmina), ne aveva 4 anteriori.
In pratica era una zampogna... senza sacca e senza bordone!
Saluti,
Giancarlo

Se vuoi, dai un'occhiata a : http://www.virtualsorrento.com/it/arti/musica/strumenti_folklore/sisc o.htm




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[2]   
Da: Edoardo Morello 
(Fiumicino)
  Re: il sisco
[08-10-2007]  
Grazie Giancarlo.
Puntuale e preciso, come sempre. Il sisco al quale io mi riferivo però è quello (forse impropriamente chiamato) che si usa specificatamente nella Tammurriata Giulianese, tanto che spesso viene anche chiamata "siscarriata". Non è altro che un misto tra : flauto dolce di cui si usa il becco a cui viene innestata una canna di lago con 6 fori (pare). Dalle prove che ho fatto col mio becco di flauto dolce, non riesco comunque a tirar fuori il tipico suono acuto del sisco, mi diventa inesorabilmente un flauto dolce e basta :))
In effetti anche il fischietto da samba Brasiliano in legno (di cui io conservo un bellissimo esemplare) è un sisco. Ha infatti la possibilità di modulare due suoni chiudendo o aprendo il foro laterale. Da qui il tipico fischio del samba. Per ovviare potrei senz'altro usare un tinwhistle irlandese in sol, ma vuoi mettere l'effetto?
Grazie comunque per le informazioni comunque preziose che non fanno altro che incuriosirmi ancora di più!! Devo proprio venire a Montefalcheon!

Un abbraccio

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[3]   
Da: Giancarlo Petti 
(Montefalcone)
  Re: il sisco
[09-10-2007]  
Caro Eduardo, ti mando un paio di foto dello strumento che da noi viene chiamato Sèisc, Sescarolo, Fèiscarol ( con "sc" pronunciati come in SCivolare).
Il nome originario era, probabilmente Fèistarol, dal latino "Fistula", cioè canna, tubo.
Sicchè fistulator, fistulatoris: suonatore di Flauto.
E' stato da me realizzato, in base alle testimonianze di alcuni anziani costruttori ed in base a uno strumento recuperato, pustroppo a pezzi!












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[4]   
Da: Edoardo Morello 
(Fiumicino)
  Re: il sisco
[09-10-2007]  
Grazie Giancarlo
E' senz'altro più interessante di quello che volevo realizzare io. Bell'esemplare. Sarebbe interessante capire come vengono effettuati gli "innesti": cera? Come le launeddas?


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[5]   
Da: Giancarlo Petti 
(Montefalcone)
  Re: il sisco
[09-10-2007]  
Si! Hai centrato il problema: innesti a cera, anzi, il segmento orizzontale è tutto pieno di cera, con i canaletti ricavati con l'aiuto di un bastoncino.
Lo si riempie per sfruttare al massimo il fiato, senza dispersioni!
E' uno strumento bellisimo ed unico!
Ha le stesse note e diteggiatura della zampogna, quindi permette di esercitarsi senza fare eccesivamente rumore!!
Prima o poi proverò ad'innestarci anche un bordone, ma qui si entra nella sperimentazione e si abbandona la tradizione!


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[6]   
Da: Edoardo Morello 
(Fiumicino)
  Re: il sisco
[09-10-2007]  
Continuando nella sperimentazione, si potrebbe provare ad utilizzare una zucca al posto della canna trasversale (Pungi indiano che è però ad ancia semplice) al quale innestare oltre alle due canne del canto anche il bordone. Ma questa è un'altra storia.

grazie Giancà

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[7]   
Da: Giancarlo Petti 
(Montefalcone)
  Re: il sisco
[09-10-2007]  
E' un'altra storia ... parzialmente già conosciuta da me!
L'ho provata anche questa: è più facile!
Con le ance semplici non c'è spreco di aria, e per farle suonare ne basta relativamente poca.
Con questo principio, sto cercando di ricostruire la zampogna o Scupina "Fossaltina" usata, fino agli anni cinquanta anche a Montefalcone, San Felice ed altri paesi vicini.
Chiaramente aveva un piccolo otre di pelle, un bordone, la Ritta, la Manca.
Tutto in canna e con le ance semplici.

Saluti.

ps. guarda la posta elettronica.

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[8]   
Da: Irpino 
  Re: il sisco
[10-01-2011]  
Com'è poi andata a finire, Edoardo? Sei riuscito a costruirti il flauto "sisco" per la tammurriata Giuglianese? Se sì, puoi pubblicare qualche foto o farne una descrizione? Se invece l'hai acquistato, mi potresti dare un'indicazione? C'è un mio amico, come ho scritto in un altro post, interessato a comprarne uno da un costruttore o un rivenditore, ma non è facile sapere chi ne costruisce per venderne... Grazie!

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[9]   
Da: Nicola 
  Re: il sisco
[12-01-2011]  
scusate l'intromissione, rubo il tempo ad edoardo morello il quale su facebook ha pubblicato la foto del suo sisco autocostruito http://www.facebook.com/photo.php?fbid=1648700148822&set=a.1250380351 076.35551.1576508632&ref=nf

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