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Torna all'elenco argomenti | Giovedi 27 Giugno 2019

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Da: Maruko the original 
(Longi)
  Il decalogo del perfetto festaiolo.
[23-02-2007]  
Cari utenti di alfy.it, dove andate senza il decalogo del perfetto fruitore di feste popolari? Copincollate e seguite alla lettera tutti i consigli del nostro staff per partecipare alle feste perfettamente preparati e non ve ne pentirete! Il decalogo è concepito in modo cronologico per una migliore e semplice consultazione anche quando si è in auto.

1. Assicuratevi di fare la valigia o lo zainetto nel migliore dei modi, mettete solo all'ultimo il vostro rumoroso strumento, così sarà estraibile appena arrivati senza scombinare gli altri oggetti o capi d'abbigliamento.

2. Arrivati in macchina esercitatevi sui Cd a cantare i classici di tutte letradizioni mondiali, è particolarmente esaustivo arrivare ad una festa ed essere preparati su tutto.

3. Arrivati nel luogo di ritrovo, durante il primo pezzo che sentite cantare dagli indigeni, irrompete con tamburelli, flicorni contralti o controfagotti a tutto volume: sarà il vostro perfetto biglietto d visita.

4. Richiedete sempre i pezzi migliori e più conosciuti, gli indigeni apprezzeranno ed eseguiranno tutte le vostre richieste, sia uno scotis o un brano celtico, l'importante è apparire preparati e competenti.

5. Se per caso sentite un ritmo binario (stornelli, polche, ska) ballate la tammuriata, se invece sentite un terzinato (na controdanza siciliana, na tarantella, na viddanisca) ballate la pizzica de core o la danza delle spade: è il sistema migliore per essere sempre preparati.

6. Se la festa è religiosa, durante il passaggio del Santo/Madonna (o analoghi), attirate l'attenzione su di voi suonando il primo tamburo che trovate. Se la festa è civile (non religiosa), rendetela meno civile attirando l'attenzione su di voi suonando il primo tamburo che trovate. Meglio ancora s vi sanguina il dito. meglio meglio ancora ancora se avete qualche rara malattia infettiva.

7. Se durante i festeggiamenti vedete degli indigeni mangiare, magari d'avanti la loro casa, approfittate delle loro pietanze, del loro bagno, dei loro liquori digestivi e della loro camera da letto per riposarvi dopo le fatiche.

8. Alla fine delle funzioni festaiole raccogliete degli adepti e da un pulpito rialzato iniziate a declamare le feste che avete affrontato e i maestri che avete avuto. I più esperti nomineranno anche gli allievi. Dopo le credenziali iniziate ad esternare le vostre teorie sulle spade della scherma salentina: l'esotico e le scimitarre faranno aumentare la stima degli indigeni verso il forestiero he ha girato il mondo.

10. Sulla via del ritorno raccogliete e catalogate le foto fatte in digitale e preparatele per l'upload del vostro personale sito di cultura, tradizione, ricerca, pastasciutta, eskimi, perline colorate, carte di Duel Monsters e Yugi Oh, tazze a forma di mucca e lepiroidi. attesteranno la vostra sempre migliore conoscenza della tradizione (unica e sola) popolare e tradizionale.


Nota di servizio: se non leggete il fondamentale ed importantissimo punto 9, significa che il vostro browser non supporta le scorregge virtuali con puzzometro e decibellometro.


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Pagina 1

[1]   
Da: Avvocatista 
(Lucania)
  Re: Il decalogo del perfetto festaiolo.
[23-02-2007]  
hahahahahah amico mio, sei proprio l'incarnazione di Ermes (o Hermes? Bho).

Io aggiungerei:

11. Se individuate un tamburello del 1215 costruito dai liutai della corte di Federico Secondo, lasciato incustodito, non esitate, appropriatevene e cominciate a suonare. Dopo 3 o 4 ore, però, restituitelo al legittimo proprietario, meglio se marchiato con sangue fuoriuscito dalle vostre abili manuzze. Il proprietario ve ne sarà grato per tutta la vita.

12. Appena vedete Antonio Matrone, correte a chiedergli di suonare la famosa "Tammurriata nera" di Ottajano e non preoccupatevi se lui, con le sue graziose manine, suonerà voi come una Tammorra. Sarà un'esperienza indimenticabile.

13. Poi spostatevi alla bancarella di Alfonso Toscano, toccate tutto, leccate ben bene tutti i suoi flauti, provate a suonare le sue chitarre battenti con i denti, criticare tutte le sue creazioni (lui accettarà volentieri le vostre critiche) ma mi raccomando, non comprate niente, perché tanto Alfonso lo fa per passione.

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[2]   
Da: Maruko the original 
(Longi)
  Re: Il decalogo del perfetto festaiolo.
[23-02-2007]  
Hermes, come dissi a Montevergine il 2 febbraio dopo aver suonato una pizzica e aver ballato la TAMBURRIATA sulla Polka del sole, ha seguito un mio corso sul tarantismo venusiano. Venusiano, si, lo riscrivo: venusiano. Hermes fu entusiasta, come allievo mio, delle tecniche apprese per stendersi a terra e fare uscire la bava tipo "Un lupo mannaro americano a Londra" durante la celebre schiumata. E' ovvio che egli abbia preso da me. Anche perchè gli ho passato un po' del mio chakra e gli ho donato un tamburello fatto di pelle di utente di pizzicata.it .




(O Peppino, si cumenciu na spicciu chiù...!)

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[3]   
Da: Betsabea 
  Re: Il decalogo del perfetto festaiolo.
[23-02-2007]  
Io, affinchè possiate rimorchiare noi giuovani donzelle che andiamo PAZZE per la musica popolare (siamo le groupies della zampogna), vi consiglio di non accettare questi consigli stupidi ma di andare sul classico. Con il classico (si sa) non si sbaglia mai. Quindi:

-Pantalone fustagno e/o velluto marroncino infilati in calzettoni bianchi sotto al ginocchio (facoltativi nastri rossi incrociati e/o pon pon).
-Camicia bianca (molto) sbottonata sul villoso petto (gradito crocifisso cresima/battesimo/prima comunione) oppure camicia a quadri flanella colori vari.
-gilet neo oppure peloso di pecora (per la sera)
-coppola

Credetemi così si rimorchia di brutto..

Per le ragazze:

Non so.. ma se ballate la pizzica mettetevelo un reggiseno che fa meno male..



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[4]   
Da: Ronna Paulina 
(Emilia)
  Re: Il decalogo del perfetto festaiolo.
[23-02-2007]  
l<Per le ragazze... non so...ma un reggiseno mettetevelo...> scrive Betsabea.
Lo sa Ialma, che c'informa in http://www.pizzicata.it/MDForum-viewtopic-t-516.html sul..."tipico costume ... consistente, dal basso verso l'alto in : scarpine da danza classica (versione ricca), da ginnastica (versione sport) o scalza (versione roots), gonnellone largo nero o "etnico" a motivi floreali o cachemere o batik, comodissima da alzare durante il ballo e mostrare all'universo il colore dell'intimo indossato. Segue top stretto nero o maglietta aderente o camiciona larga. Collana etnica. Fascia nei capelli..." Evvai!!!

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[5]   
Da: Tamburellanti di Torefanculi 
(Manhattan)
  Re: Il decalogo del perfetto festaiolo.
[23-02-2007]  
...e ci risiamo! vogliamo ricominciare anche su questo forum la storia del gettare fango sulle povere attarantate che s'attarantano sui palchi e sulle piazze non solo dell'Italia, ma dell'America, dopo aver studiato con tanto sudore e fatica le prime trenta pagine della Terra del Rimorso e guardato le foto? Gli anni scorsi avete bollato col nome di "assassine" le nostre Pizzicarelle che facevano le Ragne perchè sotto le gonne portavano il perizoma col filo interdentale e non ci avete voluto credere che noi lo facevamo per portare la cultura nel mondo, ... è vero che lo descrivevamo a un pubblico che intanto tracannava birra, addentava panini alla salsiccia e ruttava, ma sapeste come s'interessava ai rotolamenti delle nostre Pizzicate e al colore dei loro perizoma!
Intanto, col nostro modo di porgere la cultura, abbiamo scritture e contratti ripeto anche in America. Eppoi siamo migliorati: quest'anno la nostra ballerina non fa più la fase a terra, solo quella in piedi. E sotto le gonne e sopra al perizoma le abbiamo messo le braghe da ciclista, quelle nere. Culotte, direbbe forze Nino Zomba. Che volete di più?
R.P.

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[6]   
Da: Alfonso 
  Re: Il decalogo del perfetto festaiolo.
[23-02-2007]  
sarei un fesso a non approfittare di questa colta compagnìa per chiedervi un dotto consulto:

domenica vado a Montemarano con il pullman di Sandro Pasquali e mi si è accesa una discussione in famiglia: che ci portiamo sul pullman ? è più "ins" la pizza di maccheroni, pane e frittata oppure panella imbottita di mulignane 'a pacche e papacella sott'olio ?

Ci vado anche se il carnevale è finito perchè l'AAAI-Associazione Aspiranti Antropologi Irphini, credendosi furbi.., hanno organizzato un carnevale a nostro uso e consumo per attirarci in loco e studiarci.. ma loro non sanno che noi lo sappiamo che loro non lo sanno !

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[7]   
Da:  
  Re: Il decalogo del perfetto festaiolo.
[24-02-2007]  
<Ci vado anche se il carnevale è finito perchè l'AAAI-Associazione Aspiranti Antropologi Irphini, credendosi furbi.., hanno organizzato un carnevale a nostro uso e consumo per attirarci in loco e studiarci.. ma loro non sanno che noi lo sappiamo che loro non lo sanno !>
E allora qui urge uno scherzo antropologico degno del migliore Luther Blisset. Scegliete dieci, venti anziani burloni di Montella, Montemarano, Nusco e Vesazza; mettetevi d'accordo e convinceteli a un certo punto, a produrvi, assieme all'ululato dell'Irpus, in un "antico gesto apotropaico" (che so, può essere il segno del "rombo" che le femministe facevano con pollici e indici o altro), tutti assieme, belli seri e convinti; nelle interviste, dovete dire che è un antico gesto che avete visto fare ai vostri padri e ai padri dei vostri padri ed è strano che gli studiosi non lo abbiano notato prima (ci può essere stato un salto generazionale, inventate voi a soggetto)... Poi lasciate che gli antropologi si accapiglino ed elucubrino sull'antico simbolismo e su questa straordinaria scoperta (le teste di modigliani docent).

Lasciateli in vita.

Ronna "Luther Blisset" Paulina



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[8]   
Da: Carlo Trono 
(Copertino (LE))
  Re: Il decalogo del perfetto festaiolo.
[09-03-2007]  
"Tamburellanti di Torefanculi" ha scritto
< ...sotto le gonne portavano il perizoma col filo interdentale... >

o interchiappale? :)

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[9]   
Da: alfonso 
  Re: Il decalogo del perfetto festaiolo.
[02-10-2009]  
vorrei rinfrescare questo vecchio topic aperto da Maruko che, seppur datato, mi sembra sempre attuale, chissà che non possa rivelarsi utile a qualche lettore amante delle tradizioni, novizio e non

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[10]   
Da: Damiano 
(Martina Franca TA)
  Re: Il decalogo del perfetto festaiolo.
[05-10-2009]  
Ueilà.

Caro Alfonso, come va? Dopo un'estate intera passata a suonare (vi dirò, da giugno ad agosto ho passato DUE MESI senza fermarmi una sola sera!) è tornato l'autunno, il placido autunno che secondo me è la stagione migliore per suonare (noi qui a Lavorincorso abbiamo il caminetto e sai che belli che sono quattro organetti, suonati da mani ESPERTE, davanti al fuoco quando fuori nevica?), quando finalmente (mi raccomando, non sto scherzando eh!) posso tirare fuori la mia cappa anni Trenta, appartenuta alla famiglia del vescovo di Taranto, trascinarmi appresso il carissimo amico Carlo Massarelli, e tutti e due girare per Terre e Casali a portare la buona novella cantando e suonando "Fermarono i cieli....". L'anno scorso abbiamo fatto commuovere mezza Taranto perchè nella metropoli violentata dall'Ilva erano quindici anni che non calavano più gli zampognari, e i tarantini, con tutti i difetti che hanno (i martinesi poi...) ci hanno accolto come re!

Vabbè, io da drogato di tradizioni popolari non posso che esaltare la zampogna e tutto ciò che la riguarda, e a tal proposito vorrei riferire qui una discussione che ho avuto con un mio amico, Vincenzo De Palmis, tarantino suonatore di lira calabrese (ha imparato da Alberico Larato) dopo vari concerti e convegni sulla riproposta della pizzica qui in Puglia. Mi diceva Vincenzo (che io stimo come se fosse mio padre): "Perchè i suonatori di pizzica SALENTINA (il maiuscolo è voluto) sono così maleducati? In Calabria io chiedo sempre il permesso prima di affiancarmi a un suonatore e partire con una riggitana o una viddhaneddha (e non co sta ***** di terzina sempre uguale a se stessa), mentre in Puglia TUTTI vogliono suonare, pure che tengono il tamburo in mano da un mese, e su ogni cosa, che sia "U sciuregghia sante" di Martina Franca o un canto sulla cupa cupa di Laterza o un valzerino all'organetto, devono sempre mettere sto ***** di tamburo a fare tu-tum, tu-tum, tu-tum e rovinare tutto?"

Premesso che molte volte anche io, Damiano Nicolella, agli inizi (sono otto anni che mi interesso di musica popolare) mi sono comportato da maleducato, e ne faccio pubblica ammenda, ma cerco di correggermi grazie anche ai consigli di grandi maestri come Massimiliano Morabito, Gigi Rizzo, Daniele Durante, Gigi Chiriatti, Tonino Asciano "'u marenare" a cui non sono degno di allacciare le scarpe e che per me, oltre a essere prodighi di consigli sulla musica popolare, su come fare ricerca, ecc. sono anche maestri di vita.

Ma, poniamo per esempio una "Notte Bianca" o un post concerto dalle nostre parti (Puglia intendo). La situazione tipo è questa. Intorno al tavolino di un bar ci mettiamo io con la castagnola o la cupa cupa, Giovanni Tagliente, simpatico giovanotto di 70 anni (l'avete visto a Radicazioni) coll'8 bassi, Luciano di Manduria con la chitarra o, se sta di aria, col mandolino, magari qualche genuino capraio di Villa Castelli con uno sckattante 2 bassi, il giovanissimo Simone "Pizzicariddo" di Carosino" (ha solo 14 anni ma ha già imparato il rispetto musicale per gli altri e le varie tecniche al tamburello della nostra zona) e attacchiamo una bella "matenete". Io e il capraio stornielliamo a botta e risposta, ci prendiamo per culo alla grande, Luciano senza capire il dialetto stretto della Murgia si piscia sotto dalle risate a sentire noi due, "Pizzicariddo" ogni tanto interviene con la sua voce in muta, la gente intorno ride perchè sa di assistere ad un'autentica tenzone... è tutto perfetto, poi... SUCCEDE. Arrivano due o tre tamburellisti famelici e due ragazze (bone tra l'altro, del genere di quelle descritte da Ialma) e attaccano... LA TAMMURRIATA (o qualsiasi altro ritmo che non centra un *****). Le bonazze cominciano ad acchiappare le mosche, Giovanni mi guarda divertito, memore di antichi ardori, il capraio sta già pensando a dove ha lasciato la mazza, a me cominciano a girare i cosiddetti, e finisce che chiudiamo in bruttezza decisamente schifati.

O peggio, ai concerti. Mentre con Daniela di Oria o i fratelli Semeraro mi sto ballando una meravigliosa "pézzeca-pézzeche 'a martnès", con Piero Balsamo che canta e Mauro Semeraro che ci dà dentro di mandolino, ci arriva addosso di tutto: spintoni, gente che ci passa in mezzo come un treno a un passaggio a livello incustodito, cosce, culi, tette, carne tremula sulla via della decomposizione (leggi: la maleducazione non ha età), tarantelle a ballo di gruppo (CHE ORROREEEEEEE)... Non sono mai stato a una festa calabrese, ma se si trovasse in mezzo qualche amico mio di Tiriolo o di Cosenza farebbe la meglio cosa a tirare fuori la molletta. Ecco perchè, per esempio, a Taranto, quelle due o tre persone (che io sappia, poi probabilmente ce ne sono altre: uscite allo scoperto!) su una città di duecentomila abitanti, che conoscono il rispetto della musica popolare se ne vanno sull'Aspromonte o sul Pollino. Mi auguro di tutto cuore che qui sulla Murgia, dove in molti luoghi la tradizione è ancora viva, non succeda quell'autentico puttanaio che è il cosiddetto "Salento". Volete la Notte della Mutanda? E tenetevela, con la "pizzica de core", la "danza delle spade" e tutte le minchiate affini. Io me ne sto a suonare a Ceglie Messapica o a Oria, dove non bisogna aspettare un miracolo di Santu Paulu per veder spuntare un vecchio contadino (o meglio ancora, un giovane capraio) che ti dice: "Scusasse a signeria, l'argonette ete vuestre? U pozze pegghiè mmane?" e poi attacca con un valzer o una pizzica pizzica all'antica.

"E uè com'abballe cumpà Damiène!"

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[11]   
Da: fraulio 
(napoli)
  Re: Il decalogo del perfetto festaiolo.
[12-10-2009]  
Si, statti a casa tua davanti ad un arcaico camino pastorale, così non disturbi manco gli amici calabresi con la molletta..... gli spargimenti di sangue sono tristi quanto le cose brutte che hai raccontato..... o forse a pensarci bene fanno parte della vera tradizione.... alla fine fai tu, scusami per l'intervento ma volevo darti questi consigli perchè ammiro tutti i nomi e cognomi della tradizione che conosci e anche se non conosco te, amo la tua semplicità arcaico pastorale.
Ciao

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[12]   
Da: Damiano 
(Martina Franca TA)
  Re: Il decalogo del perfetto festaiolo.
[12-10-2009]  
Eh, fraulell' mì (mi ricorda il nome di un personaggio di "Ieri oggi e domani" con Sofia Loren, film degli anni '60 ambientato a Napoli, in cui tra l'altro ci sono anche gli zampognari), dovevo dirlo, sabato al raduno degli arbereshe ho pranzato con Angelo Le Rose e il suo amico Franco, minchia dovevi vedere che sorta di dente di cinghiale teneva appeso alla sua karamunxia, cinghiale che ha ammazzato con le mani sue.... E' che noi pugliesi (non tutti ovviamente, dipende dalla città) siamo troppo tolleranti e docili, dopo aver avuto in casa messapi e bizantini, angioini e piemontesi, aragonesi e spagnoli, ci dovremmo scandalizzare per un tamburellista maleducato? Dal punto di vista caratteriale va bene, siamo buoni buoni (anche se quando ci incazziamo non vediamo in faccia nessuno), ma dal punto di vista della tradizione del ballo e della musica qui è un autentico puttanaio, proprio perchè siamo troppo buoni "u mieste de balle" è scomparso cinquant'anni fa e alè, tutti nello stesso calderone!

Un saluto a tutti gli zampognarini miei (specie gli amici calabresi), i battentisti e anche a te, fraulì (ma cosa suoni?), Napoli è la città di mio padre e giuro che mi manca da morire.

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[13]   
Da:  
  Re: Il decalogo del perfetto festaiolo.
[17-10-2009]  
Pecora pecora abballa
ca lo lupo non ce sta
è ghiuto a la Puglia a mete
la turnata nun se sa.


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[14]   
Da: Damiano Nicolella 
(Martina Franca)
  Re: Il decalogo del perfetto festaiolo.
[19-10-2009]  
Pozz'esse accise la Puglie e ci la vande,
lu ninne mie in Puglia si lo tene,
l'ei mannate ghianche e russe come a nu mele,
ei tornate tutte cotte da lu sole.

(canto popolare di Serracapriola, FG)

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