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Da: Tiziano 
(Roma)
  il basso acustico
[19-02-2007]  
bungiorno a tutti! chi di voi ha esperienza nell'impiego del basso acustico nella musica popolare? Eventualmente quali strumenti alternativi utilizzare?

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[46]   
Da: L Pelizzari 
  Re: il basso acustico
[05-11-2009]  
Ti ringrazio per le informazioni, anche se non so chi tu sia, mi piacerebbe comunque sapere la zona dove usano questa accordatura. Anche a Resia in Friuli si suona il bassetto, bùnkula, a corde vuote e l’accordatura è, dal basso, sol, la, re (il re è suonato con il la e forma l’accordo di accompagnamento per la prima parte in re, mentre il sol è suonato da solo per la seconda parte in sol. A Ponte Caffaro si accorda, sempre dal basso in sol, la, re e si usa suonare tastandolo quando necessario.
Le tacche sul manico del tuo bassetto potrebbero essere servite per fissare i tasti di minugia come nelle viole?
Da noi si usano le corde di budello e da voi?
lorenzo


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[47]   
Da: Pier Filippo 
(Ascoli Piceno)
  Re: il basso acustico
[05-11-2009]  
Caro Lorenzo, io sono quello che
ha postato il bassetto della zona di Ascoli Piceno
al n. 42 e 43 di questo topic.
Sono un suonatore e costruttore di strumenti popolari
a corda (chitarra battente, calascione, bassetto, buttafuoco).
Le informazioni che ti ho fornito sono quelle raccolte sul campo
e per quanto riguarda l'accordatura ritengo che, come di costume
nella musica popolare, essa è abbastanz alibera e dettata dalle esigenze del reeprtorio
e dalle capacità del singolo suonatore.
Per quanto riguarda le corde si montavano di budello
e le tacche servivano non per la atstatura come per
esempio nella chitarra barocca ma per riferimento a un legaccio
che messo al volo consentive di spostare la tonalità dello strumento.
Io, per esempio, il mio bassetto lo accordo come ti ho detto
per suonarlo a modo della lira calabra...come vedi ognuno
se la suona come vuole...
Nella zona dell'anconetano si usa uno strumento simile ma di forma diversa e molto meno elaborato
che si chiama violone....organologicamente è la stessa cosa del bassetto che però monta i bischeri mentre il violone monta le meccaniche del contrabasso.
La funzione è la stessa ma i costruttori popolari, di volta in volta,
lo hanno modificato fermo restando il concetto che si doveva comunque
produrre uno strumento di accompagnamento e ritmico sfruttando le
note basse.





questo è un tipo di violone usato nella zona di Fabriano

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[48]   
Da: L Pelizzari 
  Re: il basso acustico
[05-11-2009]  
Caro Pierfilippo
da frequentatore,anche se non assiduo della Chiazza, conosco la tua passione e la tua capacità di costruire strumenti di ogni genere. Le notizie che mi hai dato soddisfano le mie curiosità di appassionato di musica popolare.
La cosa che più mi ha colpito , facendo uno studio dei bassi della mia zona, è stata la profonda conoscenza che i costruttori di strumenti popolari avessero della "meccanica" degli strumenti, forse superiore a quella di professionisti del nostro tempo. Il rapporto corde di budello diapason era perfetto e gli strumenti duravano nel tempo.
Forse quest'inverno restauro un bassetto bresciano popolare a tre corde, penso di fine otto o inizio novecento, distrutto ma completo. Posto la foto della tavola armonica.
A risentirci.
Lorenzo







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[49]   
Da: Pier Filippo Melchiorre 
(Ascoli Piceno)
  Re: il basso acustico
[05-11-2009]  
caro Lorenzo,
se confronti le foto del "mio" bassetto
con quello del "tuo" noterai alcune differenze sostanziali,
almeno per quanto riguarda la ta.
Intanto noterai che la forma del tuo è praticamente la stessa
di un violoncello, anche per la posizione delle "f" più chiuse verso
il basso mentre il mio è sostanzialmente un contrabbasso più piccolo
di quelli cosiddetti di forma a "pera".
Dai tagli sulla tua TA (quello superior e quello inferiore) presumo
che il sistema di attacco del manico e della cordiera sono diverse:
forse la cordiera nel tuo è fissa cioè collegata alla zocchetta inferiore
(o tappo) e non mobile come nel mio, collegata con un laccio o fil di ferro
alla punta inlegno inferiore.
Tieni presente che il bassetto, costruito nel 1845 e da me praticamente
vivisezionato per poterlo ricostruire, è stato realizzato da un bravo liutaio
che costruiva gli strumenti, almeno per quanto riguarda i livelli di finitura e
la qualità del legno, in base alla disponibilità economica del suonatore.
Tieni altresì presente che il mio bassetto, come presumo anche il tuo, sia uno strumento da ronda
cioè usato in movimento e assicurato attraverso una cinta, infatti è privo di puntale.
Sarebbe interessante vedre tutte le parti del tuo bassetto...ti invito a postarle
su questo topic oppure a spedirmele via e mail....avremmo degli ottimi argomenti di discussione.
Comunque, visto come hai restaurato la vecchia viola da gamba sono sicuro che anche con
il bassetto farai un eccellente lavoro.
.....buon lavoro

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[50]   
Da: L Pelizzari 
  Re: il basso acustico
[05-11-2009]  
Pierfilippo
vedo che guardi con estrema attenzione e sei un buon osservatore.
Ti voglio allora mandare anche la foto della tavola vista dall'interno, potrai notare la catena che è centrale e anomala per gli strumenti ad arco (probabilmente risponderà male sui bassi). Io non so ancora cosa farò nel restauro, ho conosciuto un esperto organologo, famoso e disponibile, e a lui chiederò consigli.
La sede trapezia che vedi in basso è una rettifica fatta da me, raddrizzando i lembi di una rottura, in attesa di fare un nuovo tassello.
Il manico si innesta con un incastro profondo a coda di rondine, una via di mezzo probabilmente tra l'attacco barocco e quello dell'attuale liuteria.
La tavola, ma non solo lei, è sottile e in cattivo stato.

Dovrei avere tutti i pezzi di questo strumento anche la gamba, molto consumata, quindi penso sia stato suonato appoggiandolo in terra. Non ho ancora fatto un esame molto approfondito dello strumento, comunque accetto il tuo invito e prossimamente posterò altre foto.
Sarei curioso di conoscere il diapason del tuo bel basso, quello di queste foto misura, se ricordo bene, circa 75cm.
Ho anche un basso a tre corde con diapason 905cm.
Ci sentiamo.
Lorenzo







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[51]   
Da: Pier Filippo Melchiorre 
(Ascoli Piceno)
  Re: il basso acustico
[05-11-2009]  
ho notato, correggimi se sbaglio, che la ta
presenta dei buchi, come se fosse stata tolta e poi rifissata con chiodi (come per la tua viola).
potrebbe essere un intevento del suonatore che avendo la tavola spaccata l'ha tolta,
incollata al centro con una catena e poi rimessa in sede con chiodi....ma non ci giurerei.
Il diapason del mio bassetto è 63 cm.....molto corto....e per questo dovrò prestare attenzione alla scelta delle corde in base all'accordatura che voglio ottenere.
Nel mio l'incastro a semplice...scavo il tappo superiore inclinato per ottenere la giusta inclinazione della tastiera e incasso il piede del manico che si incolla anche al fondo....praticamente come per un violino


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[52]   
Da: L Pelizzari 
  Re: il basso acustico
[06-11-2009]  
I buchi dei chiodi ci sono, immagino che il suonatore mettesse i chiodi man mano che si scollavano fondo e tavola, che probabilmente sono originali, ho riguardato le vecchie foto e ho scoperto che mi mancano anche le 2 fasce per le "C" oltre al bischero. Adesso i pezzi sono in una sacco per evitare che il tarlo continui a mangiare indisturbato e per quanto ti dico mi baso sui ricordi e sulle vecchie foto.
Ho un violoncello classico da 3/4 (diapason 64cm) armato in acciaio. L'anno scorso ho tolto la corda bassa e l'ho accordato come un bassetto per mio figlio (sta imparando a suonare il basso).
Ho notato che dando lo strappo con l'arco, secondo la tecnica popolare, aumentava leggermente la nota dando una senzazione di scordatura (quindi le tre corde erano troppo sottili). Ora non lo usa più perchè preferisce il basso. Ti dico comunque cosa avrei fatto, se non avessi avuto il basso, per continuare a usarlo.
Corde previste, in budello:
Sol, 293,7 Hz diametro 2,3-2,6 mm
La, 220 Hz diametro 3,2-3,5 mm
Re, 196 Hz diametro 3,6-3,8 mm
Con i diametri grossi c'è il rischio di avere corde afone e quindi avrei fatto una nuova sperimentazione.
Avrei acquistato dei fili di nylon con quei diametri e le avrei montate. Il nylon non va tanto bene con l'arco, sarei passato alle corde di budello, visto il costo alto, solo quando i risultati erano accettabili. L'acciaio non l'ho considerato come soluzione finale perchè da noi si usa il budello (i suonatori si costruivano le corde usando budelli di capra).
Posto le foto del fondo e dell'incastro del manico.
lorenzo













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[53]   
Da: Pier Filippo Melchiorre 
(Ascoli Piceno)
  Re: il basso acustico
[06-11-2009]  
l'ncastro nel tuo è a coda di rondine...io
l'ho fatto dritto come si usa nei violini, viole e violoncelli.
Comunque ti attende un duro lavoro di restauro e
ricostruzione.
Mi raccomando posta le varie fasi dell'intervento.
Ancora buon lavoro
Pier Filippo

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[54]   
Da: Pier Filippo Melchiorre 
(Ascoli Piceno)
  Re: il basso acustico
[06-11-2009]  
l'ncastro nel tuo è a coda di rondine...io
l'ho fatto dritto come si usa nei violini, viole e violoncelli.
Comunque ti attende un duro lavoro di restauro e
ricostruzione.
Mi raccomando posta le varie fasi dell'intervento.
Ancora buon lavoro
Pier Filippo

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[55]   
Da: L Pelizzari 
  Re: il basso acustico
[06-11-2009]  
Ti mando un’ultima foto delle fasce del rudere, mancano le C che ricostruirò.
Tra un mese, appena ho finito il lavoro d’intaglio di un portone di casa (qualcuno mi può insegnare a dire di no alla moglie?) inizio a costruire la sagoma interna. Sto entrando pian piano in risonanza. Ti terrò informato; io invece sono interessato al tuo bassetto e alle notizie su corde e accordatura (cosa semplice solo per i non addetti ai lavori).
Ci risentiamo a inizio lavori.
lorenzo







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[56]   
Da: L Pelizzari 
  Re: il basso acustico
[30-11-2009]  
Ho trovato , sul libro Il violino tradizionale in Italia, un interessante notizia sul bassetto e questa foto che vi posto.
Inoltre si legge anche nel contributo "La tradizione violinistica degli orbi tra fonti scritte e oralità" di Nico Staiti, etnomusicologo, ricercatore e docente del DAMS di Bologna (se non erro):
...
Il barbiere di Montedoro peraltro suonava anch'egli - secondo la Hamilton Caico - un violoncello. Violini e bassetti, col mandolino e la chitarra, sono, in Sicilia come in altre parti del Mezzogiorno d'Italia, strumenti delle orchestrine artigiane.
...
Ecco la foto " .. da una coppia di orbi fotografata nel 1866 da Louise Hamilton Caico a Montedoro, in provincia di Caltanisetta"
lorenzo







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[57]   
Da: L Pelizzari 
  Re: il basso acustico
[30-11-2009]  
Scusate non ho trasformato il file e il server di Alfonso rifiuta i files della Apple con estensione jpeg.
Spero che questa sia la volta buona.
Lorenzo







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[58]   
Da: P.Francesco 
(Brescia)
  Re: il basso acustico
[18-08-2014]  
Intervengo credo molto in ritardo circa i temi della discussione, in particolare per quanto riguarda la chitarra battente in territorio bresciano, ma vista la lunga permanenza degli scritti in rete credo che sia sempre opportuno aggiungere qualche nota in più. Come pure è possibile che tale argomento sia già stato affrontato e quindi ripeta cose già conosciute, per la qual cosa mi scuso per l'inutilità dell' intervento.
Cito e in parte riassumo il testo del prof. Virginio Cattaneo, fondatore e direttore del museo musicale bresciano: "la chitarra battente bresciana, ricordata dai suonatori più anziani della Val Caffaro come chitarra italiana...". L'esemplare conservato arrivato a Brescia dopo la II guerra mondiale riporta si una fascia laterale la scritta "Gio Pietro Mora - in Bagolino - 1777. Lo strumento si presenta molto simile alle chitarre battenti largamente diffuse nel XVIII secolo pur con una fattura abbastanza rustica, 5 doghe larghe e bombate per il fondo, tre rosette concentriche in legno manico a filo tavola e paletta con 15 fori. ponticello mobile. Lo strumento ha subito parecchi adattamenti ed è possibile che alcuni elementi dello strumento non siano originali. Direi che si tratta della conservazione di uno strumento ormai prevalentemente in disuso in quasi tutta europa visto che siamo ormai quasi alle soglie dell'ottocento.
Una ricerca sul campo era stata svolta negli anni 70 dal musicologo Bernardo Falconi: a memoria doveva aver individuato sempre in val Caffaro, un paio di altri strumenti più recenti riconducibili alla chitarra battente ma di fattura meno barocca. La scuola civica di liuteria di Milano ne ha proposto una riproduzione.
Attualmente lo strumento del Mora è di proprietà del comune di Brescia, in attesa di una esposizione adeguata assieme ad altri strumenti storici di provenienza bresciana. E possibile che sia esposto in questi giorni a Bagolino dove si trova una mostra dedicata alla liuteria popolare della zona.
Nell'accompagnamento delle danze del carnevale tradizionale eseguite dai violini oltre al bassetto a tre corde si utilizza oggi la chitarra moderna. Buona musica a tutti

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