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Torna all'elenco argomenti | Messaggi | Giovedi 17 Ottobre 2019

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Stai rispondendo al messaggio di: Raoul96
[22-12-2014, a  16:10]
Re: Tarantelle Calabresi
Ciao a tutti ,

Sono un nuovo utente , e dopo circa 3 anni volevo essere d'aiuto per chi volesse avviarsi alla tarantella riggitana ;)

Premetto che sono un ragazzo calabrese e che per quanto riguarda l'organetto sono un ignorante, perchè non so suonare e non conosco null' altro all'infuori della riggitana.

Detto questo, purtroppo non ho video sul cell. di passaggi (o passate) , nè spartiti , che non esistono per la riggitana... Se però davvero volete vedere e ascoltare dei passaggi tipici , fatti lentamente , posso certamente adoperarmi in tal senso.

Cercherò per il momento di fare chiarezza su alcuni punti, anche se la tecnica per suonare le passate varia da esecutore (sonaturi) ad esecutore:

- Non è una musica vaga ed imprecisa: il ritmo è scandito, preciso e con figure ritmiche complesse. (Chi la suona può essere qualcuno che ha imparato a memoria i tasti da premere , ma nella maggior parte dei casi l'esecutore è qualcuno che di musica se ne intende un po', non un paesanotto dilettante... io non sono un paesano, io ed altri amici la suoniamo con organetto e tamburello , e facciamo il liceo classico. l'ho imparata perchè è tradizione, ma il mio strumento principale è il pianoforte da quando avevo 5 anni , fatto il conservatorio fino al 5º anno e con licenza di solfeggio) ... Questo per sottolineare , vi prego di non fraintendermi :D , che è una musica che piace perchè bella, umile, poetica e che tutti possono suonare con passione.

- La tecnica alla tastiera non è difficile. Il tempo è in 8avi, scansione ternaria, quello che rende la cadenza tipica è il rapporto tra le figure ritmiche nella tastiera e i bassi. Il mantice e la smanticijata contano ma si usano in modo particolare quando si ha padronanza delle passate. L'effetto vibrato,contrariamente a quanto vi può sembrare, è dovuto per l'80% alla tastiera e ai bassi, e solo in parte al movimento del mantice. Ad orecchio vi sembra di sentire semplicemente 3-4 note , ed invece ci sono molte altre note che si inseriscono e sono queste quelle che danno effetto!

- Ci sono passate continue (ritmo "i paru") e passate cadenzate. Molte passate che sentite con l'organetto solista, in realtà sono stornelli da vecchio canzoniere che si tramandano tradizionalmente... Stornelli che riguardano detti popolari, sulla famiglia, il matrimonio, la società, l'amicizia, l'onore e sono (non lo nascondo, anche si chissu e nu sgarru ahaha) collegate alla 'ndrangheta.

- Le stesse passate sono espresse in più forme. Intendo che non c'è una passata unica, ma la stessa può essere presentata con variazioni. La passata alla forma più semplice sarebbe caratterizzata da poche note , e con un ritmo molto facile. Ma in torno a queste note si mettono abbellimenti (acceccature e gruppetti) , terzine e sincopi.

- Mi sembra chiaro che l'organetto in alcune passate imita la zampogna, in altre la lira, in ogni caso confermo quanto ho letto prima, e cioè che noi, le ultime generazione , tendiamo a suonare con virtuosismo ritmi più complessi.

Perdonatemi se vi ho riempito la testa di parole, se mi suggerite qualche programma per creare spartiti posso pure provare a fare qualche passata... tanto è musica fatta di ritmi e note precise , anche se oggetto di variazioni personali.


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