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Stai rispondendo al messaggio di: Pelizzari
[27-08-2014, a  16:35]
Re: Il colascione o calascione
Maestro Pasquale Scala,
la ringrazio per la sua gentile risposta che solo oggi ho potuto vedere.

Le spiegherò il perché della mia domanda.
Ho curato una mostra di liuteria della valle del Caffaro nei mesi di luglio e agosto e uno strumento esposto è ancora oggi un mistero.
Si tratta di un mandolino rustico il cui ponticello andrebbe posizionato prima della buca.
Ho già avuto contatti con un esperto e per il momento c’è un’unica ipotesi sensata.

Il manico di questo strumento è antico, la tastiera è stata fatta per una lunghezza della corda vibrante di circa 320 mm (diapason da mandolino). La cassa armonica originale è andata distrutta e qualcuno a inizio novecento l’ha rifatta copiando le dimensioni di un mandolino classico.
Il mistero sembrerebbe svelato ma la questione è più complessa perché la cassa del mandolino inizia attorno al decimo tasto; nel nostro caso la cassa ha l’attacco al 22° tasto.
Attorno al 20° tasto parte la cassa del colascione che però ha un diapason almeno lungo il doppio.
Questo strumento al momento lascia aperte alcune incognite.

I mandolini costruiti nel 1701 a Bagolino, ora esposti nei musei di Copenaghen e Norimberga hanno una cassa armonica minuscola (con attacco al 10° tasto), sono armati con quattro corde e testimoniano la presenza dei mandolini in loco fin dall’antichità.
Inoltre ci sono anche testimonianze della presenza del colascione.

Possibile che ci siano state strane ibridazioni tra questi due strumenti?
Lei maestro Pasquale ha visto ancora qualcosa di simile?

Cordiali saluti
Pelizzari

Posto l’immagine dello strumento come l’ho trovato e un collage di come avrebbe potuto essere la cassa originale.

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