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Torna all'elenco argomenti | Messaggi | Giovedi 17 Ottobre 2019

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Stai rispondendo al messaggio di: Damiano
[13-01-2009, a  18:27]
Re: distribuzione geografica della battente
Nà, Alfò, nà! Tutto da mangiare e su un piatto d'argento!
Direttamente dal mio sito www.pugliafedefolklore.it, sezione "Musica popolare"...

UNO STRUMENTO MUSICALE MARTINESE PERDUTO:
LA CHITARRA BATTENTE

Uno strumento della musica popolare martinese, ormai perduto del tutto (come la maggior parte di detta musica oggi nel nostro paese, soppiantata dalla musica napoletana prima e dalle discoteche poi) è “’a battiente”, la chitarra battente, che fungeva da accompagnamento. Tale strumento è stato importato dagli Spagnoli nel ‘600 in Italia, e all’epoca era chiamato “chitarra spagnola”. Diffuso fino al 1800 in tutt’Italia, fu soppiantato poi dalla “chitarra francese” (la chitarra di uso comune oggi), e il suo uso sopravvisse in alcune aree del Sud come la Calabria (dove viene suonata ancora oggi e dove il centro di costruzione più rappresentativo è Bisignano, a cura della famiglia di chitarrari De Bonis che opera dal ‘700), il Gargano (celeberrimi i cantori di Carpino e il grande Andrea Sacco; inoltre a Carpino è rimasta una bottega a cura del chitarraro Rocco Cozzola “Fascianedde”) e la zona compresa fra Bassa Murgia ed Alto Salento nei centri di Ostuni, Carovigno e San Vito dei Normanni, dove era uno strumento tipico del tarantismo, come pure nelle campagne del nostro paese. L’ultimo costruttore martinese di chitarre battenti è stato il liutaio Vincenzo Fasano, vissuto a cavallo fra ‘800 e ‘900, che costruiva anche chitarre francesi e mandolini. A Martina quasi tutti gli anziani sopra la settantina ricordano di averla vista suonare (specie a Carnevale) o sentita nominare, segno che già negli anni Cinquanta questo strumento, a 5, 6, 7 corde doppie (tutte “mi cantino”, la versione martinese dello strumento aveva 5 corde), cassa bombata e decorata con fiori stilizzati era in estinzione. Comunque il suo uso è testimoniato dallo stornello seguente:

T’agge annutte na matenète,
manduline e catarre battiente,
ce le sinte de sunà
sop’u litte te fàscene abballà.

Ti ho portato una matinata,
mandolino e chitarra battente,
se li senti di suonare
sopra al letto ti fanno ballare.



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