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[21-07-2011, a  13:48]
Re: La ubiquitarietà della musica popolare
non so se ho scelto il topic giusto per inserire questo interessante articolo apparso su La Stampa del 19 luglio scorso a firma di Alessandra Comazzi, dal titolo "In tutto il mondo è la stessa musica":


«Alzati che sta passano la canzone popolare - cantava Fossati - Se c'è qualcosa da dire ancora, ce lo dirà, se c'è qualcosa da imparare ancora, ce lo dirà». E quante cose ha da dire e da insegnare ancora la canzone popolare, che è diventata «glocal», e nessuno se ne vergogna più. Né ideologicamente, né linguisticamente. Il canto a tenore che sembra quello jazz, la ghironda mescolata alla batteria, il potere salvifico della pizzica sviluppato attraverso il tarantismo e le sue moderne notti. Il documentarista Piero Cannizzaro è approdato alla musica, quella che nessuno fermerà, con un viaggio tra Puglia, Sardegna e Piemonte, titolo «Tradinnovazione - Una musica glocal», in onda sabato all'alba su Raitre, orario comodissimo, per fortuna molta tv si può rivedere sui siti. Un modo per le reti generaliste di ammettere la loro sconfitta, ma nello stesso tempo un tentativo di farsi seguire, per interposto computer. Dunque Cannizzaro ha scelto tre regioni-simbolo per raccontare il mix tra musica del luogo e musica del mondo. Si studia, si contamina la tradizione e i giovani si sono riavvicinati alla cultura locale e hanno ricominciato a ballarla. Come ognuno può vedere nelle piazze (vere) di paesi e città. Bello, no?

Alessandra Comazzi, La Stampa,19 luglio 2011

Ringrazio Alessandra per la disponibilità a riportare l'articolo in questo forum

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