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Torna all'elenco argomenti | Messaggi | Mercoledi 20 Novembre 2019

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Stai rispondendo al messaggio di: Francesco
[30-05-2008, a  12:40]
Re: tammurriata
Buongiorno a tutti! credo che tutti siamo a conoscenza che la tammorriata sia una forma di espressione orale che varia da luogo a luogo e assolutamente NON IMPROVVISATA nel testo (le strofe sono fisse e,da quello che ho potuto notare, legate alla locazione geografica-semmai improvvisate sono le "barzellette", versi più piccoli, di otto sillabe, con cui si inframmezzano le strofe oppure sono cantati nella votata e servono essenzialmente per dare un ritmo più incalzante), tranne che per la scelta della sequenza delle strofe. Non si arrabbierà Valerio se mi permetto di chiarire il suo pensiero: il brano cantato da Citarella è un caso curioso perchè, pur avendo lo schema ritmico della tammorriata e i versi di 11 sillabe, le strofe sono composte da 4 versi (nella tammorriata solitamente 2,3 versi o combinazioni di queste coppie di versi) e,cosa ancora più interessante (aggiungerei:strabiliante), il modulo melodico sul quale sono cantate è molto simile a quello sul quale si cantano gli stornelli -e quindi il saltarello e la ballarella- (in area ciociara e del basso Lazio). Il mistero si infittisce. Personalente l'unico esempio di canti in Campania più attinenti allo stornello ,che in Campania-al meno nell'area nella quale si fa la tammorriata- a quanto mi risulta non esiste (il corrispettivo canto improvvisato in quest'area è il canto "a fronna"), è il canto "alla carbonara" tipico di Pietramelara (Ce)e dell'area dell'alto Casertano a ridosso del Matese. La domanda è:dove ha ascoltato Citarella questo pezzo? Oppure lo ha semplicemente scritto autonomamente, compiendo una riuscitissima e bella operazione di meltingh pot fra le culture dell'area vesuviana-nocerino sarnese e quella del basso Lazio? Pendiamo dalle labbra di chi ci illuminerà.

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