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Stai rispondendo al messaggio di: Pino Pontuali
[18-01-2013, a  18:09]
Re: Vecchie nenie
A Bracciano (RM), dove sono nato, questo gioco si faceva fino a circa 60 anni fa e si chiamava "salta la mula".
Ci si divideva in due squadre. La squadra che per prima impersonava la mula metteva una persona in piedi, appoggiata con la schiena a un palo o a un albero o ad un muro, a fare la testa della mula. Tutti i suoi compagni di squadra si disponevano uno dietro all'altro, piegati a 90°, con la faccia rivolta a terra e la schiena piegata parallela al terreno. Ciascuno teneva con le braccia i fianchi del compagno che lo precedeva. Il primo della fila teneva i fianchi di quello che era in piedi, appoggiato al palo o all'albero. Si formava così una lunga fila di schiene che partiva dalla persona appoggiata all'albero.
I giocatori dell'altra squadra, uno alla volta, dovevano saltare a cavallina sopra la mula, spostandosi poi in avanti lungo le schiene degli avversari, verso la testa della mula, per far spazio ai compagni di squadra che dovevano ancora saltare.
Lo scopo di questa squadra era quello di collocare più giocatori possibili sulla mula (se qualcuno scivolava dalla mula e cadeva, non poteva risalirci sopra, causando una penalità alla propria squadra). Una volta che tutti avevano saltato, la mula doveva reggere il peso di coloro che stavano in groppa senza rompersi per il tempo necessario affinché chi era sopra avesse avuto il tempo di dire:"Tre tre giù giù, tre tre giù giù, tre tre giù giù; ce vengo e ce ritorno, ce vengo e ce ritorno, ce vengo e ce ritorno un'altra volta". Nel caso che chi stava sotto cedeva per il peso doveva stare sotto anche la volta successiva.
Si faceva poi cambio: chi faceva la mula ora saltava e chi saltava diventava la mula.

Vince la squadra che dà vita alla mula più resistente.

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