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Stai rispondendo al messaggio di: giancarlo
[03-07-2011, a  23:04]
Re: Costruzione delle ance di canna
Ciao Alfonso.
Hai ragione: ogni metodo ha pro e contro.
Una premessa bisogna farla: per avere delle buone ance, si deve partire da ottime canne per ance.
...La mia personale esperienza, mi fa affermare che l'ancia non "assottigliata" sia più protetta dalla presenza della "cuticola", ma non solo: questo tipo di ancia, ha la lamella che in realtà è a sezione "circolare", cioè non tendente "al piatto" come quella "assottigliata".
Questo significa che la lamella "curva" è meno deformabile.
Questione di W o modulo di rigidezza e di momento d'inerzia, nella cui formule l'atezza h, della lamella, compare in maniera esponenziale.
In parole semplici: è più facile che si deformi una lamella piatta di spessore s, che una lamella dello stesso spessore, ma di sezione curva.
Lo so...è un discorso tedioso ai più, ma è così.
...Avete presente le ance di launeddas?
Quelle si che sono a contetto diretto della saliva, eppure la loro deformazione è davvero minima.
Le ance semplici delle nostre zampogne, invece, soffrono, più che altro, l'azione della condensa che si forma nella sacca.
Da qui il vantaggio dell'otre di pelle naturale, che assorbe l'umidità, impedendo la formazione di condensa.
Certo, non è semplice "azzeccare" le misure di una lamella, ma le si può sempre "intonare" come sappiamo.
Di ance "assottigliate" ne ho fatte (ed usate) tante: hanno dalla loro versatilità, praticità, facilità di realizzazione, ma, lo ripeto, sono più sensibili a tutte quelle variabili che ne influenzano il suono: temperatura, pressione, umidità (e quindi deformazione).
Saluti.




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