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Torna all'elenco argomenti | Messaggi | Giovedi 17 Ottobre 2019

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Stai rispondendo al messaggio di: Ronna Paulina
[18-09-2007, a  21:03]
Valore simbolico gestualità danze Campan
In un altro forum, Luca ha aperto un'interessantissima discussione che mi stimola ad aprirne, qui, una complementare ma diversa, soprattutto dedicata alla danza tradizionale in Campania. La domanda principale è la seguente: anche voi ritenete (come per esempio Annabella Rossi e Roberto De Simone) che la gestualità nelle danze popolari e tradizionali, in Campania, non sia casuale, ma
abbia un significato simbolico e magico? I due studiosi ritengono che spesso il tutto sia legato a un modo di concepire il sesso sempre associandolo alla morte e, nel libro che cito in calce, ne danno parecchi esempi, tra cui:

Andare costantemente avanti e indietro: è una spontanea manifestazione naturale, ma anche un gesto magico; ha contemporaneamente una simbologia sessuale e funeraria: tentativo o paura di passare una soglia che respinge continuamente (sia essa l'iniziazione sessuale che il mondo dell'aldilà), di comunicare col mondo dei morti o di morire; ritornare sui propri passi per l'angoscia che la morte o il sesso presentano.

Avvolgere l'altro in un cerchio sempre più stretto: a volte uno dei danzatori gira intorno all'altro come ad avvolgerlo in un'area sempre più stretta, entro cui possederlo; a parte il senso magico, sacrale e protettivo del cerchio , simbolo di ruota del tempo, sole, barriera contro le avversità, possesso e controllo dello spazio, questa gestualità ha anche un carattere sia sessuale (di corteggiamento, possesso) che di morte (come serpente che avvolge la preda fino a soffocarla); chi sta al centro e accetta, si compiace del corteggiamento; altrimenti può fuggire o tracciare uno spazio più largo per avvolgere a sua volta o cacciare via l'altro.

Avvolgere o svolgere una matassa: gesti riconducibili a quelle azioni tipiche di divinità legate alla vita e alla morte (come le tre Parche); voler sbrogliare una matassa o trovare una via d'uscita.

Camminare, danzare o correre all'indietro: se si arretra perché incalzati dal compagno, il gesto prende il carattere di debolezza, paura e fuga; in altri casi con tale gesto si vuole invitare qualcuno a seguirci e allora dev'essere la mimica facciale a chiarire tale carattere comunicativo; ...

Dondolare il bacino e oscillare il capo: liberarsi dalle tensioni che quotidianamente in modo maggiore implicano la testa e il sesso.

Dondolarsi (lateralmente o in avanti e indietro) è un movimento naturale e spontaneo atto ad esprimere la vitalità, ma rappresenta pure il movimento sessuale, il bisogno di essere protetti in un'immaginaria culla, tra le braccia di se stesso o in un mare senza fine, è accordarsi col moto rigenerante della natura; ha una funzione esorcistica atta a recuperare la vita di fronte alla fredda immobilità della morte.

Saltare: categoria magica, tipico gesto rituale dei "salii", sacerdoti di Marte inteso come divinità della vegetazione prima che della guerra: si salta per far crescere il grano; più alti sono i salti, più il grano cresce abbondantemente; ma il saltellamento continuo e leggero sembra imitare anche la pioggia come fecondante del suolo. In altri casi, ...

Setacciare: piegando le gambe e oscillando il bacino, il danzatore porta le mani parallelamente a dx e a sx come se avesse tra le mani un setaccio da farina; ora l'atto del separare la farina dalle scorie del grano è chiaramente nella tradizione un'azione legata alla morte: è infatti questa che sepra il corpo (crusca) dall'anima (farina); per questo nella tradizione la morte è anche rappresentata come mugnaio, vestita di bianco (infarinato) e alla morte sia associata la falce. Ma la stessa farina bianca è da considerarsi come sperma e il movimento oscillatorio è da ricollegarsi sia al coito, che alla fecondazione del suolo; infatti c'è da notare che nella danza in Campania appena si accenni all'atto di setacciare, immediatamente si divarichino le gambe e si entri in oscillazione anche con i fianchi. A livello sacrale, dunque, si rappresentano la morte e la rinascita della natura (si semina per ottenere la farina).

Spezzare la pasta: tipico nella danza campana, particolarmente delle donne: può essere la morte che spezza; ma ai maccheroni lunghi (che si gettano nella pentola duri e ne escono molli) è associata nella tradizione campana un'idea sessuale.
...

Che ne pensate? Quali sono le vostre osservazioni?

da CARNEVALE SI CHIAMAVA VINCENZO
ANNABELLA ROSSI/ROBERTO DE SIMONE
DE LUCA EDITORE, 1977


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