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Stai rispondendo al messaggio di: Giancarlo Petti
[16-07-2008, a  12:30]
Re: Costruttori di flauti di canna.
Ciao Michè!

Hai perfettemente ragione: il massimo che si riesce a fare allargando il foro all'internodo è di modificare l'intonazione al massimo di un semitono, però anche questo varia con il variare del diametro ed è inversamente proporzionale all'aumento del diametro della canna, cioè nei diametri piccoli, l'aumento è maggiore, nei diametri grandi l'aumento e via via decrescente, fino ad annullarsi.

L'equilibrio tra la dimensione dei fori e la loro distanza, si trova nello scegliere ... il diametro della giusto, della canna, in partenza!
Questo significa aggiornare e modificare il rapporto diametro-lunghezza della canna, anche in funzione della tipologia di canna stessa, che si ha a disposizione, ma soprattuto in funzione dell' esperienza e dei risultati ottenuti.
Si migliorerà sempre ed i risultati saranno sempre più vicini a quelle progettati (o sperati!).

Partire con un diametro giusto, permette di avere dimension di fori regolari, cioè diametro degli stessi intorno ai 4, 5, 6 mm.

Anche negli strumenti in Do, la distanza dei fori è di circa 1,7-1,6 mm, (misure da pendere con molta cautela per i motivi che conosciamo), ma è comprensibile, questa è la misura naturale, che quasi sempre, per una persona normale, esiste tra i polpastrelli, però per un bambino o un adulto con mani giganti, potrebbe essere necessario modificarle.

Le ance semplici battenti sono, come gia detto di diverso tipo, le più facili da fare sono quelle “separate” dallo strumento ( se tutto va male si buttano e si rifanno!).
Le più difficili sono quelle “nel corpo” dello strumento. (sbagliando, si butta tutto il lavoro ... e la canna!)

Le dimensioni della canna dei clarinetti sono in genere più sottili di quelle dei flauti, più lunghe e con diametro piuttosto ridotto per tanti motivi: intonazione, grande quantità di aria “assorbita” da quel tipo di ance, facilità di incastro delle ance nel fusto (visto che sono sottili s'incastrano meglio in canne sottili!) nel caso di ance separate;
facilità di imboccatura dello strumento (visto che l'ancia separata o “nel corpo” che sia, deve entrare completamente in bocca del suonatore, come nelle launeddas: immagini che succederebbe con una canna di grosso diametro?)

Relativamente alle ance quadruple, anch'io non ne ho mai viste in giro, e non ho mai avuto notizie di costruttori in attività.

Ho solo riprodotto quanto raccolto dai racconti di anziani.

Le trascrizioni di friscalettate siciliane? M'interessano molto, anche se registrazioni sarebbero più preziose ed aderenti alla mia condizione di musicista popolare “ad orecchio”

Saluti, Giancarlo.

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