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Stai rispondendo al messaggio di: Michele
[23-01-2008, a  12:14]
Re: Costruttori di flauti di canna.
Io non sono un gran costruttore....però ho avuto la fortuna di conoscere un'anziano costruttore, ho appuntato le sue dritte e ora le riporterò, se trovate qualche stranezza o difformità dalle tecniche solitamente riportate da altri, penso che l'importante sia il risultato e personalmente non ho mai visto friscaletti in grado di raggiungere tre ottave di estensione così come fanno i suoi (mizzica!!!!).

Per fare un buon friscaletto siciliano non esistono delle dimensioni standard, esiste l'esperienza soltanto, infatti la distanza e le dimensioni dei fori dipendono dalla portata in aria dello strumento, e come sapete ci sono friscaletti più o meno grossi... ogni costruttore ha le sue. Tra l'altro ricordo che usando canna maschio (più spessa) si ottengono strumenti di solito in do, re, mentre usando canne femmine si ottengono strumenti in sol, la (a dimensioni standard ovviamente...).
La canna maschio ha uno spessore maggiore della femmina, facendo dei confronti si dovrebbe facilmente essere in grado di distinguerle e comunque....consiglio, prendi quella che ti capita, maschio o femmina che sia, tagliala quanto vuoi tu...e vedi in che tonalità ti esce, dopo un po' di esperienza saprai fare previsioni, anche se magari con l'approssimazione di un tono, un tono e mezzo... la canna di solito va tagliata della lunghezza di circa 20 cm, bisogna lasciare da una parte un'internodo e una lunghezza di canna, dopo l'internodo, di almeno 1 centimetro, questa parte costituisce la coda dello strumento e verrà usata per l'accordatura e anche la definizione del timbro (più o meno cupo).... all'interno, inizialmente, l'internodo non va sfondato...

La sperimentazione, costituisce, secondo me, la via più breve per imparare ad intonarli bene "ad occhio", ricordo in proposito che i fori nn sn mai perfetti e che stabilite le dimensioni e le distanze, bisogna poi apportare delle piccole correzioni per avere un'accordatura perfetta, in qualunque caso...

Per fare un Friscaletto suonabile occorre canna palustre (arundo donax): Deve essere "siccagna" ovvero presa lontano dal mare, da posti troppo umidi e vicino i fiumi, si capisce che la canna è buona quando non ha le righe (venature) tanto grosse da essere visibili sulla superficie della canna. Altra indicazione: la canna è particolarmente dura.
la canna deve essere stagionata almeno 15-20 anni, come trovare canne così vecchie? basta andare in montagna (madonie, nebrodi...) e chiedere a contadini che tengono ste canne per il tutoraggio delle piante praticamente accatastate da generazioni, quelle canne hanno sicuramente i requisiti richiesti.

I fori secondo tradizione vanno praticati a fuoco, si dovrebbe usare un cuneo metallico reso incandescente, veramente l'anziano costruttore mi ha detto che in tempi antichi per fare i fori si usava un legnetto di salice; riporto le sue parole: "che incandescente fora la canna come il burro".


Altre informazioni:
- I fori devono essere perfettamente in linea con il becco, possibile in fase di realizzazione controllare guardando lo strumento da dietro, pena: il timbro dello strumento.
- I fori vanno cominciati dal basso.
- Iniziare a fare i fori con un diametro minimo (3-4 mm) ad occhio, e poi cominciare a vedere l'accordatura.
- I fori calanti si portano a tono aumentando il diametro dei fori, progressivamente, dal basso verso l'alto, ovvero in direzione del becco.
- l'ottava perfetta, considerando che il friscaletto ha il portavoce (come i flauti dolci) si regola ad occhio, considerando la distanza dalla finestrella al primo foro superiore (escluso quindi il portavoce), su questo però ho dei piccoli dubbi.
- una volta accordati i fori si può cominciare a vedere la scala sulla quale è stata costruita, a partire dalla tonica (III foro).
- Di solito l'ultimo foro è un po' più lungo .
- gli ultimi ad essere intonati devono essere gli ultimi 2 fori e il portavoce.
- Il nodo alla fine della canna ci deve essere sempre perchè garantisce una buona vibrazione (consistenza del suono), e perchè regolando l'apertura interna del foro è possibile modificare intonazione, fiato che occorre per suonare e pure il timbro (aprendola si alza l'intonazione).
- Per alzare la tonalità si accorcia la canna, ma fino al nodo e non oltre.
- Le misure perfette dell'apertura che taglia l'aria nel becco sono
6,5-7mm x 8 mm, ovviamente si tratta di misura indicativa xchè l'apertura dipende dalla grossezza della canna.
- Il canale che porta l'aria alla finestrella va sagomato sia nella zeppa che all'interno della canna e deve avere sezione via via decrescente, in modo che possa aumentare la pressione dell'aria e arrivare abbastanza potente alla finestrella.
- Il canale suddetto deve essere anche ben direzionato verso la linguetta che taglia l'aria e bisogna strutturare la zeppa in modo che non ci siano perdite d'aria.
- La zeppa si può fare con legno di fico (stagionato) visto che è facile da lavorare (e non si sbriciola come il sughero).

Ricordo infine che i friscaletti siciliani sono con fori 7+2 o 8+1, quelli più diffusi sono i 7+2 e i due fori posteriori sono: quello vicino al becco è portavoce, l'altro è nota.
Il becco può essere sagomato in due diverse maniere: o angolato o ricurvo, il primo se non sbaglio è detto alla messinese, il secondo alla catanese....
Scusate se ho scritto male le info ma le ho ricopiate un po' dagli appunti e da cose scritte in un'altro sito, sempre da me, in base ai miei appunti, un po' da ricordi... spero solo di poter rivedere l'anziano costruttore di cui ho parlato, visto che presto andrà in pensione e si trasferirà...
Circa il discorso del microonde, l'anziano costruttore mi ha detto che è possibile usarlo, (stagionatura di 20 anni in 20 minuti) ma molti hanno avuto dei dubbi, così ho fatto ricerche che possono esaudire ogni dubbio, i risultati li riporterò appena possibile...


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