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Torna all'elenco argomenti | Messaggi | Mercoledi 22 Novembre 2017

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Stai rispondendo al messaggio di: giancarlo
[03-10-2007, a  10:51]
Re: Costruttori di flauti di canna.
Ciao Alfò.
E' con grande umiltà che sconsigliavo l'uso del sughero.
Opinione confortata dalla mia esperienza. Sicuramente ci saranno posti in cui si usava e a proposito “dell’ uso non tradizionale” per le zeppe dei flauti in canna devo darti ragione: le abitudini e le usanze variano spostandosi da una zona all’altra, o da un’epoca ad un’altra.
Non avevo assolutamente volontà di generalizzare: mi riferivo esclusivamente alla zona geografica che ben conosco ed alla quale appartengo, cioè Molise Settentrionale ed Abruzzo.
Per tale zona confermo quanto detto: non era nella nostra tradizione realizzare zeppe in sughero.
Tale materiale, fino al dopo guerra, era cosa rara e veniva usato solo di rado.
La nostra era una realtà molto povera, le bottiglie stesse erano una rarità e nel quotidiano erano tappate dal tutolo (parte interna legnosa) delle pannocchie del granturco.
Il vino era conservato in appositi recipienti di terracotta chiamati “Truffoli” e l’acqua in altri, sempre di terracotta, chiamati “Cicinari”, l’olio nelle “Candre”.
I sugheri e le gabbiette di spago, per tappare le “bottiglie” di pomodori sono, da noi, cosa relativamente recente, come i tappi a corona!
Fino a non molti anni fa, la salsa di pomodoro era conservata dopo averla fatta essiccare al sole e ridotta “palle”, dentro dei recipienti di legno.
Il “cifello”, strumento pastorale per eccellenza, era realizzato in maniera estemporanea, nei campi, con un unico attrezzo: il coltellino che tutti portavano dietro.
Era di canna era e spesso anche la zeppa era realizzata nello stesso materiale.
In alternativa s’inzeppava con legno, verosimilmente altrettanto a portata di mano nei campi, piuttosto che con tappi di sughero.
Chiaramente è comprensibile che venisse usato in Sardegna.
Parlavo di scarsa “indeformabilità” riferendomi alla caratteristica “fisica” del sughero, cioè alla tendenza ad espandersi o a schiacciarsi, non delle caratteristiche “chimiche” che ne determinano la maggiore o minore attitudine a sviluppare muffe o funghi.
Altri problemi che ho riscontrato durante la lavorazione del sughero, specie se troppo asciutto sono la friabilità e quindi scheggiature, crepe, fessurazioni sulla superfice.
Per ottenere risultati migliori, ho provato a lavorare il sughero dopo la bollitura per qualche minuto: diventa più morbido, permettendo un taglio migliore!
Saluti, giancarlo





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