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Stai rispondendo al messaggio di: Pier Filippo Melchiorre
[21-11-2008, a  10:15]
Re: Costruttori di flauti di canna.
A Gianca', io non arrivo.
L'ottava rima non si può interrompere: è come
la catena di Sant'Antonio.
Mi ripromettevo di intervenire in merito alla scupulina
rispetto ai seguenti aspetti:
1) riferendomi all'arcaico mi sembra che questo strumento dell'area Italiana
sia quello che più ricorda (forse) l'utriculus romano, dal quale, mi pare aver capito,
derivino tutte le cornamuse e zampogne dall'Inghilterra al NordAfrica (sostanzialmente coincidente
con i territori dell'Impero Romano) se non altro per la sua povertà di materiale e lavorazione.
2) mi affascina l'idea delle ance semplici che ritengo essere più delicate
e quindi più vicine al concetto di "areofono" (mosso dall'aria, dal vento) che non le ance doppie (più vicine al concetto di capra che canta)
3) dal punto di vista strutturale ritengo che la scupina (forse) sia più delicata rispetto
agli altri strumenti ad ancia e però mi lascia perplesso il sistema canna/legno in quanto,
ritengo, che la pressione che si esercità sulle canne, potrebbe generare un'azione di taglio della canna stessa, meno resistente del ceppo in legno.
Conosci meglio di me gli sforzi che entrano in gioco quando si suona una zampogna (sforzo sacca/ceppo, canne/ceppo, ecc.).
Comunque mi piacerebbe veramente tanto riuscire a costruirne una sotto la tua guida, si intende.
ma per il momento rimane un sogno.
Approfitto per dirti che quasi sicuramente sabato 22/11 sarò ad Atina per la mostra mercato di strumenti popolari.
Se ci sei fammelo sapre così finalmente ci conosciamo.
ciao Pier Filippo

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