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Torna all'elenco argomenti | Messaggi | Giovedi 17 Ottobre 2019

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Stai rispondendo al messaggio di: Ronna Paulina
[10-05-2007, a  15:20]
Re: Gare de stornelli a 'ntuzzà: antichità?
Pino ha scritto:
<Con il canto è sempre stato possibile parlar male del governo (pensate ai giullari), del datore di lavoro, della mafia, ecc. senza incorrere in sanzioni o vendette; stornellando si poteva dialogare tra uomo e donna non sposati, corteggiandosi o liticandosi, senza che la donna fosse considerata di facili costumi. Si poteva parlare di sesso in modo addirittura esplicito senza offendere nessuno.>

Infatti, sia che stornellino a dispetto Odino e Thor nelle saghe nordiche, sia Carlomagno e i suoi dodici Pari presso l’Imperatore di Costantinopoli, o re Guglielmo il Rosso d’Inghilterra, valevano sempre le stesse regole: “Tutti i partecipanti avranno gli stessi diritti; anche i Re si comportino da Saggi; tutti si possono prendere a male parole, ma non si può prendere a male nessuna parola”.

Più facile a dirsi che a farsi... Non tutti ci riuscivano a rimanere “saggi” e non prendersela a male. Oggi per esempio ho proseguito e concluso il mio viaggio tra gli stornellatori “esotici” leggendo (sullo stesso libro citato ieri) che nelle isole Babar, gli uomini occupati sulla cima delle palme per ricavare il latte di cocco, indirizzano (per vecchi rancori?) canzoni satiriche al compagno seduto sull’albero vicino; qualche volta gli “stornelli” degenerano in violenze e omicidi!

Invece, nelle isole Boeroe (India orientale) gli stornelli sociali-competitivi sono detti “inga fuka”: uomini e donne, seduti di fronte, se li indirizzano basandosi su alternanza di strofe e controstrofe, domande e risposte, sfide e vendette, assonanze, sottigliezze, insinuazioni, giochi di parole, malignità e scherno, oltraggio e provocazione, ma sempre in ambito festoso(insomma sembrano un pò le stornellate tra Alfonso, Pino e Essabballe, ehehehe....); si utilizzano anche fra i due gruppi dello sposo e della sposa, alla cerimonia dei regali; sebbene vi sia anche un repertorio fisso, apprezzata è però l’improvvisazione, oppure la partenza da schemi abbastanza fissi ma individualizzati con felici aggiunte, variazioni, virtuosismi: tu inventi tutto al momento, oppure parti da “canovacci” già noti e sperimentati?

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