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Stai rispondendo al messaggio di: RonnaPaulina
[25-04-2007, a  11:21]
Non dite a mia madre...
...Non dite a mia madre che ballo la pizzica, lei mi crede ballerina di Irish Dance in un bordello emiliano!

Questo mi è venuto in mente, leggendo la presentazione che i Pandemonio, un gruppo di musica folk "altoitaliana", hanno voluto scegliere per convincerci ad acquistare il loro CD:
"Non è la solita pizzica o tarantella, ma finalmente qualcosa di DIFFERENTE!"

Che significa? Che bisogno c'è di creare queste contrapposizioni, per la propria affermazione? Che contributo aggiungerebbe alla creatività scrivere, rovesciando i termini: "Non è la solita cosiddetta musica "celtica", che ormai ha stufato, ma finalmente ecc ecc?"

Che sia ben chiaro: sia da parte "celtica" che da parte "pizzicagnola", qualcuno furbescamente ha ravanato negli ultimi anni in maniera commerciale e vampiresca in una musica e cultura che ha millenni di storia alle spalle, solo per "consumarla" finchè tirava, senza rispetto, senza attenzione,... E questo fa dire: "Finalmente qualcosa di diverso, non se ne poteva più"
Qualcuno invece ci ha creduto e ci crede, ha studiato per anni con passione strumenti quali la chitarra battente, la lira, l'organetto diatonico, la zampogna..., non ha imparato 5 brani in croce dai CD, ma ha assorbito le tradizioni magari recandosi "in loco", presso le (poche) feste popolari ancora vive e non commerciali, a contatto diretto con i (pochi sopravvissuti) "portatori di tradizione" e magari leggendosi testi di antropologia musicale...

Ma ricordiamoci che il linguaggio può essere usato per avere un impatto sulle emozioni utile o dannoso; le parole possono confonderci e limitarci oppure sostituire una convinzione limitante con una prospettiva che offra un numero maggiore di scelte. Il linguaggio non si limita a rappresentare la nostra esperienza, ma la “incornicia”. I Pandemonio potevano evitare di svalutare o sminuire il valore storico, artistico, sociale, creativo ed emozionale della musica del Sud Italia, ma semplicemente dirigere l’attenzione sul focus positivo della loro proposta. Perchè non ci sia contrapposizione, ma integrazione: a noi piacciono l'una e l'altra musica, ed altre ed altre ancora che ugualmente "ci risuonano dentro" e riescono a regalarci emozioni.

Naturalmente, non voglio gettare la croce su un'unica frase estrapolata, ma essa ci consente una riflessione più ampia e generale; e, come per magia, oggi apro "Il Salvagente" del 12-19 aprile 2007 e, nell'articolo di Luisella Costamagna, leggo una riflessione sulla “scorrettezza nella concorrenza, di pubblicità che si rivolge ad un immaginario piccino, che sottovaluta l’acquirente e lo disprezza, riducendolo a bassi istinti, a molle primarie, a riflessi pavloviani” ...
Che ne pensate?

Ma mi raccomando: non dite a mia madre...



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