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Torna all'elenco argomenti | Messaggi | Martedi 15 Ottobre 2019

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Stai rispondendo al messaggio di: RonnaPaulina
[24-02-2008, a  11:18]
Re: offro/cerco passaggioooooooooooooooooooooooooooooooo
da:http://www.alfonsotoscano.it/forum/subject.asp?Page=6&S_id=115&H_I D=36&pageid=2&show=1


C’è da dire che, trent’anni fa, chi ci andava non ne scriveva certo in pubblico e gli appassionati dicevano tra di loro, con un’aria cospirativa da “moti carbonari”: “Ci vai LA' quest’anno? “ oppure: “Ci vediamo LA'”. Questo “LA'” era ed è un paesino francese formato da una strada principale, una chiesa, un castello con boschetto e due bar, uno a destra e uno a sinistra, in mezzo alla campagna, vicino alla città di Chateauroux e La Chatre, nella zona dove nacque la scrittrice George Sand, autrice tra l’altro del libro “Les Maîtres sonneurs” che ho letto con grande piacere e godimento nell’ottocentesca lingua originale, avendone acquistata un’edizione usata, vecchia e illustrata. Ci sono delle belle storie di maledetti suonatori con la “sacca del diavolo”, amori, tradizioni, danze (bourrées,...). Dal 1976, intorno alla metà di luglio (ci dev’essere compresa dentro la data della presa della Bastiglia) si svolgono questi « Rencontres Internationales de Luthiers et Maîtres Sonneurs de Saint Chartier », (incontri internazionali dei maestri liutai e musicisti).
Il festival si snoda nel boschetto del castello; al suo interno, sono allestiti un centinaio di stand di liutai provenienti da tutta l’Europa (tra cui i nostri Castagnari organetti; Simonazzi percussioni antiche; altri costruttori di chitarre battenti...), due o tre piste da ballo per gli stages di danze popolari che si svolgono mattino e pomeriggio con musica dal vivo; un grande palco centrale dove si svolgono gli spettacoli pomeridiani e serali di musica trad europea, palchi minori (tra cui il Jeu Libre) dove si avvicendano gruppi meno noti che comunque godono dell’attenzione e del rispetto di un pubblico veramente appassionato ed esperto; lo spazio dove i bambini, sotto la guida di esperti pazienti, costruiscono i loro strumenti, come i “fischi” tratti dalle canne palustri o apprendono le danze gioco delle tradizioni regionali; lo spazio gastronomico, immensi tavoloni dove, oltre a gustare ratatouille, fromage blanc ed altre delizie, si socializza alla grande e... si continua a suonare, come sotto gli alberi, davanti agli stand, persino nell’anticamera delle toilettes, mentre aspetti il tuo turno. Una delle caratteristiche di Saint Chartier è che, pur essendo strutturato in modo semplice ed assolutamente spartano, puoi incontrare, sotto un albero, al bar o sulla scalinata del castello, dei musicisti davvero bravi, famosi ed esperti, che “non se la tirano”, ma suonano in compagnia con gli altri, in completo spirito d’allegria e condivisione; puoi godere di un’atmosfera veramente sicura e rilassante tra famiglie, vecchi, giovani e bimbi, continuamente pervasa dal suono di cornamuse, vielle, bombarde, biniou, organetti... Gli standisti apprezzano molto queste inattese “session” e lasciano apposta delle sedie libere attorno agli stand per favorire l’attorniamento di altri musicisti che suonino con lui o che provino i suoi strumenti. E i bambini!!! Sono incredibili!!! Quanti bambini suonano cornamuse piccole piccole, ghironde,...! Lì non puoi mai dormire, tanto il programma è generoso e interessante: non certo la notte, che è la parte più socializzante e divertente; non certo il giorno, quando puoi ascoltare, apprendere, guardare, odorare,... All’improvviso, non te ne accorgi e crolli dove sei. Remì ha ancora il ricordo della Mascia (di solito sempre all’erta) che, sdraiata prona sul prato, s’era arresa e se la dormiva saporitamente incurante dei festivalieri che passavano a due centimetri dalle sue gambe, “cullata” dalle note di baghèt e gaite, darbouke, cabrettes e ghironde...
Di sera, oltre al festival ufficiale, si svolge un interessantissimo e divertentissimo “festival off”, fuori dal castello: finito il concerto principale, i musicisti si trasferiscono sulle tre o quattro pedane in legno esterne, si aggregano spontaneamente e danno vita a quel linguaggio internazionale che è la musica, mentre centinaia di persone ballano, si salutano, si conoscono, rimandando all’indomani le “transazioni commerciali”, l’acquisto di questo o quello strumento, di questo o quell’accessorio... E’ difficile trovar da dormire se non si prenota in tempo; noi siamo andati per alcuni anni a casa di Madame Revellon, ottima cuoca, ma ci sono anche i campeggi; altrimenti, gli alberghi sono nelle cittadine vicine. Ah,... Vicq merita almeno una visita... gastronomica: una famosa Osteria egli Artisti (quando io e alcune amiche vi abbiamo concluso il nostro pasto con un soufflé di chocolat à la créme de noisettes e non so che altro... alla fine ridevamo che tutti pensavano che ci fossimo fatte delle canne...ma a noi basta il cioccolato, VERO? detto a chi lo ama!)

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