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Stai rispondendo al messaggio di: Alfonso
[21-03-2007, a  21:33]
Re: quando una chitarra può dirsi battente ?
Caro Mario ti dò il benvenuto e mi complimento per la chiarezza con la quale hai esposto le tue idee, è vero, un liutaio è un serio professionista, se si comportasse diversamente da come l'hai descritto ne rimarremmo fortemente delusi,

ma devi anche convenire che "Saper coniugare tutte queste conoscenze allo scopo di poter soddisfare il più possibile il musicista e la sua musica" significa anche votarsi all'evoluzione, la sperimentazione, l'innovazione, e questo è senz'altro una cosa positiva, è una prerogativa dell'arte, anche progresso, che ha nei liutai i suoi paladini..

ma esiste anche la vituperata tradizione, ed hai assolutamente ragione quando dici che " se la tradizione indicasse di costruire uno strumento senza tastiera, di utilizzare qualsiasi essenza reperibile alla bisogna, di non avere alcuna conoscenza di fisica acustica, allora, la tradizione non dovrebbe rivolgersi ad un liutaio per i suoi strumenti ma, che dire, ad un buon falegname, ad un etnomusicologo, allo stesso esecutore",

è vero, la tradizione non va tanto per il sottile nel senso che bada poco al suono dello strumento, e io credo che questo accada perchè la "tradizione", ossia i "suonatori", intendono per gran parte la chitarra battente esclusivamente come UN MEZZO per cantare, ossia
per trasmettere bene o male la propria cultura, perpetrare la tradizione, a differenza del "musicista" che lo vede esclusivamente come UN MEZZO per "comporre" musica.

Mi sembra che ogni discussione porti alla constatazione che la chitarra battente stia ad un bivio, da una parte c'è un futuro di strumento musicale per musicisti-compositori, dall'altra c'è un futuro come strumento per perpetrare la validissima, ricchissima e preziosissima tradizione canora, le due strade non sono assolutamente in contrasto, DIVERGONO, ma questo conferma che possono coesistere, non ti pare ?

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