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Torna all'elenco argomenti | Messaggi | Mercoledi 16 Ottobre 2019

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Stai rispondendo al messaggio di: Alfonso
[15-03-2007, a  21:06]
Re: quando una chitarra può dirsi battente ?
Per Marcello:
Sono assolutamente d'accordo con te sopratutto per quanta riguarda il discorso dell'incatenatura..

per Davide:
CaroDavide, nel Cilento le battenti tradizionali hanno normalmente nove tasti (non dieci).

per Tommaso:
Caro Tommaso sarebbe importantissimo avere una foto di questa battente di Coppola, può essere che il proprietario sia riuscito a tenerla nascosta ai vari “ricercatori” che hanno più volte setacciato il Cilento in cerca di reperti ? speriamo che tu ci riesca..

In merito alla tua “non affermazione” che le mie chitarre battenti che hai avuto occasione di vedere non sarebbero battenti perché hanno le chiavette al posto dei pìroli e la cassa in compensato sono d’accordo con te che ciò “non si può affermare” per un motivo molto semplice che ho già avuto occasione di illustrare ma che spesso sfugge, spero di spiegarmi bene:

sia i pìroli che le chiavette metalliche hanno la stessa medesima funzione, e soddisfano ambedue l’esigenza di accordare lo strumento, essi sono un semplice dispositivo di tensione delle corde che è una delle caratteristiche di questo strumento. Altra cosa sarebbe se il dispositivo fosse stato stravolto assumendo una funzione diversa, è ovvio che in questo caso lo strumento non sarebbe più lo stesso,

è come per il ponticello, per il quale sono stati usati i materiali più disparati, osso, corno, barrette di metallo, e fin'anche vetro, senza che nessuno possa trovare da ridire, ma a patto che rimanga mobile..


Se poi vogliamo vedere la cosa dal punto di vista della tradizione, per quanto riguarda l’uso del compensato e delle chiavette, la mia opinione è che “tradizione” non vuol dire ricopiare le stesse cose che qualcuno ha fatto tempo prima, se così fosse, caro Tommaso, tu adesso non potresti suonare la zampogna ma ti esibiresti percuotendo una mascella di pterodattilo su una pietra e Davide “canterebbe” imitando i rumori dell’Etna, io credo che la tradizione sia nel metodo e applico quindi questa filosofia, quando decisi di costruirmi una chitarra battente mi chiesi: ma i miei antenati ebanisti-liutai De Luccia di Casigliano quando decidevano di costruire una battente come si comportavano ? la risposta giusta è: utilizzando le tecniche ed i materiali immediatamente disponibili (non andavano certo in val di fiemme a prendere l’abete, e decoravano le battenti con i bottoni delle camicie), quindi se io oggi voglio costruirmi una chitarra battente secondo tradizione devo fare la stessa cosa, cioè utilizzare le tecniche e i materiali immediatamente disponibili ed io ho trovato disponibili chiavette metalliche e compensato, poi quando ho trovato disponibile l’abete della val di fiemme, l’acero marezzato o il mogano ho usato anche quello, il tutto nel rispetto della “tradizione”..

Altra cosa sarebbe se avessi deciso di fare il liutaio, allora avrei doverosamente dovuto acquisire le tecniche ed i materiali canonici, anche se non disponibili, frequentando una scuola Cremonese e acquistando il materiale da Rivolta o da Stewart-MacDonalds..

Per Stefano:
Caro Stefano, sappiamo tutti le caratteristiche che “dovrebbero” contraddistinguere una chitarra battente da un altro strumento, mentre penso che il difficile sia stabilire (ammesso che ci interessi), se sia una chitarra battente o meno, uno strumento in cui siano presenti solo una parte delle caratteristiche, ma penso che questi discorsi abbiano scarsa utilità pratica..


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